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La Foresta del Parco nazionale di Bialowieza e il suo immenso patrimonio naturalistico

Ciò che rimane dell’immensa macchia verde che migliaia di anni fa copriva l’intera Europa centrale, nominata Riserva della biosfera nel 1976 e Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1979, tra le più vaste aree naturalistiche che conserva intatta la sua natura mai danneggiata dall’intervento dell’uomo: stiamo parlando della foresta di Bialowieza, al confine tra Bielorussia e Polonia.

Precisamente nella regione polacca di Bialystok e in quelle bielorusse di Brest e Grodno.

Cosa vedere nel parco di Bialowieza

L’area appartenente al territorio bielorusso include uno zoo, che ha garantito la salvezza dell’ultima popolazione di bisonte europeo, un museo, laboratori, piccoli alberghi e alcuni ristoranti.

Quella polacca comprende la grande radura composta da immensi alberi e ristoranti per fare escursioni nella natura o in sella a un cavallo. Parlando di animali, si sottolinea anche lo sforzo nel tutelare dall’estinzione il cavallo selvatico di Przewalski, ultimo rappresentante in libertà dei primitivi cavalli selvatici del ceppo euroasiatico.

Flora e fauna

L’intera area della foresta include una grande varietà di flora e di fauna, tra cui erbe, funghi, insetti di ogni specie, animali piccoli e grandi.

Sono presenti infatti oltre 200 specie di volatili e circa 60 di mammiferi. Di grande fascino le querce presenti nella distesa naturale, tra cui la quercia di Jagiello, tra le più note, e la grande Mamamuszi, la più grande con una circonferenza che supera i 6 metri.

L’area sulla quale si estende la Foresta di Bialowieza è molto vasta (1500 Km2 circa) ed è fortemente protetta da vincoli paesaggistici e tutelata per il suo enorme valore ecologico, è quindi normale essere sottoposti a restrizioni da parte delle guardie durante le visite.

Birdwatching nel parco di Bialowieza

Il periodo più adatto per ammirare da vicino questa foresta di rara bellezza è tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, accompagnati da giornate abbastanza lunghe e da un clima più mite nonostante la costante presenza di umidità, fattori che consentono una tranquilla attività di birdwatching oppure di dedicarsi alle osservazioni naturalistiche.

Il luogo più indicato per soggiornare è proprio il villaggio rurale di Bialowieza, che dispone di alcuni piccoli hotel e ostelli, raggiungibile in automobile oppure in autobus.

Il Castello di Schonbrunn a Vienna, l’antica residenza austriaca patrimonio dell’Unesco.

In Austra nella città di Vienna, a Hietzing nella periferia occidentale del capoluogo austriaco, si apre maestoso il Palazzo di Schonbrunn che con il suo lussureggiante giardino è stato incluso, fin dal 1996, tra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.

La sua storia risale alla metà del 1500 ed ha rappresentato residenza di numerosi rappresentanti della famiglia imperiale. Dal XVI luogo prediletto dagli Asburgo, il maestoso complesso rappresenta una sintesi perfetta tra gli stili estetici e gli apporti artistici che nei decenni si sono succeduti.

Tra questi spiccano gli interventi voluti da Maria Teresa d’Austria, che arricchì gli appartamenti, l’arredamento, i giardini, l’enorme serra. Un palazzo dalle dimensioni mastodontiche, basti pensare che conta ben 1440 stanze ricche di arredi e fasti, di cui circa 190 sono aperte al pubblico in veste di museo.

Attraversato il largo cortile del palazzo, si accede alla Gran Galleria attraverso un ampio scalone, ricca di affreschi e illuminata da enormi lampadari di cristallo.

A seguire la Piccola Galleria che porta sul Salone Cinese ovale e sul Salone Cinese circolare. Tra gli ambienti più noti la camera da letto, finemente decorata di arazzi, conosciuta anche come “Sala di Napoleone”, che qui soggiornò durante l’occupazione.

Molto interessanti anche il Salone delle Cerimonie, che racchiude delle grandi tele che rappresentano alcuni momenti della vita di Maria Teresa, e il Salone dei Cavalli, caratterizzato dai disegni che raffigurano cavalli presenti sui rivestimenti delle pareti.

