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Le migliori osterie in Irpinia secondo Slow Food.

Due new entry e le solite conferme: l’Irpinia dell’accoglienza e dei buoni sapori fa bella mostra di sé nella guida griffata Slow Food dedicata al mondo delle osterie.

Anche per il 2021, l’associazione di Brà strizza l’occhio all’Irpinia della buona tavola e della genuinità, ai sapori più autentici del territorio e all’interpretazione che le abili mani di osti e ristoratori ne offrono al pubblico.

Come ogni anno, i primi giorni d’autunno coincidono con la pubblicazione della guida Osterie d’Italia, curata da Marco Bolasco e Eugenio Signoroni.

Una guida che è un compendio di un anno di ricerche, degustazioni, scoperte lungo lo Stivale tra tutti quei locali che non solo a parole ma soprattutto a suon di portate messe in tavola rispondo ai criteri che da sempre sono alla base della filosofia di Slow Food.

L’edizione 2021 della Guida Osterie d’Italia ha, inevitabilmente, risentito degli effetti della pandemia che, tra lockdown e zone rosse ha profondamente minato il settore della ristorazione. Per questo motivo, i curatori hanno scelto, per l’anno 2021, di non assegnare le famose Chiocciole di merito ma anche di non eliminare nessuno dei presenti nell’edizione precedente.

Osterie d’Italia, le novità 2021 in Irpinia

A questi, sono state aggiunte solo alcune new entry.

Le nuove citazioni per la provincia di Avellino arrivano entrambe da Grottaminarda, che porta nella guida l‘agriturismo “Barrasso” e la pizzeria “Giovanni Grimaldi”, due luoghi tanto diversi tra loro ma accomunati dalla passione nella preparazione di piatti che sanno trasmettere tutti i migliori sapori dell’Irpinia e della Campania delle aree interne.

Sfogliando la guida, tra le tante segnalazioni della Campania, che è tra le regioni italiani con il maggior numero di citazioni, si scopre che ben sette tra ristoranti e trattorie a cui gli esperti dell’associazione di Bra hanno assegnato il massimo riconoscimento, la famosa Chiocciola simbolo di Slow Food, si trovano in provincia di Avellino.

In pratica, un terzo della classifica dei migliori ristoranti in Campania secondo Slow Food si trova in provincia di Avellino.

Ristoranti e trattorie segnalati da Slow Food in provincia di Avellino.

Si tratta di 7 nomi affermati e consolidati nel panorama della ristorazione avellinese, distribuiti in altrettante zone della provincia di Avellino, a testimonianza di quanto sia diffusa in Irpinia l’arte e la filosofia del mangiar (e cucinare) bene.

Ed ecco che i ristoranti della provincia di Avellino che interpretano alla perfezione quella selezione di natura, gusto e territorialità diventano quasi un attrattore gastronomico per il proprio circondario, la tappa obbligata per un saporito rifornimento per chi va alla scoperta delle ricchezze storiche, culturali e naturali dell’Irpinia.

La Pignata, chiocciola Slow Food ad Ariano Irpino.

E’ il caso, ad esempio, de La Pignata ad Ariano Irpino (città della ceramica con interessanti forni ed un ricco museo dedicato) che dal 1980 porta in tavola l’arte della semplicità attraverso una esplosione di sapori del territorio.

La Pergola, chiocciola Slow Food a Gesualdo.

Nel segno della chiocciola e dei valori dell’Associazione di Bra, anche La Pergola a Gesualdo (il paese in cui operò il principe dei musici Carlo Gesualdo) con i suoi sapori che trasudano storia e tradizione.

Trattoria Di Pietro, chiocciola Slow Food a Melito Irpino.

A Melito Irpino, per rimanere in quel fazzoletto d’Irpinia che si insinua esattamente a metà strada tra la Daunia ed il Sannio, l’Antica Trattoria Di Pietro è uno degli ultimi baluardi della cucina contadina d’un tempo, il cui menù è scandito dal susseguirsi delle stagioni e delle produzioni dell’orto.

Valleverde Zi’ Pasqualina, chiocciola Slow Food ad Atripalda.

Nel cuore di Abellinum, l’odierna Atripalda, il primo nucleo abitativo dell’attuale città capoluogo, proprio a due passi dal parco archeologico, ecco Zi’ Pasqualina Valleverde, forse il locale che più di ogni altro interpreta il significato di trattoria traslato nel terzo millennio.

Dall’Alta Irpinia e la Valle Ufita al verde del Partenio: mutano gli scenari naturali, non certo l’offerta turistica e gastronomica.

L’Osteria del Gallo e della Volpe, chiocciola Slow Food a Ospedaletto d’Alpinolo.

Per chi si reca ai piedi di Mamma Schiavona, al Santuario di Montevergine, luogo di culto mariano per eccellenza in Campania, ad Ospedaletto d’Alpinolo L’Osteria del Gallo e della Volpe della famiglia Silvestro è molto più di un punto ristoro per i viandanti.

E’ un’esperienza di gusto in cui si saprà apprezzare quel non luogo che è la lentezza, intesa come spazio aggregativo, comunicativo e di conoscenza.

La Ripa, chiocciola Slow Food a Rocca San Felice.

Ultimo ristorante inserito nella guida Osterie d’Italia 2020 di Slow Food e confermato nel 2021 è, infine, La Ripa di Rocca San Felice, un presidio del mangiar bene nella zona della affascinante Mefite e del superbo pecorino Carmasciano.

Osteria I Santi a Mercogliano.

