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Pizza, mare e fantasia, ecco il tris d’assi in cucina da Kalò ad Avellino.

C’è il più abusato dei gridi di battaglia dietro il successo della cucina e della pizzeria di Kalò, il locale che nel quartiere Valle ad Avellino è diventato, ormai, un irrinunciabile punto di riferimento per chi ama i buoni sapori.

“Tutti per uno, uno per tutti” è un po’ il simbolo di chi, quotidianamente, inebria olfatto e palato dei clienti, grazie alle riconosciute abilità tra forni e fornelli.

A guidare la cucina del ristorante Kalò a Valle è Angelo Statuto, che dal suo arrivo alla corte di Antonio Cucciniello si è guadagnato i consensi con ciò che gli riesce meglio: il lavoro e la passione. Con risultati che sono sotto gli occhi, o meglio i denti, di tutti.

La brigata di cucina di Kalò Valle.

Se Kalò, ad Avellino e nell’hinterland, è diventato sinonimo di pizza tradizionale, gran parte del merito è di Sabino Pancione, grande interprete della più autentica tradizione pizzaiola campana.

Se ci trovassimo in ambito teatrale, Pancione (il suo è tutt’altro che un esempio di nomen omen) è colui che rivestirebbe alla perfezione il ruolo di spalla, l’alter ego dell’attore protagonista, anche se al forno delle pizze ma anche ai fornelli, con cui spesso si esibisce nella preparazione di piatti dal grande equilibrio, Pancione è davvero un grande protagonista.

Ad aiutarlo ma anche a provare a rubarne i segreti, per arricchire la brigata di cucina di Kalò Valle è stato ingaggiato il giovane Cristian Luongo, che in poco tempo si è perfettamente integrato nel team del gusto di Kalò.

“Conoscere il mestiere è la prima regola – sottolinea Sabino Pancione –, lavorare con il giusto spirito è il segreto per rendere sempre al massimo. Una regola che vale in ogni ambiente di lavoro e, forse, ancor di più in cucina”.

Fantasioso al punto giusto ma perfetto nella tempistica: il trio della cucina di Kalò a Valle è davvero il punto di forza del locale.

La pizza di Kalò a Valle.

Qui, la pizza viene preparata secondo la più classica tradizione napoletana. Elemento che la distingue dalle altre è la morbidezza dell’impasto e l’alta digeribilità.

“Frutto di una lunga maturazione – spiega Pancione– : i nostri impasti lievitano anche 48 ore”.

Se l’impasto segue regole ferree, la farcitura è frutto di sperimentazioni, fantasia e abbinamenti vincenti.

Certo, la Margherita resta la prova del nove, ma ad ogni stagione Kalò Pizzerie Valle regala primizie davvero saporite.

Le Pizze speciali.

Ogni mese, come da tradizione, la fantasia del pizzaiolo al termine di un brainstorming che coinvolge tutte le forze di Kalò, tira fuori una pizza speciale, la pizza del mese che strizza l’occhio dal forno con ingredienti stagionali che conferiscono valore aggiunto alla già superlativa pizza.

Ad affiancare le pizze, poi, ecco la frittura, preparata fresca ogni giorno con le migliori materie prime.

Mangiare a base di pesce ad Avellino.

Ed, a proposito di fritture, tra le chicche di Kalò, c’è la frittura di pesce del venerdì a pranzo.

Calamari, gamberi, alici e tutto ciò che il pescato del giorno restituisce da far finire in padella e servire ai buongustai, anche da asporto, che così ritroveranno la pancia piena e la cucina pulita.

Il menù a base di pesce è ormai un must nel ristorante di Valle.

Ogni giorno, a pranzo e a cena, è possibile ordinare il menù di mare a 25 euro che comprende, con il coperto, un antipasto, due assaggi di primo, un secondo, dolce, acqua e caffè.

Mangiare a base di pesce da Kalò è possibile anche ordinando i piatti a la carte.

  • Per informazioni e prenotazioni Kalò Valle Avellino Via Umberto Nobile n.34 – Telefono 0825 248446

Alle Pizzerie Kalò di Avellino arrivano le pizze dell’estate.

Se c’è un piatto che non conosce stagionalità, questi è la pizza.

Non è un caso che tra le più classiche sia annoverata la Pizza Quattro Stagioni, quasi a riconoscerle universalmente quella capacità di attrarre papille gustative sia in inverno che in estate.