Da non perdere infine il Salone degli Specchi, la stanza nella quale Mozart, alla tenera età di sei anni, diede il suo primo concerto.

Ma, oltre agli immensi spazi al chiuso, la tenuta è ricca di vegetazione e di ampi spazi all’aperto.

A est del palazzo trovano spazio le serre, fatte costruire da Maria Teresa, grande appassionata di piante esotiche e tropicali.

L’area situata al centro del giardino forma invece il Grande Parterre, caratterizzato da prato e aiuole affiancate sui lati da alberi e statue ispirate a personaggi della storia greca e romana.

Alla fine del parterre, la Fontana di Nettuno che, insieme alla Fontana dell’Obelisco rappresenta le vasche d’acqua più maestose della tenuta.

Oltre allo splendore dei giardini, il complesso è conosciuto per ospitare uno degli zoo più antichi al mondo.

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Butrinto, il sito archeologico più importante dell’Albania.

Dal 1992 proclamata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la città di Butrinto si trova in Albania a circa 180 km a sud di Tirana, quasi al confine con la Grecia.

Rappresenta una delle più importanti aree archeologiche del Paese, le cui rovine racchiudono al loro interno diversi secoli di storia: a partire dalla fondazione corinzia, passando per la dominazione romana, quella bizantina, l’occupazione veneziana e ancora quella ottomana.

L’importanza di Butrinto si manifesta in modo particolare nella coesistenza di tutte le rovine delle diverse civiltà che vi si sono avvicendate nel corso dei secoli, facendone per questo un sito protetto e di interesse mondiale.

La cittadina è circondata da una cinta muraria dominata da una torre romana e da un torrione veneziano.

Di grande interesse l’acropoli, il teatro e le terme con il battistero paleocristiano.

Il sito conserva infatti le rovine di numerose case private, da cui si raggiunge il teatro, ben conservato, molto vicino alle rovine del tempio dedicato a Esclulapio.

Per quanto riguarda le terme, esse sono state costruite nel IV secolo a.C. e sono vicine al battistero, edificato però qualche secolo dopo, di cui si evidenziano le pavimentazioni a mosaico di rara bellezza.

Poco lontano si può ammirare ciò che resta di un’antica basilica di origine romana, un altro sito termale e ancora una grande chiesa costruita tra il VI e il VII secolo.

Attraverso una delle porte di accesso alla cittadina, è possibile salire verso un maestoso castello veneziano, scrigno di tanti tesori di cui molti sono stati trasferiti in Italia, altri sono rimasti in Albania, come la “Dea di Butrinto” conservata nel Museo Archeologico di Tirana.

Butrinto, per la maestosità del suo sito archeologico e per la ricchezza storica in esso racchiusa, è prova tangibile della compenetrazione e della sovrapposizione delle differenti civiltà che, nel corso della storia, si sono succedute in Albania.

La cittadina è raggiungibile via strada dalla città di Saranda, che si trova proprio di fronte a Corfù cui è collegata tramite aliscafo o traghetto.

Per questo motivo Butrinto è attualmente un’attrazione turistica molto frequentata da coloro che passano le vacanze nella vicina isola greca.

I Nuraghi di Barumini, in Sardegna il villaggio di Nuraxi dove sembra essersi fermato il tempo.

La Sardegna è terra di storia, di tradizioni radicate, di mistero legato alle popolazioni primitive che l’abitavano e che hanno lasciato testimonianza tangibile di sé e della loro cultura.

È il caso dei nuraghi, simbolo della Sardegna di ieri e di oggi, che ne rappresentano la massima espressione architettonica.

Durante il XX secolo una delle scoperte di nuraghi più clamorosa fu quella nel comune di Barumini, nella regione storica della Marmilla, dove sorge appunto il complesso nuragico più imponente della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 1997.

Su Noraxi rappresenta infatti l’esempio meglio conservato di nuraghe, testimonianza tangibile e significativa dell’insediamento umano in epoca preistorica nel bacino del Mediterraneo.

