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Notte dei Falò di Nusco, c’è la data del 2020.

Organizzata dal Comune di Nusco e dalla Pro Loco Balcone dell’Irpinia, l’evento, che si svolge nel centro storico del paese altirpino, si rifà ad antiche tradizioni etniche e contadine.
Quella dell’accensione dei falò è un’antica usanza diffusa in tutta Italia ed anche in alcuni Paesi del nord Europa in segno di purificazione.

Soprattutto nelle regioni meridionali, i falò sono associati ai festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate, che il calendario fissa al 17 gennaio, per ricordare, secondo una leggenda, la sfida vittoriosa del santo nei confronti del demonio per salvare alcune anime dagli inferi.

Programma Notte dei falò di Nusco 2020

Tre giorni, quelli in programma quindi  il 17, 18 e 19 gennaio 2020, tra passato e modernità per quella che è una rivisitazione della memoria secolare della comunità di Nusco, che si riuniva intorno ai falò durante i festeggiamenti in onore di “Sant’Antuono”.

Con la Notte dei Falò, il cuore antico di Nusco si trasforma in un grande laboratorio enogastronomico, artigianale e musicale, con i visitatori, in arrivo da tutto il sud Italia, che vengono catapultati in un percorso attraverso il folklore e gli antichi usi popolari, grazie alle performance di artisti di strada e spettacoli musicali che trasformano i vicoli del paese in un grande palcoscenico all’aperto.

La Notte dei Falò è anche una grande occasione di promozione del territorio attraverso i valori identitari che esaltano la genuinità e la tipicità dei luoghi.

Ed allora, ecco che in primo piano assurgono i piatti della tradizione locale, che sarà possibile assaggiare nei numerosi stand dislocati lungo le strade del paese, ma anche i prodotti della terra e dell’artigianato, punto di forza dell’economia di tutta l’area che gravita intorno al comune di Nusco.

L’Irpinia dei falò, una tradizione secolare tra sacro e profano.

Nel cuore dell’inverno, un tour tra l’Irpinia dei falò.  Rituali, tra il sacro e il profano, che si rinnovano da secoli.

La tradizione del fuoco e dei falò abbraccia ogni angolo d’Irpinia. Al centro della scena il fuoco, la luce, come simbolo per esorcizzare il male, le tenebre, ma anche come elemento primario intorno al quale l’intera comunità ritrova la sua unità e invoca il soprannaturale auspicando benefici per il futuro (e un po’ di calore per riscaldarsi dalle rigidità dell’inverno).

Ed intorno al fuoco, ecco la cultura popolare, con i suoi canti, i suoi balli e le sue tipicità gastronomiche, che accoglie, include ed unisce.

In Irpinia, gli eventi legati alla “luce” dei falò si susseguono per tutto l’inverno.

Il falò di Sant’Andrea a Gesualdo

Come ogni anno,  saranno le “vampalerie” di Sant’Andrea a Gesualdo, sabato 30 novembre 2019, ad inaugurare la stagione dei falò d’Irpinia. La tradizione è nata nell’Ottocento in onore di Sant’Andrea Apostolo.  Il Rito di Sant’Andrea prevede un banchetto arricchito da spaghetti aglio e olio, salsicce e la carne di maiale arrostite, castagne e tanto vino aglianico.

Il falò di Castelfranci

Da Gesualdo a Castelfranci, dove il 7 dicembre 2019 prenderà il via la “Notte re la Focalenzia”: fino all’8 dicembre, due giorni di festa, tra folklore, degustazioni, musica ed un anticipo del Natale. quando lo splendido borgo altirpino offrirà ai visitatori un affascinante spettacolo messo in scena dai fuochi dei falò. Il tutto condito dalle eccellenze territoriali del food&wine.

Il 6 dicembre 2019, in diversi centri dell’Irpinia, i falò saranno accesi in onore di San Nicola.

I Falò della Baronia.

Il 6 e 7 dicembre 2019, l’appuntamento con i falò in provincia di Avellino è a San Nicola Baronia, dove andrà in scena un’antica tradizione che abbraccia tutta quella fetta d’Irpinia. 

Numerosi gli eventi che in quei giorni  si terranno tra San Nicola Baronia, San Sossio Baronia e Carife.

Il falò di Volturara.

A Volturara Irpina, andrà in scena la gara delle “vampalorie” tra i quartieri del paese, con il premio che sarà appannaggio del falò più grande. L’evento è organizzato ogni anno dal Comitato Festa S. Nicola di Bari nell’ambito dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono di Volturara.