Nella guida Osterie d’Italia di Slow Food c’è anche un nome forte di Mercogliano: qui l’osteria I Santi raggiunge l’agognata chiocciolina.

Un riconoscimento meritato per la accogliente osteria di Capocastello di Emilio Grieco che da anni delizia il palato di una clientela che ne apprezza la ricerca e la genuinità delle materie prime utilizzate.

Le migliori osterie in Campania secondo la guida Slow Food.

Osterie d’Italia, la guida edita da Slow Food, è ormai un punto di riferimento per quanti amano mangiare bene, spendere il giusto ed andare alla ricerca di quei posti che fanno davvero la differenza.

Giunta alla sua trentunesima edizione, il vademecum che assegna le Chiocciole, il simbolo dell’associazione di Bra, alle osterie, alle trattorie ed ai ristoranti italiani che nei loro piatti trasferiscono la filosofia di Slow Food, ha recensito 1697 locali lungo tutto lo stivale, stilando una mappa, regione per regione dei migliori ristoranti italiani secondo il giudizio (ed i parametri) dei curatori storici, Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni.

Ma l’edizione 2021 della Guida si presenta al pubblico dei lettori con delle novità non solo tra le strutture citate ma soprattutto nella forma che si è deciso di adottare.

La pandemia ha finito per avere effetti anche sul settore editoriale: la chiusura a lungo di tante strutture, l’inevitabile riconversione che ha interessato alcuni, lo stop definitivo di altri ha indotto, per l’anno 2021, a non assegnare le storiche Chiocciole.

Nessun ristorante, però, è stato cancellato dalla guida, che riporta tutti quelli precedentemente citati ai quali, però, si sono aggiunte delle piacevoli novità.

E in questa nuova versione di Osterie d’Italia Slow Food, a fare la parte del leone è proprio la Campania, la regione che riporta il maggior numero di segnalazioni.

In Campania sono 23 i nuovi ristoranti segnalati nella guida – oltre a quelli già menzionati in passato – , che oltre al simbolo generale della Chiocciola, individua anche altri elementi per consentire una scelta responsabile e convinta ai consumatori: c’è l’annaffiatoio che indica la presenza di un orto di proprietà, la bottiglia a testimoniare una carta dei vini particolarmente ricca, la chiave per segnalare la possibilità di dormire nello stesso luogo, il formaggio per quei locali che presentano un menù con prodotti caseari di qualità.

Una menzione particolare viene, infine dedicata a quei ristoranti che offrono menù per celiaci e a quelli che utilizzano nel loro menù almeno tre Presidi Slow Food.

I ristoranti della Campania segnalati da Slow Food nel 2021

Ma quali sono in Campania le nuove Osterie segnalate da Slow Food nell’edizione 2021 della Guida?

Ecco di seguito tutti i locali delle province campane che sono stati meritevoli di una citazione secondo i curatori della guida Osterie D’Italia 2021:

• «Don Lisandro», Caserta

• «La Taverna degli Antichi Sapori», Controne (Sa)

• «VicoRua», Eboli (Sa) •«L’Occhiano», Felitto (Sa)

• «Barrasso», Grottaminarda (Av)

• «La Tana della Sirena», Montecorice (Sa)

• «Osteria Mediterranea», Napoli

• «Nonna Luisa», Piano di Sorrento (Na)

• «Katakrì», Piedimonte Matese (Ce)

• «I Cacciagalli», Teano (Ce)

• «Casa Kbirr», Torre del Greco (Na)

• «Olio e Basilico», Calvi Risorta (Ce)

• «La Bottega Creativa», Cardito (Na)

• «Le Parùle», Ercolano (Na)

• «Giovanni Grimaldi», Grottaminarda (Av)

• «’O Scialatiello», Marigliano (Na)

• «1947 Pizza Fritta», Napoli

• «Vincenzo Capuano», Napoli

• «Fronna d’Està», Pomigliano d´Arco (Na)

• «La Pietra Azzurra – Vallo di Diano», Sala Consilina (Sa)

• «Magma», Torre del Greco (Na)

• «Binario 1», Vairano Patenora (Ce)

• «Pizzeria Eden», Vallo della Lucania (Sa)

Nella edizione precedente della guida, quella che ancora contemplava la presenza delle Chiocciole come segno distintivo delle strutture, venivano segnalate invece 22 attività in tutta la Campania: ecco quali.

Osterie Slow Food ad Avellino.

In provincia di Avellino vengono segnalate La Pignata ad Ariano Irpino, il Valleverde Zi’ Pasqualina ad Atripalda, La Pergola a Gesualdo, Di Pietro a Melito Irpino, L’Osteria del Gallo e della Volpe a Ospedaletto d’Alpinolo e La Ripa a Rocca San Felice e la new entry, rappresentata da I Santi a Mercogliano.

Osterie Slow Food a Benevento.

A Benevento, il solo ristorante con la chiocciola è Nunzia.

Osterie Slow Food a Caserta.

Gli Scacchi di Caserta è l’unico ristorante in città segnalato nella guida mentre in provincia, a Bellona, il riconoscimento per la prima volta è andato all‘osteria A’ Luna Rossa.

Osterie Slow Food a Napoli.

A Napoli e provincia ecco Fenesta Verde e La Marchesella a Giugliano in Campania, Il Focolare a Ischia, Lo Stuzzichino a Massa Lubrense, Da Donato a Napoli, Abraxas a Pozzuoli, ‘E Curti a Sant’Anastasia e Il Cellaio di Don Gennaro a Vico Equense.

Osterie Slow Food a Salerno.

