Archivi tag: mostre napoli

Le Giornate Fai di Autunno 2021 a Napoli: il programma.

Da Napoli a  Massa Lubrense passando per Sorrento e Marigliano. Sono numerose le occasioni proposte a Napoli e in provincia durante le Giornate di Autunno del Fai, in programma sabato 16 e domenica 17 ottobre 2021.

In particolare, nel capoluogo partenopeo, saranno aperte al pubblico tante strutture che rappresentano grandi capolavori artistici. Un tuffo nella storia e nella cultura di una delle città più belle al mondo.

La prenotazione è obbligatoria per la partecipazione alle visite guidate e va effettuata nei giorni precedenti all’evento direttamente sul sito del Fai

Leggi anche

Il programma delle Giornate Fai in provincia di Napoli

Per chi abbia voglia di visitare Napoli e la sua provincia scegliendo l’invito del Fai, ecco l’elenco dei siti aperti il 16 e 17 ottobre 2021.

Massa Lubrense

  • Baia di Ieranto Via Ieranto, 6 – Massa Lubrense 
  • Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2021

La Baia di Ieranto, inserita nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, si divide in due aree: la Baia Grande e la Baia Piccola, separate da Punta Capitello. Percorrendo il sentiero che parte dall’abitato di Nerano, è possibile raggiungere la Torre, scendere fino alla spiaggia o visitare gli antichi edifici rurali, ovvero le strutture di pertinenza della cava restaurate dal FAI, che si affacciano sul mare, silenziosi testimoni di un passato di duro lavoro e fatica.

Prenotazione obbligatoria . Visita a contributo €5 intero – €3 soci FAI

Orari di visita: 10:00/12:00/14:00/16:00 (max 12 posti per turno)

Marigliano

  • Castello DucalePiazza Castello, 37 Marigliano
  • Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2021

Il Fai Giovani Nola vi accompagnerà alla scoperta di un luogo in cui visse Giulio Mastrilli, il primo e l’ultimo duca di Marigliano. Dopo la sua morte, il castello venne ereditato dalla consorte donna Vittoria Doria. Nel 1935 il castello venne acquistato dalla Provincia napoletana delle Figlie della Carità di san Vincenzo de’ Paoli e ancora oggi è abitato dalle suore dell’ordine vincenziane.

Marigliano

Visita al Giardino della Pace, tra i viali con gli ulivi, la via crucis in maioliche e un’area celebrazioni. Un’aea attrezzata consente la possibilità di consumare la colazione a sacco.

Capri

  • Villa Lo Studio Via Tragara, 19
  • Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2021

Visita ad uno dei luoghi che meglio rappresenta l’idea di ambiente e di paesaggio di Edwin cerio, intellettuale caprese che dedicò la sua vita alla tutela della natura e dei luoghi.

Villa Lo Studio è una delle trenta case tipicamente capresi progettate da Cerio, costruita con materiali da costruzione tradizionali come la calce e la pietra locale, con un tetto a volta e cisterne sufficienti per un approvvigionamento idrico ottimale. Villa Lo Studio, di proprietà di un discendente di Cerio, viene eccezionalmente aperta per le Giornate del FAI:

Napoli

  • Scuola Militare Nunziatella – Via Generale Parisi, 16
  • Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2021

L’apertura nelle Giornate FAI prevede un tour nel complesso della Nunziatella, normalmente non aperto al pubblico, che è uno dei più antichi istituti di formazione militare d’Italia. Durante le Giornate FAI sarà aperto il museo storico dedicato ad Emanuele Filiberto II duca D’Aosta, comandante della terza armata, che conserva anche materiale riguardante il primo e il terzo Duca D’Aosta. Il percorso prevede anche la visita alla chiesa del ‘500, ricca di affreschi e con alcune opere di Giuseppe Sanmartino, lo scultore autore del Cristo Velato nella Cappella Sansevero.

Napoli

  • Museo della Moda Fondazione Mondragone, Piazzetta Mondragone 18, Napoli
  • Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2021

Una passeggiata nell’evoluzione della moda dal Settecento ai giorni nostri. Opere tessili, haute couture e prêt-à-porter, abiti da cocktail, vestiti da sposa. Ed ancora: accessori, cappelli, borse, guanti, ventagli, parasole e piume. Un museo davvero unico nel suo genere.

