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5 ricette facili e veloci da preparare per una cena fredda estiva

Vorresti preparare una cena fredda estiva e non sai cosa portare in tavola? Vuoi cucinare in poco tempo una cena fredda per gli amici? Leggi i nostri suggerimenti per una cena estiva da gustare con gli amici e che non ti impegna ai fornelli.

Cibi di stagione, leggeri, dietetici ma gustosi, insaporiti con spezie e salse.

Benessere e gusto, freschezza e sapori in tavola.

Straccetti di manzo alle ortiche

In poco tempo potete portare in tavola un piatto da sapore esclusivo, che vi farà fare bella figura senza dovervi impegnare troppo. Se poi avete la fortuna di avere sotto mano le ortiche del vostro campo o giardino potete unire l’utile al dilettevole, liberare le piante dalle ortiche infestanti e avere l’occorrente per i vostri straccetti alle ortiche, una delle ricette facile e veloci.

Ingredienti per 4 persone

  • 600 grammi di carne di manzo tagliata a striscioline
  • 300 grammi di foglie di ortica
  • Olio Evo oppure una noce di burro
  • 200 grammi di farina
  • 50 m di vino bianco
  • 50 grammi di parmigiano reggiano grattugiato
  • pepe
  • sale

Preparazione

Raccogliete l’ortica, se avete disponibilità, (oppure acquistatela in erboristeria o al supermercato).

Dopo averla raccolta, lavatela e scottatela in acqua bollente. Il potere urticante dell’ortica è termolabile, e dopo averla bollita non ne rimarrà traccia e sarà commestibile.

Scolate l’ortica e strizzatela.

Infarinate le striscioline di manzo se le avete acquistate già tagliate oppure provvedete voi a tagliarle a strisce sottili. Dopo averle infarinate.

Mettete un filo di olio Evo in una padella larga antiaderente e fatelo riscaldare. Immergetevi le striscioline di manzo infarinate, avendo cura di far liberarle della farina in eccesso.

Non appena si saranno imbiondite aggiungete il vino bianco e lasciatelo sfumare a fuoco vivo. A questo punto aggiungete le ortiche precedentemente bollite.

Mescolate con energia. Se nel corso della cottura ritenete che vi è ancora bisogno di olio potete aggiungerlo.

Non appena la carne e le ortiche si saranno ben amalgamate, spegnete il fuoco e spolveratele con il parmigiano, il pepe ed il sale, dando un’ultima rimestata. Lasciate raffreddare e servite.

Cous Cous con gamberetti e zucchine

Un piatto gradevole, dal sapore esotico di sicuro successo. leggero e nutriente, opportunamente speziato. Il Cous Cous è un mito della tavola estiva che non tramonta mai.

Ingredienti

  • 400 g di cous cous (70 g a porzione)
  • Due zucchine
  • 400 g di gamberi
  • Una cipolla
  • vino bianco 50 ml
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale
  • Pepe
  • Spezie come cumino, curcuma o coriandolo

Preparazione

Versare a pioggia il cous cous in una ciotola contente 400 ml di acqua bollente, opportunamente salata. Coprire la ciotola con cellophane.

Tagliare la cipolla a cubetti o a sfoglie e le zucchine a fette molto sottili, In una padella mettere a soffrigere con un filo d’olio EVO le cipolle e le zucchine, dopo 5 minuti, aggiungere i gamberetti sgusciati e cuocere con un coperchio.

Dopo altri 5 minuti di cottura, sfumare con il vino bianco a fuoco vivace e poi spegnere.

Aggiungere il pepe, il sale e le spezie secondo gradimento. Unire il condimento al cous cous precedentemente preparato e girare, se necessario aggiungere un filo di olio per rendere il cous cous maggiormente sgranabile.

Melanzane a funghetti

Un contorno che può diventare anche un piatto saporito se unito alle freselle.

Le melanzane a funghetti sono un contorno mediterraneo veloce.

Ingredienti

  • 4 Melanzane
  • 50 ml di olio EVO
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 ciuffo di basilico
  • sale e pepe

Preparazione

Lavate e tagliate le melanzane in 4 in lunghezza.

Togliete la meta della mollica interna da ogni sezione.

Ora tagliate a rettangolini la parte rimanente di circa un cm di altezza.

In una padella versate l’olio e ate soffriggere l’aglio. Dopo un minuto aggiungete le melanzane tagliate e fate cuocere per circa 10 minuti mescolando di tanto in tanto.

A cottura ultimata aggiungete sale e pepe e il ciuffo di basilico. Mescolate e servite, calde, tiepide o fredde.

Con l’aggiunta di freselle, le malenzane a funghetti possono diventare un piatto unico, gustoso, fresco e nutriente.

Caesar Salad

Una insalata di origini messicane, creata da un cuoco di origini italiane, apprezzata e conosciuta in tutto il mondo. Quindici minuti per dare un colore e sapore alla vostra cena fredda con una delle ricette facili e veloci più richieste.

Ingredienti

Per il condimento

  • 2 vasetti di yogurt bianco
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 50 grammi di parmigiano grattugiato
  • 1/2 tazzina da caffè di aceto
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • Pepe q.b.

Per l’insalata

  • 600 grammi di petto di pollo
  • 1 Lattuga
  • 4 Pomodori
  • 4 Carote
  • 2 uova sode
  • 4 fette di pancarré
  • Parmigiano a scaglie
  • 1 spicchio d’aglio
  • Sale q.b.

Preparazione

In una ciotola mescolate lo yogurt, il parmigiano, l’olio ed il pepe.

Aggiungete poi l’aceto riscaldato precedentemente insieme allo zucchero. Incorporate l’aceto zuccherato al composto nella ciotola e mescolate.

Dopodiché mettete il tutto in frigo per dieci minuti.

Piastrate il pollo e procedete a tagliarlo a pezzettoni grossolani.

Lavate la lattuga, tagliate i pomodori a cubetti e le carote alla julienne.

Ora procedete a tostare il pan carré sul quale andrà strofinato l’aglio quando è ancora ben caldo. Tagliate il pan carré insaporito con l’aglio a cubetti, e unite il tutto al pollo ed alle verdure in una grossa ciotola.

Aggiungete le uova sode tagliate a fette e un pizzico di sale. A questo punto cospargete l’insalata con il condimento freddo e servite.

Tzatziki

Lo Tzatziki, salsa dei Balcani, è un condimento gustoso per tartine e bruschette che si prepara in soli 5 minuti.

Ingredienti

  • 400 gr Yogurt greco
  • 1 Cetriolo
  • 2 spicchi d’aglio
  • Olio EVO 20 mlg
  • 1 cucchiaino di limone
  • Sale fino

Preparazione

Lavate il cetriolo e grattugiatelo finemente. Eliminate l’acqua in eccesso del cetriolo strizzandolo in un canovaccio o mediante pigiatura in un colino oppure in uno schiacciapatate.

Mescolate il cetriolo quasi asciutto allo yogurt.

Pestate gli spicchi d’aglio, fino a farne diventare una cremina.

Aggiungete la crema di aglio allo yogurt ed al cetriolo, dunque, aggiungete un cucchiaino di limone, l’olio e il pepe.

Mescolate con cura il composto e lasciate raffreddare in frigo.

