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La mostra dei Presepi al Santuario di Montevergine.

Un luogo sacro tra i più amati dai cittadini di tutta la Campania, al punto da essere tra le principali mete del turismo religioso della regione.

Un luogo ricco di fascino, che va oltre la fede.

Il Santuario di Montevergine, nel territorio di Mercogliano, è senza dubbio una delle tappe da inserire almeno una volta nel tour delle bellezze dell’Irpinia.

Qui arte, natura, folklore e leggende si fondono alla perfezione regalando, in ogni momento dell’anno, percorsi culturali di forte impatto emotivo.

Il Natale è uno dei periodi migliori per visitare il Santuario di Montevergine retto da una comunità monastica benedettina.

Presepi dal mondo, a Montevergine la mostra più ricca della Campania.

Al di là dell’aura mistica che, non solo per i credenti, si respira in quello che è il momento liturgico più importante dell’anno, a rendere speciale una visita al Santuario di Montevergine nel mese di dicembre è sia il clima, che aiuta a generare quell’atmosfera tipica del Natale, sia la possibilità di visitare una delle più importanti ed imponenti mostre di presepi.

All’interno del Santuario, in un percorso che attraversa ben nove sale, sono infatti esposti decine di presepi provenienti da tutto il mondo.

La scena della natività viene interpretata secondo quelle che sono le tradizioni secolari dei luoghi in cui sono state concepite.

E, così, ampio spazio è dedicato ai presepi classici regionali italiani, con particolare evidenza su quelli del ‘700 napoletano, su quelli siciliani con pastori realizzati con la ceramica di Caltagirone, sulle scene della natività abruzzesi, pugliesi, calabresi e romane.

Ad arricchire la collezione della mostra di presepi, una mostra permanente che è visitabile in ogni periodo dell’anno, sono poi le opere provenienti da ogni angolo del mondo, dall’Argentina al Perù, dal Portogallo alla Danimarca, dal Giappone alla Palestina fino ad arrivare ad opere vietnamite, andaluse ed esquimesi.

Accanto ai presepi più imponenti, sono almeno un centinaio, poi, le piccole composizioni offerte da appassionati ed artisti del genere che, negli anni, hanno fatto dono dei propri manufatti al Santuario mariano di Montevergine.

Accanto alle sale che ospitano la mostra di presepi, da non perdere è poi il Museo Abbaziale, all’interno del quale sono custoditi, dipinti, paramenti sacri e reperti marmoreo di elevato valore artistico e storico.

Stefano Buonavita in mostra ad Avellino con “Dimentichiamoci Spesso”.

Rinunciare al superfluo e prestare attenzione alle cose importanti della vita: è questo il filo conduttore delle tele di Stefano Buonavita, professionista avellinese con la passione per l’arte, che irrompe sulla scena artistica locale con quelle che risultano essere interpretazioni di colore di un mondo sempre più attratto dal vacuo, dal transeunte, abbandonando i valori che danno profondità al pensiero e all’esistenza.

Dimentichiamoci spesso” è il titolo della prima personale di Stefano Buonavita, in esposizione fino al 3 agosto 2018 al Caffè Margherita di Avellino, lungo Corso Vittorio Emanuele nei pressi del palazzo della Prefettura.

Classe 1971, laureato in Economia, Stefano Buonavita si è sempre occupato di consulenza direzionale ed aziendale.

Contemporaneamente non ha mai smesso di coltivare, da autodidatta, la sua passione per la pittura.

Quelle di Buonavita sono espressioni oniriche, di un sogno che però richiama l’attenzione sulla necessità di un impegno, di una funzione sociale.

Attraverso le sue opere l’artista avellinese pone domande sul modo di affrontare la quotidianità.

E lo fa in maniera talmente surreale da rendere crude le risposte che se ne ricavano.

I suoi personaggi stilizzati, le sue forme astratte e morbide, i suoi colori che tendono al vivo ma si fermano un attimo prima dell’esplosione cromatica finiscono con il trasmettere a chi osserva un senso di sospensione, un equilibrio precario tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.

Come appare assai evidente nell’opera “Memoria sfumate”, una personale lettura dell’autore sul tema della gobalizzazione e dell’umanità emarginata che cerca di riappropriarsi della propria memoria.

Al vernissage, che si è svolto lo scorso 6 luglio in un contesto di grande curiosità per l’esordio artistico di Buonavita,  con l’autore, hanno discusso delle opere l’architetto Generoso Vella e il direttore artistico del ciclo di mostre promosso dal Caffè Margherita, Bruno Tarantino.

La mostra “Dimentichiamoci spesso” di Stefano Buonavita potrà essere visitata tutti i giorni, con esclusione della domenica, fino al prossimo 3 agosto.

  • Nella foto Stefano Buonavita, sullo sfondo una delle sue opere.