Nel salernitano, i ristoranti che rispondono ai criteri indicati da Slow Food sono: Famiglia Principe 1968 a Nocera Superiore, Perbacco a Pisciotta, ‘O Romano a Sarno, La Piazzetta a Valle dell’Angelo.

Tra Trattorie e Ristoranti tipici in Campania, ecco dove mangiare bene i piatti della cucina campana.

La cucina in Campania, come in molte altre regioni italiane, rappresenta a pieno titolo una tipicità del territorio ed un elemento di grande appeal per i turisti, che tra musei, città d’arte e paesaggi mozzafiato dedicano una buona parte della loro permanenza alla degustazione dei piatti e dei prodotti tipici campani.

E così chi ama questi sapori, non può non andare alla ricerca dei migliori ristoranti tipici in Campania.

Ristoranti Tipici Napoli

Per chi ha gusti precisi e raffinati, tappa obbligatoria alla Trattoria Toledo, nel centro storico, dove la Genovese è un atto d’amore.

Tra gli altri piatti presenti nel menù, consigliamo lo scarpariello, la calamarata con calamaretti, gli ziti al ragù napoletano, gli spaghetti o le linguine con il pescato fresco. Tra i contorni, altre perle della cucina napoletana: zucchine alla scapece, parmigiana di melanzane, friarielli.

Una tappa obbligata va fatta anche alla Locanda del Grifo al rione San Lorenzo, dove gustare il tipico Scarpariello.

Un piatto semplice, di antichissima tradizione, cerato con prodotti sempli, tipici della Campania, inebriante nei profumi del Mediterraneo e musica per gli occhi e per il palato.

Tra gli altri piatti consigliati: paccheri con pomodorini del piennolo e gamberoni, gnocchi ai frutti di mare e paccheri con cozze e formaggio.

Ristoranti tipici e trattorie a Salerno e in Costiera Amalfitana

Tra le trattorie ed i ristoranti tipici di Salerno selezioniamo sicuramente Mamma Rosa, in via Pirro, che si propone con un ambiente accogliente e genuino. Tra le specialità è possibile gustare sia piatti di mare che di terra, in pieno stile salernitano. Tra i piatti da gustare gli Spaghettoni di Gragnano igp con broccoli saltati, filetto di baccalà, chips di baccalà, fonduta di pecorino romano dop con olio al prezzemolo aromatizzato con acqua di mare depurata. Da tenere in considerazione anche le Orecchiette con zucca, polpo verace verace, pecorino romano dop e grissini all’olio d’oliva con sesamo ed erbette aromatiche.

Tra i migliori ristoranti di Salerno, troviamo Il Gozzo , in via Largo Conservatorio Vecchio. Pesce crudo e rivisitato, ma anche pietanze di terra come parmigiana in barchetta e pesto, cavatelli con cremoso di patate, seppie e bottarga, gamberoni in guazzetto oltre al pescato del giorno.

Sempre a Salerno, alle spalle del Duomo, l’Hostaria il Brigante è uno scrigno di gusto dove poter mangiare le lasagne con ceci alla cafona ed il piatto forte del menù, la Sangiovannara, tipico primo piatto , da gustare in un ambiente raccolto e familiare, a due passi dal Duomo di Salerno.

Per finire, nel capoluogo salernitano, consigliamo, sulla strada che porta a Vietri Sul Mare il ristrorante stellato, Re Maurì con il menù gourmet dello chef Lorenzo Cuomo: Crema cotta, Fritto con Caviale e Toast con tartare, Uovo croccante, Baccalà e Provola Affumicata fresca Cubo di Genovese Napoletana con Pecorino e salsa al Taurasi. Minestra di Pasta mista con Fave e Cipollotto, Guanciale di Maialino nero, Capasanta e PecorinoRiso Carnaroli gran riserva ai Piselli, Seppioline e mantecato di Baccalà. Guancia di Vitello brasata con Fagioli misti, Spugnole e la sua Trippa, Soufflè alle Fragole e Lime con mantecato di Bufala al Pistacchio 

Sulla Costiera Amalfitana la punta di diamante è A’ Paranza di Atrani, dove i sapori del mare fanno festa.

“L’esclusività della materia prima permette la preparazione di piatti che colpiscono per l’essenzialità dei sapori, – come affermano sul sito – mai coperti o enfatizzati da condimenti non necessari. E’ la scelta dei clienti, ed è la scelta di Ristorante ‘A Paranza”. Dichiarazioni che non sono pubblicitarie, ma che davvero racchiudono il concetto di questo posto unico.

Sempre in costiera ottima l’offerta della trattoria “Il Ritrovo” di Positano che prepara una splendida zuppa saracena.

Se non ci credete, date uno sguardo e poi recatevi ad assaggiarla.

Più a Sud, sempre in provincia di Salerno, sull’altra costiera mirabile della Campania, a Marina di Camerota, nel Cilento, piatti di mare a volontà Alla vecchia Cascina.

Il pesce qui viene mostrato ancora vivo prima di prendere la strada della cucina e della tavola. Ottimo l’astice e le varianti tipiche della casa.

Ristoranti tipici ad Avellino

In provincia di Avellino l’enogastronomia è uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica.

In città, si segnala il ristorante Martella nel centro storico, capace di abbinare ai sapori della tradizione locale, (pasta patate e provola, ravioli con il tartufo, lagane e ceni scarole e fagioli) ad abili varianti ed innovazioni.

Qui è possibile gustare la tipica Rape e patate irpina, fatta secondo la ricetta tradizionale

Al centro città, nei pressi del Tribunale, si segnala La Forchetta d’Oro. Da provare le tagliatelle con Funghi porcini e tartufo, dove si racchiudono i principali sapori dei boschi irpini.