La salsa può essere utilizzata per condire pane, tartine, pan carré e bruschette.

Ricetta Pesto di rucola da cucinare con pasta, zenzero e citronella.

Pesto di rucola, una tipica ricetta estiva, da impreziosire con una spolverata di zenzero e foglie di citronella.

Anche se si preferisce rimanere lontani dai fornelli, la pasta al pesto di rucola è una classica ricetta fresca ed invitante per trascorrere una piacevole serata estiva.

Gli ingredienti per questa ricetta sono ricchi di benefiche sostanze nutritive e rinfrescanti.

La rucola è un’erba spontanea, che cresce lungo le strade di campagna, ma è possibile acquisatrla al supermercato o dal fruttivendolo, sebbene la rucola in busta è molto meno saporita di quella selvatica.

Anche per lo zenzero si può scegliere tra quello in polvere, oppure tra quello fresco. E’ una radice particolarmente apprezzata per i suoi effetti benefici sull’organismo.

E’ un’ottima alternativa al pesto alla genovese, per chi ama i sapori più decisi ma le note di zenzero e citronella tendono ad addolcire l’amaro della rucola.

La ricetta della pasta al pesto di rucola, zenzero e citronella prevede anche l’utilizzo di vin cotto agrumato all’arancia.

Pesto di rucola, quali ingredienti occorrono?

Passiamo ora a presentarvi gli ingredienti necessari per realizzare il pesto.

  • 100 grammi di foglie di rucola
  • 40 grammi di pinoli
  • 30 grammi di pecorino
  • 30 grammi di parmigiano reggiano
  • 10 grani di sale grosso
  • 70 ml di olio Evo

Come si prepara il pesto di rucola

Il pesto di rucola, segue quasi tutto il procedimento che si utilizza per il pesto di basilico alla genovese, ad eccezione delle fasi di pestaggio. Poiché la pianta di rucola è meno delicata, non sarà necessario utilizzare un mortaio come nel caso del basilico per il pesto alla Genovese.

In un mixer inserite le foglie di rucola dopo averle lavate ed asciugate per bene.

Aggiungete i pinoli ed i grani di sale grosso ed avviate la prima frullata a secco, senza olio.

Aggiungete il pecorino grattugiato, il parmigiano reggiano e metà dell’olio evo. Effettuate una seconda frullata fino a che il composto risulti cremoso ma denso. A piacimento, aggiungete a filo l’olio rimanente e mescolate.

Stabilite voi il grado di cremosità del pesto, aggiungendo olio se desiderate avere una crema più fluida. La consistenza ideale è simile a quella della maionese.

Il pesto si conserva per 3 giorni in frigo. E’ consigliabile consumarlo fresco, senza congelarlo.

Se avete la possibilità, utilizzate la rucola selvatica, più piccante ed amara ma molto più prpofumata ed intensa di gusto.

Ingredienti per la pasta con pesto di rucola, zenzero e citronella

Ingredienti per 4 persone

  • 400 grammi di pasta (linguine o spaghettoni, ma anche le trofie si sposano bene)
  • 100 ml di pesto di rucola
  • zenzero in polvere o in sfoglia
  • foglie di citronella
  • vino cotto agli agrumi

Preparazione della ricetta della pasta con pesto

In una padella adagiate il pesto precedentemente preparato

In abbondante acqua portata ad ebollizione scaldate la pasta a 3/4 della cottura.

Scolate la pasta a 3/4 della cottura e versatela nella padella con il pesto dove continuerete la cottura utilizzando l’acqua di cottura ed amalgamando il tutto.

Al termine della cottura aggiungete le foglie di citronella e lo zenzero in polvere dando un’ulteriore amalgamata.

Disponete nei piatti, aggiungete altro zenzero in polvere o a sfoglie sottili e cospargete con un filo di vino cotto agli agrumi. Potete anche guarnire con altre foglie di citronella.

Se al posto della pasta lunga, linguine o spaghetti, utilizzate la pasta corta, potete anche consumare il piatto freddo. Dopo aver bollito la pasta, passatela sotto l’acqua fredda e poi ripete la malgama con il pesto, senza accendere il fornello.

Il pesto può essere anche utilizzato per condire crostini di pane abbrustolito, fette di pan carrè o anche come salsina per gli spiedini.

Il pesto, seppur conservato in frigorifero, andrebbe sempre consumato a temperatura ambiente in modo da poter sprigionare al meglio il suo intenso profumo.

Vi consigliamo di non aggiungere pepe soprattutto se usate rucola selvatica già abbastanza piccante.

Facoltativa, invece, l’aggiunta di peperoncino piccante, secondo il vostro gusto.

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Cosa mangiare veloce davanti alla tv, 10 ricette facili e sfiziose per la cena da cucinare a casa in poco tempo.

Una cena all’aperto, con l’arrivo delle temperature più gradevoli e 10 ricette veloci da portare in tavola nelle sere estive.

C’è la partita di calcio o un film da non perdere in Tv e non sai cosa preparare? Cosa mettere in tavola per se e per gli ospiti, senza dover sudare le fatidiche sette camicie ai fornelli?

Il segreto è quello di sfruttare frutta e verdura di stagione, ed affidarsi alla fantasia, senza perdere di vista la linea e la prova costume.

Le ricette estive per la cena hanno un indubbio vantaggio, non seguono schemi predefiniti e ogni variante è ben accetta, soprattutto se regala un tocco di brio e freschezza alla pietanza, risparmiando qualche caloria di troppo.

Asparagi, rucola, ortiche, uova, vitalbe (o vitaglie), affettati magri non insaccati come la bresaola o l’arrosto di tacchino, carni affumicate da servire fresche, formaggi cremosi e frutta di stagione e salse, di tutti i tipi.

Ricette veloci per cene all’aperto con le erbe di stagione

L’inizio dell’estate regala la possibilità di gustare le erbe spontanee della campagna e della montagna, nelle ricette per una cena in terrazzo. Ma chi abita in città, non di rado, può trovarle al supermarket, sebbene nella maggior parte dei casi, si tratta di prodotti di serra.

L’asparago è il re della tavola estiva, per chi non vuole rinunciare ad un momento di relax in giardino o sul terrazzo. Ma anche chi non ha nelle proprie disponibilità uno spazio en plein air, può gustare queste prelibatezze stagionali.

Tra le ricette da portare in tavola per una cena estiva con l’asparago suggeriamo gli involtini di asparago e speck in pasta brisé e la classica frittata fredda di asparagi.

Anche l’ortica, che nasce spontanea nei campi, vero cruccio degli agricoltori, può essere una “compagna” di cena estiva. Tra le ricette veloci suggeriamo gli straccetti di manzo alle ortiche.

Ma chi non vuole rinunciare alla pasta, può optare per un piatto di orecchiette alle ortiche.

Gli affettati magri per la tua cena all’aperto

Tra le ricette veloci per la cena all’aperto, gli affettati, soprattutto se non insaccati, risultano essere particolarmente versatili, soprattutto se abbinati a formaggi freschi e cremosi a basso contenuto calorico.

I fagottini di bresaola con stracchino ed erba cipollina sono un piatto da tenere in considerazione per la velocità con cui può essere realizzato e per la freschezza.

