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Giornate Fai d’Autunno 2021 in Campania: il programma.

Le Giornate FAI sono tra i più importanti appuntamenti di piazza dedicati alla cultura italiana. Un momento atteso da milioni di italiani, cui viene offerta la possibilità di scoprire, in uno o più week end, i grandi tesori della cultura e dell’arte, spesso nascosti alla vista.

La Campania, con il suo ricco patrimonio, come sempre farà la sua parte.

Il programma delle Giornate Fai in Campania.

L’appuntamento autunnale con le bellezze della Campania, quest’anno cadrà sabato16 e domenica 17 ottobre 2021, fine settimana in cui sarà possibile visitare i siti aperti per l’occasione. Trentuno i siti aperti eccezionalmente nel terzo week end di ottobre, grazie all’impegno del Fondo per l’Ambiente Italiano.

Per assicurare che le giornate del Fai di Autunno si svolgano nella massima sicurezza, è obbligatorio prenotare le visite direttamente sul sito www.giornatefai.it.

Ogni visita guidata sarà eseguita nel rispetto delle misure anti-Covid.

Programma Giornata FAI 2021 a Napoli.

Numerosi i siti visitabili a Napoli e provincia.

In città saranno aperti il Museo della Moda- Fondazione Mondragone, il Palazzo Serra di Cassano con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e la Scuola Militare Nunziatella.

Da non perdere la visita all’Accademia dell’Aeronautica a Pozzuoli, il Castello Ducale di Marigliano, il Convento di San Vito dei Frati Minori sempre a Marigliano e il Castello Mediceo di Ottaviano.

A Capri,  il FAI invita a visitare uno dei luoghi più singolari dell’isola azzurra, Villa Lo Studio di Edwin Cerio, eccellente esempio di una tipica casa caprese che si inserisce idealmente nel paesaggio isolano.

Il tour tra i luoghi “nascosti” della Campania prosegue a Sorrento con una doppia visita: il Museo Bottega della Tarsialignea e il Grand Hotel Excelsior Vittoria.

Il programma in provincia di Napoli delle giornate FAI di autunno propone anche quello che è ormai un appuntamento fisso nel calendario delle visite organizzate dal Fondo Ambiente: la Baia di Ieranto a Massa Lubrense.

Programma Giornata FAI 2021 a Salerno.

In provincia di Salerno, le Giornate FAI di Autunno 2021 accendono i riflettori sulla Costiera Amalfitana ed alcuni dei suoi gioielli.

Nel week end dedicato alle bellezze nascoste sarà possibile visitare la la Villa Romana di Positano e la mostra espositiva all’interno della Cripta della Chiesa Madre si arricchisce di due preziosi reperti archeologici trafugati e strappati al mercato clandestino dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli.

Due i luoghi visitabili a Salerno: l’Aula cultuale di Palazzo Pedace, sede del Fai, con la mostra delle ceramiche di Alessandro Mautone.

A Serre, infine, sarà aperta la bellissima Real Casina di Caccia dei Borbone a Persano un connubio eccezionale di architettura e paesaggio.

Programma Giornate FAI 2021 a Avellino.

In provincia di Avellino in occasione delle Giornate del Fai di Autunno 2021 i riflettori si accendono sul comune di Sant’Angelo dei Lombardi, dove sarà possibile visitare il Parco della Memoria Rovine di Santa Maria delle Grazie, il Castello e il Museo Storico e l’Abbazia de Goleto.

Programma Giornata FAI 2021 a Caserta.

In provincia di Caserta, diversi gli appuntamenti in programma in occasione delle Giornate Fai di Autunno 2021.

Oltre all’apertura del Parco delle Sorgenti Ferrarelle di Riardo, è a Capua che si concentra il maggior numero di siti aperti. Qui saranno visitabili il Museo Dioesano, la Cattedrale di Santa Maria Assunta e Cripta Ipogea, il Campanile del Duomo e le Chiese della Capua Longobarda.

A Pietramelara, invece, il Fai organizza visita guidata al Centro Storico e alla Torre Medioevale.

Da segnalare, poi, ad Aversa le Alberate di Asprinio di Cesa, la Grotta del Buono e il Chiostro e i resti della Chiesa di Sant’Audeno.

A Caserta, il 16 e 17 ottobre 2021 sarà visitabile il Sacrario ai Caduti dell’Aeronautica Militare mentre a Lusciano sarà possibile effettuare la visita alle Cantine I Borboni.

