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Dove mangiare una buona Pizza Margherita ad Avellino.

E’ un must 365 giorni all’anno, un piatto che non conosce declino in qualsiasi periodo dell’anno. Stiamo parlando, naturalmente, della pizza margherita quella classica, tra le pietanze più gettonate nelle serate degli avellinesi.

Alta o bassa, con cornicione a canotto o con impasto integrale: la scelta della pizza ed il giudizio che ogni palato ne restituisce è sempre legato a parametri personali.

Ma oltre a impasto, ingredienti e cottura, quanto incide nella individuazione della migliore pizzeria di Avellino la location, l’ambientazione e l’accoglienza?

Si tratta, soprattutto in epoca post Covid, di aspetti tutt’altro che trascurabili che incidono molto nelle decisioni prima di prenotare un posto a tavola per gustare il più tradizionale dei piatti della cucina campana.

In estate, la scelta della pizzeria in cui accomodarsi per gustare una fumante margherita, preparata secondo i canoni più classici della tradizione partenopea, ricade quasi sempre su locali che offrono la possibilità di sedersi all’aperto, per godere della frescura di giardini e terrazze.

Ma tra pizzerie storiche e nuove esperienze, tralasciando i locali che si sono dati alle focacce gourmet spacciate per pizza, quali sono i locali più gettonati in cui mangiare una buona pizza margherita ad Avellino?

Migliori Pizzerie ad Avellino

Nel centro storico di Avellino si contendono la clientela, dopo il ritorno alla normalità post Covid, diverse pizzerie che, tra tavoli all’interno, spazio recuperati all’esterno e possibilità di asporto, sono tra le più frequentate.

Pizzeria Pazzaria

In via Fioretti (traversa di via Dante), in pochi mesi Pazzaria è diventato uno dei locali cult ad Avellino per chi ama la vera pizza napoletana. Ingredienti di prima scelta, equilibrio nel dosaggio, impasto impeccabile che garantisce una alta digeribilità sono gli elementi che fanno la differenza e promuovono questo giovane locale tra i più ricercati in città.

Pizzeria I Resilienti

Un locale giovane che ha visto crescere in poco tempo la sua popolarità: I Resilienti ha nel nome il senso della sfida che si vuol vincere a tutti i costi. Ed i risultati, corroborati dal giudizio degli avventori, parlano chiaro. Qui si mangia una pizza piacevole, in un contesto apprezzabile specie in estate. Da non perdere i fritti, altro fiore all’occhiello della casa.

Pizzeria Degusta

In Via Ammiraglio Ronca, il Degusta è ormai un must della ristorazione avellinese. Ampi spazi interni, pochi tavoli all’esterno per i quali è sempre necessario prenotare per tempo ma il risultato è sempre un perfetto equilibrio ed un’esperienza di gusto mai banale.

Pizzeria Madison

In via Circumvallazione, a due passi da campetto Santa Rita, ecco uno di quei locali che grazie ai suoi spazi e alla sua centralità, oltre ad una più che gradevole pizza, si è ritagliato un ruolo importante nella hit del gusto degli avellinesi. In particolare in estate, quando può offrire un importante numero di tavoli all’aperto.

Pizzeria Testone

Tra questi, un ruolo centrale nella classifica del gusto degli avellinesi, se lo è ritagliato il Pizza Store di Filippo Testone. Simpatia e qualità gli ingredienti con cui ogni sera (ma anche a pranzo) viene sfornata quella che con giudizio quasi unanime viene considerata tra le migliori pizze napoletane ad Avellino.

Pizzeria Lievitum

A Corso Umberto ormai da qualche anno, Lievitum propone, secondo i palati più esigenti, tra le migliori “Margherite” sfornate ad Avellino, di certo una di quelle che maggiormente ricorda la più tradizionale delle pizze napoletane. Un consenso crescente, rafforzato anche da una proposta di fritti che finisce davvero con il lasciare a bocca aperta.

Pizzeria Ciccio all’Agorà

Risalendo Corso Umberto ed inoltrandosi in via Modestino Del Gaizo, ecco uno di quei locali che da anni resiste nel cuore antico di Avellino, attirando ogni giorno un pubblico affezionato alla cucina e alla pizza di patron Francesco. Accoglienza e ricette che restano nella memoria i punti di forza di Ciccio all’Agorà, luogo ideale per trascorrere una piacevole serata nel segno del gusto.

Pizzeria Alma Gourmet

Nel centro storico di Avellino, ecco Alma Gourmet, un locale accogliente che cela il segreto di una pizza che si lascia gustare sia per la qualità delle materie prime che per la leggerezza e la digeribilità dell’impasto.

Pizzeria Braciami

A due passi da Piazza Libertà, Braciami ha scalato posizioni nelle scelte degli avellinesi, concordi nel promuovere la pizza Margherita come una delle più equilibrate, per gusto e preparazione, tra quelle che è possibile gustare in città.

Pizzeria Erreclub’s

Ad Avellino, Palmiro Ragno è sinonimo di pizza da oltre 30 anni. E continua ad esserlo nel piccolo locale di via Chiesa Conservatorio, alle spalle di Palazzo Caracciolo.

Pizzeria Forchetta d’Oro

In via Fratelli Bisogno, di fronte al Palazzo di Giustizia di Avellino, la Forchetta d’Oro è uno dei pochi locali avellinesi in cui cucina e pizzeria viaggiano di pari passo per qualità della proposta. Davvero difficile non restare soddisfatti dall’impasto e dal perfetto equilibrio degli ingredienti utilizzati.

Pizzeria Mimì

Tra le pizzerie storiche di Avellino, che offrono sevizio anche all’aperto, c’è Mimì a Viale Italia che con il banco per le prenotazioni d’asporto costituisce un’ottima soluzione anche per chi abbia voglia di degustare una pizza magari passeggiando al fresco dei platani.

Pizzeria Kalè

Spostandosi dal centro, un ampio spazio all’aperto lo si può trovare al Kalè di Pianodardine, altro locale molto suggestivo che offre la possibilità di mangiare una buona pizza al fresco di un giardino lontano dalla strada e dallo smog.

Pizzeria Verde Basilico

Una soluzione che propone anche Verde Basilico in Via Francesco Tedesco, con un discreto spazio all’aperto alle spalle della sala principale dove potersi accomodare per trascorrere una serata all’insegna del buon gusto e del fresco.