Anche i rotolini di arrosto di pollo o tacchino con rucola e aceto balsamico agrumato sono una prelibatezza fresca e poco calorica.

Ricette veloci e semplici, le uova vengono in aiuto

Le uova, sebbene non leggerissime, possono tornare utili per non perdere tempo.

Se siete particolarmente attenti alla linea potete anche servirivi solo dell’albume, proteine pure senza grassi ne carboidrati.

Oltre alla frittata con le vitalbe (o vitaglie) altre saporitissime erbe di stagione, trovano spazio le uova impiastricciate, con l’uso di salse.

Ricette etniche per la cena all’aperto

Veloci, gustose, facili e con un tocco esotico. Sono le ricette veloci della cucina straniera.

Cous Cous gamberetti e zucchine, facile, fresco, dal sapore mediterraneo.

Caesar Salad, una insalata di origini messicane, sempre più apprezzata e richiesta negli Usa, ma ottima per le sere d’estate oppure lo tzatziki, per chi ama i sapori della Grecia.

Leggere, fresche, dietetiche e di gran gusto. Fatte con ingredienti alla portata di tutti e facili da realizzare.

Le salse, per insaporire le ricette veloci

Se non riuscite a rinunciare a sapori più decisi vi consigliamo di fare affidamento alle salse per arricchire le vostre portate.

La maionese è sicuramente la salsa che trova maggiore applicazione per le ricette estive. Ma anche senape e mostarda sono da tenere in considerazione.

La salsa cocktail, fatta con maionese, ketchup e brandy o cognac può tornare utile per dare un tocco di freschezza, ed è utilizzabile anche per la creazione di tartine super veloci.

La ricetta della besciamella perfetta, ecco come prepararla in casa in 5 minuti.

La ricetta della Besciamella perfetta è veramente facile e veloce ed è pronta in 5 minuti, la puoi fare in casa con pochi ingredienti.

Francia e Italia si contendono la paternità di questo sugo bianco molto versatile, utilizzabile per innumerevoli ricette e che non presenta nessuna difficoltà nella preparazione, salvo prestare attenzione ad alcuni passaggi nella sua composizione.

Gli ingredienti per preparare la Besciamella

Gli ingredienti della ricetta della Besciamella perfetta sono pochi e di facile reperibilità. Spesso nelle dispense di casa abbiamo già tutto l’occorrente per preparare una besciamella perfetta

  • 500 ml di latte intero
  • 50 grammi di burro
  • 50 grammi di farina
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di noce moscata

La ricetta della Besciamella perfetta.

I passaggi per preparare la besciamella perfetta sono pochi.

In una pentola dai bordi alti sciogliamo la noce di burro a fuoco lento. Non appena il burro si sarà completamente liquefatto, sempre a fuoco lento lasciamo cadere a pioggia la farina nel burro, avendo l’accortenza di girare con una cucchiaia di legno il composto affinchè non formi grumi.

Se durante questa operazione ci si rende contro che il composto si sta solidificando basterà toglierlo temporaneamente dal fuoco.

A questo punto aggiungiamo il latte, tenuto a temperatura ambiente e aumentiamo l’intensità della fiamma, mescolando di continuo evitando che il latte arrivi a bollore. Dopo circa 5 minuti il composto inizia a solidificarsi. Quando avrà raggiunto la consistenza desiderata potete spegnere. A questo punto aggiungete un pizzico di sale e la noce moscata grattugiata.

Il “segreto” per una Besciamella super veloce

Per velocizzare ulteriormente il processo di preparazione della besciamella potete utilizzare questo “trucco”.

Mentre sciogliete il burro e lo rimestate poi con la farina, mettete a riscaldare il latte. Quando sarà caldo unitelo al composto di burro e farina. Basteranno pochi minuti, anche solo 2, per ottenere una salsa perfetta.

La ricetta della Besciamella light

Per chi vuole risparmiare qualche caloria e rispettare la dieta senza rinunciare al piacere della Besciamella ci sono diverse opzioni da tenere in considerazione per una besciamella light.

E’ possibile infatti utilizzare latte scremato o parzialmente scremato oppure scegliere la margarina al posto del burro da mescolare con la farina.

Come evitare i grumi nella Besciamella

L’unico errore, tra l’altro frequente, nella preparazione fatta in casa è quello che riguarda la formazione dei grumi. Per evitare questo spiacevole inconveniente è necessario che venga mescolata con vigore il composto iniziale di farina e burro tenenendolo sempre a temperatura elevata.

Considerati i brevissimi tempi di preparazione, quindi, anche durante la cottura del latte è necessario mescolare continuamente il composto e soprattutto spegnere il fuoco prima che la besciamella arrivi a bollore.

Per che cosa si usa la Besciamella?

La Besciamella, ricetta veloce e semplice, è come detto, anche molto versatile. Si usa per condire la pasta, la lasagna, da sola o anche in unione al sugo rosso, magari alla Bolognese, ma anche per insaporire le carni o le verdure. Spesso viene utilizzata per ricette che poi prevedono anche una cottura al forno. La besciamella, infatti, consente di tenere “umide” le pietanze che necessitano di un passaggio al forno.

La ricetta originale del Ragù alla Bolognese e le 2 varianti accettate

Ragù alla bolognese secondo la ricetta originale o con piccole varianti? La ricetta originale del ragù alla bolognese si perde nella notte dei tempi, ma nel 1982, dopo una annosa discussione, il procedimento e la ricetta sono stati depositati alla Camera di Commercio di Bologna, acquisendo, così, i crismi dell’ufficialità.

Sicuramente un passaggio importante, volto alla tutela delle specificità del territorio, ma che però non ha risolto la disputa tra chi si considera un purista della tradizione e chi invece vuole sempre apportare rivisitazioni ed attualizzazioni.

Come per il ragù napoletano, anche il ragù alla bolognese è caratterizzato da lunghi tempi di cottura, anche se ridotti rispetto al sugo partenopeo.

Ragù alla bolognese, gli ingredienti certificati e la preparazione

Per fare un ragù alla bolognese secondo la ricetta originale occorrono pochi ingredienti principali

Gli ingredienti

Per 4 persone

  • 200 grammi di pancetta di maiale
  • 400 grammi di carne di manzo macinata
  • 100 grammi di carote
  • 100 grammi di sedano
  • 70 grammi di cipolla bianca
  • 1 litro di passata di pomodoro
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 200 ml di latte
  • 150 ml di panna
  • 50 ml Olio evo
  • Brodo vegetale 250ml

Come preparare il ragù alla bolognese

Per prima cosa bisogna tritare finemente il sedano, la carota e la cipolla e tenerli pronti.

Anche la pancetta fa tritata finemente.

Scaldare in un tegame di terracotta o in una pentola l’olio ed aggiungere la pancetta che va fatta sciogliere a fuoco lento. Dopo una decina di minuti, aggiungere carote, sedano e cipolle e sempre a fuoco lento attendere che le verdure si ammorbidiscano.

Sfumare con il vino bianco a fuoco vivo, girando il trito di tanto in tanto fin quando il vino non sarà del tutto evaporato.

A questo punto aggiungere la carne macinata di manzo e favorire l’assorbimento dei liquidi che ne fuoriescono. Quando il composto si presenterà più asciutto sarà il momento di aggiungere la passata di pomodoro.