Programma Giornata FAI 2021 a Benevento.

In provincia di Benevento, diversi gli appuntamenti in programma in occasione delle giornate Fai di Autunno 2021.

Su prenotazione potranno essere visitati il Borgo Medievale di Molinara, la Chiesa Santa Maria dei Greci di Molinara e il Centro storico di San Marco dei Cavoti.

Domenica, Musei Gratis aperti in Campania. 1 Marzo 2020 – AGGIORNATO

ATTENZIONE – Domenica 1° marzo 2020 sarà sospesa l’iniziativa del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che prevede in tutta Italia l’ingresso gratuito nei musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura dello Stato ogni prima domenica del mese. (Comunicato stampa Ministero)

Cerchi idee per trascorrere una domenica di svago e magari concederti una gita fuori porta nel fine settimana ?

Pensa ad una full immersion nella storia, nell’arte e nella cultura, scegliendo tra le decine di luoghi in Campania che aderiscono all’iniziativa #DomenicalMuseo promossa dal Ministero per i Beni Culturali.

Musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali saranno accessibili a costo zero. In Campania sono decine le opportunità per vivere una giornata all’insegna della cultura e della conoscenza delle proprie origini.

Ecco alcune delle opportunità per godere a costo zero delle ricchezze del patrimonio culturale della Campania.

Consigliamo, comunque, di contattare sempre il museo o luogo culturale prima di recarsi sul posto. Orari ed Aperture straordinarie potrebbero cambiare senza preavviso.

  • Altre informazioni in tempo reale su iovadoalmuseo.beniculturali.it/

Quando sono attive le domeniche con ingresso gratuito sono questi, generalmente, i musei ed i parchi archeologici nella regione Campania che danno la possibilità di entrare gratis per visitare nostre e reperti.

Musei gratis in provincia di Napoli

A Napoli sono numerosi i luoghi ricchi di interesse storico e artistico da poter visitare gratuitamente: l’Appartamento storico a Palazzo Reale, Castel Sant’Elmo con il Museo del Novecento, la Certosa di San Martino, il Complesso termale di via Terracina, il Museo Archeologico Nazionale, il Museo di Capodimonte, il Museo di San Martino, il Parco di Capodimonte, il Parco e la Tomba di VirgilioVilla Floridiana e Villa Pignatelli.

Anche in provincia sono numerosi i musei e i parchi archeologici aperti al pubblico la prima domenica del mese.

A cominciare dagli Scavi di Pompei, di Ercolano e di Stabia fino alla Villa di Poppea a Torre Annunziata e alla Villa di Arianna a Castellammare di Stabia, passando per l’Anfiteatro Flavio e il Tempio di Serapide a Pozzuoli, l’Antiquarium nazionale di Boscoreale, il Tempio di Diana e il Teatro romano di Miseno a Bacoli, i parchi archeologici di Baia e di Cuma.

Per quanto riguarda gli scavi di Pompei, l’accesso al sito sarà consentito nelle seguenti fasce orarie:

  • dalle ore 8.30 alle ore 12,30
  • e dalle 14,30 in poi

Il Parco archeologico di Pompei si riserva di anticipare la chiusura al raggiungimento di 15.000 visitatori nella prima fascia oraria, per impedire  una eccessiva presenza simultanea di turisti, che potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza e la salvaguardia del sito. Per garantire la massima salvaguardia del sito e al contempo la fruizione ottimale dello stesso, si provvederà a incentivare le misure di sicurezza, con il potenziamento e la ridistribuzione del servizio di vigilanza.

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Musei gratis in provincia di Avellino

In provincia di Avellino sono diversi i siti che hanno aderito all’iniziativa e che si preparano ad accogliere visitatori e turisti.

Tra questi, il Museo archeologico di Bisaccia, il Museo civico di Summonte, l’area archeologica del Tempio italico di Casalbore, l’Antiquarium di Mercogliano, il Museo archeologico di Taurasi, l’area archeologica di Conza della Campania, il Museo del Palazzo della Dogana dei Grani di Atripalda, il Museo di San Francesco a Folloni a Montella e il Parco Archeologico dell’antica Aeclanum a Mirabella.