Napoli

  • Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio, 14 – Napoli
  • Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2021

Palazzo Serra di Cassano è situato sulla collina di Pizzofalcone, nel quartiere San Ferdinando di Napoli. La denominazione di Pizzofalcone risale alla metà del 1200 quando Carlo I D’Angiò fece costruire sulla collina una falconiera per la caccia. La vista si svolge partendo dalla sala ottagonale dove un tempo erano le botteghe e le stalle del palazzo, per poi proseguire sullo scalone monumentale dove si potrà ammirare lo storico stemma dei proprietari del Palazzo Serra di Cassano, una breve visita nelle sale dell’istituto, per poi riscendere e arrivare nel cortile con il pozzo che porta nell’antica cisterna. Si termina la visita nelle sale della ex falegnameria.

Sorrento

  • Grand Hotel Excelsior Vittoria – Piazza Torquato Tasso, 34 – Sorrento
  • Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2021

Un luogo unico, grazie ad una invidiabile posizione, nel cuore di Sorrento, con vista sul Vesuvio e sulle isole dell’arcipelago partenopeo. Non è un caso che il gioiello dell’accoglienza nella Penisola Sorrentina abbia, nei secoli, attratto artisti, scrittori, aristocratici che a turno hanno trascorso in queste stanze e nel parco immerso nel verde soggiorni memorabii.

Le Mostre permanenti di Giotto in Italia.

Il suo nome è ancora oggi sinonimo di perfezione artistica. Giotto è stato uno dei primi pittori italiani a raffigurare scene realistiche. La leggenda vuole che sia stato Cimabue, maestro dell’epoca, a scoprirne il talento.

La prima opera che viene attribuita al pittore fiorentino è la Madonna con Bambino di San Giorgio alla Costa, oggi conservato nel Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte a Firenze.

Giotto a Firenze

Proprio Firenze può essere la base per un week-end alla scoperta degli affreschi di Giotto.

Nel capoluogo toscano sono numerose le opere in mostra. A cominciare dalla Madonna di Ognissanti alla Galleria degli Uffizi, Santo Stefano al Museo Horne e gli affreschi che adornano le cappelle Baroncelli e Peruzzi in Santa Croce.

Da non perdere, poi, la Croce in Santa Maria Novella, una pietra miliare nella storia dell’arte. L’opera, databile intorno al 1290, infatti, è la prima rappresentazione di un Cristo inchiodato alla croce ed in posizione verticale, che conferisce un certo realismo all’immagine.

Giotto in mostra ad Assisi

Da Firenze ci si può, poi, spostare ad Assisi, altra cittadina in cui Giotto operò in maniera proficua.

Qui il pittore fu chiamato per affrescare la Basilica superiore di San Francesco dove è possibile ammirare alcuni dei suoi capolavori:

  • Santi e storie della Madonna,
  • Affreschi allegorici,
  • Presepe di Greccio
  • Affreschi della Vita di San Francesco.

Anche nella Basilica inferiore di Assisi sono presenti opere legate a Giotto anche se le stesse vengono attribuite agli allievi della sua scuola che le avrebbero realizzate su disegni del maestro.

Altre Mostre dedicate a Giotto in Italia.

Il tour alla scoperta di Giotto nel centro Italia può concludersi con due tappe a Bologna e Rimini.

Nel capoluogo emiliano, presso la Pinacoteca Nazionale, è esposto il bellissimo Polittico Vergine in trono e quattro Santi mentre nella cittadina romagnola, nel Tempio Malatestiana, fa bella mostra di sé un Crocifisso che ricorda quello fiorentino.   

Altri affreschi di Giotto possono essere ammirati a Padova (alla Cappella degli Scrovegni e nel Museo Civico al Santo), a Roma (nei Musei Vaticani e nelle grotte della Basilica di San Pietro) e a Napoli, dove restano alcuni frammenti delle Lamentazioni del Cristo Morto, nella Chiesa di Santa Chiara.

Leggi anche

Le Mostre permanenti di Donatello in Italia.

Scultore fiorentino del ‘400, Donatello ha legato il suo nome soprattutto alla sua città natale, culla del Rinascimento italiano e ritrovo dei principali geni dell’epoca. Le principali costruzioni fiorentine dell’epoca lo videro, in qualche modo, protagonista.

Donatello in Mostra a Firenze

A Firenze, la città in cui è nato, Donatello ha lavorato al Battistero e al Duomo, per il quale realizzò un David in marmo, oggi conservato insieme alla versione in bronzo nel museo del Bargello.

Le sue sculture hanno fatto scuola soprattutto per l’intensa carica espressiva che l’autore seppe trasmettergli.

Sempre a Firenze, opere di Donatello sono visitabili nella Chiesa di Orsanmichele, nel Museo dell’Opera di Santa Croce (statua di San Ludovico) e nel Museo dell’Opera di Santa Maria in Fiore (il Profeta Abacuc e la Maddalena) e nella basilica di San Lorenzo.