Se necessario, potete aggiungere un mestolo di brodo vegetale preparato in anticipo.

Aggiustate di sale, che potete mettere anche nel composto di carne, prima del pomodoro, velocizzando così la fuoriuscita di liquidi dalla carne. Lasciate cuocere per almeno 3 ore.

Quando il pomodoro si sarà ristretto abbastanza potete aggiungere il latte che dovrà essere introdotto sul finire della cottura.

Per la panna la scelta è facoltativa. Va aggiunta alla fine della cottura, a fuoco ormai spento, o può essere aggiunta solo nella fase di condimento della pasta.

Ragù alla Bolognese, le varianti alla ricetta tradizionale

Trattandosi di varianti non c’è una regola precisa. Nel caso del ragù alla bolognese, più che di varianti si tende ad escludere alcuni ingredienti dalla ricetta originali.

Gli ingredianti maggiormente esclusi sono il latte e la panna. Quest’ultima, però, può essere utile quando con il Ragù alla bolognese vogliamo condire le sfoglie della lasagna, che poi andranno messe in forno e che quindi, con la panna, tenderanno ad asciugarsi di meno durante la cottura.

Anche sul vino è aperta la querelle tra il rosso ed il bianco.

Per un ragù alla bolognese più deciso, si può optare per un rosso per la sfumatura, altrimenti, il bianco andrà bene per una nota più dolce, soprattutto se si decide di utilizzare, come da disciplinare, il latte e la panna.

Se siete curiosi e volete scoprire come intendono variare la ricetta della bolognese due grandi chef, come Massimo Bottura e Bruno Barbieri non vi resta che leggere i loro segreti.

Quale pasta usare con il ragù bolognese?

Pochi dubbi sulla pasta da utilizzare. Le tagliatelle, o anche le fettuccine, sono il formato che meglio si abbina alla bolognese.

In alternativa, anche tortelli e ravioli possono essere abbinati.

Anche le sfoglie della lasagna ovviamente si sposano alla perfezione. Accettati anche i rigatoni, o le eliche, ma è una scelta che sa molto di ristorante turistico.

Ragù alla Bolognese, l’eresia dei viaggiatori

Il ragù alla bolognese, dopo la pizza, è la ricetta italiana che vanta il maggior numero di imitazioni, mal riuscite, all’estero.

La prima eresia del ragù alla bolognese da esportazione è rappresentata dalla proposta degli spaghetti alla bolognese. Gli spaghetti con il ragù alla bolognese sono una bestemmia gastronomica.

Non c’è ristorante italiano o pseudo italiano all’estero che non proponga nel suo menù la bolognese.

Tenetevi alla larga da queste proposte, fatevi scivolare addosso la nostalgia dell’Emilia.

Del resto, i ristoratori all’estero fanno il loro “mestiere” e cercano di confondervi. Non accettate provocazioni.

5 ricette anni ’80 per un memorabile tuffo nel passato.

Penne alla vodka, cocktail di gamberi, farfalle al salmone, vitel tonnè, risotto allo champagne, che ne sanno i 2000, verrebbe da dire mutuando il titolo di una hit di Gabry Ponte.

La tavola degli anni ’80, così come tutti gli aspetti socio culturali di quegli anni era caratterizzata da ricette “effimere” pietanze veloci e poco impegnative, sia da preparare che da gustare, ma che dopo ben 40 anni continuano a far parlare di se.

Negli anni ottanta erano lontani i tempi dei master chef, delle proposte televisive h24 di canali dedicati alla gastronomia.

Certo, si affacciavano sul panorama nazionale e mondiale i primi grandi cuochi che facevano parlare di se, ma Gualtiero Marchesi, pur essendo il maestro di tanti chef che oggi affollano gli schermi, era un totem inarrivabile e sconosciuto al grande pubblico.

Sono tanti, comunque, i nostalgici della cucina anni ’80, e non di rado, anche i più sprovveduti ai fornelli si cimentano nelle ricette del Drive-in.

Le ricette di un tipico menù della tavola anni 80

Se siete nostalgici, se volete far conoscere ai vostri amici più giovani come siete stati cresciuti o se siete a corto idee per una cena divertente e facile, le ricette anni 80 sono quello che fa per voi.

Un cocktail di gamberi per antipasto, un assaggio di risotto allo champagne ed uno di penne alla vodka ed una porzione di vitel tonnè, con un bel sottofondo di disco music dell’epoca, vi riporteranno in un solo colpo a rievocare un periodo storico difficile da dimenticare.

Una classica ricetta anni 80: Penne alla Vodka.

Il piatto più ricordato degli anni ’80 sono sicuramente le penne alla vodka.

Sarà stato il fascino della Guerra Fredda, l’irriverente, solo apparentemente, accostamento tra la panna e la vodka, la “trasgressione” evocata dal distillato di eccellenza della Russia comunista, non c’era ristornate, bettola, pub degli negli anni ’80 non proponeva nel suo menù le penne alla vodka.

La ricetta delle penne alla vodka

Per 5 persone

  • 250 ml di panna da cucina
  • 2 cucchiai di pomodoro pelato
  • 500 grammi di penne
  • 1 noce di burro
  • mezza cipolla bianca
  • 50 ml di vodka

La preparazione delle penne alla Vodka

In una padella di alluminio far sciogliere la noce di burro e successivamente soffriggere a fuoco lento la mezza cipolla tagliata finemente.

Aggiungere, dunque il pomodoro pelato e dopo meno di un minuto sfumare con la vodka a fuoco vivo. Se siete particolarmente abili, potete anche flambare la vodka, se avrete usato un distillato con una gradazione superiore a 40 gradi, altrimenti difficilmente riuscirete a fiammeggiarlo.

Terminata la sfumatura, aggiungete la panna e mescolatela agli latri ingredienti.

Scaldate la pasta al dente, e dopo averla scolata versatela nella padella col cocimento ed a fuoco vivo amalgamate gli ingredienti. Potreste anche aggiungere qualche altro goccio di vodka a fine cottura, se gradite un gusto più amaro. Valutate se è necessario, durante la mantecatura della pasta col condimento, se aggiungere mezzo mestolo di acqua di cottura.

Facoltativo, prima portare il piatto in tavola, polverizzarlo con una leggera manciata di pepe.

Vitel Tonnè, immancabile nel menù delle feste anni ’80

I vassoi di vitel tonnè rimangono una icona intramontabile delle feste in discoteca, soprattutto delle feste private, dei compleanni, con il classico buffet.

La ricetta del vitel tonnè

per 5 persone

  • 500 g Vitello girello
  • 150 ml Vino bianco secco
  • 1 costa Sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1,5 l Acqua
  • 50 ml Olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio Aglio
  • 2 foglie Alloro
  • 1 pizzico Sale
  • Pepe nero in grani
  • 2 chiodi di garofano

Per la salsa tonnata

  • 120 g Tonno sott’olio
  • 2 Uova sode
  • 30 grammi Capperi sotto sale
  • 2 filetti Acciughe sotto sale
  • 80 g verdure bollite del brodo di carne
  • Sale
  • 1 mestolo brodo di cottura della carne

La preprazione del vitel tonnè

In una pentola capiente sistemate il pezzo di carne insieme ai chiodi di garofano, alle foglie di alloro, al sedano alla cipolla ed alla carota. Aggiungete anche il pepe in grani, l’aglio ed il vino bianco e coprite la carne con l’acqua fin quando non risulti coperta del tutto. Quindi versare l’olio e un pizzico di sale. Coprite con un coperchio e lasciate cuocere per 30 minuti.