Se ciò è vero, è anche vero però che con l’arrivo della primavera prima e dell’estate poi, le occasioni per consumare una pizza fumante aumentano.

E per conquistare quote di palato importanti, i pizzaioli più esperti, come quelli che fanno parte della famiglia Kalò di Avellino e Monteforte Irpino, danno sfogo alla loro fantasia.

Che abbinata alla ricerca, sia in termini di abbinamento che di materie prime a km 0, continua a restituire delle primizie che sono sulla (e nella) bocca di tutti.

Le pizze di Kalò Valle

A Valle, Peppe Larocca e Sabino Pancione ogni giorno, sia a pranzo che a cena, preparano pizze per tutti i gusti.

Sarà complice il meteo che, in questa prima metà di 2019, ha deciso di mantenersi sul “fresco”, fatto sta che in via Nobile i sapori tipici dell’Irpinia continuano ad essere i più gettonati tra gli appassionati della pizza.

E così, ecco che la pizza con funghi porcini e crema di tartufo nero di Bagnoli Irpino continua ad essere tra le più richieste dal pubblico di aficionados.

Le pizze di Kalò Via Colombo

Alle Pizzerie Kalò di Avellino arrivano le pizze dell'estate.

Spostandosi in via Colombo, cambia la sqaudra ma non la qualità delle pizze, anche quelle gourmet.

Qui, la prima chicca è data dal forno, che non è a legna ma a gas.

Il risultato? Nessuna differenza con la pizza cotta nel forno a legno quanto al sapore ma tanti benefici in fatto di fragranza e diffusione di sapori e profumi.

Al banco anche qui si alternano in due: Lukasz Skubinski e Gerardo Aliberti.

Che in fatto di maestria e fantasia non hanno rivali.

Per la primavera 2019 la loro punta di diamante è la pizza Grace, ispirata alla guida del locale Grazia Di Salvio.

Gli ingredienti? Mortadella, pistacchio e caciocavallo podolico: un mix di gusto esplosivo.

Le pizze di Kalò Monteforte Irpino

pizza al pesto di pomodorini secchi, ciuffetti di ricotta di bufala e mozzarella di bufala.

Lungo via Alvanella, a Monteforte Irpino, tutti in fila per le pizze di Salvatore&Girolamo, la premiata (e collaudata) ditta che regala sempre sorprese ai clienti.

Ogni mese una saporita novità legata al territorio e alla stagione.

Dopo il successo ottenuto con la pizza crema di asparagi, pancetta, provola e pecorino, da giugno 2019 ecco la nuova nata che promette di diventare un must dell’estate avellinese: la pizza al pesto di pomodorini secchi, ciuffetti di ricotta di bufala e mozzarella di bufala.

Chi l’ha assaggiata assicura che si tratta di un’esperienza sensoriale davvero unica.

E tu, cosa aspetti?

Kalò pizzerie, sarà un anno di ricco di sorprese.

Una sfida che si rinnova. Obiettivo per il nuovo anno: conquistare nuove quote di palato, con una proposta gastronomica sempre più ricca e genuina.

Tante le novità che bollono in pentola sotto il marchio di Kalò, la rete del buon gusto che da Avellino a Monteforte Irpino ha chiuso il 2018 con tanti riconoscimenti ed un certezza: la sua pizza è tra le più apprezzate dal pubblico avellinese.

Lo testimoniano i numeri, con tante pizze sfornate nel corso dell’ultimo anno in ciascuno dei tre punti vendita del marchio creato da Antonio Cucciniello, imprenditore con la passione per la cucina territoriale.

Professionalità e sorrisi: eccolo il marchio di fabbrica del gruppo che ogni giorno riscuote sempre più consensi.

Kalò Valle

La base è da Kalò Valle, alle spalle del distributore di carburante Q8, in via Umberto Nobile ad avellino

Qui si programma e ci si confronta, per fare il pieno di idee e nuovi sapori.

La cucina ed il forno sono il regno di Peppe Larocca e Sabino Pancione, infaticabili e sempre pronti ad accogliere ogni richiesta.

Dai gustosi piatti sempre originali che caratterizzano la pausa pranzo di Kalò alle tradizionali pizze che la sera sono diventate ormai un must, sia da asporto che per chi decide di gustarle a tavola appena sfornate.

Senza dimenticare l’impareggiabile pollo campese, una specialità unica di Kalò Valle.

Tra i punti di forza dei ristoranti Kalò, c’è l’immancabile tocco femminile, che contribuisce a conferire valore aggiunto e buon gusto ad ogni piatto.