Il massimo della sua vena artistica, Donatello lo espresso con la realizzazione del crocifisso ligneo della Chiesa di Santa Croce, dove è presente anche l’altro suo capolavoro: l’Annunciazione.

Donatello in mostra a Padova

Tra il 1443 ed il 1453, Donatello fu chiamato a Padova. Qui realizzò il grandioso monumento equestre di Gattamelata, posizionato all’esterno della Basilica di Sant’Antonio. Per quest’ultima, invece, lavorò all’altare maggiore, realizzando sette statue a tuttotondo.

Donatello in mostra in altre città italiane

Altre opere di Donatello sono presenti a

  • Napoli, nella chiesa di Sant’Angelo a Nilo, dove eseguì il sepolcro del cardinale Rinaldo Brancaccio;
  • Roma, con la pietra tombale di Crivelli a Santa Maria in Aracoeli;
  • Venezia dove è esposto il bellissimo San Giovanni Battista in legno dipinto nella chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari;
  • Siena, dove il suo Banchetto di Erode è uno dei pezzi pregiati del Battistero.

Le Mostre permanenti di Antonio Canova in Italia e nel mondo.

Antonio Canova (nato a  Possagno, il 1º novembre 1757 morto a Venezia, 13 ottobre 1822) è stato, tra la fine del ‘700 e la metà dell’800, il più bravo ed apprezzato scultore del suo tempo. La sua capacità nel ricavare figure dalla pietra ha indotto molti critici ad avvicinarlo alla perfezione degli scultori greci.

Fu il nonno ad avviarlo all’arte dello scalpellino anche sei il suo vero talent scout fu un senatore della Repubblica di Venezia, che gli commissionò, quando era poco più che adolescente, il primo vero lavoro: “Orfeo e Euridice”.

Nel 1793 Canova si trasferisce a Roma, dove aveva già lavorato e dove dà vita alle sue opere più importanti: dagli imponenti monumenti funerari alle figure mitologiche, particolarmente apprezzate dai regnanti dell’epoca.

Tra i più accaniti “fan” di Canova spiccavano i membri della famiglia Bonaparte, per i quali realizzò numerose sculture.

Gli “Amorini”, “Venere e Adone”, “Amore e Psiche che si abbracciano”, “Amore e Psiche stanti”, “Ebe”, il “Perseo trionfante” sono tra le realizzazioni più celebri.

Nel 1802 realizzò un busto di Napoleone e, successivamente, il monumento funebre di Maria Cristina, una colossale scultura nella Chiesa degli Agostiniani di Vienna.

Di Canova è anche l’ ”Italia piangente” che fa bella mostra di sé nel monumento funerario di Vittorio Alfieri, ospitato all’interno della Basilica di Santa Croce a Firenze.

In Italia, sculture di Canova possono essere ammirate a Milano (Accademia di Brera), Roma (Galleria Borghese, Galleria Nazionale d’arte moderna), Musei Vaticani, Firenze (Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti), Venezia (Museo Correr, Museo Storico Navale, Palazzo Albrizzi), Padova, Genova, Napoli, Palermo e Forlì.

*Foto Copertina – Antonio Canova, Autoritratto, 1792, olio su tela, 68×55 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi

Le Mostre permanenti di Andrea Mantegna in Italia e nel mondo.

Andrea Mantegna fu uno dei primi pittori italiani del ‘400 a valorizzare la prospettiva e a dare una forma definita alle figure dipinte. Nato nel padovano, crebbe alla scuola dello Squarcione e fu particolarmente attivo tra il Veneto e la Lombardia.

Le sue prime opere sono oggi visibili nella Chiesa degli Eremitani di Padova: suoi sono gli affreschi della Cappella Ovetari dedicati ai santi Giacomo e Cristoforo. Nello stesso periodo realizza il Polittico di San Luca, oggi esposto alla Pinacoteca di Brera insieme alle Lamentazioni sul Cristo morto.

La sua capacità artistica ed il risultato incredibilmente affascinante dei suoi affreschi lo fecero diventare nel volgere di pochi anni un punto di riferimento tanto da essere chiamato da numerose famiglie nobiliari per affrescare interni di palazzi e cappelle.

Mostre Mantegna a Mantova

A Mantova, città dove a lungo dimorò e dove morì fu pittore ufficiale di corte, nel Palazzo Ducale, ci sono due dei capolavori di Mantegna: la Camera degli sposi nel Castello di San Giorgio e il busto di Francesco Gonzaga.

