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Il Museo Magritte a Bruxelles, enigmi e inquietudini oniriche in 230 opere.

Una “casa” d’arte per celebrare il suo figlio più famoso. Così la città di Bruxelles ha inteso rendere omaggio a René Magritte, il più importante pittore belga del ventesimo secolo, nonché uno degli artisti più famosi al mondo.  Il Museo Magritte a Bruxelles trattiene in sé tutta la stranezza e l’eccentricità del pittore surrealista.

Chi è René Magritte

“Amo l’umorismo sovversivo, le lentiggini, le ginocchia, i capelli lunghi delle donne, i sogni di bambini piccoli in libertà, una ragazza che corre per strada”.

René Magritte

René Magritte nacque a Lessines, nella provincia dell’Hainaut, il 21 novembre 1898. Figura importante del surrealismo belga, Magritte fu rapidamente circondato da artisti belgi, francesi e americani, che influenzarono lui e il suo lavoro per tutta la vita. Sviluppa il suo lavoro secondo diverse tecniche artistiche: il «Surrealismo al sole», come lo definisce lui stesso, o il «periodo vache» alla fine degli anni Quaranta. 

Gli anni Cinquanta e Sessanta furono segnati dal lavoro e dalla ricerca dell’artista sulla ripetizione e dalle grandi immagini magrittiane che gli assicurarono il successo. 

Morì il 15 agosto 1967 a causa di un cancro al pancreas.

Musée Magritte Museum

Il Museo Magritte, situato nel cuore di Bruxelles, riunisce la più grande collezione al mondo del famoso artista surrealista René Magritte: sono esposti 230 opere e archivi. Lo spazio multidisciplinare ospita dipinti, gouaches, disegni, sculture e oggetti dipinti, oltre a manifesti pubblicitari, spartiti musicali, fotografie e film. 

Il Musée Magritte si sviluppa su tre piani, ognuno dei quali dedicato ad un momento particolare della vita del pittore surrealista.

Una struttura architettonica, quella sorta nella Place Royale della capitale belga, imponente almeno quanto il nome dell’artista cui è dedicata.

Il Museo Magritte è stato allestito all’interno del Palazzo Altenloh, ex hotel costruito in stile neoclassico interamente ristrutturato, in grado di accogliere oltre 300.000 visitatori all’anno, in fila per poter ammirare la più grande collezione al mondo delle opere di Magritte.

Le opere esposte al Museo Magritte a Bruxelles

Il Museo Magritte a Bruxelles ospita circa 200 opere del pittore belga: dall’Empire des Lumieres a Le Joueur Secret e Le Retour oltre ad una serie di lettere, foto e scritti inediti dell’artista raccolti negli anni dai Musei Reali delle Belle Arti del Belgio e dalla Fondazione Magritte.

Il Museo Magritte a Bruxelles conserva anche la più importante collezione del periodo delle “vache” dell’artista.

La selezione delle opere esposte nei Musei reali di belle arti del Belgio è in continua espansione con una selezione mutevole di prestiti esterni. Con il sostegno di musei belgi e stranieri e di collezionisti privati, vengono messe a disposizione opere che in precedenza non erano mai state esposte. Il visitatore può così scoprire molti tesori che sono ancora in possesso privato.

Al terzo piano, da dove comincia la visita al museo, sono presenti le opere che rappresentano le origini della sua vena artistica (come Le Mariage de Minuit), al livello inferiore, invece, sono raggruppate le opere che riportano ai temi meno noti trattati da Magritte, come la pubblicità, la guerra, il comunismo.

Al primo piano del Museo Magritte troviamo, invece, i capolavori della sua collezione:

  • l’Empires des lumiere
  • La Recherche de la vèritè
  • La Page blanche
  • Le Domaine d’Arnheim

Una curiosità, infine, sta nella facciata del Magritte Museum: grazie ad una serie di schermi inseriti tra le finestre, al visitatore pronto ad entrare si presenta un cielo nuvoloso, il cielo di Magritte.

Il Figlio dell’uomo

Il figlio dell’uomo è un dipinto (olio su tela, 116×89 cm) di René Magritte del 1964. Non è visibile al Museo Magritte di Bruxelles in quanto fa parte di una collezione privata.

L’autore di questo dipinto e celebre autoritratto disse:
«Ebbene, qui abbiamo qualcosa di apparentemente visibile poiché la mela nasconde ciò che è nascosto e visibile allo stesso tempo, ovvero il volto della persona. Questo processo avviene infinitamente. Ogni cosa che noi vediamo ne nasconde un’altra; noi vogliamo sempre vedere quello che è nascosto da ciò che vediamo. Proviamo interesse in quello che è nascosto e in ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere la forma di un sentimento letteralmente intenso, un tipo di disputa, potrei dire, fra ciò che è nascosto e visibile e l’apparentemente visibile.»

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