Kalò via Colombo

Un’accoglienza a tutto tondo, quella assicurata dal locale che fa angolo tra via Colombo e via Moccia, che senza soluzione di continuità stuzzica tutti i suoi clienti dalla colazione del mattino all’aperitivo di metà giornata, dalla pausa pranzo alle pizze serali.

L’espempio più lampante è la gestione del locale di via Colombo, affidato alla maestria di Grazia Di Salvio che coordina una brigata dove Lukasz Skubinsky, per tutti più semplicemente Luca, è la punta di diamante del forno a gas, Giuseppe Ingino il regista della cucina e Roberta Saccardo la regina del bar e degli aperitivi.

Kalò Monteforte Irpino

E, poi, c’è la frenetica attività della squadra collaudata che anima Kalò a Monteforte Irpino, lungo via Nazionale.

Anche qui il sorriso ed il buon umore sono sempre di casa, ingrediente unico che dà forza ai piatti che Luigi D’Argenio e Carmen Palma ideano e preparano ogni giorno e alle pizze della coppia Salvatore Laudisio e Gerardo Aliberti.

Un team sempre pronto a sostenersi e a diffondere la cultura dei sapori genuini, quelli che nascono da ricette semplici e ingredienti a km 0 che tengono sempre alta l’asticella del gusto.

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La casa del buono. O, meglio le case del buono. Da alcuni anni, il nome Kalò ad Avellino e dintorni è diventato sinonimo di ottima pizza e di buoni sapori della cucina irpina.

Merito di un team di giovani che, capitanato dall’imprenditore avellinese Antonio Cucciniello, ogni giorno alza il livello della proposta e, soprattutto, del gusto, nei tre ristoranti di Monteforte Irpino, in via Alvanella, e di Avellino, al Rione Valle e in Via Colombo.

Antonio Cucciniello, come nasce la tua esperienza nel mondo della ristorazione?

“Diciamo che è il frutto di una passione e di una naturale propensione. La passione è quella per la mia terra, l’Irpinia, la propensione è invece quella per il cibo. Insomma, mi piace mangiare e mi piace mangiare bene. Possibilmente i piatti della tradizione della provincia in cui sono natio e vivo”.

Il tuo primo ristorante ad Avellino è stato un vero e proprio laboratorio.

“Nel 2010 avviai il progetto dell’Accademia del Gusto nel rione San Tommaso ad Avellino. Un ristorante che, già nel nome, esprimeva la sua vocazione, che era quella della formazione. Lì abbiamo creato un bel gruppo di giovani, li abbiamo formati. Dall’Accademia sono usciti cuochi, pizzaioli, maître di sala. Alcuni di loro, sono oggi l’anima di Kalò Pizzerie, altri hanno intrapreso una loro personale avventura. Sono particolarmente fiero di quell’esperienza”.

Hai accennato a Kalò Pizzerie, un brand oggi presente tra Avellino e Monteforte Irpino con ben tre sedi. Segno che in fatto di sapori Kalò si è affermato su tutto il territorio avellinese.

“In effetti Kalò Pizzerie nasce nel 2012 proprio in scia di ciò che avevamo creato all’Accademia. Volevo dare una connotazione forte al reparto pizzeria e separarlo dal canale ristorativo. Il primo locale a marchio Kalò è stato quello di Monteforte, ad Alvanella. La mia idea era quella di una pizzeria d’asporto, un luogo accogliente che proponesse un prodotto di qualità. Una scommessa vinta in pochissimo tempo, grazie alle abilità di Salvatore, di Gerardo, di Luigi. Oggi, in quella zona, e non solo, la nostra pizza è tra le più gettonate”.

Dopo Monteforte, sono venute le pizzerie di Valle nel 2015 e quella di via Colombo ad Avellino nel 2017. Qual è il segreto del successo in un settore con tanta concorrenza come quello della gastronomia?

“I nostri processi sono tutti standardizzati. Nel senso che, pur mantenendo ciascuno la propria autonomia, c’è un filo conduttore che unisce i nostri tre punti vendita.

Il primo punto su cui insisto molto è la formazione del personale, in particolare per ciò che attiene al rapporto con la clientela. In questo i miei collaboratori sono bravissimi.

Sono convinto che a fianco ad un buon prodotto sia fondamentale stabilire un rapporto di fiducia con chi ti sceglie, per far si che continui a farlo nel tempo”.