Pizzerie Kalò

Le pizzerie Kaló nel quartiere di Valle ad Avellino e Monteforte irpino che offrono la possibilità di mangiare un’ottima pizza anche con l’ausilio di qualche tavolo all’aperto. Buona la disponibilità di tavoli al punto vendita di Valle (distributore Q8).

Giuseppe Capone Pizzeria

Cornicione alto, un impasto con biga e lievito e di birra che conta circa 70 ore di lievitazione, ricerca seria, rigorosa e raffinata dei prodotti del territorio della provincia di Avellino. Giuseppe Capone, volto noto delle pizzerie della provincia di Avellino, dopo aver lavorato in giro per tanti anni da un po’ ha aperto il suo locale in via Fosso Santa Lucia.

Pizzerie vicino Avellino

A San Potito, una delle pizzerie che si è affermata tra le migliori della zona è Dai Gemelli, con tavoli all’aria aperta ed un ampio ventaglio di scelta tra pizze tradizionali e non che non fanno affatto rimpiangere il gusto della vera pizza napoletana.

Tra i luoghi più freschi in cui cenare anche all’aperto ed assaggiare una pizza particolarmente gradevole, si segnalano, Villa Maccario a Ospedaletto d’Alpinolo e Pizzeria Kalò a Monteforte Irpino, in località Alvanella.

Nel serinese gli indirizzi giusti sono quelli di Ciello (in località Fontanelle) e Apollo, a San Michele di Serino.

Barotto e In cantiere a Torrette di Mercogliano si contendono la palma delle pizzerie più cool della zona.

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L’elenco proposto più che una graduatoria oggettiva è da considerarsi un vademecum soggettivo, un suggerimento senza alcun carattere di ufficialità. Le citazioni nascono sulla scorta di esperienze dirette (basate sul gusto che, ca va sans dire, ha carattere esclusivamente personale) e sul numero e la qualità di giudizi e valutazioni espressi dagli utenti della rete attraverso siti specializzati (es.: Tripadvisor) e social network (es. Facebook).
Tenuto conto di ciò, chiunque può esprimere le sue valutazioni, magari suggerendo le proprie preferenze nel modulo dei commenti sottostante.
Possibilmente in un clima di civiltà e di svago, che poi è quello che caratterizza tutte le pagine di Agendaonline.it.

Le migliori osterie in Irpinia secondo Slow Food.

Due new entry e le solite conferme: l’Irpinia dell’accoglienza e dei buoni sapori fa bella mostra di sé nella guida griffata Slow Food dedicata al mondo delle osterie.

Anche per il 2021, l’associazione di Brà strizza l’occhio all’Irpinia della buona tavola e della genuinità, ai sapori più autentici del territorio e all’interpretazione che le abili mani di osti e ristoratori ne offrono al pubblico.

Come ogni anno, i primi giorni d’autunno coincidono con la pubblicazione della guida Osterie d’Italia, curata da Marco Bolasco e Eugenio Signoroni.

Una guida che è un compendio di un anno di ricerche, degustazioni, scoperte lungo lo Stivale tra tutti quei locali che non solo a parole ma soprattutto a suon di portate messe in tavola rispondo ai criteri che da sempre sono alla base della filosofia di Slow Food.

L’edizione 2021 della Guida Osterie d’Italia ha, inevitabilmente, risentito degli effetti della pandemia che, tra lockdown e zone rosse ha profondamente minato il settore della ristorazione. Per questo motivo, i curatori hanno scelto, per l’anno 2021, di non assegnare le famose Chiocciole di merito ma anche di non eliminare nessuno dei presenti nell’edizione precedente.

Osterie d’Italia, le novità 2021 in Irpinia

A questi, sono state aggiunte solo alcune new entry.

Le nuove citazioni per la provincia di Avellino arrivano entrambe da Grottaminarda, che porta nella guida l‘agriturismo “Barrasso” e la pizzeria “Giovanni Grimaldi”, due luoghi tanto diversi tra loro ma accomunati dalla passione nella preparazione di piatti che sanno trasmettere tutti i migliori sapori dell’Irpinia e della Campania delle aree interne.

Sfogliando la guida, tra le tante segnalazioni della Campania, che è tra le regioni italiani con il maggior numero di citazioni, si scopre che ben sette tra ristoranti e trattorie a cui gli esperti dell’associazione di Bra hanno assegnato il massimo riconoscimento, la famosa Chiocciola simbolo di Slow Food, si trovano in provincia di Avellino.

In pratica, un terzo della classifica dei migliori ristoranti in Campania secondo Slow Food si trova in provincia di Avellino.

Ristoranti e trattorie segnalati da Slow Food in provincia di Avellino.

Si tratta di 7 nomi affermati e consolidati nel panorama della ristorazione avellinese, distribuiti in altrettante zone della provincia di Avellino, a testimonianza di quanto sia diffusa in Irpinia l’arte e la filosofia del mangiar (e cucinare) bene.

Ed ecco che i ristoranti della provincia di Avellino che interpretano alla perfezione quella selezione di natura, gusto e territorialità diventano quasi un attrattore gastronomico per il proprio circondario, la tappa obbligata per un saporito rifornimento per chi va alla scoperta delle ricchezze storiche, culturali e naturali dell’Irpinia.

La Pignata, chiocciola Slow Food ad Ariano Irpino.

E’ il caso, ad esempio, de La Pignata ad Ariano Irpino (città della ceramica con interessanti forni ed un ricco museo dedicato) che dal 1980 porta in tavola l’arte della semplicità attraverso una esplosione di sapori del territorio.

La Pergola, chiocciola Slow Food a Gesualdo.

Nel segno della chiocciola e dei valori dell’Associazione di Bra, anche La Pergola a Gesualdo (il paese in cui operò il principe dei musici Carlo Gesualdo) con i suoi sapori che trasudano storia e tradizione.

Trattoria Di Pietro, chiocciola Slow Food a Melito Irpino.

A Melito Irpino, per rimanere in quel fazzoletto d’Irpinia che si insinua esattamente a metà strada tra la Daunia ed il Sannio, l’Antica Trattoria Di Pietro è uno degli ultimi baluardi della cucina contadina d’un tempo, il cui menù è scandito dal susseguirsi delle stagioni e delle produzioni dell’orto.

Valleverde Zi’ Pasqualina, chiocciola Slow Food ad Atripalda.