Musei gratis in provincia di Salerno

A Salerno la prima domenica di ogni mese non si pagherà per visitare il Museo diocesano. Porte aperte anche nell’area archeologica di Paestum, nel Parco archeologico dell’antica Volcei a Buccino e nel Parco Archeologico di Elea-Velia ad Ascea e alla Certosa di San Lorenzo a Padula.

Musei gratis in provincia di Benevento

A Benevento, tra i monumenti aperti la prima domenica del mese, spicca il Teatro Romano.

Spostandosi di pochi chilometri si potranno, poi, visitare il Castello ed il Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino a Montesarchio.

Musei gratis in provincia di Caserta

Spostandosi nella provincia di Caserta, tra i luoghi che attirano più turisti c’è, senza dubbio, la Reggia di Caserta, uno dei luoghi simbolo della Campania.

In occasione dell’apertura gratuita dei musei, predisposta per la prima domenica del mese dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, si evidenzia però che la stessa varrà agli Appartamenti Reali ; sono a pagamento il Parco (5€) e il Giardino Inglese (6€ con visita guidata).

Per gli Appartamenti verranno emessi 4000 biglietti per la mattina e 4000 per il pomeriggio, superato questo numero non sarà possibile fare entrare altri visitatori.

Non è possibile prenotare né acquistare online i biglietti.

Non mancano anche in Terra di Lavoro i siti archeologici degni di attenzione che sarà possibile visitare gratuitamente: il Teatro Romano e il Museo archeologico di Teanum Sidicinum a Teano, il Teatro, il criptoportico, l’aerarium e il tabularium di Sessa Aurunca, il Museo archeologico dell’antica Capua a Santa Maria Capua Vetere, il Museo archeologico dell’antica Allifae ad Alife, il Museo archeologico dell’Argro atellano a Succivo, l’area archeologica di Cales a Calvi, l’Anfiteatro campano e il Mitreo e Museo dei Gladiatori a Santa Maria Capua Vetere, il Museo archeologico di Maddaloni.

Per l’elenco completo dei musei, dei siti archeologici, delle ville e dei parchi a cui è possibile accedere gratuitamente ogni prima domenica del mese in tutta Italia è possibile consultare il sito del Ministero dei Beni culturali.

Le Mostre di Caravaggio in Italia.

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, è uno dei pittori più amati al mondo. Figura dalla vita controversa, il suo talento, nei secoli, è riuscito a mettere tutti d’accordo circa la grandezza del personaggio.

Considerato il primo grande autore della scuola barocca italiana, la vita di Caravaggio è stata segnata da momenti differenti, spesso coincidenti con i suoi viaggi in Italia.

Dagli esordi milanesi alla maturità a Roma, fino all’ultimo periodo in cui la sua attività si concentrò tra Napoli, Malta e la Sicilia.

Mostre Caravaggio nel Mondo

Nonostante la breve durata della sua vita (Caravaggio morì a 39 anni), il pittore lombardo ha prodotto un numero incredibile di tele esposte nei più importanti musei del mondo: il Louvre a Parigi, l’Ermitage a San Pietroburgo, il Prado a Madrid, la Royal Gallery e la National Gallery di Londra,  il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Musée des Beaux Arts di Rouen, il Metropolitan Museum di New York e il Museo della Co-Cattedrale di S.Giovanni a La Valletta.

Mostre Caravaggio a Roma

In Italia, per ammirare i colori del Caravaggio, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Il maggior numero di opere è conservato a Roma nella Pinacoteca Capitolina, nella Galleria Borghese, nella Galleria Doria Pamphili, nei  Musei Vaticani, nella Galleria Nazionale a Palazzo Barberini e in quella a Palazzo Corsini.

Le chiese di Sant’Agostino, San Luigi dei Francesi, Santa Maria del Popolo offrono al visitatore tele celebri come la Madonna dei Pellegrini, il trittico dedicato a San Matteo e la Crocifissione di San Pietro e di San Paolo.

Mostre Caravaggio a Firenze

Spostandosi a Firenze, Caravaggio è in mostra sia alla Galleria degli Uffizi (con Bacco, Medusa e Il sacrificio di Isacco) che  a Palazzo Pitti (Amore dormiente).

Mostre Caravaggio a Genova 

A Genova, presso la galleria di Palazzo Bianco (Musei di Strada Nuova) è esposto il celebre Ecce Homo.