Mostre Mantegna a Verona

A Verona, nella basilica di San Zeno Maggiore, Mantegna realizzò due trittici: la Crocifissione e Madonna e Santi mentre a Vicenza, sua è la Pietà della Basilica di Monte Berico.

Mostre Mantegna a Firenze

Tra il 1464 e il 1467, Mantegna soggiornò a Firenze, per conto della famiglia de’ Medici. Il prodotto di quel soggiorno è oggi visibile alla Galleria degli Uffizi, dove sono esposte tre sue opere.

Mostre Mantegna in Italia

In Italia, dipinti di Andrea Mantegna possono essere ammirati anche a Bergamo (Accademia Carrara), Correggio (Palazzo dei Principi), Ferrara (Palazzo dei Diamanti), Napoli (Museo di Capodimonte), Torino (Galleria Sabauda) e Venezia (Ca’ d’Oro e Galleria dell’Accademia).

Le mostre di Andrea Mantegna nel mondo

Molti dei capolavori di Mantegna, sorte comune a tanti altri artisti italiani, hanno finito per andare ad arricchire le gallerie ed i musei di mezzo mondo.

Mantegna è uno dei pittori italiani più ammirati a Francoforte, New York, Parigi, Vienna, Londra, Tours, Berlino, Madrid, Dublino, Copenaghen, Washington, Dresda e Los Angeles.

Le Mostre di Botticelli in Italia: da Firenze a Roma, da Napoli a Milano e Bergamo.

La sua Venere è da sempre considerata un inno alla bellezza e alla perfezione. Botticelli, pittore fiorentino vissuto nella metà del 1400, è uno di quegli artisti che il mondo intero invidia all’Italia.

Un autore universale, che ha lasciato ampie testimonianze del suo talento artistico. La quotazione dei suoi dipinti raggiunge cifre inimmaginabili: e pensare che Sandro Botticelli morì in solitudine e povertà!

Mostre di Botticelli a Firenze

Un viaggio a Firenze è sicuramente la base per poter ammirare le opere di Botticelli. Nella sua città natale sono esposte le maggior parte dei suoi capolavori, divisi tra la Galleria degli Uffizi, la Galleria dello Spedale degli Innocenti e Palazzo Pitti.

La Nascita di Venere è, senza dubbio, insieme a La Primavera, il dipinto più celebre di Botticelli.

La tempera su tela che rappresenta la dea che fuoriesce da una conchiglia, commissionato da Lorenzo di Pierfrancesco de’Medici, è uno dei quadri più ammirati nel celebre museo degli Uffizi di Firenze.

Mostre di Botticelli a Roma

Anche a Roma è possibile ammirare lo stile e la personalità del Botticelli.

In particolare, nella Cappella Sistina, i suoi affreschi (Ritratti di papi, Prove di Mosè, Punizione dei ribelli e Prove di Cristo) furono voluti dal papa Sisto IV che lo chiamò in Vaticano insieme al Perugino, al Ghirlandaio e a Cosimo Rosselli.

Nella capitale sono esposti anche la Trasfigurazione con i santi Gerolamo e Agostino alla Galleria Pallavicini e la Madonna con Bambino, san Giovannino e angeli alla Galleria Borghese.

Mostre di Botticelli a Napoli

Napoli, il Museo di Capodimonte, ospita il bellissimo “Madonna con il Bambino e due angeli”.

Mostre di Botticelli in Lombardia

In Lombardia, infine, è possibile ammirare la Storia di Viriginia e il Ritratto di Giuliano de’ Medici  all’Accademia Carrara di Bergamo, il “Compianto su Cristo morto” al Museo Poldi Pezzoli di Milano e la Madonna del Padiglione alla Pinacoteca ambrosiana di Milano.

Le opere di Botticelli nel mondo

Le sue opere sono attualmente esposte nei più importanti musei, dalla National Gallery di Londra al Staatliche Museen di Berlino, dalla National Gallery of Art di Washington al Museo del Prado di Madrid e al Louvre di Parigi.

Leggi anche

Domenica, Musei Gratis aperti in Campania. 1 Marzo 2020 – AGGIORNATO

ATTENZIONE – Domenica 1° marzo 2020 sarà sospesa l’iniziativa del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che prevede in tutta Italia l’ingresso gratuito nei musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura dello Stato ogni prima domenica del mese. (Comunicato stampa Ministero)

Cerchi idee per trascorrere una domenica di svago e magari concederti una gita fuori porta nel fine settimana ?

Pensa ad una full immersion nella storia, nell’arte e nella cultura, scegliendo tra le decine di luoghi in Campania che aderiscono all’iniziativa #DomenicalMuseo promossa dal Ministero per i Beni Culturali.

Musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali saranno accessibili a costo zero. In Campania sono decine le opportunità per vivere una giornata all’insegna della cultura e della conoscenza delle proprie origini.

Ecco alcune delle opportunità per godere a costo zero delle ricchezze del patrimonio culturale della Campania.

Consigliamo, comunque, di contattare sempre il museo o luogo culturale prima di recarsi sul posto. Orari ed Aperture straordinarie potrebbero cambiare senza preavviso.

  • Altre informazioni in tempo reale su iovadoalmuseo.beniculturali.it/

Quando sono attive le domeniche con ingresso gratuito sono questi, generalmente, i musei ed i parchi archeologici nella regione Campania che danno la possibilità di entrare gratis per visitare nostre e reperti.

Musei gratis in provincia di Napoli

A Napoli sono numerosi i luoghi ricchi di interesse storico e artistico da poter visitare gratuitamente: l’Appartamento storico a Palazzo Reale, Castel Sant’Elmo con il Museo del Novecento, la Certosa di San Martino, il Complesso termale di via Terracina, il Museo Archeologico Nazionale, il Museo di Capodimonte, il Museo di San Martino, il Parco di Capodimonte, il Parco e la Tomba di VirgilioVilla Floridiana e Villa Pignatelli.

Anche in provincia sono numerosi i musei e i parchi archeologici aperti al pubblico la prima domenica del mese.

A cominciare dagli Scavi di Pompei, di Ercolano e di Stabia fino alla Villa di Poppea a Torre Annunziata e alla Villa di Arianna a Castellammare di Stabia, passando per l’Anfiteatro Flavio e il Tempio di Serapide a Pozzuoli, l’Antiquarium nazionale di Boscoreale, il Tempio di Diana e il Teatro romano di Miseno a Bacoli, i parchi archeologici di Baia e di Cuma.

Per quanto riguarda gli scavi di Pompei, l’accesso al sito sarà consentito nelle seguenti fasce orarie:

  • dalle ore 8.30 alle ore 12,30
  • e dalle 14,30 in poi

Il Parco archeologico di Pompei si riserva di anticipare la chiusura al raggiungimento di 15.000 visitatori nella prima fascia oraria, per impedire  una eccessiva presenza simultanea di turisti, che potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza e la salvaguardia del sito. Per garantire la massima salvaguardia del sito e al contempo la fruizione ottimale dello stesso, si provvederà a incentivare le misure di sicurezza, con il potenziamento e la ridistribuzione del servizio di vigilanza.

Leggi anche

Musei gratis in provincia di Avellino

In provincia di Avellino sono diversi i siti che hanno aderito all’iniziativa e che si preparano ad accogliere visitatori e turisti.

Tra questi, il Museo archeologico di Bisaccia, il Museo civico di Summonte, l’area archeologica del Tempio italico di Casalbore, l’Antiquarium di Mercogliano, il Museo archeologico di Taurasi, l’area archeologica di Conza della Campania, il Museo del Palazzo della Dogana dei Grani di Atripalda, il Museo di San Francesco a Folloni a Montella e il Parco Archeologico dell’antica Aeclanum a Mirabella.

Musei gratis in provincia di Salerno

A Salerno la prima domenica di ogni mese non si pagherà per visitare il Museo diocesano. Porte aperte anche nell’area archeologica di Paestum, nel Parco archeologico dell’antica Volcei a Buccino e nel Parco Archeologico di Elea-Velia ad Ascea e alla Certosa di San Lorenzo a Padula.

Musei gratis in provincia di Benevento

A Benevento, tra i monumenti aperti la prima domenica del mese, spicca il Teatro Romano.

Spostandosi di pochi chilometri si potranno, poi, visitare il Castello ed il Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino a Montesarchio.

Musei gratis in provincia di Caserta

Spostandosi nella provincia di Caserta, tra i luoghi che attirano più turisti c’è, senza dubbio, la Reggia di Caserta, uno dei luoghi simbolo della Campania.

In occasione dell’apertura gratuita dei musei, predisposta per la prima domenica del mese dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, si evidenzia però che la stessa varrà agli Appartamenti Reali ; sono a pagamento il Parco (5€) e il Giardino Inglese (6€ con visita guidata).

Per gli Appartamenti verranno emessi 4000 biglietti per la mattina e 4000 per il pomeriggio, superato questo numero non sarà possibile fare entrare altri visitatori.

Non è possibile prenotare né acquistare online i biglietti.