Si tratta di torri difensive a forma di tronco di cono realizzate sovrapponendo grossi macigni a secco e attrezzati all’interno con piccole stanze.

I maggiori interventi espansivi dei nuraghi di Barumini risalgono all’inizio dell’Età del Ferro (X e VIII secolo a.C.), periodo che coincide con le invasioni cartaginesi dell’isola.

Nella sua fase più evoluta, il nuraghe si trasforma in un villaggio fortificato, al cui interno trova spazio la residenza del capo tribù, colui che offre la propria protezione al borgo limitrofo.

Durante il VII secolo a.C. Su Nuraxi viene devastato dai Cartaginesi ma, nonostante ciò, il suo insediamento è conservato e le abitazioni ricostruite.

Il sito, come gli studi archeologici hanno dimostrato, è stato abitato fino al III secolo d.C. e oggi conserva il fascino di un luogo misterioso, che sembra essersi fermato nel tempo, prova tangibile e storicamente importante per ricostruire la cultura delle civiltà primitive presenti in Sardegna.

Il complesso archeologico è sempre una preziosa meta del turismo, luogo ideale per tutti coloro che amano esplorare e desiderano vivere in maniera totale le suggestioni dell’entroterra sardo, con la sua cultura radicata e unica.

In Bulgaria l’arte e la cultura slava racchiuse nel Monastero di Rila

Dichiarato nel 1983 Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, il Monastero di Rila rappresenta per la Bulgaria molto più che un semplice monumento, avendo rappresentato nel corso dei secoli l’identità del suo popolo di fronte a ogni tentativo di dominazione, e avendo diffuso e valorizzato la cultura slava in ogni circostanza.

Si tratta di un complesso d’arte in cui architettura e pittura si integrano in un insieme armonico, e che si colloca nella parte occidentale del Paese, a circa 100 chilometri a sud di Sofia.

Il Monastero di Rila è senza ombra di dubbio il più noto della nazione, immerso in un paesaggio montuoso attraversato dai fiumi Rila e Drusljavica.

La Storia del Monastero di Rila

La sua storia narra che fu fondato nel X secolo da San Giovanni di Rila, e che nel XIII secolo la costruzione originaria venne distrutta da un incendio, per cui il monastero venne ricostruito a qualche chilometro di distanza, lasciando nella zona primitiva solo la caverna dell’eremita.

Il nuovo monastero fu ultimato solo nel XIV secolo, ma è stato vittima di ulteriori altri incendi che ne logorarono l’aspetto. Tornò ai massimi splendori durante i secoli XVIII e XIX, rappresentando un vivace centro dei movimenti artistici e culturali bulgari.

Le caratteristiche architettoniche

La sua struttura, così come la si può ammirare oggi, lo rende più simile a una fortezza che a un monastero vero e proprio, in quanto l’aspetto è caratterizzato da alte mura di cinta e numerose feritoie.

Dal punto di vista prettamente artistico, la cattedrale è un tipico esempio di decorativismo dell’arte orientale. Intorno a essa si estendono gli edifici monastici, che includono trecento celle, sulle cui pareti è riportato il tipico disegno bianco e rosso che ne caratterizza la facciata e gli archi.

Il tesoro culturale

Molto ricco il tesoro culturale racchiuso in questo complesso: centinaia di icone, lettere di Ivan il Terribile e dei Romanov, libri e oggetti dell’antichità, maestosi e coloratissimi affreschi. Tutto ciò rende il sito punto di interesse del turismo mondiale.

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Vacanze in Italia: il Centro Storico di Siena.

Per chi ama i viaggi cultuali, Siena è una meta perfetta per una vacanza in Italia. Fondata dagli Etruschi e poi colonia romana, Siena è universalmente apprezzata per i suoi monumenti storici e per la bellezza di un paesaggio ridente e fertile.

Immersa tra le colline del Chianti e le valli dei fiumi che la circondano, la città conserva magnificamente un arredo urbano in stile medievale.

Un eccezionale esempio di città che ha saputo conservare nei secoli le proprie caratteristiche originarie.

Piazza del campo a Siena

Per la sua bellezza, il centro storico è parte dal 1995 dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Il cuore di Siena è Piazza del Campo, di forma semicircolare, nella quale confluiscono le tre antiche strade che attraversavano la città e verso la quale degradano le colline sulle quali si estende l’abitato.