Togliere dal brodo rimasto il pezzo di carne e lasciatelo raffreddare del tutto per avere un vitel tonnè a regola d’arte.

Eliminare le spezie dal brodo di cottura della carne e a fuoco vivo ridurre il brodo, cuocendolo per circa dieci minuti.

Per la salsa tonnata, preparate le uova sode e sgusciatele. Sgocciolate il tonno all’olio, recuperate le verdure del brodo di cottura della carne, dissalate i capperi e le acciughe.

Tutti questi ingredienti vanno adesso frullati insieme fino ad ottenere una crema liscia. Usate il brodo di cottura per ottenere la giusta consistenza pari a quella di uno yogurt.

Adesso, tagliate il pezzo di carne del tutto raffreddato, in fettine sottili e cospargete con uno strato sottile di salsa.

Il vitel tonnè è senza dubbio una delle ricette anni 80 più impegnative e con il procedimento più lungo.

Farfalle al Salmone, un evergreen delle ricette degli anni Ottanta.

La ricetta delle farfalle al salmone

Per 5 persone

  • 100 ml di panna da cucina
  • 50 ml di olio Evo
  • 300 grammi di filetto di salmone
  • 1 cipolla bianca
  • 100 ml di vino bianco
  • 500 grammi di farfalle
  • 1 pizzico di pepe
  • 1 ciuffo di prezzemolo

La preparazione delle farfalle al Salmone

Ricetta veloce e facile, le farfalle al salmone sono alla portata di tutti e sono un must della tavola anni 80.

Dopo aver tritato finemente la cipolla, ma potete anche ridurla in crema, tagliate a striscioline il filetto di salmone.

In una padella mettete a soffriggere l’olio e immergete la cipolla, facendola cuocere delicatamente per due minuti. Unite il salmone e dopo un minuto di cottura sfumatelo con il vino bianco. Quando sarà evaporato l’alcol del vino, unite la panna e fate cuocere per un minuto. Assaggiate per valutare se necessario aggiungere il sale, anche se la presenza del salmone nel condimento dovrebbe già assicurare la giusta sapidità.

Bollite le farfalle e scolatele al dente. Unitele al condimento e mantecatele a fuoco vivo unendo mezzo mestolo di acqua di cottura. Dopo aver impiattato aggiungete una impolverata di pepe bianco e se di vostro gradimento un ciuffetto di prezzemolo tritato, per una classica ricetta anni 80.

Cocktail di Gamberi, l’antipasto giusto per ricordare gli anni 80.

La ricetta del Cocktail di Gamberi

Per 5 persone

  • 35 gamberi
  • 300 ml di maionese
  • 150 ml di ketchup
  • 50 ml brandy ( o cognac)
  • 200 grammi lattughino in foglie
  • 1 limone
  • un ciuffo di prezzemolo

La preparazione del cocktail di Gamberi

Scottate in acqua bollente i gamberi sgusciati e poi mettetli a scolare fin quando non saranno asciutti

Preparate in un recipiente una salsa con la mayonese aggiungendo il ketchup poco alla volta, fin quando il colore del composto non sarà diventato rosa carico.

A questo punto aggiungete il brandy alla salsa e girate fin quando non sarà completaente assorbito.

La consistenza della salsa dovrà essere semiliquida, come quella di uno yogurt, per avere un cocktail di gamberi perfetto.

Unite parte della salsa ai gamberi e mescolate delicatamente fin quando tutti i gamberi non saranno cosparsi di salsa rosa.

A questo punto preprate le coppette, adagiando sul fondo delle foglioline di lattughino.

Mettete una manciata di gamberi (almeno 6/7) sul lattughino e cospargete con una colata di salsa rosa sui gamberi.

Per abbellire il vostro cocktail di gamberi potete sistemare mezza fetta di limone sul bordo.

Facoltativamente potete grattuggiare la buccia di un limone sui gamberi e spolverare con trito di prezzemolo.

Il cocktail di gamberi è un classico antipasto anni 80. Una portata che non poteva mancare tra le ricette degli anni 80 soprattutto per chi voleva darsi un tono ci eleganza e raffinatezza.

Risotto allo Champagne, il piatto chic negli anni 80

Negli anni ’80 l’uso di “tostare” il riso non era molto in voga.

La cottura a “secco” senza bollire il riso si è diffusa negli anni successivi.

Altra leggenda legata al risotto allo champagne era l’uso di quest’ultimo. Nella stragrande maggiornaza dei casi al posto dello champagne veniva usato un buon prosecco italiano, ma in molti hanno creduto che nel loro riso fosse davvero finita una stilla di champagne francese.

La ricetta del risotto allo champagne

Per 5 persone

  • 250 grammi di riso
  • 200 ml di champagne
  • una cipolla media bianca
  • una noce di burro
  • 75 ml olio evo
  • fragole o lamponi

La preparazione del risotto allo champagne

Il risotto allo champagne degli anni 80 era una ricetta facile e veloce. In quegli anni la “tostatura” del riso e la cottura con aggiunta di brodo era una pratica rara. Il riso veniva per lo più bollito e poi insaporito, irrorandolo con lo champagne, e con aggiunta di frutti rossi, per lo più fragole.

Più accattivante la preparazione moderna.

In una pentola far riscaldare l’olio con la cipolla finemente tritata, aggiungere il riso crudo e mescolare fin quando avrà assorbito l’olio. A questo punto aggiungere lo champagne e attendere che la fiamma faccia evaporare le note alcoliche.

Proseguire la cottura aggiungendo un mestolo di brodo alla volta, attendendo che il brodo venga assorbito dal riso prima di aggiungerne altro. Quando il riso sarà cotto, morbido ma con i chicchi ancora consistenti, introdurre una noce di burro e mescolare.

Dopo l’impiattamento è facoltativa l’aggiunta di una fragola o di un frutto rosso come il ribes o il lampone.

Come preparare un caffè napoletano con la moka, semplice ed economico.

A Napoli, il rito del preparare il caffè con la moka è qualcosa che si impara da piccoli. Ed accompagna per tutta la vita.

Il monologo di Pasquale Lojacono affacciato ad uno dei balconi della sua abitazione che ne esalta aromi, consistenza e modalità di preparazione, resta una delle più belle poesie eduardiane, sicuramente lo spot migliore alla tradizione del caffè napoletano.

Come evitare che il caffè sia una ciofeca

Che dire poi della famosa frase “Questo caffè è una Ciofeca” di Totò nel suo film “Totò a Colori” un modo di dire che si è diffuso in tutta Italia ed in genere sta ad indicare un caffè dal cattivo sapore.

Perché pur avendo origini esotiche, il caffè resta una questione che si raffina e si esalta tra le mura dell’antica Partenope.