Nel cuore di Abellinum, l’odierna Atripalda, il primo nucleo abitativo dell’attuale città capoluogo, proprio a due passi dal parco archeologico, ecco Zi’ Pasqualina Valleverde, forse il locale che più di ogni altro interpreta il significato di trattoria traslato nel terzo millennio.

Dall’Alta Irpinia e la Valle Ufita al verde del Partenio: mutano gli scenari naturali, non certo l’offerta turistica e gastronomica.

L’Osteria del Gallo e della Volpe, chiocciola Slow Food a Ospedaletto d’Alpinolo.

Per chi si reca ai piedi di Mamma Schiavona, al Santuario di Montevergine, luogo di culto mariano per eccellenza in Campania, ad Ospedaletto d’Alpinolo L’Osteria del Gallo e della Volpe della famiglia Silvestro è molto più di un punto ristoro per i viandanti.

E’ un’esperienza di gusto in cui si saprà apprezzare quel non luogo che è la lentezza, intesa come spazio aggregativo, comunicativo e di conoscenza.

La Ripa, chiocciola Slow Food a Rocca San Felice.

Ultimo ristorante inserito nella guida Osterie d’Italia 2020 di Slow Food e confermato nel 2021 è, infine, La Ripa di Rocca San Felice, un presidio del mangiar bene nella zona della affascinante Mefite e del superbo pecorino Carmasciano.

Osteria I Santi a Mercogliano.

Nella guida Osterie d’Italia di Slow Food c’è anche un nome forte di Mercogliano: qui l’osteria I Santi raggiunge l’agognata chiocciolina.

Un riconoscimento meritato per la accogliente osteria di Capocastello di Emilio Grieco che da anni delizia il palato di una clientela che ne apprezza la ricerca e la genuinità delle materie prime utilizzate.

I migliori Ristoranti di Avellino secondo TripAdvisor nel 2021.

Tipicità dei prodotti, abilità e creatività in cucina, accoglienza dei luoghi, contenimento dei prezzi: sono alcuni dei parametri che fanno la differenza (e la fortuna) quando si tratta di scegliere un posto in cui andare a cenare.

E sono anche alcuni dei parametri che utilizza l’algoritmo di Tripadvisor, forse il più famoso portale in tema di viaggi e turismo, per segnalare le migliori ristoranti di Avellino e del mondo.

In provincia di Avellino, sono 1162 i ristoranti che, alla data del 28 giugno 2021,  hanno ottenuto almeno una volta una recensione da parte degli avventori.

In aumento rispetto a due anni fa, quando erano 1022.

Come funziona la classifica di TripAdvisor.

A determinare il successo di un ristorante rispetto ad un altro non è soltanto la quantità e la qualità delle recensioni lasciate dagli utenti.

Anzi. Il peso maggiore è determinato dall’attualità dei giudizi espressi.

Proprio perchè obiettivo di Tripadvisor è quello di fornire una fotografia dell’esistente al momento in cui viene effettuata una ricerca.

In altre parole, è possibile che se una struttura riceva 10 giudizi eccellenti nel volgere di tre giorni, questa venga premiata rispetto a chi di giudizi ne ha ottenuti 30 ma negli ultimi tre mesi.

Un po’ quello che si verifica attualmente nella classifica dei migliori ristoranti della provincia di Avellino.

Ma quali sono i migliori ristoranti di Avellino ?

Ecco i quindici migliori ristoranti della provincia di Avellino in cui, secondo gli utenti Tripadvisor,

  • si mangia meglio
  • i luoghi sono accoglienti
  • il servizio è impeccabile
  • si spende il giusto.

Quasi tutti vantano anche il Certificato di Eccellenza assegnato da Tripadvisor, un riconoscimento che, dal 2010, premia le strutture che ricevono costantemente recensioni positive da parte degli avventori.

In altre parole, a fregiarsi dell’Eccellenza sono quei ristoranti che hanno offerto il meglio ai propri clienti e che dunque vengono segnalati dal più grande portale di viaggi al mondo.

Panicoteca 141

Al primo posto, ecco una giovane realtà di San Michele di Serino, “Panicoteca 141”, ormai una certezza della ristorazione made in Irpinia che da almeno tre anni veleggia ai vertici della classifica generata da Tripadvisor.

Non un classico ristorante, ma un locale specializzato nella preparazione di panini gourmet. Sperimentazioni e tanta territorialità nelle proposte di Maurizio Grasso che con la sua simpatia è un perfetto padrone di casa.

Inequivocabile il giudizio espresso dagli utenti: 515 commenti su 608 lo giudicano “Eccellente”.

Pazzaria.

“Straordinario”, “Consigliatissimo”, “Spettacolare” sono gli ultimi aggettivi con cui la pizzeria di via Fioretti ad Avellino (una traversa di via Dante) viene valutata dagli avventori.

Un successo meritato, che premia la capacità di ricercare abbinamenti sempre nuovi ed accattivanti. “Pazzaria” fa il pieno di like e consensi, con 128 recensioni top sulle 146 complessive.

“Vecchia Casa” di Forino.

Sul gradino più basso del podio, la “Vecchia Casa” di Forino scala posizioni in classifica e raggiunge un lusinghiero terzo posto, grazie alle sue proposte di una cucina tradizionale che esalta i sapori più classici della gastronomia irpina di qualità.

Agriturismo La Morosa

Buona tavola, ampi spazi e, nei mesi estivi, un’accogliente piscina per trascorrere piacevoli ore di relax: eco il successo dell’Agriturismo La Morosa di Fontanarosa, un’oasi di buon gusto nel cuore dell’Irpinia. E’ suo il quarto posto dei locali più gettonati della provincia di Avellino, con 172 recensioni eccellenti su 200.

chiAvoCOTTechiAvoCRUR.

Una pizzeria che in pochi anni ha conquistato importanti share of minds, collocandosi tra le più ricercate e frequentate dell’area della Valle dell’Irno. A Solofra, ecco una piacevole scelta per una serata all’insegna del buon gusto e della fantasia… al forno. I consensi crescono e raggiungono valutazioni top in 233 casi su 276.

Testone Pizza Store.

Filippo Testone

Al sesto posto dei migliori ristoranti in provincia di Avellino, una conferma assoluta: il Testone Pizza Store, di Filippo Testone.

La pizzeria di Corso Umberto resta non solo per gli avellinesi un riferimento per chi ama la vera pizza napoletana. Qualità, Gusto, Simpatia gli ingredienti che hanno consentito a Testone di superare con successo il lockdown , ottenendo ben 395 giudizi eccellenti su un totale di 478 recensioni rilasciate dagli avventori.