Di altissimo livello l’offerta del Megaron di Paternopoli, sapori raffinati (Polpetta con tartufo nero su crema di pomodori essiccati al sole, Crostini con crema di broccoli invernali, alici e pomodori secchi Giardiniera dell’orto di Casa Megaron con olio evo Ravece, Crema di zucca con fagioli di Volturara, pomodori secchi, tartufo nero ed olio evo Ravece, Fusilloni con Broccoli Aprilatici, Carciofi e Pomodorini del Piennolo, Fave, Pecorino e Cipolla, Stracotto all’Aglianico con broccoletti) e decisi a carattere stagionale.

Noto ai buongustai, l’Oasis di Vallesaccarda, che grazie a piatti veramente gustosi (Vellutata di cicerchie al profumo di timo con prallina di prosciutto e finocchietto; Orzo, carciofi e tartufo; Castagne del prete, fagioli quarantini di Volturara, funghi e fave di cacao; Cipolla ramata di Montoro e caciocavallo podolico; Polentina di farina di granturco, broccoli, nocciole, bottarga di tonno, colatura di alici di Cetara e provola affumicata; candele spezzate con ragù all’antica e fonduta di caciocavallo; Ravioli di burrata ed erbette, manteca campana e tartufo nero di Bagnoli Irpino; Faraona porro e arancia, Maiale bianco su papaccelle all’aceto, arance e mosto cotto di aglianico) vanta una stella Michelin.

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Ristoranti tipici a Caserta

Di particolare rilievo la cucina tipica offerta dai ristoranti del Borgo di Casertavecchia  alla La Torre dei Falchi, ristorante dove ci si può deliziare con baccalà, agnello laticauda,  pappardelle al cinghiale.

Minestra maritata e strangozzi al ragù di castrato sono due invece ottime portate del ristorante Gli Scacchi di Caserta, nella suggestiva cornice di Caserta Vecchia.

Ristoranti tipici a Benevento

A Benevento, vale la pena sostare da Nunzia, storico locale sannita per gustare un piatto di scarparielli, pasta simile alla chitarra e il cardo, pietanza natalizia della Campania, preparata in questo ristorante tutto l’anno.

Pranzo della domenica ad Avellino? I ristoranti e gli agriturismi da non perdere in Irpinia.

Che sia la cucina della mamma, della nonna, della moglie o della suocera poco importa, ciò che conta è radunarsi intorno al desco per respirare il calore di casa meglio se in un giorno di festa. Sempre più spesso, però, anche per sollevare le donne di casa dal lavoro domestico domenicale, il gruppo di famiglia opta per soluzioni “esterne”, scegliendo un buon ristorante per trascorrere il pranzo della domenica ad Avellino.

Pranzo in Agriturismo in provincia di Avellino

Se sei in cerca di un ristorante o di un agriturismo per andare a colpo sicuro e non incorrere in brutte sorprese, ecco un piccolo vademecum su dove prenotare il pranzo della domenica in provincia di Avellino.

Agriturismo Ricciardelli a Contrada

Una veduta dall’alto dell’Agriturismo Ricciardelli a Contrada Avellino

Cerchi un agriturismo in Irpinia per il tuo pranzo della domenica? A pochi passi dal capoluogo, nel comune di Contrada, si staglia tra le colline rigogliose l’Azienda Agrituristica Ricciardelli.

L’Agriturismo dell’avvocato Paolo Ricciardelli è un ambiente ideale per soddisfare un bisogno tanto diffuso quanto difficile da realizzare, presi dal trantran quotidiano: quello di toccare la natura con mano oppure di assaporare i prodotti del territorio, protagonisti indiscussi di una cucina salutare e che vanta antiche origini.

Ogni domenica all’agriturismo Ricciardelli viene servito in tavola un pranzo un menù a prezzo fisso generalmente cosi composto:

  • Antipasto con numerose portate (generalmente Bruschette al pomodoro, Melanzane grigliate, Ricotta, Capicollo, Polenta e cotechino, Rape e Patate, Involtino di melanzane, Fritturina con zucchine alla julienne e zeppoline.)
  • Due primi
  • Un Secondo Piatto composto da un Misto alla brace con contorno di patatine fritte ed insalata
  • Dolce

Costo 25 € a persona, bevande escluse. Disponibile un menù bambini a 18 €

(N.B. Nel costo è compreso il parcheggio gratuito per l’auto, l’accesso alle aree verdi, al parco giochi per bambini, al piccolo zoo ed ai campetti di calcetto. D’estate, non è compresa la piscina che nel fine settimana è riservata agli ospiti dell’azienda)

L’Azienda Agrituristica Ricciardelli è ubicata a 550 m sul livello del mare tra colline boscose e paesaggi stupendi a pochi chilometri da Avellino e a soli 23 Km da Salerno. Napoli e Caserta distano invece circa 50 Km.

  • Indirizzo Via Pastenate 3 Contrada Telefono 0825 674371

Il Mulino della Signora

Il Mulino della Signora

Per chi ama la natura e le gite domenicali fuori porta, c’è un nome che non può restare inesplorato.

Il Mulino della Signora, a Sturno, è uno di quei posti ricchi di fascino e di storia. Già dal nome, acquisito dal toponimo della località in cui si trova, l’agriturismo promette accoglienza e fantasia.

Che sono i punti di forza di questa luxury country house in provincia di Avellino, dove il pranzo della domenica è un’esperienza sensoriale e naturale davvero unica.