Sulla parte inferiore della piazza si affaccia il Palazzo Pubblico o Comunale con la Torre del Mangia, superbo esempio di architettura gotica civile, per secoli sede del massimo potere cittadino.

Ai piedi della torre troviamo la Cappella di Piazza, ovvero il tabernacolo marmoreo che sporge rispetto alla superficie complessiva, edificata nel 1352 per ringraziare la Madonna di aver risparmiato la città dalla peste nera. Ulteriore elemento artistico della piazza è Fonte Gaia, fontana monumentale inaugurata nel 1346.

Chi deciderà di effettuare una vacanza culturale in Italia in una città come Siena, avrà la possibilità di osservare ed apprezzare un ricco patrimonio artistico che rispecchia alla perfezione lo splendore che la caratterizzò durante l’epoca medievale e quella rinascimentale.

I Monumenti religiosi

Tra i monumenti religiosi più importanti della città c’è il Duomo, magnifico esempio di romanico-gotico italiano, con la sua facciata in marmo bianco ricca di decorazioni scultoree; il Battistero di San Giovanni, iniziato nel 1317, le cui volte sono magnificamente affrescate con un ciclo religioso tra i migliori del Quattrocento toscano; la Chiesa della Santissima Annunziata in stile rinascimentale-barocco, di fronte alla cattedrale, parte del complesso dell’antico Spedale di Santa Maria della Scala; la Basilica di San Francesco, in stile gotico.

Il Palio di Siena

Tanti e ben conservati i palazzi signorili presenti a Siena, che ne conferiscono un aspetto complessivo aristocratico, ordinato ed elegante. La città è inoltre conosciuta in tutto il mondo per il suo Palio, una tradizione che si affermò durante il XVI secolo e che tutt’oggi rappresenta attrazione per turisti e curiosi che accorrono in Piazza del Campo.

Un week end a Tivoli: Villa Adriana e Villa d’Este.

Alle pendici dei Monti Tiburtini, immersa nella campagna romana, troviamo la panoramica città di Tivoli, meta ideale per una passeggiata fuori porta a Pasqua,a poca distanza da Roma.

Di antichissima fondazione, la città laziale (antica Tibur latina) vanta un patrimonio storico e architettonico di notevole interesse e rara bellezza, tanto da vantare due siti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità decretati dall’UNESCO per il valore a essi collegato.

Si tratta di Villa Adriana (dichiarata nel 1999) e di Villa d’Este (nel 2001), luoghi da non perdere quando si visita la città.

Villa Adriana a Tivoli

La prima è stata voluta dall’imperatore Adriano, edificata nella prima metà del II secolo a pochi chilometri dalla vecchia città di Tibur. Sotto la denominazione di “Villa Adriana” si nasconde in realtà un complesso molto grande di edifici che copre un’area totale di circa 120 ettari.

Tra i palazzi che la compongono si possono ammirare il complesso del Pecile, vasta piazza con colonne di forma quadrangolare ricostruzione della Stoà Pecile dell’Agorà di Atene; il Cànopo, struttura che rievoca un braccio del Nilo che congiungeva le città di Cànopo e Alessandria d’Egitto; il Teatro marittimo, tra le prime costruzioni del complesso, forse a rappresentare una parte privata dell’imperatore; le Terme, divise in due diversi stabilimenti di differenti dimensioni (per cui piccole e grandi terme).

La Villa resta un patrimonio storico molto importante, immagine esemplare della capacità degli antichi Romani nell’edificare strutture articolate e comprensive di comfort e soluzioni per ogni necessità.

Villa d’Este a Tivoli

Di altra epoca, ma ugualmente affascinante e meritevole di visita, è Villa d’Este, emblematica espressione del Rinascimento italiano. Voluta dal cardinale Ippolito II d’Este, figlio di Lucrezia Borgia e di Alfonso I, la struttura è stata edificata su un antico sito sede di una villa romana.