La Fenice di Nusco.

Al settimo posto,  tra i ristoranti in cui si mangia meglio in provincia di Avellino secondo gli utenti di Tripadvisor, scala posizioni in classifica “La Fenice” di Nusco, che raccoglie 175 giudizi eccellenti sui 208 complessivamente lasciati on line dai clienti. 

Oasis Sapori Antichi a Vallesaccarda.

Nella top ten dei migliori ristoranti in provincia di Avellino, all’ottava posizione, secondo il giudizio espresso dagli utenti attraverso il portale TripAdvisor, figura anche uno dei nomi storici della cucina stellata irpina, l’Oasis di Vllesaccarda della famiglia Fischetti. Il pluripremiato ristorante che propone piatti incentrati sulla ricerca e sulla tradizione sfonda anche nella classifiche del gusto del più vasto contenitore online dedicato al mondo della tavola.

7 Bello a Materdomini.

Una tappa obbligata per i tanti pellegrini che, ogni anno, si recano in visita al Santuario di San Gerardo a Majella a Materdomini. Il Ristorante 7 Bello soddisfa a pieno, secondo l’attento giudizio degli avventori, le caratteristiche che ogni luogo di ritrovo dovrebbe avere: qualità dei prodotti, varietà del menù, affabilità nell’accoglienza e igiene.

Taverna dei Buoni Amici a Montoro

A chiudere la top ten dei migliori ristoranti della provincia di Avellino c’è la Taverna dei Buoni Amici di Montoro che, in linea con la posizione geografica a metà strada tra le province di Avellino e Salerno, propone con buoni risultati un menù che abbina i sapori della terra con quelli del mare.

Tra i migliori 15 ristoranti della provincia di Avellino figurano anche

  • l’agriturismo “La Ripa Ristorante Museo” di Rocca San Felice
  • la location per eventi “Villa Regina” di Grottaminarda.
  •  la “Taverna L’Orcagna” di Manocalzati.
  • l’agriturismo “Giannasca” di Grottaminarda.
  • l’osteria VinCanto di Montemarano.

*Classifica elaborata il 28 giugno 2021 – Soggetta a continue variazioni

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Tra Trattorie e Ristoranti tipici in Campania, ecco dove mangiare bene i piatti della cucina campana.

La cucina in Campania, come in molte altre regioni italiane, rappresenta a pieno titolo una tipicità del territorio ed un elemento di grande appeal per i turisti, che tra musei, città d’arte e paesaggi mozzafiato dedicano una buona parte della loro permanenza alla degustazione dei piatti e dei prodotti tipici campani.

E così chi ama questi sapori, non può non andare alla ricerca dei migliori ristoranti tipici in Campania.

Ristoranti Tipici Napoli

Per chi ha gusti precisi e raffinati, tappa obbligatoria alla Trattoria Toledo, nel centro storico, dove la Genovese è un atto d’amore.

Tra gli altri piatti presenti nel menù, consigliamo lo scarpariello, la calamarata con calamaretti, gli ziti al ragù napoletano, gli spaghetti o le linguine con il pescato fresco. Tra i contorni, altre perle della cucina napoletana: zucchine alla scapece, parmigiana di melanzane, friarielli.

Una tappa obbligata va fatta anche alla Locanda del Grifo al rione San Lorenzo, dove gustare il tipico Scarpariello.

Un piatto semplice, di antichissima tradizione, cerato con prodotti sempli, tipici della Campania, inebriante nei profumi del Mediterraneo e musica per gli occhi e per il palato.

Tra gli altri piatti consigliati: paccheri con pomodorini del piennolo e gamberoni, gnocchi ai frutti di mare e paccheri con cozze e formaggio.

Ristoranti tipici e trattorie a Salerno e in Costiera Amalfitana

Tra le trattorie ed i ristoranti tipici di Salerno selezioniamo sicuramente Mamma Rosa, in via Pirro, che si propone con un ambiente accogliente e genuino. Tra le specialità è possibile gustare sia piatti di mare che di terra, in pieno stile salernitano. Tra i piatti da gustare gli Spaghettoni di Gragnano igp con broccoli saltati, filetto di baccalà, chips di baccalà, fonduta di pecorino romano dop con olio al prezzemolo aromatizzato con acqua di mare depurata. Da tenere in considerazione anche le Orecchiette con zucca, polpo verace verace, pecorino romano dop e grissini all’olio d’oliva con sesamo ed erbette aromatiche.

Tra i migliori ristoranti di Salerno, troviamo Il Gozzo , in via Largo Conservatorio Vecchio. Pesce crudo e rivisitato, ma anche pietanze di terra come parmigiana in barchetta e pesto, cavatelli con cremoso di patate, seppie e bottarga, gamberoni in guazzetto oltre al pescato del giorno.

Sempre a Salerno, alle spalle del Duomo, l’Hostaria il Brigante è uno scrigno di gusto dove poter mangiare le lasagne con ceci alla cafona ed il piatto forte del menù, la Sangiovannara, tipico primo piatto , da gustare in un ambiente raccolto e familiare, a due passi dal Duomo di Salerno.

Per finire, nel capoluogo salernitano, consigliamo, sulla strada che porta a Vietri Sul Mare il ristrorante stellato, Re Maurì con il menù gourmet dello chef Lorenzo Cuomo: Crema cotta, Fritto con Caviale e Toast con tartare, Uovo croccante, Baccalà e Provola Affumicata fresca Cubo di Genovese Napoletana con Pecorino e salsa al Taurasi. Minestra di Pasta mista con Fave e Cipollotto, Guanciale di Maialino nero, Capasanta e PecorinoRiso Carnaroli gran riserva ai Piselli, Seppioline e mantecato di Baccalà. Guancia di Vitello brasata con Fagioli misti, Spugnole e la sua Trippa, Soufflè alle Fragole e Lime con mantecato di Bufala al Pistacchio 

Sulla Costiera Amalfitana la punta di diamante è A’ Paranza di Atrani, dove i sapori del mare fanno festa.

“L’esclusività della materia prima permette la preparazione di piatti che colpiscono per l’essenzialità dei sapori, – come affermano sul sito – mai coperti o enfatizzati da condimenti non necessari. E’ la scelta dei clienti, ed è la scelta di Ristorante ‘A Paranza”. Dichiarazioni che non sono pubblicitarie, ma che davvero racchiudono il concetto di questo posto unico.