Non mancano anche in Terra di Lavoro i siti archeologici degni di attenzione che sarà possibile visitare gratuitamente: il Teatro Romano e il Museo archeologico di Teanum Sidicinum a Teano, il Teatro, il criptoportico, l’aerarium e il tabularium di Sessa Aurunca, il Museo archeologico dell’antica Capua a Santa Maria Capua Vetere, il Museo archeologico dell’antica Allifae ad Alife, il Museo archeologico dell’Argro atellano a Succivo, l’area archeologica di Cales a Calvi, l’Anfiteatro campano e il Mitreo e Museo dei Gladiatori a Santa Maria Capua Vetere, il Museo archeologico di Maddaloni.

Per l’elenco completo dei musei, dei siti archeologici, delle ville e dei parchi a cui è possibile accedere gratuitamente ogni prima domenica del mese in tutta Italia è possibile consultare il sito del Ministero dei Beni culturali.

Mostre in Campania: ecco cosa vedere a Giugno.

La stagione delle mostre è nel pieno delle sue proposte e sono tante le occasioni per godere ulteriormente delle meraviglie artistiche mostrate al pubblico in tutto il loro splendore.

Anche la Campania ne organizza di molto interessanti, quasi tutte bisogna dire nei luoghi della città di Napoli.

Ecco quelle più rappresentative nel mese di giugno.

Ettore de Conciliis a Napoli

Il maestro avellinese Ettore de Conciliis sarà in mostra, fino al 26 agosto 2018, al Maschio Angioino di Napoli con la sua personale “Spazi di quiete, paesaggi e land art”. La mostra è promossa dal Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura e al Turismo, organizzata da Il Cigno GG Edizioni e curata da Marco Di Capua e Filomena Maria Sardella.

«Si tratta di una presentazione di mie opere degli ultimi vent’anni soprattutto, e come di consueto, riguardanti i temi di natura e paesaggio – spiega il maestro de Coniciliis – che, allo stesso tempo include l’“altro paesaggio”, ovvero quello della land art. Si tratta di un’“arte territoriale” che viene presentata in un’ampia documentazione fotografica. Paesaggi dipinti e land art, due esempi diversi di trattare la natura». 

Aron Demetz al MANN di Napoli.

Il 7 giugno 2018 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sarà inaugurata la mostra Autarchia dello scultore altoatesino Aron Demetz. 

Da oltre vent’anni è protagonista di una ricerca che fa da ponte fra antico e contemporaneo. Le sculture, realizzate espressamente in occasione di questa mostra in varie dimensioni e materiali, costituiscono un complesso installativo che interagisce con le opere classiche ed egizie che abitano il MANN.

In particolare Demetz ispira alle collezioni Farnese ed Egizia del Museo Archeologico di Napoli le impostazioni dinamiche e posturali delle sue sculture. Da sempre la ricerca dell’artista si focalizza sulla centralità della figura umana come veicolo di ideali classici quali la purezza formale ed i contenuti etici ed archetipici dell’arte.

La mostra sarà visitabile fino al 29 luglio 2018.

Isabella Staino al Pan di Napoli.

Dal 26 maggio all’8 luglio 2018 il Pan di Napoli espone le opere realizzate, dal 2010 al 2018, dall’artista toscana Isabella Staino.
Tele di grandi dimensioni e piccoli dipinti su carta, volti e frammenti di storie. Tra gli altri, i cicli pittorici ispirati a “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi e a “Lighea”.

Una pittura che indaga il mistero dei gesti semplici, l’attesa, la memoria, il sogno, il mito: un mondo completo che basta a se stesso, narrato ma non svelato.

La mostra è visitabile tutti i giorni (chiusura il martedì), dal lunedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30.

Mostra a Capodimonte a Napoli

Presso il Museo e il Real Bosco di Capodimonte fino al 10 giugno 2018 c’è “Carta bianca – Il sensibile guardare”, una sfida che il Museo propone a dieci personalità famose in diversi campi del sapere di diventare ‘curatori’ della loro sala ‘ideale’ nel Museo di Capodimonte, selezionando liberamente massimo dieci opere tra le 47mila conservate. Proprio da tale libertà a scelta del nome “carta bianca”; un solo obbligo: spiegare la propria scelta.