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Al Carcere Borbonico di Avellino, gli eventi culturali di”Sabato al Museo”

Risorgi-Menti è il nuovo e speciale programma di attività primaverili del Museo Irpino di Avellino, la cui sezione Risorgimentale, all’interno dell’ex Carcere Borbonico, ospiterà cinque inediti appuntamenti, dal 7 aprile al 26 maggio 2018, ognuno in occasione delle aperture straordinarie del sabato mattina.

Tutto parte dal gioco di parole creato attorno al nome del periodo storico nel quale il museo si identifica e dai molteplici significati, originali e a tratti ironici, che esso ispira.

Nascono, così, inedite riletture delle collezioni del museo, degli spazi del Carcere borbonico e della storia d’Italia, sviluppate all’interno di cinque iniziative che riescono a unire discipline orientali e ricerca interiore, psicologia e cultura giovanile, attraverso un singolare filo conduttore fatto di visite, conversazioni, performance, degustazioni, giochi a tema e meditazioni.

Risorgi-Menti è una delle numerose attività di valorizzazione del patrimonio del Museo Irpino curate da Mediateur e promosse dalla Provincia di Avellino che, attraverso programmi educativi, eventi tematici, progetti scientifici e azioni didattiche, continuano da anni nel coinvolgimento di pubblici diversi, nella sperimentazione di nuovi linguaggi e nella creazione di un’offerta culturale in linea con quella dei principali musei moderni.

Dopo il primo appuntamento “Profumi d’Oriente” tenutosi sabato 7 aprile e curato della Dr. Naturopata e Floriterapeuta Janet Barzaghi dell’Associazione Natural – UP, questi i prossimi eventi in in programma.

Mental coaching al Carcere Borbonico di Avellino.

Sabato 14 aprile 2018 e sabato 12 maggio 2018, alle ore 11.00, due occasioni per far “risorgere” il nostro stato d’animo, imparando a gestire lo stress e le emozioni, e a sviluppare al meglio le competenze professionali e personali grazie alla disciplina del mental coaching, nata negli Stati Uniti tra gli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso. Un allenamento mentale condotto nelle sale del museo, per imparare a usare al meglio l’immaginazione, a superare le difficoltà e a risolvere i conflitti, gestire il tempo e raggiungere gli obiettivi.

Ingresso libero – A cura della mental coach Antonella Russoniello

Cervelloni in gara sulla Storia d’Italia al Carcere Borbonico di Avellino.

Nella settimana dal 17 al 21 aprile 2018 le scuole medie della provincia di Avellino si sfidano al museo con un gioco a squadre basato su quiz, gare di memoria e prove di abilità mentali. Dopo un’attenta visita guidata alle collezioni risorgimentali, le classi competono a suon di risposte esatte sugli eventi e sui personaggi della Storia dell’Unità nazionale.

Yoga al Museo al Carcere Borbonico di Avellino.

Sabato 5 maggio 2018, alle ore 11.00, il museo apre le porte a una delle più antiche discipline meditative per alimentare il benefico rapporto tra arte, cultura e benessere che solo benefici apporta all’organismo e allo spirito. Sotto la guida di un esperto maestro di discipline orientali, sarà possibile conoscere le principali tecniche di meditazione e postura e nello stesso tempo lasciarsi andare alla leggerezza del respiro nella suggestiva cornice dell’ottocentesco complesso dell’ex carcere borbonico di Avellino.

Ingresso libero – a cura dell’Associazione Jayananda Yoga del maestro Michelangelo Melchionna

Barbe e baffe di ieri e di oggi al Carcere Borbonico di Avellino.

Sabato 26 maggio 2018 l’appuntamento conclusivo sarà dedicato alla storia del costume e della moda personale tra XIX e XXI secolo, in particolare quella che ha visto modificare i volti maschili nel corso dei decenni.

Protagonisti saranno barbe, pizzetti, baffi e basette, che ieri incorniciavano i menti austeri dei nostri patrioti e oggi, più prosaicamente, caratterizzano stili e tendenze di giovani e meno giovani.

Un’azione a metà tra storia, estetica e antichi mestieri, tra performance di barbieri moderni chiamati per l’occasione, uno speciale contest e una mostra di barbe e baffi patriottici per rendere omaggio agli eroi “diversamente barbuti” che hanno difesero il nostro tricolore e a quelli che, più o meno consapevolmente, continuano a imitarli tutt’oggi.

L’occhio magico di Maurizio Raffaele in mostra ad Avellino.

Maurizio Raffaele è un geologo avellinese con la passione per la fotografia. O forse è meglio dire un fotografo avellinese con la passione per la geologia.

E già, perchè la linea di demarcazione tra passione e professione nel suo caso è davvero molto sottile.

Nel 1990 Maurizio Raffaele ha abbracciato la sua prima macchina fotografica. E, da allora, non l’ha più lasciata, sperimentando e ancora sperimentando. In principio furono i panorami. Vennero poi i volti e le persone.

Ma è nella fotografia subacquea che il fotografo avellinese ha scoperto la sua più grande vocazione, regalando scatti di ineguagliabile carica espressiva.