Sempre in costiera ottima l’offerta della trattoria “Il Ritrovo” di Positano che prepara una splendida zuppa saracena.

Se non ci credete, date uno sguardo e poi recatevi ad assaggiarla.

Più a Sud, sempre in provincia di Salerno, sull’altra costiera mirabile della Campania, a Marina di Camerota, nel Cilento, piatti di mare a volontà Alla vecchia Cascina.

Il pesce qui viene mostrato ancora vivo prima di prendere la strada della cucina e della tavola. Ottimo l’astice e le varianti tipiche della casa.

Ristoranti tipici ad Avellino

In provincia di Avellino l’enogastronomia è uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica.

In città, si segnala il ristorante Martella nel centro storico, capace di abbinare ai sapori della tradizione locale, (pasta patate e provola, ravioli con il tartufo, lagane e ceni scarole e fagioli) ad abili varianti ed innovazioni.

Qui è possibile gustare la tipica Rape e patate irpina, fatta secondo la ricetta tradizionale

Al centro città, nei pressi del Tribunale, si segnala La Forchetta d’Oro. Da provare le tagliatelle con Funghi porcini e tartufo, dove si racchiudono i principali sapori dei boschi irpini.

Di altissimo livello l’offerta del Megaron di Paternopoli, sapori raffinati (Polpetta con tartufo nero su crema di pomodori essiccati al sole, Crostini con crema di broccoli invernali, alici e pomodori secchi Giardiniera dell’orto di Casa Megaron con olio evo Ravece, Crema di zucca con fagioli di Volturara, pomodori secchi, tartufo nero ed olio evo Ravece, Fusilloni con Broccoli Aprilatici, Carciofi e Pomodorini del Piennolo, Fave, Pecorino e Cipolla, Stracotto all’Aglianico con broccoletti) e decisi a carattere stagionale.

Noto ai buongustai, l’Oasis di Vallesaccarda, che grazie a piatti veramente gustosi (Vellutata di cicerchie al profumo di timo con prallina di prosciutto e finocchietto; Orzo, carciofi e tartufo; Castagne del prete, fagioli quarantini di Volturara, funghi e fave di cacao; Cipolla ramata di Montoro e caciocavallo podolico; Polentina di farina di granturco, broccoli, nocciole, bottarga di tonno, colatura di alici di Cetara e provola affumicata; candele spezzate con ragù all’antica e fonduta di caciocavallo; Ravioli di burrata ed erbette, manteca campana e tartufo nero di Bagnoli Irpino; Faraona porro e arancia, Maiale bianco su papaccelle all’aceto, arance e mosto cotto di aglianico) vanta una stella Michelin.

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Ristoranti tipici a Caserta

Di particolare rilievo la cucina tipica offerta dai ristoranti del Borgo di Casertavecchia  alla La Torre dei Falchi, ristorante dove ci si può deliziare con baccalà, agnello laticauda,  pappardelle al cinghiale.

Minestra maritata e strangozzi al ragù di castrato sono due invece ottime portate del ristorante Gli Scacchi di Caserta, nella suggestiva cornice di Caserta Vecchia.

Ristoranti tipici a Benevento

A Benevento, vale la pena sostare da Nunzia, storico locale sannita per gustare un piatto di scarparielli, pasta simile alla chitarra e il cardo, pietanza natalizia della Campania, preparata in questo ristorante tutto l’anno.

Pranzo della domenica ad Avellino? I ristoranti e gli agriturismi da non perdere in Irpinia.

Che sia la cucina della mamma, della nonna, della moglie o della suocera poco importa, ciò che conta è radunarsi intorno al desco per respirare il calore di casa meglio se in un giorno di festa. Sempre più spesso, però, anche per sollevare le donne di casa dal lavoro domestico domenicale, il gruppo di famiglia opta per soluzioni “esterne”, scegliendo un buon ristorante per trascorrere il pranzo della domenica ad Avellino.

Pranzo in Agriturismo in provincia di Avellino

Se sei in cerca di un ristorante o di un agriturismo per andare a colpo sicuro e non incorrere in brutte sorprese, ecco un piccolo vademecum su dove prenotare il pranzo della domenica in provincia di Avellino.

Agriturismo Ricciardelli a Contrada

Una veduta dall’alto dell’Agriturismo Ricciardelli a Contrada Avellino

Cerchi un agriturismo in Irpinia per il tuo pranzo della domenica? A pochi passi dal capoluogo, nel comune di Contrada, si staglia tra le colline rigogliose l’Azienda Agrituristica Ricciardelli.

L’Agriturismo dell’avvocato Paolo Ricciardelli è un ambiente ideale per soddisfare un bisogno tanto diffuso quanto difficile da realizzare, presi dal trantran quotidiano: quello di toccare la natura con mano oppure di assaporare i prodotti del territorio, protagonisti indiscussi di una cucina salutare e che vanta antiche origini.

Ogni domenica all’agriturismo Ricciardelli viene servito in tavola un pranzo un menù a prezzo fisso generalmente cosi composto:

  • Antipasto con numerose portate (generalmente Bruschette al pomodoro, Melanzane grigliate, Ricotta, Capicollo, Polenta e cotechino, Rape e Patate, Involtino di melanzane, Fritturina con zucchine alla julienne e zeppoline.)
  • Due primi
  • Un Secondo Piatto composto da un Misto alla brace con contorno di patatine fritte ed insalata
  • Dolce

Costo 25 € a persona, bevande escluse. Disponibile un menù bambini a 18 €

(N.B. Nel costo è compreso il parcheggio gratuito per l’auto, l’accesso alle aree verdi, al parco giochi per bambini, al piccolo zoo ed ai campetti di calcetto. D’estate, non è compresa la piscina che nel fine settimana è riservata agli ospiti dell’azienda)

L’Azienda Agrituristica Ricciardelli è ubicata a 550 m sul livello del mare tra colline boscose e paesaggi stupendi a pochi chilometri da Avellino e a soli 23 Km da Salerno. Napoli e Caserta distano invece circa 50 Km.

  • Indirizzo Via Pastenate 3 Contrada Telefono 0825 674371

Il Mulino della Signora

Il Mulino della Signora

Per chi ama la natura e le gite domenicali fuori porta, c’è un nome che non può restare inesplorato.

Il Mulino della Signora, a Sturno, è uno di quei posti ricchi di fascino e di storia. Già dal nome, acquisito dal toponimo della località in cui si trova, l’agriturismo promette accoglienza e fantasia.