Il falò di Luogosano.

Per il Falò dell’Immacolata, tappa a Luogosano, con il rito dei “Fuochi Allavorati” una tradizione che nasce in onore alla Madonna ed affonda le sue radici nel lontano 1854, quando la popolazione locale, in attesa della promulgazione del dogma dell’Immacolata Concezione con la bolla “Ineffabilis Deus” del Papa Pio IX, in preghiera all’aperto per difendersi dal freddo e dal buio, accese dei fuochi.

L’appuntamento con i Fuochi Allavorati di Luogosano è per il 7 e 8 dicembre 2019 per un evento che abbraccia Fede, Tradizione, Cultura ed Enogastronomia.

Il falò di Lioni

Il 7 e l’8  dicembre 2019 è tradizione a Lioni onorare la Vergine con la manifestazione Madonna de lo fuoco,evento organizzato dalle varie associazioni lionesi, unite per riportare in luce le vecchie tradizioni locali. Sono previsti numerosi eventi enogastronomici e momenti musicali, come quello che vedrà l’8 dicembre esibirsi in piazza Pietra Montecorvino.

I falò di Mugnano del Cardinale, Baiano e Pago Vallo Lauro

Il 13 dicembre, giorno dedicato a Santa Lucia, la luce brillerà a Mugnano del Cardinale mentre la notte di Natale sarà accolta da un grande Falò a Pago Vallo Lauro.

Il 25 dicembre, invece, toccherà alla comunità di Baiano accendere il tradizionale “focarone” per Santo Stefano, patrono del centro della Bassa Irpinia.

Nel 2020 spazio ai falò di Nusco, Quindici e Solofra.

Tra gli eventi legati alla tradizione dei falò, il più famoso in Irpinia resta quello che si celebra a gennaio a Nusco, “La Notte dei Falò” che nel 2020 si terrà il 17, 18 e 19 gennaio, dedicato a Sant’Antonio Abate,  ricordato con eventi legati al fuoco anche a Quindici e Solofra (17 gennaio 2020).

La Festa del Maio nel Mandamento.

Come da tradizione, nel Mandamento la Festa del Maio è tra le più sentite nei comuni al confine con la provincia di Napoli.

Nel 2020, il primo appuntamento è con il Maio di Mugnano del Cardinale il 10 gennaio, cui farà seguito il Maio di Quadrelle il 17 gennaio, il Maio di Avella il 20 gennaio e il Maio di Sperone il 20 febbraio.

La Notte dei Falò di Sant’Antonio Abate in Campania.

Ogni anno, da diversi secoli, una delle feste più amate e sentite in Campania è quella dedicata alla celebrazione di Sant’Antonio Abate: ecco dove trovare le sagre più belle della regione legate a questa ricorrenza.

Nella settimana del 17 gennaio 2019 molti cieli della Campania saranno illuminati da fiammeggianti colori.

Si festeggia Sant’Antonio Abate e sono diversi i comuni disseminati sul territorio regionale che ne tramandano da tempi molto remoti la tradizione. 

La festa in onore di sant’Antonio

Sant’Antonio Abate è il protettore degli animali domestici, del lavoro del contadino, del fuoco e delle malattie della pelle (ad esempio l’herpes zoster, chiamato “fuoco di sant’Antonio” appunto), e per questo motivo, oltre a essere legati alla fiera e alla benedizione degli animali, i festeggiamenti in suo onore sono associati all’elemento fuoco.

Da tradizione infatti, alla vigilia della sua festa si accendono i cippi o falò (alimentati da rami d’ulivo o da alberi di Natale come si usa ad esempio nei quartieri Spagnoli di Napoli).

La notte dei falò di Nusco

Sono davvero numerosi i luoghi che celebrano il Santo, ma tra quelli più suggestivi troviamo Nusco in Irpinia, che dal 18 al 20 gennaio 2019 illumina il suo centro storico con i falò sparsi in diversi luoghi del comune.

Qui la tradizione nasce in tempi molto lontani. Si collegherebbe infatti alla devastante peste del 1656 che solo in questo piccolo comune contò circa 1200 vittime.

Accesi per la prima volta a Nusco, i falò rappresentavano un rimedio per allontanare l’infezione del “fuoco di Sant’Antonio” e per poter richiamare la protezione del “Sant’Antuonu” raffigurato con un porcellino, simbolo di benessere.