In tavola, i migliori piatti della tradizione locale, realizzati con prodotti a km 0.

Dai vegetali che arricchiscono di colore e sapore ogni piatto alle splendide carni insaporite da quello che è il fiore all’occhiello della casa: l’olio extravergine di oliva, il Ravece e il Papaloia, oro giallo pluripremiato dal sapore intenso che restituisce al gusto quella che è l’essenza di questa terra.

Il Mulino della Signora Contrada Sterparo, 83055 Sturno (Av) A pochi minuti dall’uscita del casello Grottaminarda sull’autostrada Napoli Bari.

Per informazioni e prenotazioni Telefono: 0825 437207

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Mulino della Signora: il ristorante vicino l’autostrada Napoli Bari dove mangiare bene in Campania.

“Poi la strada la trovi da te” canta Bennato. In Campania c’è una strada che porta ad un’isola che c’è, un’isola di benessere, per il corpo e per lo spirito, nel cuore dell’Irpinia, in quella valle dell’Ufita scrigno di autentica genuinità. Che è naturale, popolare e gastronomica.

Per chi viaggia lungo l’asse autostradale Napoli-Bari, c’è una tappa vivamente consigliata agli amanti della buona tavola e dei luoghi incontaminati.

Il Mulino della signora, agriturismo di lusso in provincia di Avellino

E’ la luxury country house Il Mulino della Signora, un eccellente luogo di accoglienza ad appena 9 km dall’uscita autostradale di Grottaminarda dell’autostrada A16.

Raggiungere “Il Mulino della Signora” è semplicissimo e suggestivo.

Perché già lasciarsi cullare dalle dolci curve che conducono al comune di Sturno, alla cui periferia si trova l’agriturismo, è un pregevole antipasto di ciò che attende il visitatore.

Incastonato in uno spicchio di terra dominato da uliveti, vigneti e alberi da frutta, la struttura del dottor Gianfranco Testa, primario ospedaliero in pensione che ha dedicato alla sua creatura la stessa cura dedicata ai suoi pazienti nella lunga carriera professionale, è la classica tappa da non perdere per i viaggiatori che, nei loro spostamenti, amano andare alla scoperta del bello. E del buono naturalmente.

Qui, oltre ad un’ambientazione elegantemente campestre, alla presenza di suites e camere perfettamente integrate nel contesto naturale, alla possibilità di rilassarsi nella tranquillità dell’area piscina, la punta di diamante è la ristorazione.

I Piatti de Il Mulino della Signora

Che si basa su quella cucina che non tradisce le origini e le peculiarità dei luoghi restituendo, a chi la sceglie, immagini sensoriali che rimandano ad un passato iconico che sembra improvvisamente attualizzarsi nel Baccalà in umido con passatina di peperoni dolci, chips di pane e menta o nel Fusillone irpino con fave, guanciale e scaglie di Pecorino Carmasciano passando per le carni locali, al forno o alla brace, in un tripudio di aromi a “centimetri” zero.

Insomma, lasciare per qualche ora l’Autostrada dei Due Mari e percorrere quei nove kilometri che separano l’asfalto bollente da un buen retiro vale davvero la pena.

Per informazioni

  • Il Mulino della Signora: Contrada Sterparo, 83055 Sturno Telefono 0825 437207

Come Raggiungere il Mulino della Signora

Automobile

  • Da Napoli: Autostrada A16 NAPOLI – BARI uscita casello di Grottaminarda.
  • Da Salerno: Raccordo autostradale Salerno – Avellino. Seguire le indicazioni per Autostrada Napoli – Bari A16 verso BARI.

Sturno si raggiunge facilmente prendendo l’autostrada A16 verso Bari ed uscendo a Grottaminarda.
Dopo il casello girare a sinistra. Alla prima rotonda, dopo circa 1 km, girare a sinistra direzione Sturno. Alla seconda rotonda, dopo circa 2 km, girare a destra e mantenere sempre la destra in direzione Sturno. Nel centro abitato seguire le indicazioni per Il Mulino della Signora Luxury Country House.

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Gli 8 piatti de Il Mulino della Signora che fanno sognare.

In questo spicchio di Irpinia, nell’angolo della Campania che strizza l’occhio alla Puglia, la ristorazione non è una questione commerciale: è un elemento culturale, è il “genius loci” che sfida le narici e le papille gustative.

Il Mulino della Signora, luxury country house situata a Sturno, in provincia di Avellino, è uno scrigno della natura che offre, a chi la visita, un prezioso bouquet di profumi e sapori, di colori e calore.

Resistere all’accoglienza del Mulino e del suo patron Gianfranco Testa, del quale ancora non è chiaro se sia stata la campagna a prestarlo alla medicina o viceversa, è esercizio inutile.

Il Menù de Il Mulino della Signora

Raccontarlo può essere semplice, ma è solo verificando che si scopre quanta soddisfazione possa dare l’assaggio di un piatto in grado di restituire non solo le abilità di chi lo prepara, in questo caso lo chef Antonio Guacci, ma soprattutto il suo legame con il contesto che lo esprime.

Si dice che chi ben comincia sia a metà dell’opera. Qui l’opera, pur essendo appena all’inizio, già lascia intuire il suo gran finale in crescendo.

Premessa deontologicamente doverosa: la lettura di quanto segue provoca dipendenza e stimola la fame. Astenersi se non ci si vuol lasciare travolgere dal caleidoscopico mondo del gusto targato Il Mulino della Signora.