Che sono i punti di forza di questa luxury country house in provincia di Avellino, dove il pranzo della domenica è un’esperienza sensoriale e naturale davvero unica.

In tavola, i migliori piatti della tradizione locale, realizzati con prodotti a km 0.

Dai vegetali che arricchiscono di colore e sapore ogni piatto alle splendide carni insaporite da quello che è il fiore all’occhiello della casa: l’olio extravergine di oliva, il Ravece e il Papaloia, oro giallo pluripremiato dal sapore intenso che restituisce al gusto quella che è l’essenza di questa terra.

Il Mulino della Signora Contrada Sterparo, 83055 Sturno (Av) A pochi minuti dall’uscita del casello Grottaminarda sull’autostrada Napoli Bari.

Per informazioni e prenotazioni Telefono: 0825 437207

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Dove mangiare seduti a tavola in zona gialla, ecco i ristoranti aperti ad Avellino.

Piccoli segni di ritrovata socialità. Con il ritorno in zona gialla, riecco i ristoranti aperti ad Avellino, insieme a pizzerie e fast food, che ora potranno ospitare clienti seduti, sia pure con la limitazione dei soli tavoli all’aperto.

Per molti, una buona occasione per riassaporare buone abitudini e piatti prelibati, magari in compagnia di pochi amici.

E già, perché per ora le grandi tavolate restano un lontano ricordo.

Le regole per pranzare al ristorante ad Avellino.

Le nuove regole resteranno in vigore fino al 31 maggio 2021. Poi, si valuterà.

I ristoranti potranno servire ai tavoli, anche il sabato e la domenica, fino alle 22, orario in cui poi scatta il coprifuoco.

Il Dpcm del Governo Draghi, con i suoi chiarimenti, stabilisce anche quante persone potranno stare sedute allo stesso tavolo: non più di 4 commensali non conviventi. Nessuna limitazione, invece, per le persone conviventi.

Ma dove sarà possibile sedersi a tavola per pranzare ad Avellino?

Molti i ristoranti e le pizzerie che hanno già aperto i battenti.

Ristoranti aperti ad Avellino con servizio ai tavoli.

Ecco alcuni di quelli aperti a pranzo e cena ad Avellino con servizio ai tavoli all’aperto

Daniele Gourmet a Viale Italia ha allestito i tavoli, opportunamente distanziati, sotto il porticato adiacente all’ingresso de locale.

Sempre a Viale Italia, pronto ad accogliere i suoi clienti più affezionati è anche Saporitaly, con tavoli all’aperto nello spazio di pertinenza e prenotazione suggerita per evitare assembramenti.

Nel centro storico, il nome più antico della ristorazione avellinese nel cuore della città, Martella, si prepara a soddisfare i palati che adorano i piatti della tradizione con l’allestimento di tavoli all’aperto.

A pochi passi, ecco Braciami, altro luogo in cui poter sedersi ai tavolini all’aperto per degustare un’ottima pizza o i piatti della tradizione.

Per chi ama la pizza, Madison in via Circumvallazione ha riaperto alla clientela con tavolini all’aperto. Lievitum, al Corso Umberto, torna a far accomodare in terrazza i suoi clienti più affezionati, così come Giuseppe Capone Pizzeria in via Fosso Santa Lucia. Anche la pizzeria Tonino ad Atripalda effettua servizio ai tavoli nello spazio all’esterno.

Pausa pranzo in compagnia anche al Bar Cappuccini, pronto ad accogliere in un gradevole spazio all’aperto quanti vorranno lasciarsi viziare dalle prelibatezze dello chef.

Apertura con servizio ai tavoli  Kalò, nelle due sedi di via Umberto Nobile nel quartiere Valle e via Colombo.

Nuovi Ristoranti ad Avellino

Dal 30 aprile, servizio ai tavoli all’aperto, a pranzo e cena, anche per Gioviale – Espressioni in cucina al Corso Vittorio Emanuele, che ha approfittato delle settimane di chiusura per elaborare nuove ricette ed assortire la carta dei vini.

Ristoranti aperti a pranzo in provincia di Avellino.

Cucine aperte e tavoli apparecchiati anche in provincia: da Anema e Gusto a Serino, Pizzeria dell’Ulivo a Mugnano del Cardinale e Barotto a Mercogliano.

El Borracho Steak House, a Torelli di Mercogliano, è aperto a cena il giovedì, venerdì e sabato dalle 19 alle 22 e la domenica a pranzo dalle 13 con tavoli allestiti nel giardino in fiore, rimesso a nuovo.

E per chi ama la cucina orientale, finalmente si potrà tornare a degustare ai tavoli un buon sushi al ristorante Sakura a Mercogliano.

A San Michele di Serino, dal 29 aprile tornano i panini gourmet di Panicoteca 141 pronta ad accogliere i clienti nello spazio all’aperto.

Ultima segnalazione per l’Agriturismo Ricciardelli che riapre con i suoi ampi spazi all’aperto e si propone con il suo gustosissimo pranzo della domenica.

I ristoranti stellati della Campania secondo la Guida Michelin 2021.

Con 44 ristoranti stellati, di cui tre al primo riconoscimento assoluto, la Campania si conferma ai vertici nazionali del buon gusto secondo la prestigiosa Guida Michelin 2021, considerata il vero punto di riferimento per la valutazione della qualità della ristorazione in Italia.

Come ogni anno, era tanta la curiosità per conoscere i verdetti dei critici della guida rossa, che hanno assegnato complessivamente 371 stelle.

I tre nuovi stellati in Campania sono gli chef del Relais Blu a Massa Lubrense (Alberto Annarumma), Re Santi e Leoni di Nola (Luigi Salomone) e Lorelei di Sorrento (Ciro Sicignano).

A fare la parte del leone, anche quest’anno è stata la Lombardia con 59 stelle assegnate, seguita nella speciale classifica di regione più stellata, dal Piemonte (46) e dalla Campania, che si conferma in grossa crescita, con 6 ristoranti che hanno raggiunto la doppia stelle e tre new entry tra i migliori ristoranti d’Italia.

Due le stelle perse dalla Campania rispetto allo scorso anno, sono quelle di Il Riccio di Capri e Casa del Nonno 13 di Mercato San Severino.

Le cucine “bistellate” in Campania sono tutte in provincia di Napoli.