Che tipo di cliente è quello avellinese?

“Sicuramente esigente ma molto attento ai dettagli. Faccio un esempio: può capitare che una pizza venga fuori un po’ troppo cotta o comunque non perfetta. Ecco, in quel caso bisogna rimediare all’errore. E rifarla. Il cliente certi dettagli li nota. L’avellinese, per carattere, è sempre preciso, guarda molto i particolari. E noi cerchiamo di non deluderlo”.

Qual è il segreto di una buona pizza?

“Partiamo dal presupposto che ogni pizzaiolo, per quanto abbia seguito la stessa scuola, ha le sue peculiarità, per cui è impossibile trovare due pizze perfettamente uguali.

Detto ciò, noi siamo molto attenti alle materie prime. Prediligiamo quelle locali, a cominciare dalla mozzarella, che è un fiordilatte irpino.

Ci teniamo al territorio e in tutte le nostre pizzerie c’è un forte richiamo all’Irpinia già negli ingredienti. Penso all’uso dei funghi porcini, del tartufo nero di Bagnoli, dei broccoli e tanti altri prodotti locali che arricchiscono le nostre proposte”.

Infine, una curiosità. Perchè hai scelto il nome Kalò per le tue pizzerie?

“E’ un’espressione che usavano gli antichi pizzaioli napoletani per indicare una pizza buona, una pizza fatta bene. Una pizza, insomma, che rispetti i metodi tradizionali nell’impasto, nella cottura e nel condimento”.

Le sedi delle pizzerie Kalò

Da garzone a pizzaiolo, la storia ed i segreti di Filippo Testone.

Sperimentazione ed esperienza, coinvolgimento ed empatia, tradizione e perseveranza.

Preparare una buona pizza richiede specifiche dosi di… doti e partecipazione. Anche emotiva.

Quelle di cui è ricco Filippo Testone, pizzaiolo partenopeo che dopo aver stuzzicato i palati di mezza regione Campania, dal 2006 soddisfa, con successo, quello degli avellinesi.

Che hanno imparato ad apprezzare le sue creazioni al “Vicolo dei Matti”, nel centro storico di Avellino, e che oggi si gustano le pizze che quotidianamente sforna al “Bar Otto”, a Torrette di Mercogliano, alle spalle del distributore di carburante Q8.

Quando hai cominciato e dove hai imparato a fare la pizza?

“Avevo dieci anni quando ho cominciato a sporcarmi le mani con la farina. A Napoli, nel quartiere Fuorigrotta, quello in cui viveva mia nonna. Ho fatto il garzone, l’addetto alle consegne, il lavapiatti prima di passare dietro il banco delle pizze. La gavetta è fondamentale, in qualsiasi mestiere. Oggi sempre più spesso si pensa di nascere maestri. E poi non si sa lavare nemmeno un piatto!”.

Le prime pizze quando hai cominciato ad infornarle?

“Nel 1995 ho cominciato a cuocere le prime pizze, l’anno successivo ho imparato a fare l’impasto. Solo dopo ho iniziato la mia avventura vera e propria, sempre a Napoli, nella pizzeria “Anima e Cozze” a via Partenope”.

E ad Avellino quando sei approdato?

“Il primo approccio con la città di Avellino c’è stato nel 2006, con Fratelli La Bufala. Ho girato un po’, dalla pizzeria di Avellino a quella di Atripalda, da Montesarchio al Centro Commerciale Campania, prima di tornare ad Avellino ed iniziare la mia avventura con il Vicolo dei Matti, che è durata nove anni. Ora, dopo altre esperienze, sono al Bar Otto, a Torrette di Mercogliano”.

Le tue pizze sono sempre state particolarmente gettonate. Qual è il segreto per una pizza perfetta?

“Naturalmente molto dipende dai gusti. Io uso una farina doppia con un indice W, che indica la forza della farina, di 260. Tra maturazione e lievitazione dell’impasto faccio trascorrere 24 ore, per poi ottenere panetti da 280 grammi. La cottura, poi, nel forno a legna avviene ad una temperatura che oscilla tra i 380 ed i 420 gradi”.

Impasto, cottura, ingredienti: qual è l’ordine di importanza per gustare una buona pizza?

“Per me la cottura è fondamentale. Puoi utilizzare il miglior pomodoro o la migliore mozzarella, ma poi se servi una pizza cruda o bruciata hai perso tutto. A seguire, l’impasto ben lievitato, che è di primaria importanza, poi la qualità degli ingredienti”.