Gli antipasti

Ma cosa c’è di tanto attraente nel menù del ristorante de il Mulino della Signora? Iniziamo:

C’eravamo tanto amati

il Baccalà
  • Baccalà, crema di peperoni rossi, Peperoncini di fiume e sedano croccante.

Miseria e nobiltà

La Zucchina
  • La Zucchina in 3 consistenze diverse: alla parmigiana, alla scapece e alla crema.

I primi piatti

I primi sono la portata che, più di ogni altra, mette alla prova chi li propone. Ci sarà un motivo se la pasta è nell’iconografia internazionale associata all’Italia! Fare la differenza in questo campo non è semplice. Ma al Mulino evidentemente piace vincere facile.

E così, le esperienze sensoriali lasciano a bocca aperta. Qualche suggerimento per andare sul scuro?

Quo Vado

Gnocchi di Patate
  • Gnocchi di patate, capperi, olive e baccalà, con panure al prezzemolo e menta.

Ricette d’amore

Il Raviolo
  • Raviolo ripieno di parmigiana di melanzane, salsa, cacio e pepe e pomodori secchi.

I secondi piatti

La conferma di come si faccia a trattenere in tavola anche le forchette più esigenti, arriva dalla scelta del secondo.

Varietà deve sempre far rima con qualità. Che come sovente accade in terra d’Irpinia non può mancare in un menù che abbia voglia di sedurre.

C’era una volta il west


La Tagliata
  • La Tagliata di vitello con verdure di stagione.

La Tenerezza

Il Pollo
  • Pollo ripieno di mozzarella di bufala e scarola, capperi in fiore e bietola.

I dolci

Lasciarsi prendere per la gola e non rinunciare alle dolcezze della casa è la degna conclusione quando ci si accomoda ai tavoli del Mulino e ci si lascia guidare dai suggerimenti esperti del maitre di sala, Lucio Cammisa.

Scegliere tra stuzzicanti proposte è un po’ come sottoporsi ad una roulette russa completamente scarica: si va sempre sul sicuro.

Il settimo sigillo

Ricotta e pere
  • La Ricotta e pere

Apoteosi Finale

La Cheesecake
  • Cheesecake con marmellata di pomodori e polvere di basilico

Per informazioni

  • Il Mulino della Signora: Contrada Sterparo, 83055 Sturno Telefono 0825 437207

Come Raggiungere il Mulino della Signora

Il Mulino della signora, agriturismo di lusso in provincia di Avellino

Automobile

  • Da Napoli: Autostrada A16 NAPOLI – BARI uscita casello di Grottaminarda.
  • Da Salerno: Raccordo autostradale Salerno – Avellino. Seguire le indicazioni per Autostrada Napoli – Bari A16 verso BARI.

Sturno si raggiunge facilmente prendendo l’autostrada A16 verso Bari ed uscendo a Grottaminarda.
Dopo il casello girare a sinistra. Alla prima rotonda, dopo circa 1 km, girare a sinistra direzione Sturno. Alla seconda rotonda, dopo circa 2 km, girare a destra e mantenere sempre la destra in direzione Sturno. Nel centro abitato seguire le indicazioni per Il Mulino della Signora Luxury Country House.

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La Cucina del benessere, la chef Antonella Iandolo a Tenuta Ippocrate

Tenuta Ippocrate: la zona agricola.

La struttura di per sé è già ricca di fascino, immersa com’è nel più genuino paesaggio irpino, tra piantagioni e vigneti, con ampi spazi volti all’accoglienza e a ospitare eventi e festeggiamenti di ogni genere, con una cucina interna e uno sconfinato orto da cui attingere la materia prima, con una filosofia, ormai ben nota a tutti, orientata alla valorizzazione del prodotto biologico e a chilometro zero nel rispetto della sua stagionalità.

Nel rispetto della natura che lo crea e lo fa crescere seguendo i suoi tempi.

Parliamo di Tenuta Ippocrate, in località Montefredane e raggiungibile in pochi minuti da Avellino.

Una struttura immersa nel verde che ha fatto della professionalità del direttore medico scientifico, dottor Rocco Fusco, che da anni lavora con metodiche moderne e non invasive che esplorano l’area dell’ortopedia, della medicina dello sport, della posturologia e della medicina estetica, e della sua passione per la corretta alimentazione, il proprio punto di forza divenendo riferimento nella zona per tutti gli amanti della buona cucina e dei prodotti biologici.

Da diversi mesi, il suo ristorante, grazie all’intuizione della Dott.ssa Antonella Perrino (General Manager della tenuta) porta la prestigiosa firma di una chef dalla mille sorprese.

Innamorata, come difficilmente capita, di quello che più che essere il suo lavoro è la sua passione di vita, Antonella Iandolo dirige da qualche settimana con successo la cucina di Tenuta Ippocrate.

L’Orto della Tenuta Ippocrate

<<Sono piena di entusiasmo e motivata da una grande voglia di fare – ci spiega chef Iandolo –. Con la proprietà sono in completa sintonia e condividiamo lo stesso progetto portandolo avanti con la stessa passione. La struttura nel suo complesso è bellissima e offre tante diverse situazioni ricettive. C’è l’albergo con camere da sogno, una Spa con vino terapia, la sala ricevimenti, la sala convegni e poi il mio regno, il ristorante aperto tutti i giorni sia a pranzo sia a cena. In un unico luogo, a pochissima distanza dal centro città, tante opportunità per vivere l’ospitalità e la genuinità che il territorio irpino offre>>.

Raccontaci del progetto che portate avanti qui in Tenuta.