Nel novembre del 2016, Maurizio Raffaele ottiene uno dei più grandi riconoscimenti cui un artista può ambire: Mondadori inserisce il suo nome nella sezione “Fotografia” del Catalogo d’Arte Moderna, la più prestigiosa pubblicazione italiana dedicata al mondo dell’arte contemporanea che una volta era nota come Guida Bolaffi.

Il suo nome figura al fianco di mostri sacri dell’arte italiana del Novecento, da Norberto a Boccioni, da Modigliani a Burri, da Fontana a Morandi.

A sei mesi dalla prestigiosa citazione, il fotografo avellinese torna ad esporre ad Avellino alcuni dei suoi più celebri scatti.

Il vernissage della mostra “Scatti in Galleria” è in programma sabato 22 aprile 2017, alle ore 18, nella sala esposizioni dell’agenzia assicurativa Allianz di Avellino, in via Circumvallazione (Galleria Ciardiello).

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“Ogni volta è una nuova esperienza, un confrontarsi con un occhio che coglie un particolare e prova a renderlo animato pur nella staticità dell’immagine – afferma Maurizio Raffaele –. Quello che viene a crearsi tra l’uomo e la sua macchina è un rapporto simbiotico, di perfetta armonia, quella stessa che deve saper trasferire ogni scatto colto in un attimo e solo in quello”.

Singolare la location che ospiterà la mostra di Maurizio Raffaele: un’agenzia assicurativa che apre le sue porte al mondo dell’arte.

“In fondo ci sono dei punti di contatto tra il mondo assicurativo e quello della fotografia: entrambi fondono la propria mission sulla prospettiva – osserva Loredana Schiavone, titolare dell’agenzia Allianz di Avellino – . L’idea di ospitare una mostra fotografica nasce in realtà dalla mia ricerca di espressioni del bello nella sua accezione più pura. E nella loro forte carica espressiva, le opere di Maurizio Raffaele riescono a testimoniare proprio quella bellezza che trasmette serenità”.

La mostra resterà aperta fino a venerdì 28 aprile, con ingresso gratuito, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19.

 

“Arte in scena” al Teatro Gesualdo le opere di Eliana Petrizzi

Appuntamento con la cultura e con l’arte figurativa ad Avellino: nei foyer del Teatro Gesualdo la mostra personale di Eliana Petrizzi.

Presso gli spazi del Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino trovano sempre luogo appuntamenti con l’arte e con la cultura in senso ampio. Non solo quindi rassegne teatrali che fanno registrare ogni anno grandi numeri in termini di abbonamenti e biglietti venduti, con presenze di artisti di grande valore nazionale e internazionale, ma anche eventi che vogliono offrire alla città l’occasione per parlare di cultura e condividerne i diversi significati.

Ne è un esempio “Arte in Scena”, un progetto di teatro aperto a tutte le forme d’arte, a tutti i linguaggi della cultura e a tutti i talenti che coltivano e difendono il bello, fortemente voluto dal presidente dell’Istituzione Teatro Comunale Luca Cipriano, con la collaborazione dello storico dell’arte Alberto Iandoli, e grazie alla partnership con Progress. La più organica e articolata rassegna espositiva in Irpinia giunta al suo dodicesimo appuntamento.

Il nuovo anno si apre infatti con la mostra personale dell’artista avellinese Eliana Petrizzi dal titolo “Rosso che accade”. La Petrizzi è un’artista figurativa che ha raccolto consensi in rassegne d’arte nazionali e internazionali. Il suo tratto fiammingo con velature ha catturato l’attenzione di Massimo Bignardi e Vittorio Sgarbi.

Sabato 9 gennaio 2016 alle 17.30, presso gli spazi espositivi del foyer del Teatro Comunale di Avellino, si inaugura la mostra composta da dieci ritratti dipinti con la tecnica dell’olio su tavola e su tela.

La serata funge anche da occasione per presentare il libro intervistaEliana – Intervista sui Colori dell’anima”, scritto dal giornalista Franco Genzale, introdotto da una prefazione dello scrittore Franco Arminio, edito da D’Agostino Editore.

Un’intervista a tutto campo rivolta all’artista irpina, che, partendo dai primi anni dell’infanzia, spazia in maniera schietta e profonda su tutti gli aspetti della sua vita, dalla dimensione pubblica e privata ad aspetti più intimamente artistici e creativi.

Un viaggio interiore che conduce, più che alla scoperta di una persona, all’ingresso in un mondo inedito di aspetti e percezioni, filtrati attraverso lo strumento insostituibile dell’Arte.

Il libro è corredato da un’appendice di 80 immagini a colori che documentano il percorso e la ricerca dell’artista, dagli inizi del suo lavoro, nel 1995, fino a oggi.

La mostra rimarrà aperta al pubblico dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 fino al 31 gennaio. Per maggiori informazioni: 0825.771620.