Per l’occasione, a Nusco sono previste giornate di convegni, spettacoli folkloristici, musica popolare ed enogastronomia tipica del territorio.

I Fuochi a Sant’Antonio Abate

Nel comune di Sant’Antonio Abate, invece, facile comprendere come i festeggiamenti possano durare ben più a lungo.

Fino al 20 gennaio 2019, infatti, si fa festa con la “Sagra della porchetta”. Si aspettano oltre 150 stand espositivi, diversi punti vendita di porchetta e tanti ospiti. Durante la notte tra il 16 e il 17, inoltre, si svolge il tradizionale corteo di fuoco lungo le vie del paese napoletano.

La sagra è aperta tutti i giorni dalle 16:30 alle 22:30 nei giorni feriali. Nei giorni festivi, compreso il 17 festa del santo patrono, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 22:30 ed è sempre in concomitanza con la fiera

Fuochi di Sant’Antonio Abate a Cicciano

Sempre in provincia di Napoli altri due eventi. La Festa a Cicciano si terrà  il 19 gennaio e sarà caratterizzata dalla tradizionale processione e benedizione degli animali, a seguire messe, balli e canti popolari, tammurriata, processioni e falò coinvolgeranno cittadini e turisti presenti all’evento in onore di un Santo venerato da oltre un secolo. Grande festa la sera con la notte dei falò e tanta musica.

Fuochi di Sant’Antonio a Somma Vesuviana

Tradizione e rituali anche a Somma Vesuviana, con la
O Fuoco ‘e Sant’Antuono dint’ ‘a curtina e Zi’ Riccard’. Anche qui la celebrazione ha inizio il 17 gennaio con la benedizione dei pani, degli animali e il ritiro del numero per partecipare alla gara. Intorno alle ore 16 ha inizio la processione del Santo con a seguito la banda musicale e gli animali. Alle 19, premiazione di alcuni di essi da parte di una giuria. Dopo la premiazione, in Piazza Collegiata, si prosegue con la preparazione di panini salsiccia e friarielli, vino locale e tammurriate.

Fuochi di Sant’Antonio a Campagna

Anche in provincia di Salerno infine un evento da sottolineare. A Sant’Antonio a Campagna, il 17 gennaio si svolge la festa con l’accensione dei fuochi nelle principali piazze e una sagra gastronomica di piatti tipici tra cui la tipica “matassa e fasule”, “’a pulenta” nelle sue varie specialità, “cascavall ‘mbiccat”, salsicce e “vruoccoli” con ottimo vino locale.

Presenti anche angoli espositivi di artigianato, spettacoli, artisti di strada.

In Irpinia si accendono i Falò di “Sant’Antuono”.

Il terzo week end di gennaio si preannuncia particolarmente ricco per gli amanti del folklore e delle tradizioni.

L’occasione è data dai festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate che, in diversi centri della Campania e della provincia di Avellino, si sviluppano tra riti religiosi ed usanze che si tramandano di generazione in generazione.

Queste ultime, in particolare, vedono protagonista il fuoco dei falò, che in molti centri dell’Irpinia vengono accesi al centro del paese come segno di purificazione e forniscono l’occasione per dare il la a danze, musiche e banchetti, dove i prodotti della gastronomia locale e, soprattutto, i grandi vini irpini invadono la scena.

Una tradizione che, nel 2018, in molti centri sarà resa ancor più suggestiva dalla presenza della neve, caduta abbondante in tutta l’Irpinia nel giorno dell’Epifania e che potrebbe ancora imbiancare i centri della provincia di Avellino.

Tra gli appuntamenti con i falò di Sant’Antonio, quello più atteso è senza dubbio la Notte dei Falò di Nusco: tre giorni, dal 19 al 21 gennaio 2018, in cui migliaia di visitatori affollano il centro storico del Balcone dell’Irpinia.

Grandi cataste di legna date alle fiamme, la sera del 17 gennaio, anche a Solofra nei rioni Balsami e Fratta, con la ventitreesima edizione della manifestazione ‘A carcar ‘e Sant’Antuono. Anche qui ad animare le piazze saranno musiche e balli popolari e non mancheranno le degustazioni di tipicità locali.

Alla frazione Caliano di Montoro “Le notti delle Campanelle” prenderanno il via il 17 gennaio con musica, tradizione e gastronomia.