Mostre Caravaggio a Milano

Tra le opere di Caravaggio in esposizione a Milano ci sono la Cena di Emmaus (Pinacoteca di Brera) e il Canestro di frutta (Pinacoteca Ambrosiana).

Mostre Caravaggio a Napoli

Proseguendo verso sud, Napoli ospita due opere di Caravaggio: la Flagellazione esposta alla Galleria Nazionale di Capodimonte e le Sette opere di Misericordia presso il Pio Monte della Misericordia.

Mostre Caravaggio in Sicilia

In Sicilia al Museo Regionale di Messina possono essere ammirati la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei pastori mentre a Siracusa, nel Palazzo Bellomo, è il Seppellimento di Santa Lucia.

Altre opere in mostra in Italia

Altre opere di Caravaggio, infine, sono esposte anche a Cantalupo Sabino, in provincia di Rieti, a Prato presso la Galleria di Palazzo degli Alberti e al Museo Civico di Cremona.

La mostra dei Presepi al Santuario di Montevergine.

Un luogo sacro tra i più amati dai cittadini di tutta la Campania, al punto da essere tra le principali mete del turismo religioso della regione.

Un luogo ricco di fascino, che va oltre la fede.

Il Santuario di Montevergine, nel territorio di Mercogliano, è senza dubbio una delle tappe da inserire almeno una volta nel tour delle bellezze dell’Irpinia.

Qui arte, natura, folklore e leggende si fondono alla perfezione regalando, in ogni momento dell’anno, percorsi culturali di forte impatto emotivo.

Il Natale è uno dei periodi migliori per visitare il Santuario di Montevergine retto da una comunità monastica benedettina.

Presepi dal mondo, a Montevergine la mostra più ricca della Campania.

Al di là dell’aura mistica che, non solo per i credenti, si respira in quello che è il momento liturgico più importante dell’anno, a rendere speciale una visita al Santuario di Montevergine nel mese di dicembre è sia il clima, che aiuta a generare quell’atmosfera tipica del Natale, sia la possibilità di visitare una delle più importanti ed imponenti mostre di presepi.

All’interno del Santuario, in un percorso che attraversa ben nove sale, sono infatti esposti decine di presepi provenienti da tutto il mondo.

La scena della natività viene interpretata secondo quelle che sono le tradizioni secolari dei luoghi in cui sono state concepite.

E, così, ampio spazio è dedicato ai presepi classici regionali italiani, con particolare evidenza su quelli del ‘700 napoletano, su quelli siciliani con pastori realizzati con la ceramica di Caltagirone, sulle scene della natività abruzzesi, pugliesi, calabresi e romane.

Ad arricchire la collezione della mostra di presepi, una mostra permanente che è visitabile in ogni periodo dell’anno, sono poi le opere provenienti da ogni angolo del mondo, dall’Argentina al Perù, dal Portogallo alla Danimarca, dal Giappone alla Palestina fino ad arrivare ad opere vietnamite, andaluse ed esquimesi.

Accanto ai presepi più imponenti, sono almeno un centinaio, poi, le piccole composizioni offerte da appassionati ed artisti del genere che, negli anni, hanno fatto dono dei propri manufatti al Santuario mariano di Montevergine.

Accanto alle sale che ospitano la mostra di presepi, da non perdere è poi il Museo Abbaziale, all’interno del quale sono custoditi, dipinti, paramenti sacri e reperti marmoreo di elevato valore artistico e storico.

Stefano Buonavita in mostra ad Avellino con “Dimentichiamoci Spesso”.

Rinunciare al superfluo e prestare attenzione alle cose importanti della vita: è questo il filo conduttore delle tele di Stefano Buonavita, professionista avellinese con la passione per l’arte, che irrompe sulla scena artistica locale con quelle che risultano essere interpretazioni di colore di un mondo sempre più attratto dal vacuo, dal transeunte, abbandonando i valori che danno profondità al pensiero e all’esistenza.

Dimentichiamoci spesso” è il titolo della prima personale di Stefano Buonavita, in esposizione fino al 3 agosto 2018 al Caffè Margherita di Avellino, lungo Corso Vittorio Emanuele nei pressi del palazzo della Prefettura.

Classe 1971, laureato in Economia, Stefano Buonavita si è sempre occupato di consulenza direzionale ed aziendale.

Contemporaneamente non ha mai smesso di coltivare, da autodidatta, la sua passione per la pittura.