I curatori delle dieci “carte bianche” sono: Laura Bossi Règnier, neurologa e storica della scienza, Giuliana Bruno, professore di  Visual and Environmental Studies, Harvard University, Gianfranco D’Amato, industriale e collezionista, Marc Fumaroli, storico e saggista, membro dell’Académie française, Riccardo Muti, direttore d’orchestra, Mariella Pandolfi, professore di Antropologia, Université de Montréal, Giulio Paolini, artista, Paolo Pejrone, architetto e paesaggista, Vittorio Sgarbi, critico e collezionista d’arte, scrittore, docente, Francesco Vezzoli, artista. A loro il compito di spiegare la propria scelta con interviste video accessibili dal proprio smartphone, estensione digitale dell’esperienza di visita alla mostra (è possibile salvare i contenuti e rivederli a casa).

  • Orario di apertura: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 (chiuso il mercoledì).

Pompei in mostra al Museo Madre di Napoli

Il MADRE – Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina è sede dell’esposizione “Pompei@Madre – Materia archeologica, le collezioni”, studio delle possibili, molteplici relazioni fra patrimonio archeologico e ricerca artistica e proposta di un dialogo fra straordinari ma poco conosciuti e raramente esposti materiali archeologici di provenienza pompeiana e opere d’arte moderna e contemporanea.

La mostra è articolata in due capitoli:

  • Pompei@Madre. Materia Archeologica (terzo piano): fino al 30 aprile 2018;
  • Pompei@Madre. Materia Archeologica:Le Collezioni (ingresso e primo piano): fino al 24 settembre 2018.
  • Gli orari del Museo sono: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato 10 – 19.30; domenica 10 – 20.

Leggi anche:

A Napoli Città della Scienza rinasce ed emoziona con due grandi mostre

Era il 4 marzo 2013 quando le fiamme avvolsero nella sua interezza un luogo simbolo della cultura scientifica partenopea e non solo. Quello che era uno dei principali attrattori per la cittadella della conoscenza napoletana con le sue 350 mila visite l’anno.

Città della Scienza divenne così, nel corso di una notte, solo un accumulo di cenere e di resti che poco lasciavano all’immaginazione.

Chi sono stati gli artefici? Perché colpire un tale luogo?

Senza dubbio lo scheletro nero del complesso di via Coroglio ha lasciato tanto amaro in bocca e sconfinata tristezza, tanto da coinvolgere, solo pochi giorni dopo il doloso atto, migliaia di cittadini in un grandioso flash mob e a spingere alla fondazione di un comitato di sostegno per la sua ricostruzione, tra nomi illustri e gente comune.

Distrutti quattro dei sei capannoni e le rispettive esposizioni della palestra della scienza, con tema portante la fisica classica, il maestoso planetario, l’officina dei piccoli divisa per età e per livello di conoscenza, e infine il padiglione delle mostre temporanee di circa 1700 metri quadrati.

Intanto da allora di tempo ne è trascorso. Precisamente 4 anni.

Ma Città della Scienza non è andata dimenticata. Anzi, rinasce più forte che mai con alcune iniziative di grande impatto.

E così il 4 marzo 2017 viene inaugurata ufficialmente una mostra permanente dedicata al corpo umano e alla salute.

CORPOREA – IN VIAGGIO NEL CORPO UMANO

Si riparte dunque da Corporea, il primo museo interattivo europeo dedicato alla conoscenza del corpo umano. Obiettivo degli organizzatori è quello di esporre il funzionamento del corpo umano tramite un approccio di tipo olistico.

Corporea si suddivide in 14 isole tematiche che trattano i diversi apparati, dal cardiocircolatorio al digerente, al riproduttivo, posti in costante relazione l’uno all’altro al fine di evidenziare come essi siano interconnessi e come la macchina complessiva funzioni bene solo se tutti a loro volta svolgano correttamente le proprie funzioni.

Una visione di insieme e un approccio orientato all’unione che va oltre il semplice valore simbolico.

A disposizione del pubblico più di 100 postazioni e macroinstallazioni che mostrano i meccanismi umani attraverso moderni strumenti multimediali, sensoriali, robot, e ancora giochi interattivi, video e tavole esplicative.

Un viaggio attraverso organi e apparati del corpo per capirne il funzionamento, ma anche percorsi didattici per ricordare i premi Nobel, l’importanza dell’alimentazione come pure di una corretta educazione sessuale.

Dopo l’inaugurazione di sabato 4 marzo, il museo aprirà al pubblico a partire dalla domenica con migliaia di prenotazioni già registrate.

IL PIÙ GRANDE E AVANZATO PLANETARIO 3D D’ITALIA

Accanto a esso, poi, a partire dal 19 marzo 2017, aprirà anche un Planetario 3D, il più grande e all’avanguardia presente in Italia, per viaggiare alla scoperta dello spazio e dell’astronomia.

Ma Città della Scienza non si ferma qui e punta alla sua graduale rinascita.