<<Il primo pensiero è la salute, che passa soprattutto da ciò che mangiamo. Non a caso la struttura si chiama Tenuta Ippocrate, considerato il padre della medicina. Qui c’è tutta una filosofia del biologico. Mettiamo in tavola ciò che produciamo. Aspettiamo i tempi della natura. Il dottor Rocco Fusco in questo mi aiuta molto, collaboriamo parecchio, in quanto mi trasferisce le nozioni di tipo medico. Ciò ci consente di portar avanti il progetto di mangiar sano e biologico, con una cucina che abbraccia un pubblico ampissimo, dal bambino appena svezzato all’anziano con le sue necessità alimentari. Ho un orto immenso a disposizione da cui attingere tutta la materia prima. Una cosa spettacolare>>.

Da come parli trasmetti forte passione per il tuo lavoro.

<<Chi viene a tavola da noi trova dietro il piatto che mangia una persona che ha passione. Io sono innamorata del lavoro che faccio. Lo amo come si può amare una persona. E qui oltre a cucinare e a creare, posso trasferire il valore del mangiar sano>>.

Tenuta Ippocrate è ben nota infatti per la produzione interna di tutti i prodotti che offre a partire dagli ortaggi per arrivare al vino.

<<Ogni giorno sforniamo pane, taralli, pasta, pizze, biscotti. Il vino e l’olio sono i nostri. Dal nostro orto prendiamo legumi, verdure, frutta. Insomma, tutto in loco. L’obiettivo mio, in sintonia con quello della proprietà, è quello di far felici i nostri ospiti garantendo loro la qualità che trovano in tavola>>.

Per chiudere, qual è il tuo piatto forte del momento?

<<Piace tantissimo il risotto al succo di barbabietola con cuore di borragine e formaggio croccante. E’ un po’ il cuore delle mie proposte in questo periodo>>.

Al Bistrot del Ghe Kalè, brace e cucina a vista !

Il Ghe Kalè, con la sua caratteristica struttura, offre una doppia opportunità per gustare la propria cucina e godere dei suoi straordinari spazi.

Mentre al primo piano si sviluppa il ristorante con ricercati menù gourmet, il piano terra vede la presenza di un informale quanto elegante e accogliente Bistrot, un luogo perfetto per degustare tutta la cucina più tipica della tradizione gastronomica campana.

Il locale, che sorge accanto a una limonaia con la grande brace per serate estive live, si rivolge principalmente a un pubblico giovane e modaiolo, che però vuole tenere anche gli occhi ben aperti sui prezzi.

Un luogo ideale, quindi, per chi desidera mangiare bene, divertirsi in compagnia, godere di un trattamento economico contenuto e trovare in un unico posto tutte le componenti più importanti per trascorrere al meglio le proprie serate.

Complice anche un ampio spazio giardino con cucina e brace a vista, che offre circa 40 posti a sedere e tutto lo spettacolo di veder preparare i piatti scelti sotto i propri occhi.

Dalla materia prima alla mise en place, dunque, per una cena da ricordare sotto il cielo stellato.

Tante le possibili proposte e menù che variano in base alla stagionalità dei prodotti e alla loro disponibilità, per dare sempre il meglio al cliente, partendo dagli ingredienti.

Dagli antipasti di mare e di terra, ai primi di pesce e di carne, al pescato fresco cucinato live alla griglia alle carni selezionate sulla brace, per arrivare alla carta dei dolci che per la stagione estiva propone dessert freschi, con delicati semifreddi e gustose mousse.

Un menù che si presenta ricco di sapori e pieno di alternative per ogni gusto, affinché tutti possano sentirsi accontentati in ogni preferenza.

Ma il Bistrot del Ghe Kalè non è solo cene ricche e gustose.

Il locale è aperto anche per trascorrere un piacevole dopocena, tra un calice scelto dalla fornita carta dei vini del territorio e una portata di finger food dello chef, come pure si presta a essere location per eventi da ricordare e piccoli ricevimenti, con un locale interno che conta ben 50 posti oltre allo spazioso esterno attrezzato.

Il Ghe Kalè con il suo fresco e giovanile Bistrot è in via Tommaso Vitale, 35 a San Paolo Bel Sito (Napoli) a pochi metri da Nola.

  • Per informazioni e prenotazioni: 081 8242897.
  • Pagina Facebook Ghekale.
  • Orari di Apertura Martedì – Sabato dalle 19:30 alle 23:00. Domenica dalle 12:30 alle 15:30. Lunedì chiuso.

Menù del Bistro aggiornato al 1 Giugno 2017

DEGUSTAZIONE ANTIPASTO MARE DEL GHE’ KALE’
Polipetto alla Luciana – Fagioli e cozze – Parmigiana di alici – Totano e patate – Insalatina fredda di seppie Costo € 12,00

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DEGUSTAZIONE ANTIPASTO TERRA DEL GHE’ KALE’
Parmigiana di melanzane – Involtino di zucchine – Flan patate e fave – Barchetta di melanzane – Bruschetta con peperoni grigliati Costo € 10,00

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PRIMI PIATTI
Tradizione mediterranea Costo € 8,00 – Fantasia di pasta fresca al sapore di mare Costo € 8,00

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SECONDI PIATTI MARE
Pescato del giorno alla brace Costo € 12,00 – Grigliata mista di mare con verdurine grigliate Costo € 18 – Fritturina di pesce Costo € 10,00

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SECONDI PIATTI TERRA
L’angolo del macellaio: Entrecotte alla griglia contornata Costo € 12,00 – Arrosto marchigiano Costo € 16,00
Costata di maialino casertano Costo €  8,00 Verdurine alla griglia 5,00

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Ghè Kalè : dal ristorante al bistrot, innovazione e tradizione in tavola.