Quelle di Buonavita sono espressioni oniriche, di un sogno che però richiama l’attenzione sulla necessità di un impegno, di una funzione sociale.

Attraverso le sue opere l’artista avellinese pone domande sul modo di affrontare la quotidianità.

E lo fa in maniera talmente surreale da rendere crude le risposte che se ne ricavano.

I suoi personaggi stilizzati, le sue forme astratte e morbide, i suoi colori che tendono al vivo ma si fermano un attimo prima dell’esplosione cromatica finiscono con il trasmettere a chi osserva un senso di sospensione, un equilibrio precario tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.

Come appare assai evidente nell’opera “Memoria sfumate”, una personale lettura dell’autore sul tema della gobalizzazione e dell’umanità emarginata che cerca di riappropriarsi della propria memoria.

Al vernissage, che si è svolto lo scorso 6 luglio in un contesto di grande curiosità per l’esordio artistico di Buonavita,  con l’autore, hanno discusso delle opere l’architetto Generoso Vella e il direttore artistico del ciclo di mostre promosso dal Caffè Margherita, Bruno Tarantino.

La mostra “Dimentichiamoci spesso” di Stefano Buonavita potrà essere visitata tutti i giorni, con esclusione della domenica, fino al prossimo 3 agosto.

  • Nella foto Stefano Buonavita, sullo sfondo una delle sue opere.

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Mostre in Campania: ecco cosa vedere a Giugno.

La stagione delle mostre è nel pieno delle sue proposte e sono tante le occasioni per godere ulteriormente delle meraviglie artistiche mostrate al pubblico in tutto il loro splendore.

Anche la Campania ne organizza di molto interessanti, quasi tutte bisogna dire nei luoghi della città di Napoli.

Ecco quelle più rappresentative nel mese di giugno.

Ettore de Conciliis a Napoli

Il maestro avellinese Ettore de Conciliis sarà in mostra, fino al 26 agosto 2018, al Maschio Angioino di Napoli con la sua personale “Spazi di quiete, paesaggi e land art”. La mostra è promossa dal Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura e al Turismo, organizzata da Il Cigno GG Edizioni e curata da Marco Di Capua e Filomena Maria Sardella.

«Si tratta di una presentazione di mie opere degli ultimi vent’anni soprattutto, e come di consueto, riguardanti i temi di natura e paesaggio – spiega il maestro de Coniciliis – che, allo stesso tempo include l’“altro paesaggio”, ovvero quello della land art. Si tratta di un’“arte territoriale” che viene presentata in un’ampia documentazione fotografica. Paesaggi dipinti e land art, due esempi diversi di trattare la natura». 

Aron Demetz al MANN di Napoli.

Il 7 giugno 2018 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sarà inaugurata la mostra Autarchia dello scultore altoatesino Aron Demetz. 

Da oltre vent’anni è protagonista di una ricerca che fa da ponte fra antico e contemporaneo. Le sculture, realizzate espressamente in occasione di questa mostra in varie dimensioni e materiali, costituiscono un complesso installativo che interagisce con le opere classiche ed egizie che abitano il MANN.

In particolare Demetz ispira alle collezioni Farnese ed Egizia del Museo Archeologico di Napoli le impostazioni dinamiche e posturali delle sue sculture. Da sempre la ricerca dell’artista si focalizza sulla centralità della figura umana come veicolo di ideali classici quali la purezza formale ed i contenuti etici ed archetipici dell’arte.

La mostra sarà visitabile fino al 29 luglio 2018.

Isabella Staino al Pan di Napoli.

Dal 26 maggio all’8 luglio 2018 il Pan di Napoli espone le opere realizzate, dal 2010 al 2018, dall’artista toscana Isabella Staino.
Tele di grandi dimensioni e piccoli dipinti su carta, volti e frammenti di storie. Tra gli altri, i cicli pittorici ispirati a “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi e a “Lighea”.

Una pittura che indaga il mistero dei gesti semplici, l’attesa, la memoria, il sogno, il mito: un mondo completo che basta a se stesso, narrato ma non svelato.

La mostra è visitabile tutti i giorni (chiusura il martedì), dal lunedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30.