Il riconoscimento più ambito è stato confermato alla Taverna Estia di Brusciano, all’Olivo di Anacapri, ai Quattro Passi di Nerano, alla Torre del Saracino di Vico Equense e a Don Alfonso 1860 a Sant’Agata sui Due Golfi, al Denì Maison di Ischia.

Ristoranti Stellati Avellino

In provincia di Avellino c’è solo un ristorante stellato, l’Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda della famiglia Fuschetto, che si conferma ai massimi livelli della qualità gastronomica.

Ristoranti Stellati a Benevento e Caserta.

Nel Sannio, la stella della Locanda del Borgo si aggiunge a quella del Kresios: entrambi i ristoranti stellati si trovano a Telese Terme. In Terra di Lavoro successo confermato per Le Colonne di Caserta.

Ristoranti Stellati a Napoli.

Tra i ristoranti della provincia di Napoli, una stella se la sono aggiudicata, oltre alle tre new entry, il Caracol di Bacoli, Le Monzù e Mammà a Capri, Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia, La Tuga a Ischia, Indaco a Lacco Ameno, Taverna del Capitano a Massa Lubrense, George Restaurant, Il Comandante, Palazzo Petrucci e Veritas a Napoli, President a Pompei, Sud a Quarto, Don Geppi a Sant’Agnello, Il Buco e Terrazza Bosquet a Sorrento, Josè Restaurant a Torre del Greco, Antica Osteria Nonna Rosa e Maxi a Vico Equense.

Ristoranti Stellati a Salerno.

Numerose le stelle anche in provincia di SalernoGlicine e La Caravella dal 1959 ad Amalfi, Le Trabe e Osteria Arbustico a Capaccio Paestum, Il Refettorio a Conca dei Marini, Il Papavero a Eboli, Il Faro di Capo d’Orso a Maiori, La Serra e Zass a Positano, Il Flauto di Pan e Rossellinis a Ravello e Re Maurì a Salerno.

Scopri dove cenavano i tuoi Nonni ad Avellino nei primi del ‘900

Una vocazione che viene da lontano e che il tempo ha consolidato.

Se nell’ambito della Campania, l’Irpinia è riuscita a ritagliarsi una sua peculiare connotazione in tema di gastronomia e ristorazione, in fondo lo deve alla sua storia.

La Storia dei ristoranti Avellinesi

Una storia secolare, fatta di volti, nomi e luoghi che, soprattutto tra chi non è più giovanissimo, riporta alla memoria l’immagine di una Avellino in bianco e nero, che proprio nelle sue ridotte dimensioni aveva i caratteri di quella signorilità di provincia che oggi si stenta a riconoscere.

Che ad Avellino (ed in tutta la provincia) si mangiasse bene era noto già ai principi del Novecento.

Fu proprio nella prima metà del secolo scorso che cominciarono ad affermarsi alcune trattorie ed osterie, antenate dei più moderni ristoranti, che hanno fatto epoca.

I Ristoranti Avellinesi dei primi anni del ‘900

“Monzu” Dominico, Quirino Galasso, Cesare Trombetta, la signora Mafalda, i fratelli Blasi, Agostino Giordano erano all’epoca i nomi più gettonati nel mondo della ristorazione avellinese.

Erano tempi in cui si spendeva poco più di una lira per un pasto veloce, tre lire per un pasto completo comprensivo di un quartino di vino.

In tavola finivano piatti semplici ma saporiti (penne al ragù, spaghetti a vongole, minestre maritate, arrosti): pochi ingredienti ma ben assemblati.

Il passaparola, efficace Tripadvisor d’un tempo, basato quasi esclusivamente sulle sensazioni di gusto che i piatti presentati in tavola riuscivano a trasmettere, già all’epoca riusciva a fare la fortuna delle locande e degli osti.

E, così, insegne come quelle di Cesare, Alla Bella Napoli, Alle Due Baccanti, la Corona di Ferro, Eden Park, Giardini Reali, Moderno, Savoia, Sirena e Sofia erano ben radicate sul territorio e costituivano i luoghi di incontro preferiti prevalentemente dalla borghesia cittadina, quella che poteva contare su una buona capacità di spesa e che frequentava le trattorie con una certa frequenza.

Tra i diversi locali disseminati soprattutto nelle zone centrali della città col tempo venne a svilupparsi una sana concorrenza, che contribuì ad aumentare il livello della proposta gastronomica.

I ristoranti più innovativi

Tra i più innovativi ci furono senza dubbio i fratelli Blasi, gestori dell’Eden Park ai Cappuccini che il capo cuoco (lo chef era di là da venire, come l’idea di una cucina gourmet, che a quei tempi avrebbe fatto rabbrividire) lo andò ad ingaggiare a Napoli, alla Pignasecca, per offrire una cucina che oltre ai piatti della tradizione locale si ispirasse anche a quella marinara partenopea.

Tra gli “esperti” dell’accoglienza (e delle pubbliche relazioni) dei primi anni del ‘900 un ruolo di primo piano lo aveva senza dubbio Agostino Giordano, patron dell’albergo Moderno e dell’omonimo ristorante in via Mancini nonché del teatro Giordano che, dopo la chiusura del Comunale, divenne un importante riferimento culturale in città.

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Pizza, mare e fantasia, ecco il tris d’assi in cucina da Kalò ad Avellino.

C’è il più abusato dei gridi di battaglia dietro il successo della cucina e della pizzeria di Kalò, il locale che nel quartiere Valle ad Avellino è diventato, ormai, un irrinunciabile punto di riferimento per chi ama i buoni sapori.

“Tutti per uno, uno per tutti” è un po’ il simbolo di chi, quotidianamente, inebria olfatto e palato dei clienti, grazie alle riconosciute abilità tra forni e fornelli.

A guidare la cucina del ristorante Kalò a Valle è Angelo Statuto, che dal suo arrivo alla corte di Antonio Cucciniello si è guadagnato i consensi con ciò che gli riesce meglio: il lavoro e la passione. Con risultati che sono sotto gli occhi, o meglio i denti, di tutti.

La brigata di cucina di Kalò Valle.

Se Kalò, ad Avellino e nell’hinterland, è diventato sinonimo di pizza tradizionale, gran parte del merito è di Sabino Pancione, grande interprete della più autentica tradizione pizzaiola campana.

Se ci trovassimo in ambito teatrale, Pancione (il suo è tutt’altro che un esempio di nomen omen) è colui che rivestirebbe alla perfezione il ruolo di spalla, l’alter ego dell’attore protagonista, anche se al forno delle pizze ma anche ai fornelli, con cui spesso si esibisce nella preparazione di piatti dal grande equilibrio, Pancione è davvero un grande protagonista.