E’ soprattutto conosciuta per le meraviglie artistiche che racchiude, in modo particolare per i giochi d’acqua delle sue numerose fontane. Molto suggestivo, soprattutto di notte, il viale delle Cento fontane, scelto come scenografia per numerose pellicole.

La villa presenta interni molto ricchi e decorati da un nutrito gruppo di artisti e un giardino incantevole frutto del genio creativo di Pirro Ligorio, che si sviluppa tra pendii e terrazze.

Il primo terrazzamento che si incontra scendendo dalla scalinata del doppio Loggiato è il Vialone, delimitato dalla Gran Loggia, un luogo molto panoramico dal quale poter ammirare la florida campagna tiburtina in tutta tranquillità.

Oltre a questi due maggiori siti storico-artistici, chi si reca a Tivoli può far visita a numerosi altri luoghi di notevole interesse.

Il parco Villa Gregoriana, ad esempio, dominato da due templi risalenti al III-II secolo a.C., ricco di scorci panoramici, grotte ed elementi che ne attribuiscono un alto valore ambientale oltre che storico.

Il territorio appartenente alla città e i suoi dintorni sono inoltre ricchi di numerose ville romane, templi antichi e chiese di grande importanza, rendendo l’intera area un naturale prolungamento dell’eterno fascino della confinante Roma.

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Una Vacanza a Malta, scopri cosa visitare.

Frutto di una straordinaria contaminazione culturale e linguistica, Malta rappresenta una destinazione di viaggio ideale in diversi periodi dell’anno, con il suo clima mite anche durante la stagione fredda.

Spesso scelta dagli studenti come meta per studiarvi la lingua inglese, Malta va oltre i soliti cliché e si presenta al turismo in tutto il suo splendore fatto di natura, storia, gastronomia.

Questo bell’arcipelago del Mediterraneo, a soli 80 chilometri dalla Sicilia, ha subìto nel corso del tempo, proprio per la sua collocazione geografica, numerosi avvicendamenti di popolazioni.

Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, e ancora Arabi, Normanni, Aragonesi, per chiudere con il Francesi prima e gli Inglesi dopo, che ne hanno lasciato tra l’altro la lingua ufficiale insieme al maltese.

L’economia del Paese di basa per la maggior parte sul turismo internazionale, presente durante tutto l’arco dell’anno sia per attività di svago, soprattutto in estate, sia per quelle a carattere culturale.

I Siti UNESCO di Malta

Sono qui infatti presenti ben tre siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la città La Valletta, i Templi Megalitici e l’Ipogeo di Hal Saflieni, siti di indubbio fascino da visitare durante un viaggio a Malta.

La città di La Valletta, capitale del Paese, nominata Capitale Europea della Cultura del 2018, fa parte della lista dei patrimoni dal 1980 per la bellezza e l’importanza storica dei suoi edifici.

Chi si trova nella città sicuramente non potrà evitare una visita alla cinquecentesca Concattedrale di San Giovanni, voluta dei cavalieri maltesi, al Palazzo del Grande Maestro, con la bellissima Sala degli Arazzi, al Forte di Sant’Elmo e al Museo delle Belle Arti.

Gozo Malta

Sulle isole di Malta e di Gozo, ancora, si trovano i Templi megalitici, riconosciuti Patrimonio dell’Umanità nel 1992.

Si tratta di sette strutture ben conservate e ricche di suggestione, risalenti al 2800 a.C. circa, il maggiore sito archeologico dell’arcipelago.

Altra famosa attrazione turistica maltese è l’Ipogeo di Hal Saflieni, dal 1980 bene protetto dall’UNESCO, unico tempio preistorico sotterraneo al mondo, per visitare il quale occorre preventiva prenotazione dato il ridotto numero di ingressi effettuati quotidianamente.

Siti Unesco in Italia: Pompei, Ercolano e Torre Annunziata

Nella provincia di Napoli sorge una delle più complete testimonianze di società risalenti all’epoca romana, un’area colpita nel 62 d.C. da un disastroso terremoto e nel 79 d.C. da una tremenda eruzione del Vesuvio che sotterrò, sotto uno spesso strato di cenere vulcanica e di fango, le città di Pompei e di Ercolano oltre a numerose ville romane che sorgevano nei dintorni.