Mostra a Capodimonte a Napoli

Presso il Museo e il Real Bosco di Capodimonte fino al 10 giugno 2018 c’è “Carta bianca – Il sensibile guardare”, una sfida che il Museo propone a dieci personalità famose in diversi campi del sapere di diventare ‘curatori’ della loro sala ‘ideale’ nel Museo di Capodimonte, selezionando liberamente massimo dieci opere tra le 47mila conservate. Proprio da tale libertà a scelta del nome “carta bianca”; un solo obbligo: spiegare la propria scelta.

I curatori delle dieci “carte bianche” sono: Laura Bossi Règnier, neurologa e storica della scienza, Giuliana Bruno, professore di  Visual and Environmental Studies, Harvard University, Gianfranco D’Amato, industriale e collezionista, Marc Fumaroli, storico e saggista, membro dell’Académie française, Riccardo Muti, direttore d’orchestra, Mariella Pandolfi, professore di Antropologia, Université de Montréal, Giulio Paolini, artista, Paolo Pejrone, architetto e paesaggista, Vittorio Sgarbi, critico e collezionista d’arte, scrittore, docente, Francesco Vezzoli, artista. A loro il compito di spiegare la propria scelta con interviste video accessibili dal proprio smartphone, estensione digitale dell’esperienza di visita alla mostra (è possibile salvare i contenuti e rivederli a casa).

  • Orario di apertura: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 (chiuso il mercoledì).

Pompei in mostra al Museo Madre di Napoli

Il MADRE – Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina è sede dell’esposizione “Pompei@Madre – Materia archeologica, le collezioni”, studio delle possibili, molteplici relazioni fra patrimonio archeologico e ricerca artistica e proposta di un dialogo fra straordinari ma poco conosciuti e raramente esposti materiali archeologici di provenienza pompeiana e opere d’arte moderna e contemporanea.

La mostra è articolata in due capitoli:

  • Pompei@Madre. Materia Archeologica (terzo piano): fino al 30 aprile 2018;
  • Pompei@Madre. Materia Archeologica:Le Collezioni (ingresso e primo piano): fino al 24 settembre 2018.
  • Gli orari del Museo sono: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato 10 – 19.30; domenica 10 – 20.

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A Napoli Città della Scienza rinasce ed emoziona con due grandi mostre

Era il 4 marzo 2013 quando le fiamme avvolsero nella sua interezza un luogo simbolo della cultura scientifica partenopea e non solo. Quello che era uno dei principali attrattori per la cittadella della conoscenza napoletana con le sue 350 mila visite l’anno.

Città della Scienza divenne così, nel corso di una notte, solo un accumulo di cenere e di resti che poco lasciavano all’immaginazione.

Chi sono stati gli artefici? Perché colpire un tale luogo?

Senza dubbio lo scheletro nero del complesso di via Coroglio ha lasciato tanto amaro in bocca e sconfinata tristezza, tanto da coinvolgere, solo pochi giorni dopo il doloso atto, migliaia di cittadini in un grandioso flash mob e a spingere alla fondazione di un comitato di sostegno per la sua ricostruzione, tra nomi illustri e gente comune.

Distrutti quattro dei sei capannoni e le rispettive esposizioni della palestra della scienza, con tema portante la fisica classica, il maestoso planetario, l’officina dei piccoli divisa per età e per livello di conoscenza, e infine il padiglione delle mostre temporanee di circa 1700 metri quadrati.

Intanto da allora di tempo ne è trascorso. Precisamente 4 anni.

Ma Città della Scienza non è andata dimenticata. Anzi, rinasce più forte che mai con alcune iniziative di grande impatto.

E così il 4 marzo 2017 viene inaugurata ufficialmente una mostra permanente dedicata al corpo umano e alla salute.

CORPOREA – IN VIAGGIO NEL CORPO UMANO

Si riparte dunque da Corporea, il primo museo interattivo europeo dedicato alla conoscenza del corpo umano. Obiettivo degli organizzatori è quello di esporre il funzionamento del corpo umano tramite un approccio di tipo olistico.

Corporea si suddivide in 14 isole tematiche che trattano i diversi apparati, dal cardiocircolatorio al digerente, al riproduttivo, posti in costante relazione l’uno all’altro al fine di evidenziare come essi siano interconnessi e come la macchina complessiva funzioni bene solo se tutti a loro volta svolgano correttamente le proprie funzioni.

Una visione di insieme e un approccio orientato all’unione che va oltre il semplice valore simbolico.