Ad aiutarlo ma anche a provare a rubarne i segreti, per arricchire la brigata di cucina di Kalò Valle è stato ingaggiato il giovane Cristian Luongo, che in poco tempo si è perfettamente integrato nel team del gusto di Kalò.

“Conoscere il mestiere è la prima regola – sottolinea Sabino Pancione –, lavorare con il giusto spirito è il segreto per rendere sempre al massimo. Una regola che vale in ogni ambiente di lavoro e, forse, ancor di più in cucina”.

Fantasioso al punto giusto ma perfetto nella tempistica: il trio della cucina di Kalò a Valle è davvero il punto di forza del locale.

La pizza di Kalò a Valle.

Qui, la pizza viene preparata secondo la più classica tradizione napoletana. Elemento che la distingue dalle altre è la morbidezza dell’impasto e l’alta digeribilità.

“Frutto di una lunga maturazione – spiega Pancione– : i nostri impasti lievitano anche 48 ore”.

Se l’impasto segue regole ferree, la farcitura è frutto di sperimentazioni, fantasia e abbinamenti vincenti.

Certo, la Margherita resta la prova del nove, ma ad ogni stagione Kalò Pizzerie Valle regala primizie davvero saporite.

Le Pizze speciali.

Ogni mese, come da tradizione, la fantasia del pizzaiolo al termine di un brainstorming che coinvolge tutte le forze di Kalò, tira fuori una pizza speciale, la pizza del mese che strizza l’occhio dal forno con ingredienti stagionali che conferiscono valore aggiunto alla già superlativa pizza.

Ad affiancare le pizze, poi, ecco la frittura, preparata fresca ogni giorno con le migliori materie prime.

Mangiare a base di pesce ad Avellino.

Ed, a proposito di fritture, tra le chicche di Kalò, c’è la frittura di pesce del venerdì a pranzo.

Calamari, gamberi, alici e tutto ciò che il pescato del giorno restituisce da far finire in padella e servire ai buongustai, anche da asporto, che così ritroveranno la pancia piena e la cucina pulita.

Il menù a base di pesce è ormai un must nel ristorante di Valle.

Ogni giorno, a pranzo e a cena, è possibile ordinare il menù di mare a 25 euro che comprende, con il coperto, un antipasto, due assaggi di primo, un secondo, dolce, acqua e caffè.

Mangiare a base di pesce da Kalò è possibile anche ordinando i piatti a la carte.

  • Per informazioni e prenotazioni Kalò Valle Avellino Via Umberto Nobile n.34 – Telefono 0825 248446

I migliori ristoranti di Pesce in provincia di Avellino.

Chi lo ha detto che per gustare ottimi piatti a base di pesce occorre necessariamente spostarsi a Salerno o a Napoli ?

In provincia di Avellino, nonostante la tradizione gastronomica sia prevalentemente di terra, non mancano le esperienze, alcune anche con una antica tradizione alle spalle, di ristoratori che proprio sulla cucina del pesce hanno costruito le proprie fortune.

Ecco i nomi di alcuni ristoranti dove mangiare pesce ad Avellino e in provincia.

Ristorante di Pesce a Serino

A Serino, da Anema e Gusto si incontrano la tradizione irpina con quella tipicamente marinara di Ischia, grazie ai proprietari Massimo e Renato abili nel creare il giusto mix tra i sapori della terra d’Irpinia e i profumi del mare ischitano.

Pesce sempre freschissimo e tanta creatività nel proporre piatti gustosissimi ne fanno uno dei punti di riferimento in provincia di Avellino per chi abbia voglia di sapori davvero speciali.

Ristorante di Pesce ad Atripalda

Ristorante Malaga

Ad Atripalda, chi abbia voglia di mangiare del buon pesce non può prescindere da quello che, storicamente, è considerato il ristorante di mare per eccellenza del capoluogo irpino: il Malaga della famiglia Nigro in via Appia.

Ristorante di Pesce ad Avellino

Ristorante Mimì

In alternativa, altro nome storico della ristorazione avellinese che presenta un menù in cui i piatti a base di pesce eccellono per freschezza e preparazione è Mimì, al Viale Italia.

Ristorante la Sirena

Per chi desidera consumare un pasto a base di pesce, con piatti abbondanti e di ottima manifattura, non può che scegliere La Sirena, storico locale di Mercogliano da poco trasferitosi in via Mancini ad Avellino, che propone un menù tra tradizione ed innovazione in cui la freschezza è all’ordine del giorno.

Ristorante di Pesce a Prata

Specialità di mare sono alla base del menù del ristorante Lucariello a Prata Principato Ultra.
Qui il patron Luca Intiso bilancia alla perfezione ricette tipicamente irpine con quelle della tradizione marinara salernitana.

Ristorante di Pesce ad Ariano Irpino

Ad Ariano Irpino chi cerca i sapori del mare trova l’indirizzo giusto al ristorante Biffy, alla contrada Cardito. Dagli antipasti ai primi fino ad una sontuosa e prelibata grigliata che annulla completamente le distanze tra il Tricolle ed il mare.

Ristorante di Pesce a Grottaminarda

Un locale fuori dai circuiti tradizionali che sta riscuotendo ottimo successo per la sua singolare formula è il Ristorante Pescheria Priore a Grottaminarda: una pescheria con cucina annessa, in cui gustare al tavolo piatti ben preparati con materia prima sempre fresca.

Ristorante di Pesce a Mugnano del Cardinale

Una chicca per gli amanti della cucina di mare ed in particolare delle ricette siciliane si trova a Mugnano del Cardinale, nella centrale via Roma. La Baia Gourmet Sicilia di Felice Rocco è un enclave della Trinacria nel Mandamento. Da non perdere le arancine preparate, secondo la tradizione siciliana, ed i dolci, una vera delizia per i palati più sopraffini.

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L’elenco proposto più che una graduatoria oggettiva è da considerarsi un vademecum soggettivo, un suggerimento senza alcun carattere di ufficialità. Le citazioni nascono sulla scorta di esperienze dirette (basate sul gusto che, ca va sans dire, ha carattere esclusivamente personale) e sul numero e la qualità di giudizi e valutazioni espressi dagli utenti della rete attraverso siti specializzati (es.: Tripadvisor) e social network (es. Facebook).
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