Anche a Cervinara, la tradizione dei falò in occasione delle celebrazioni in onore di Sant’Antonio Abate è assai antica e sentita. Una tradizione che si rinnova anche quest’anno, nella notte tra il 17 e il 18 gennaio con la Pro Loco, alle frazioni Castello e Ferrari.

Falò per Sant’Antonio, il 17 gennaio, saranno accesi anche a Cesinali, Quindici, Montemarano e Castelvetere sul Calore.

 

 

Ponte dell’Immacolata in Campania tra Musei aperti, Luci d’Artista e Notte dei falò

Quello dell’Immacolata è, storicamente, il giorno che dà il via alle festività natalizie. Quando cade a ridosso del week-end o, come nel caso di quest’anno, ad inizio settimana, fornisce l’occasione per concedersi un lungo ponte utile a staccare la spina e a dedicarsi alle attività tipiche del tempo libero.

Approfittando del meteo, che promette clemenza, ecco che in occasione dei giorni a ridosso dell’8 dicembre sono tante le iniziative promosse nelle cinque province della Campania a cui poter partecipare, per poter cominciare a respirare l’aria del Natale.

Per chi abbia voglia di concedersi una domenica all’insegna della cultura, il 6 dicembre torna l’appuntamento con #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in decine di musei, siti archeologici, ville e parchi della Campania.

Il Ponte dell’Immacolata a Salerno.

Per chi si arma di santa pazienza, i giorni dell’Immacolata sono i migliori per poter visitare le luci d’artista di Salerno, evento che sta richiamando in città migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia ed il mercatino allestito sul lungomare.

A Cava dei Tirreni, appuntamento dedicato all’enogastronomia alla Mediateca Marte con l’evento Divino Natale Marte- 5-6 dicembre 2015 – due giorni natalizia dedicata ai vini e alle specialità delle Terre d’Italia: oltre al ricco percorso di degustazione tra stand, aziende e sapori in mostra, saranno proposti diversi eventi collaterali gratuiti orientati per permettere al pubblico di scorprire o riscoprire alcune delle eccellenze del nostro Paese.

Il Ponte dell’Immacolata ad Avellino.

In Irpinia, ad Avella è in programma “Presepiarte”, dal 5 all’8 dicembre, con mostre di presepi, mercatini e, il 6 dicembre, il concerto di James Senese.

Ad Avellino a Villa Amendola si celebra con un evento il Fiano di Avellino.

Sempre in provincia di Avellino, sono numerosi gli appuntamenti con i falò, un’antica tradizione che interessa diversi centri irpini a partire proprio dal periodo dell’Immacolata: è il caso di Castelfranci, San Nicola Baronia e Lioni.

Qui trovi tutti gli altri eventi organizzati in provincia di Avellino durante questo lungo week end.

Il Ponte dell’Immacolata a Caserta

L’aria del Natale si respirerà, dal 6 all’8 dicembre, anche nello splendido contesto di Caserta Vecchia, con Borgo Natale, l’appuntamento che vede i vicoletti del centro storico di Caserta animarsi con i mercatini natalizi, stand dedicati all’artigianato e alla gastronomia e tanta buona musica.

Il Ponte dell’Immacolata a Napoli

Per gli amanti del folklore e delle tradizioni, l’appuntamento da non perdere l’8 dicembre è a Torre del Greco, con la storica girata del Carro dell’Immacolata, la processione che deve le sue origini all’eruzione del Vesuvio del 1861 allorquando, secondo la leggenda, fu la mano dell’Immacolata Concezione a risparmiare il centro corallino da una distruzione certa.

Da allora, per ringraziamento, ogni anno il paese fa festa, dedicando alla Vergine un imponente carro, quest’anno incentrato sul tema della misericordia, che viene portato in giro per il paese.

Spostandosi di pochi chilometri, a Castellammare di Stabia, torna il folkloristico rito di “Fratiell e surell”: nella notte tra il 7 e l’8 dicembre, dopo l’invito cantato per le strade del paese ai “fratiell e surell” a prendere parte alla festa per l’Immacolata, vengono accesi falò sulla spiaggia della villa comunale, accompagnati da concerti e spettacoli.

Il Ponte dell’Immacolata a Benevento

Per i buongustai, a San Marco dei Cavoti, in provincia di Benevento, dal 5 all’8 dicembre spazio alla festa del croccantino e del torrone, con stand gastronomici, mercatini e tanta buona musica per ballare tutta la notte.