Qual è il tuo parere rispetto al cosiddetto cornicione a canotto, che tanto fa discutere?

“Il canotto è una variante alla pizza napoletana, come dice Salvatore Lioniello, uno dei pizzaioli emergenti napoletani, è una pizza diversamente napoletana. Ho clienti che me la chiedono e non ho difficoltà a servirla, ma per me la vera pizza ha un diametro di 32 centimetri con un cornicione tra 1,8 e 2 cm, che sia ben stesa e ben condita”.

Insomma, canotto bocciato?

“Non dico questo, ma da buon napoletano credo che la pizza tradizionale non passerà mai di moda, mentre sono sicuro che i canotti andranno a morire. Da pizzaiolo, poi, posso dire con certezza che, in termini di qualità, una cosa è fare in una serata una pizza a canotto, altro servirne 400: diventa quasi impossibile mantenerne inalterata la qualità e, dovendo lavorare con i grandi numeri, corri il rischio che rimanga cruda o venga molto sottile”.

Qual è, alla luce della tua esperienza, la pizza preferita dagli avellinesi?

“Su tutte la Margherita e la Diavola. Devo dire che, negli anni, ho proposto molte varianti che sono sempre state apprezzate, dalla pizza con il datterino giallo, con la quale sono giunto al sesto posto ai campionati mondiali, a quella con vellutata di datterino giallo, provola di Agerola, con pepe, olio e scaglie di caciocavallo all’uscita”.

La tua ultima creazione?

“Ora sto lanciando la pizza con il pomodorino nero, mozzarella di bufala e olio a crudo”.

Forno Capasso: pizze da asporto e rosticceria di gran gusto

L’inizio della scuola, si sa, coincide anche con l’irrefrenabile desiderio di regalarsi una pausa mattutina a base di pizzetta o di qualche leccornia salata.

Chi non ha mai spezzato la mattinata gustando un panino, una fetta di pizza, un rustico, o almeno non ha mai sognato di farlo?

Questo perché, soprattutto con l’autunno che riporta tutti (grandi e bambini) a ritmi completamente rigidi e scadenzati, si accentua la necessità di fare un break di metà mattinata dopo una colazione anticipata.

E così, si ritorna anche alla pizzetta all’uscita da scuola e in attesa del pranzo, da gustare in compagnia dei propri amici.

La promozione per gli studenti

Per questo motivo il Forno Capasso, situato proprio di fronte al Liceo Classico “Pietro Colletta” e nei pressi di molte scuole avellinesi, viene incontro a questa golosa necessità dei tanti che vi si fermavano per mangiare qualche sfizio da forno offrendo una promozione ad hoc.

  • Ogni giorno, per gli studenti, dalle ore 12 alle 14, una pizzetta con un bicchiere di Coca-Cola costa solo 1 euro.

La possibilità di fare la propria pausa quotidiana, quindi, accontenta proprio tutto: il palato ma anche la tasca.

Ma sono tantissime le possibilità per assaporare i prodotti dell’apprezzato locale di via Scandone.

Il Take-Away

Ingredienti selezionati, che seguono la stagionalità del periodo, tanti gusti diversi per venire incontro a ogni desiderio, la maestria nella produzione affidata a esperti professionisti della gastronomia rendono il locale un punto di riferimento per chi ama concedersi uno snack saporito ma anche per prendere piatti già pronti in formato “take-away”.

Primi, secondi, contorni si uniscono così alla classica produzione della pizzeria e della rosticceria.

La panetteria

Il Forno Capasso, infatti, si attesta sempre di più un luogo nel quale trovare tanto la classica offerta di panetteria, con pane e panini sfornati quotidianamente, quanto una serie di prodotti e di servizi che vengono incontro alle più disparate esigenze della sua clientela.

Un vero e proprio locale, contemporaneo nello stile e innovativo nella sua visione del fare panetteria, con posti a sedere in un’atmosfera di convivialità, che ben abbina ai sapori tradizionali del pane fresco quelli di una gastronomia sempre ricca per gusti e varietà.

E che ogni giorno garantisce la preparazione di tanti piatti gustosi e ottenuti con materia prima selezionata.

  • Per assaporare tutto il gusto dei prodotti quotidianamente sfornati dal Forno Capasso, basta recarsi in via Scandone, 19 ad Avellino. Per ordinazioni: 0825 191 2531
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