Al ristorante Ghè Kalè  a San Paolo Bel Sito trovi esperienza, creatività e una materia prima ricercata che viene esaltata in ogni proposta culinaria.

Si tratta di un locale raffinato ed elegante, dove lo chef  gioca con i gusti, gli abbinamenti e i colori di ogni suo piatto.

E basta dare uno sguardo alle recensioni fornite dal web per comprendere quanto di buono possa uscire dalla cucina del Ghe Kalè.

Il ristorante

Il locale si presenta agli occhi dei suoi ospiti in una veste finemente ricercata, certamente raffinata ed essenziale nel design.

Luci morbide, colori caldi e piatti che emanano un tripudio di sapori per il Ristorante Ghè Kalè, luogo ideale per chi voglia regalarsi cene speciali.

La carta del Ghe Kalè, infatti, include le migliori portate dell’illustre tradizione gastronomica campana, a partire dalle prelibatezze di mare per arrivare alle grandi eccellenze che la terra offre, il tutto innaffiato dai migliori vini regionali e non solo.

Il Bistrot

Convivialità, freschezza e divertimento invece nel Bistrot a piano terra, che con il suo giardino zen, prezzi più contenuti e un ambiente più “easy” è perfetto per la fascia d’età più giovane.

Anche qui si trovano i migliori sapori tra mare e monti, offerti però in una veste più fresca e informale.

Il bistrot del Ghè Kalè prevede aperture serali dal martedì alla domenica (per la domenica il locale resta aperto anche a pranzo) da leccarsi i baffi.

Il locale è aperto anche per trascorrere un piacevole dopocena, tra un calice scelto dalla fornita carta dei vini del territorio e una portata di finger food dello chef.

Ricevimenti al Ghè Kalè

La struttura nel suo insieme, divisa com’è in due entità differenti per stile e target ma accomunata dalla qualità delle creazioni culinarie e dalla stessa filosofia di mettersi dalla parte del cliente seguendone aspettative ed esigenze, si presta inoltre come location per eventi importanti, ricorrenze da festeggiare, ricevimenti eleganti.

Ad arricchire il tutto, un ampio giardino con limonaia e cucina con brace a vista per indimenticabili cene estive al chiaro di luna.

Informazioni

  • Il Ristorante Ghè Kalè con il suo fresco e giovanile Bistrot è in via Tommaso Vitale, 35 a San Paolo Bel Sito (Napoli) a pochi metri da Nola.

Per informazioni e prenotazioni: 081 8242897.

I 10 migliori Ristoranti Salernitani secondo TripAdvisor nel 2017.

C’è chi si affida ai ricordi del proprio palato, chi si apre alle novità, chi si fida solo dei consigli degli amici. E chi, invece, affida al web la ricerca per non rimanere deluso.

La scelta del ristorante in cui trascorrere una serata di relax e buon gusto può nascondere tante insidie. Nella classifica anche diverse pizzerie.

In molti ritengono TripAdvisor un’affidabile guida da consultare per non rimanere delusi.

In base ai risultati del celebre portale abbiamo individuato quelli che, secondo gli utenti che hanno lasciato il proprio parare on line, sono considerati i dieci migliori ristoranti della città di Salerno tra i 532 censiti.

Al primo posto, sul Lungomare Cristoforo Colombo, c’è Il Gusto della Notte, con ben 159 giudizi eccellenti su un totale di 224 recensioni. La cucina di mare, la freschezza del pesce e la fantasia e cura nel presentare i piatti sono tra i punti di forza evidenziati dagli avventori, che rilevano anche prezzi nella media.

Il ristorante Fish Art di Via dei Canali, nel centro storico, occupa il secondo posto nella classifica dei migliori ristoranti di Salerno secondo TripAdvisor, con 103 recensioni top sulle 159 complessive: a decretarne il successo la bontà dei piatti proposti e l’affabilità del personale.

Sul gradino più basso del podio si attesta il ristorante Botteghelle 65 (dall’omonima strada in cui si trova) sempre nel centro storico, che riceve ben 340 voti di eccellenza sulle oltre 500 recensioni ottenute. Ad essere particolarmente apprezzata è la location (oltre al buon cibo): una salumeria con annessa sala degustazione.

Al quarto posto, ecco la pizzeria Pullecenella, in Via Case Rosse, alle porte di Pontecagnano, locale votato da chi lo ha provato come quello in cui è possibile degustare la migliore pizza a Salerno.

A contendergli la palma di migliore pizzeria è la Pizza di Mansi nella zona Torrione, che raccoglie ottimi giudizi soprattutto per l’impasto e il perfetto equilibrio degli ingredienti.

Al sesto posto tra i ristoranti in cui si mangia meglio a Salerno secondo il parere espresso dagli avventori su TripAdvisor si trova La Botte Pazza in Vicolo Giovanni Ruggi d’Aragona, in pieno centro: cibo genuino e prezzi contenuti i must che ne caratterizzano i giudizi.

A seguire troviamo il ristorante Cicirinella, in Via Genovesi alle spalle del Duomo, ritenuto tra i migliori locali in cui mangiare carne a Salerno.

A chiudere la top ten dei migliori ristoranti di Salerno secondo le recensioni espresse sul portale TripAdvisor troviamo L’Unico (in Largo San Giorgio), il Mediterraneo (in Via Testa a Torrione) e la pizzeria La Smorfia (Via Masuccio Salernitano, a due passi dal Lungomare).

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(classifica aggiornata al 26 gennaio 2017, soggetta a continue variazioni)