Ma, più in generale, è tutto il Belpaese ad avere un rapporto particolare con quella che è la bevanda che scandisce i momenti della giornata, dalla prima colazione al post pranzo, dalla pausa di metà mattina al break pomeridiano.

Qual è la migliore macchinetta del caffè?

A ciascuno il suo: ma qual è il miglior modo per preparare una perfetta tazza di caffè?

La caffettiera più diffusa, presente in tutte le case in forme e dimensioni diverse, è senza dubbio la Moka.

Nata negli anni ’30 del secolo scorso da un’intuizione di Alfonso Bialetti, la Moka ha letteralmente cambiato il modo di preparare il caffè.

Come preparare la Moka con la Bialetti.

La semplicità di utilizzo legata ad uno straordinario effetto finale ha fatto sì che quell’accessorio da cucina dalla strana forma cambiasse letteralmente le abitudini degli italiani (e non solo), diventando oggetto cult di cui nessuno può fare a meno, al punto da finire addirittura in valigia quando si parte per un viaggio all’estero.

La moka sfrutta un sistema ad induzione che spinge l’acqua verso l’alto, passando per il filtro contenente la polvere di caffè e restituendo la più tradizionale tazzina da sorseggiare rigorosamente calda.

Un sistema tanto semplice quanto efficace che, nel giro di pochi anni, soppiantò i precedenti metodi di preparazione del caffè.

Come preparare una Moka perfetta.

Su come ottimizzare la Moka per ottenere il caffè perfetto, la letteratura è folta e, naturalmente, varia.

Naturalmente è innanzitutto una questione di gusto e di come si preferisce il caffè, se ristretto o lungo.

Quale acqua utilizzare per preparare il caffè con la Moka.

Ma in linea generale, per non sbagliare, è bene innanzitutto usare un’acqua con residui fissi non troppo elevati ed una durezza media. Il serbatoio va riempito fino all’altezza della valvola, evitando di far fuoriuscire l’acqua oltre il filtro.

Quale miscela di caffè usare con la Moka

Qui va inserito il caffè macinato. La scelta della miscela merita un approfondimento a parte. Per ottenere un prodotto con un aroma più forte, sarebbe da preferire il caffè in grani da macinare al momento.

La polvere ottenuta va inserita nel filtro fino a creare la cosiddetta “montagnella”. Che non va assolutamente pressata, trovando successivamente la giusta pressione al momento della chiusura della Moka.

Per ottenere un prodotto più leggero, si può eliminare parte del caffè macinato, livellando il caffè in eccesso con un cucchiaino.

Caffè e Gas, come procedere.

Sul gas, la Moka va posizionata con una fiamma bassa: il calore deve avvolgere la macchinetta lentamente fino a portare in ebollizione l’acqua. Attenzione, poi, a non lasciare acceso il gas dopo la fuoriuscita del caffè che, in caso contrario, assumerebbe un sapore bruciato.

Ultimo suggerimento per un Caffè sempre perfetto: la Moka, dopo l’uso, non va mai lavata con detersivo ma solo con acqua calda: il sapone comprometterebbe l’aroma del caffè.

La Caffettiera Napoletana.

Tra questi, però, chi ancora sopravvive, sia pur in una condizione di nicchia, è la Caffettiera Napoletana, l’antico sistema attraverso il quale veniva preparato il caffè.

Composta da più pezzi montati ad incastro tra loro, la caffettiera napoletana richiedeva tempo per la preparazione. Forse proprio a questo dover scandire perfettamente tempi, ritmi e dosi si deve la nascita di quello che, pur cambiando tempi e modalità, è rimasto un rito che scandisce i tempi della giornata di ciascun italiano.

Cialde e Capsule, il metodo più semplice per preparare il caffè.

Se la Napoletana è la tradizione e la Moka l’ingegno applicato ad una necessità, vale a dire ottenere un prodotto eccellente in tempi ristretti, la contemporaneità ha visto esplodere un nuovo fenomeno in termini di preparazione del caffè: le macchine elettriche a cialde o a capsule.

«Richiama la preparazione ed il gusto del bar» è il messaggio che ha convinto tanti a convertirsi dalla Moka alla cialda.

Certo, a conti fatti, i costi lievitano e non poco.

Ma l’idea di avere in pochi minuti un caffè bollente e ristretto direttamente nella tazzina, ben si sposa con i ritmi infernali dei tempi moderni. Ad una condizione, però. Il caffè deve essere “bono”, perché, come ci ricordava Nino Manfredi, «il caffè è un piacere, si nun è bono, che piacere è?».

Ragù napoletano: la ricetta originale con 7 ingredienti e tanta pazienza.

La ricetta originale del ragù napoletano non ammette deroghe ma ci sono diverse scuole di pensiero. La cottura lenta prevede tempi lunghissimi. Fino a 12 ore.

Il Ragù napoletano è il sugo della domenica che inebria l’intera città di Napoli e molte altre località della Campania.

Non esiste una ricetta tradizionale doc per il ragù napoletano, più che altro perchè il rito domenicale del ragù a Napoli, è più che centenario ed “ogni quartiere ha il suo modo di cucinare il ragù” come viene evocato in una godibile scena del Mistero di Bellavista.

Come ogni ricetta must della cucina partenopea, anche il ragù alla napoletana ha valicato i confini della città e in tutta la Campania è il sugo d’elezione del pranzo domenicale.

Perchè il ragù napoletano è il sugo della domenica?

Perchè un ragù che cuoce meno di 6 ore non è ragù.

La pazienza, infatti, la cura, l’amore per un vero e proprio rito culinario, fanno la differenza tra un ragù, anzi “O’ Rraù” come declamava Eduardo De Filippo e la carne col pomodoro.

Inoltre, il rito del ragù napoletano continua a scandire la vita quotidiana delle massaie e non solo già a partire dal venerdì, quando si fa la spesa e si scelgono i tagli di carne da utilizzare.

Gli ingredienti del ragù napoletano

Non tutti sono d’accordo sulla scelta degli ingredienti per fare un ragù napoletano doc.

In realtà 6 di questi sono imprescindibili. Il pomodoro, che deve essere obbligatoriamente la passata di pomodoro, meglio se fatta in casa, l’olio, la cipolla, il vino rosso, il basilico ed il sale.

Quale taglio di carne usare per il ragù alla napoletana

Sulla carne da utilizzare, per il ragù napoletano, le dispute sono ancora aperte ed anche accese.

Le scuole di pensiero sono tre.

Una “corrente”, quella che suggerisce l’uso di svariati e diversi tagli e tipi di carne, è impareggiabilmente definita dalla teoria di Rosa Priore, inarrivabile Sofia Loren di Sabato, Domenica e Lunedì, opera teatrale di Eduardo De Filippo, portata sullo schermo da Lina Wertmuller.

Grazie a questa scena leggendaria del cinema italiano è facile comprendere come la scelta della carne da utilizzare per il ragù napoletano sia controversa.

Ancor prima della Loren, sul ragù napoletano si sono impegnati, in maniera “scientifica” e colta sia Carlo Del Bono nel suo “Usi e Costumi di Napoli” del 1857 che Ippolito Cavalcanti, cuoco letterato italiano con la sua opera Cucina teorico-pratica” del 1837.