A disposizione del pubblico più di 100 postazioni e macroinstallazioni che mostrano i meccanismi umani attraverso moderni strumenti multimediali, sensoriali, robot, e ancora giochi interattivi, video e tavole esplicative.

Un viaggio attraverso organi e apparati del corpo per capirne il funzionamento, ma anche percorsi didattici per ricordare i premi Nobel, l’importanza dell’alimentazione come pure di una corretta educazione sessuale.

Dopo l’inaugurazione di sabato 4 marzo, il museo aprirà al pubblico a partire dalla domenica con migliaia di prenotazioni già registrate.

IL PIÙ GRANDE E AVANZATO PLANETARIO 3D D’ITALIA

Accanto a esso, poi, a partire dal 19 marzo 2017, aprirà anche un Planetario 3D, il più grande e all’avanguardia presente in Italia, per viaggiare alla scoperta dello spazio e dell’astronomia.

Ma Città della Scienza non si ferma qui e punta alla sua graduale rinascita.

Prossima importante tappa, la ricostruzione del Science Centre, per il quale la data è il 2020.

Un piano che punta, oltre a offrire di nuovo alla città il suo polo scientifico e didattico, alla riqualificazione dell’area di Bagnoli.

I primi Eventi

  • DAL 5 MARZO 2017
    CORPOREA – IN VIAGGIO NEL CORPO UMANO
    Corporea è il primo museo interattivo in Europa interamente dedicato al tema della salute, delle scienze e tecnologie biomedicali e della prevenzione, basato sulla sperimentazione diretta dei fenomeni da parte dei visitatori. Info: http://www.cittadellascienza.it/corporea/
  • DAL 19 MARZO 2017
    IL PIÙ GRANDE E AVANZATO PLANETARIO 3D D’ITALIA
    Il nuovo Planetario 3D di Città della Scienza, il più avanzato tecnologicamente in Italia, è una straordinaria attrazione in cui assistere a spettacoli e show sui misteri dell’Universo e non solo. Info: http://www.cittadellascienza.it/planetario/

I nudi artistici di Helmut Newton in mostra al PAN di Napoli.

Duecento scatti che ripercorrono la vita artistica di Helmut Newton, il celebre fotografo tedesco scomparso nel 2004.

Il prossimo 25 febbraio sarà inaugurata al PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli, la mostra “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”, un progetto avviato nel 2011 dalla vedova del fotografo, June Browne (nota al mondo dell’arte fotografico con lo pseudonimo di Alice Spings), presidente della Helmut Newton Foundation.

L’allestimento contiene le immagini raccolte nei primi tre libri pubblicati da Newton tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, volumi che danno il titolo all’esposizione.

I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

La mostra partenopea racconta l’Helmut Newton più segreto e intimo, aprendo una finestra più completa sull’opera e sul pensiero dell’artista naturalizzato australiano.

Le sue opere, infatti, negli anni sono state pubblicate sulle principali riviste di moda ma con una selezione degli scatti che non sempre ha dato il giusto spazio al reale pensiero dell’autore.

L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.

Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.

La prima sezione della mostra è dedicata al volume White Women, il libro pubblicato nel 1976 che gli valse il prestigioso Kodak Photo Book Award e che contiene 84 fotografie, a colori e in bianco e nero, che sdoganano il nudo femminile nel mondo della moda.

Sleepless Nights del 1978 vede sempre la donna al centro della scena. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale.

Con Big Nudes del 1981, Newton si afferma definitivamente come il protagonista assoluto della fotografia del secondo Novecento. Sulla scena irrompone le gigantografie, nudi a figura intera ispirati dai manifesti della polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF

Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, la mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.

40 opere di Giorgio De Chirico in mostra in Italia.

Quaranta opere di Giorgio De Chirico in esposizione nella chiesa dei Santi Apostoli di Nola. Fino al prossimo 18 marzo sarà possibile visitare la mostra “Apollineo e Dionisiaco” dedicata ad uno dei maestri dell’arte contemporanea italiana.

Olii su tela, disegni, incisioni, litografie facenti parte per lo più di collezioni private sono stati raccolti in una mostra curata da Friarte di Pasquale Lettieri, Ermenegildo Frioni e Marcello Palmintieri ed organizzata dal Comune di Nola.

Per gli appassionati d’arte la Campania offre, in questo periodo, numerose occasioni per ammirare opere d’arte di ogni genere, dalla pittura alla scultura fino alla fotografia del maestro Helmut Newton.