Prossima importante tappa, la ricostruzione del Science Centre, per il quale la data è il 2020.

Un piano che punta, oltre a offrire di nuovo alla città il suo polo scientifico e didattico, alla riqualificazione dell’area di Bagnoli.

I primi Eventi

  • DAL 5 MARZO 2017
    CORPOREA – IN VIAGGIO NEL CORPO UMANO
    Corporea è il primo museo interattivo in Europa interamente dedicato al tema della salute, delle scienze e tecnologie biomedicali e della prevenzione, basato sulla sperimentazione diretta dei fenomeni da parte dei visitatori. Info: http://www.cittadellascienza.it/corporea/
  • DAL 19 MARZO 2017
    IL PIÙ GRANDE E AVANZATO PLANETARIO 3D D’ITALIA
    Il nuovo Planetario 3D di Città della Scienza, il più avanzato tecnologicamente in Italia, è una straordinaria attrazione in cui assistere a spettacoli e show sui misteri dell’Universo e non solo. Info: http://www.cittadellascienza.it/planetario/

50 anni dalla scomparsa di Totò: Napoli lo ricorda con mostre, concerti ed eventi.

Era il 15 aprile 1967 quando Antonio De Curtis, per tutti semplicemente Totò, lasciò il palcoscenico della vita terrena per approdare altrove, tra gli altri grandi dello spettacolo che l’avevano preceduto.

Morì nella sua casa romana di via dei Monti Parioli, 4, di mattina presto, all’età di 69 anni, stroncato da un infarto in seguito a una lunga agonia per la quale fu lui stesso a pregare familiari e medico di lasciarlo morire.

Per tutti rimarrà “il Principe”, della risata, dell’ironia, del teatro, del cinema, della genialità. Un mito, un simbolo di una città e di un’intera nazione.

In occasione dei cinquant’anni dalla sua scomparsa, per ricordare tutta la sua immensa arte, Napoli omaggia Totò con una serie di eventi a partire dal mese di aprile e che si protrarranno fino al mese di luglio.

Si parte con quelle promosse dalla Regione Campania insieme alla Fondazione Campania Festival e Film Commission.

Il 15 aprile 2017 presso il Rione Sanità, quartiere che dette i natali a Totò, sarà inaugurata l’opera di Giuseppe Desiato intitolata “Totó l’uomo tutto d’un pezzo che ha lasciato un grande vuoto”, che sarà alloggiata in Largo Vita alla Sanità.

A partire da questa data, saranno inoltre ricostruiti alcuni dei suoi set cinematografici più noti, lì dove un tempo furono girati i rispettivi film (da “L’oro di Napoli” a “Totò, Peppino e la Malafemmina”).

Renzo Arbore, sempre nella stessa data, presenterà la “Serata Totò” dall’auditorium del Centro di produzione Rai napoletano che sarà trasmessa in diretta da Rai 2.

Sempre da metà aprile in programma anche visite, percorsi, laboratori e attività sportive per i più piccoli con l’iniziativa “Totò, l’arte, l’umanità” presso il Rione Sanità e con la collaborazione della Fondazione Comunità San Gennaro.

Da metà aprile anche diversi concerti dell’orchestra giovanile del rione Sanità “Sanitansamble”. A chiusura di questi, in piazza Sanità, il concerto “Benvenuti al Rione Sanità” con tanti illustri ospiti.

Tra questi si vedranno Gigi e Ross, Francesco Cicchellla, Pasquale Palma, Andrea Sannino, Serena Autieri, Clementino e molto probabilmente anche Alessandro Siani.

Il 27 aprile 2017 nello scenario del Teatro Trianon si svolgerà invece lo spettacolo “Totó che tragedia!”, mentre domenica 7 maggio, all’Auditorium RAI o al Teatro Trianon, la Nuova orchestra Scarlatti porterà in scena “La Sinfonia di Totó” ideata e orchestrata da Federico Odling che ripercorrerà le colonne sonore delle più celebri pellicole.

A giugno, con data da definire, assieme all’Università Suor Orsola Benincasa ci sarà “Diagonale Totó” con vari film in cartellone e il restauro di “Miseria e Nobiltà” realizzato dalla Fondazione Film Commission con il Centro sperimentale di cinematografia – Cineteca Nazionale di Roma.

A seguire una serie di iniziative organizzate dal Comune di Napoli che ha già annunciato una futura scuola di Teatro a Palazzo dello Spagnuolo e la mostra “Totò Genio” dal 12 aprile al 9 luglio 2017 presso il Maschio Angioino, Palazzo Reale e nel Complesso di San Domenico Maggiore.