L’altra scuola di pensiero imperante, anche se più moderna e meno tradizionale è quella che vuole l’uso della carne “monotaglio”, anche se ancora non è stato stabilito quale debba essere l’unico tipo di carne da utilizzare.

La ricetta del ragù napoletano

  • 1 cipolla bianca o ramata
  • 50/100 ml olio evo
  • 1 bicchiere vino rosso
  • 1 kg carne
  • 2 litri passata pomodoro
  • basilico
  • sale

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 6 ore, fino a 12 ore

Ricetta e preparazione del ragù napoletano

Per un ragù napoletano che possa essere accreditato quale tradizionale proponiamo questa ricetta.

Tagliare finemente una cipolla di grosse dimensioni.

In una pentola molto capiente, ed alta, far riscaldare 50/100 grammi di olio extravergine di oliva (il quantitativo è legato alla tipologia di carne che sceglierete, più è grassosa meno ilio va utilizzato)

Immergete la cipolla nell’olio e fatela soffriggere a fuoco medio, facendo attenzione a non farla bruciare. Dopo circa 5 minuti, introducete la carne, un pezzo unico o tagliata in due porzioni molto grandi.

Attendete che il vostro pezzo di carne rilasci eventuali liquidi facendolo rosolare su tutti i lati. Se la cipolla è stata tagliata finemente potrebbe quasi scomparire dal fondo di cottura, ma eventualmente eliminatela aiutandovi con i rebbi di una forchetta.

A questo punto aggiungete un bicchiere di vino rosso per sfumare la carne, aumentando la potenza del fuoco. Quando il vino sarà sfumato del tutto è il momento di aggiungere la passata di pomodoro. Il quantitativo non può essere stabilito a priori. In ogni caso la carne dovrà essere interamente coperta e il livello della salsa di pomodoro dovrà superare di almeno 10/15 centimetri quello della carne.

Adesso, continuate la cottura ancora a fuoco vivo per almeno mezz’ora, fin quando il pomodoro non sobbollirà in maniera evidente. A questo punto inizia la fase più lenta e meno tumultuosa della cottura.

Il sale ed il basilico, secondo noi, vanno aggiunti solo sul finire della cottura, per due motivi principali.

Il primo riguarda il sale ed è una norma universalmente riconosciuta in cucina. Si può sempre aggiungere ma se si esagera la frittata è fatta.

Il secondo aspetto riguarda il basilico. Aggiungere il basilico solo alla fine, anzi a fuoco ormai spento, ci consente di apprezzarne a pieno il gusto. Si consideri, inoltre, che la passata fatta in casa, di solito, viene già preparata con alcune foglie di basilico.

La cottura del ragù napoletano

Se andate di fretta, se siete abituati a pranzi frugali, se la vostra permanenza ai fornelli ed a tavola èscandita dall’orologio, lasciate perdere il ragù napoletano.

Perché ostinarsi se per voi e solo per voi hanno creato i McDonalds?

Lasciate il ragù napoletano a chi continua a credere, e sono tanti, che sia l’emblema della famiglia, al pari del sacramento del matrimonio, ma più duraturo.

Il ragù deve cuocere almeno sei ore. Ma a differenza della scelta della carne, opinabile e varia, la cottura del ragù napoletano è una scienza esatta.

Dopo aver portato la salsa ad ebollizione, come spiegato in precedenza, dovrete abbassare al minimo il fuoco, anche con l’uso di un diffusore, se necessario. Il consiglio è quello di usare una pentola a fondo doppio o a doppio fondo, o eventualmente una di terracotta, con fuoco bassissimo.

Come far Pippiare il ragù napoletano secondo la ricetta di Cannavacciuolo.

Il ragù napoletano non deve “cuocere”, deve “pippiare” o “pippuliare”, come spiega anche lo chef Antonino Cannavacciuolo.

Di tanto in tanto, se non vi fidate della potenza ridotta al minimo del vostro fornello, girate con una cucchiaia di legno la salsa nella pentola, avendo cura di rivoltare anche i pezzi di carne.

Questa procedura dura generalmente dalle 4 alle 6 ore, ma dipende dal vostro gusto. Il ragù napoletano deve restringersi di almeno un terzo. Valuterete ciò da livello del salsa sul bordo interno della pentola.

Al termine della cottura il vostro ragù napoletano avrà assunto un colore rosso scuro, tendente al bordeaux, anche se la tonalità potrebbe essere influenzata dal taglio di carne utilizzato. Più è magra la carne più la sfumatura di rosso è scura. Con l’utilizzo della carne di maiale, per esempio, il colore tende a rimanere chiaro.

Anche la consistenza del ragù napoletano varia a seconda della carne utilizzata. Con pezzi di carne con più grasso il ragù sarà meno denso. Ma in ogni caso non dovrà mai essere liquido.

Questi accorgimenti, purtroppo o per fortuna, non possono essere illustrati, ma si acquisiscono con l’esperienza e svariate decine di preparazioni di ragù.

Le varianti del ragù napoletano

Sono poche, riguardano come abbiamo detto la scelta della carne.

Sono consentite: braciola, salsicce, cotechino (pezzente), cotica, tracchie, muscolo, coperta di costata, un po’ meno frequente la salsiccia ma pur sempre consentita, lacerto (meglio se imbottito).

La migliore pasta per il ragù napoletano

Non esiste un tipo di pasta esclusiva da abbinare al ragù.

Sicuramente non sono ammessi spaghetti, bucatini ed altra pasta lunga.

I fusilli avellinesi sono uno degli abbinamenti più frequenti nelle aree interne della Campania e non solo.

Ottimo anche l’abbinamento con, ziti, candele spezzate, mezzani, gnocchi, cannazze (tipiche di Calitri), pasta generalmente di grosso formato, preferibilmente liscia.

Il ragù napoletano, se seguite il protocollo di cottura, non ha bisogno della trafila rigata per rimanere incollato alla pasta.

Carbonara: la ricetta originale con soli 5 ingredienti

La ricetta originale della Carbonara romana non ammette varianti. Sono 5 gli ingredienti, secondo i puristi di una delle pietanze della cucina italiana più conosciuta al mondo.

La Carbonara, ormai, è un patrimonio della cucina romana, laziel ed italiana tanto da essere stata celebrata con un giorno di celebrazioni, che ha avuto sui social la massima diffusione, con oltre un miliardo di post e visualizzazioni. Per l’occasione sono stati coniati ben tre hashtag #CarbonaraDay, #MyCarbonara e #carbonaraHomeMade.

Almeno un milione i post dedicati alla Carbonara, con tanto di video ricette, foto ed abbuffate immortalate su Facebook, Twitter e Instagram.

La ricetta originale

Come ogni piatto della tradizione contadina, la ricetta originale della carbonara è stata tramandata oralmente e pertanto è possibile che abbia subito qualche mutazione nel corso egli anni.

Per alcune pietanze della cucina italiana e della cucina regionale, sarebbe opportuno non ammettere deroghe, ed anche la carbonara, come l’amatriciana, per rimanere nel Lazio, dovrebbe essere “protetta” da rielaborazioni, e fantasiose variante, sebbene non sono poche le ricette alternative.