E la visita a musei e mostre d’arte è anche l’occasione per scoprire tanti angoli del territorio campano ricco di importanti ed imponenti spunti culturali.

Giorgio De Chirico è stato uno degli artisti di spicco del ‘900, padre della metafisica applicata alla pittura, filone cui fu avviato da un altro grande nome della storia dell’arte contemporanea, il futurista Carlo Carrà.

Le opere esposte a Nola sono state tutte realizzate nel periodo compreso tra il 1933 ed il 1974 ed evidenziano l’evoluzione del suo tratto in un arco temporale piuttosto lungo.

Le sue opere sono ricche di mistero: il tema onirico ricorrente, gli elementi della classicità, gli ampi spazi vuoti.

Un mistero che rende ancor più affascinanti i suoi dipinti che pur rientrando nei canoni classici della pittura restituiscono a chi li osserva esperienze sensoriali che attraversano l’inconscio di ciascuno.

Sulla sua produzione ha influito il rapporto avuto con altri mostri sacri della pittura del Novecento, da Pablo Picasso a Carlo Carrà ma anche con poeti del calibro di Paul Valéry e Guillaume Apollinaire.

La mostra è aperta tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle 17.30 alle 20.30. Il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21. L’ingresso è gratuito. Per informazioni e prenotazioni di visite guidate: info@meridies-nola.org.

I Dinosauri invadono Napoli ? Sì, con la mega Mostra in arrivo.

Chi da piccolo non è mai stato attratto dai dinosauri? Chi non ha mai cercato di imparare qualche nome, per quanto assurdo e contorto possa essere?

Chi non ha mai desiderato, almeno una volta nella vita, di immaginare come potesse essere il mondo con la loro massiccia e ingombrante presenza?

Tra paura e curiosità, coloro i quali si siano mai posti questi interrogativi sono presto accontentati.

A partire da sabato 4 marzo 2017, infatti, a disposizione ben otto mesi per visitare una delle mostre più interessanti e stupefacenti che si siano mai organizzate in Campania.

Nel bellissimo scenario naturalistico della Riserva naturale Oasi WWF degli Astroni, un enorme cratere nei Campi Flegrei a metà tra i comuni di Pozzuoli e Napoli, prende forma “Dinosauri in carne e ossa”, la mostra evento a tema preistorico che il crescente successo di pubblico in tutta Italia ha reso un vero e proprio appuntamento da non perdere. E finalmente raggiunge anche la Campania.

Negli oltre sei chilometri di percorso, attraversando una lussureggiante natura incontaminata e passando per i suggestivi interni della Torre Borbonica, è possibile rivivere un’era remota e piena di fascino grazie alle ricostruzioni a grandezza naturale di circa quaranta animali estinti tra i quali, immancabili, i dinosauri più conosciuti come il ferocissimo T-Rex.

L’allestimento che gli spettatori troveranno davanti ai propri occhi lascerà senza dubbio a bocca aperta, maestoso e spettacolare come da previsioni. Un’idea senza dubbio che piacerà ai più piccoli, offrendo loro uno spunto didattico molto interessante, ma che coinvolgerà anche il pubblico adulto, presentandosi come intrattenimento di qualità e sicuramente diverso dal solito.

La mostra, realizzata da GeoModel con la collaborazione di WWF Oasi e promossa dall’Associazione Paleontologica A.P.P.I., è l’occasione per comprendere il perché dell’estinzione dei mastodontici animali preistorici ma anche per riflettere sulle dinamiche evolutive nel continuo binomio tra adattamento ed estinzione che ha portato fino all’uomo di oggi.

Allo stesso tempo, l’evento sarà anche utile per far conoscere, di più e meglio, un paradiso naturalistico che dista solo pochi passi dalla città partenopea.

Orari Mostra Dinosauri a Napoli.

La mostra, da sabato 4 marzo a domenica 5 novembre 2017, è aperta nelle giornate del venerdì pomeriggio (con orario dalle 14 alle 18.30 e con chiusura delle biglietterie alle 16.30), nelle giornate di sabato, domenica e nei giorni festivi (dalle 9.30 alle 18.30 e con chiusura delle biglietterie alle 16.30).

Nel caso di scolaresche e gruppi è visitabile ogni giorno, ma in seguito a preventiva prenotazione al numero 081 18909684.