Non ce ne vogliano i master chef italiani che si sono cimentati in rivisitazioni e preparazioni fantasiose, sentir parlare di “carbonara vegana“, come fa Simone Salvini, o di “carbonara di mare“, come propone Mauro Uliassi, o ancora della “carbonara tirolese con lo speck” di Norbert Niederkofler è come voler vincere il campionato del mondo con Paolo Rossi in porta e Dino Zoff centravanti.

La ricetta della Carbonara perfetta

Per 4 persone

  • 400 grammi pasta
  • 3 uova intere
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 250 grammi di guanciale
  • 200 grammi pecorino grattuggiato
  • pepe

Gli ingredienti sono 5 e soltanto 5. Spaghetti, uova con il rapporto di 2/3 interi ed 1/3 solo il tuorlo, guanciale (eresia farla con la pancetta), pepe nero e pecorino, meglio se non troppo stagionato.

Le quantità sono opinabili, dipende dalla fame. Per 4 persone, abituate a mangiare, proponiamo 500 grammi di spaghetti, 4 uova di cui tre intere ed una solo il tuorlo, 250 grammi di guanciale, 200 grammi di pecorino e pepe nero a piacimento.

L’importante è la preparazione che farà la differenza tra una carbonara doc ed una frittata di spaghetti.

Il guanciale, (chi usa la pancetta per la carbonara non sta preparando la carbonara) tagliato a striscioline e non a dadini, va fatto sciogliere in una padella a fuoco medio, non appena risulterà cotto ed avrà iniziato a “trasudare” il grasso, acceleriamo la cottura con fuoco vivo, in modo da renderlo più croccante, ma evitando che si bruci.

Nel frattempo, in una pirofila, rompiamo le 4 uova e dopo averle sbattute aspettiamo che i nostri spaghetti siano cotti.

Scoliamo gli spaghetti e facciamoli insaporire nel guanciale precedentemente preparato, per una trentina di secondi a fuoco vivo. Gli spaghetti conditi con il guanciale andranno ora uniti all’uovo, nella pirofila e al pecorino grattugiato.

Per una perfetta preparazione, l’uovo non dovrà mai arrivare al contatto con il fuoco o con padelle calde. Sono gli altri ingredienti a dover incontrare il fuoco direttamente nella pirofila.

Prima di servire, mantechiamo per bene il composto e spolveriamo i singoli piatti di pepe.

La Video ricetta

Qui potete osservare una videoricetta sufficientemente fedele al disciplinare, proposta dallo chef Stefano Barbato.

Le varianti “tollerate”

Le uniche varianti tollerate per una carbonara che non fa rabbrividire riguardano la scelta della pasta.

Quale pasta usare per la carbonara romana?

Gli spaghetti sono il formato d’elezione, ma hanno lo svantaggio di richiedere un’attenzione particolare sul tempo di cottura. Infatti, dopo la bollitura, devono essere insaporiti con il guanciale e poi amalgamati con l’uovo. Se non siete particolarmente veloci nel fare queste operazioni, potete optare per un formato di pasta più versatile.

Anche i bucatini, presentano lo stesso problema degli spaghetti, ma sono più facili da gestire per la carbonara.

Se invece siete alle prime armi, scegliete una mezza manica. Proprio per le difficoltà di gestione della cottura della pasta, la maggior parte dei ristoranti ormai propone quasi sempre la pasta corta, invece dello spaghetto.

La ricetta della pastiera napoletana, la regina dei dolci della Pasqua in Campania.

Oggi come ieri, la pastiera napoletana è un classico della tavola della Pasqua, ma in tutta l’area partenopea, grazie all’ampia diffusione che ha avuto, viene praticamente realizzata tutto l’anno e nelle pasticcerie napoletane più rinomate è disponibile sempre nonché “esportato” con spedizione in tutta Italia.

La ricetta della pastiera di grano è lunga e laboriosa, a partire dalla realizzazione della pasta frolla, per finire alla creazione della farcitura ed infine alla cottura.

*Nel video di copertina Impastatrice Tuffantina Mamy, Mecnosud.
Contatta Pluris Italian Retail _ (+39) 0825 72858 se desideri ricevere maggiori informazioni sulle impastatrici Mamy.

Sito web

Tra storia e legenda, le origini della pastiera napoletana

Si narra che una delle più antiche ricette fosse proposta dalle suore del convento di San Gregorio Armeno nel cuore del centro storico di Napoli. La nota di colore a questa narrazione, vuole che per lavorare la pasta frolla, le suore più corpulente fossero solite sedersi sull’impasto per renderlo morbido e malleabile.

Addirittura qualcuno fa risalire l’origine della ricetta della Pastiera di grano a riti pagani che si perdono nella notte dei tempi e nella legenda della dea Partenope.

Oltre la storia, la Pastiera di Grano napoletana è sicuramente uno dei dolci più conosciuti al mondo.

Come ogni ricetta della lunghissima tradizione, ha subito numerose modifiche e varianti , ma alcuni ingredienti  ed alcuni passaggi della preparazione della pastiera di grano restano immutati ed immutabili.

Come preparare la pastiera napoletana

La pastiera di grano è un dolce costituito da una base di pasta frolla circolare adagiata in unostampo, sulla quale viene introdotta una crema di latte e grano (per il 75/80% frullato e per la restante parte a chicchi interi) cotti insieme allo zucchero ed alla ricotta ed alle uova, insaporiti da frutta candita a pezzettini (in prevalenza o esclusiva cedro e arancia canditi) e inebriata dall’aroma di fiori d’arancio.

Dopo aver disteso l’impasto sul cilindro di pasta frolla, questo viene ricoperto con strisce di pasta frolla sovrapposte diagonalmente a creare dei rombi, e cotto in forno.

La pastiera di grano, che va assaporata oltre che fredda, almeno 12/24 ore dopo essere stata sfornata, per consentire alla farcitura di assestarsi ed ai profumi ed ai sapori di sprigionarsi.

Risulterà un dolce con una friabile consistenza nella sfoglia, ma se lo volete più croccante basterà aggiungere una noce di strutto all’impasto della sfoglia, ed una accattivante cremosità per quanto riguarda la farcitura, che dovrà risultare compatta ma non secca, con un discreto grado di umidità, che dovrà essere conservato per parecchi giorni, considerando che la pastiera di grano può essere consumata fino ad una settimana dopo essere stata realizzata.

E’ sicuramente la portata della Pasqua più costosa anche se fatta in casa.

Tra le varianti più utilizzate, l’utilizzo della crema pasticciera per la farcitura come nella videoricetta di Sal De Riso che proponiamo, anche se la ricetta napoletana non sempre contempla l’uso della crema.

Ingredienti per la pastiera napoletana

Per la pasta frolla

  • 400 g di farina
  • 160 g di burro
  • 220 g di zucchero
  • 2 uova intere
  • 1 tuorlo d’uovo
  • Un pizzico sale

Per la farcitura

Per la cottura del grano

  •      Latte intero 250 g
  •     Grano cotto 350 g
  •     Scorza di limone 1

Per la crema

  •     Ricotta di mucca 200 g
  •     Ricotta di pecora 200 g
  •     Zucchero 350 g
  •     Uova 3
  •     Cedro candito 50 g
  •     Arancia candita 50 g
  •     Acqua di fiori d’arancio 15 g

Pastiera Napoletana: la Video Ricetta di Sal de Riso

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