Ciò che è stato rinvenuto in seguito agli scavi archeologici ha riportato alla luce le impressionanti vestigia di quelle città, divenute nel 1997, per il loro prezioso valore storico e artistico, Patrimonio dell’Umanità protetto dall’UNESCO.

Per quanto riguarda la città di Pompei, i primi lavori di scavo hanno preso l’avvio nel 1748, facendo emergere il foro principale e importanti edifici pubblici come il Tempio di Apollo, il Tempio di Giove, le terme, la Basilica, i teatri. Molto interessante constatare il buon mantenimento delle strade, fiancheggiate da edifici adibiti a funzioni sociali o da abitazioni private, a partire dalle ville più sfarzose fino a quelle più semplici.

Il più straordinario esempio di abitazione pompeiana è la Villa dei Misteri, che prende il nome dai suoi affreschi che raffigurano i riti iniziatici del culto di Dioniso. Il sito archeologico di Pompei è ancora oggi tra i primi in Italia per numero di visitatori, attratti dalla maestosità dei suoi spazi e dal fascino immortale che nemmeno catastrofi naturali sono riuscite a scalfire.

Al 1738 risalgono invece gli scavi del sito romano di Ercolano, promossi dai Borbone, che hanno riportato maggiori difficoltà dato il duro banco tufaceo che lo copriva, la cui altezza raggiungeva anche i dieci metri. Inoltre una buona parte della città antica oggi è coperta dalla nuova Ercolano. Motivi per i quali solo sette ‘insulae’ sono visibili, ma ben conservate sotto lo strato di lava vulcanica.

Molto belle la Casa del Bicentenario e la Casa dei Cervi, mentre destano una piacevole curiosità le buone condizioni di conservazione di sculture, oggetti di uso quotidiano e mosaici, molti dei quali conservati pressoché intatti nonostante tutto.

Oltre ai noti siti archeologici di Pompei ed Ercolano, l’UNESCO ha voluto includere nella lista dei Patrimoni dell’Umanità anche gli scavi di Oplontis, zona suburbana pompeiana anch’essa seppellita dall’eruzione e oggi nel centro della città di Torre Annunziata.

Di grande fascino la Villa attribuita alla famiglia di Poppea, che vanta notevoli esempi di pitture parietali al suo interno.

Leggi anche: Come entrare Gratis agli scavi di Pompei

Genova, le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli, Patrimonio dell’Umanità.

Nel cuore della Liguria, su una fascia costiera di indiscusso fascino, la città di Genova offre ai visitatori innumerevoli spunti per trascorrere un soggiorno tra natura lussureggiante, bellezze artistiche e cultura marinara ancora fortemente radicata.

Il capoluogo ligure, con i suoi fantastici dintorni, è infatti un affermato polo turistico, anche grazie al suo porto tra i più importanti d’Italia simboleggiato dalla Torre della Lanterna, il faro portuale simbolo della città.

Da questo scalo quotidianamente di assiste al continuo via vai di navi da crociera e imbarcazioni di vario genere tra cui quelle per il trasporto merci, a rappresentare oggi come in passato uno degli elementi di maggiore ricchezza economica per l’intera area.

Ma Genova è anche notoriamente apprezzata per la ricchezza del suo centro storico che non a caso, nell’area delle cosiddette Strade Nuove e dei Palazzi dei Rolli, è stato dichiarato nel 2006 Patrimonio mondiale dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

I Palazzi dei Rolli

Il tratto interessato dalla denominazione è racchiuso tra via Garibaldi, via Balbi e via Cairoli e include numerosi palazzi signorili denominati “dei Rolli” (dalla parola “rotoli”, ovvero le liste degli alloggiamenti pubblici di Genova che nel corso del Cinquecento indicavano tutte le dimore nobiliari più esclusive tra cui si sorteggiava per fornire ospitalità ai personaggi di spicco in visita nella città).

Si tratta di veri e propri scrigni preziosi che racchiudono un valore storico e artistico senza tempo. Dei 114 palazzi appartenenti ai “rolli” genovesi, 42 sono stati inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità.

La maggior parte di essi si trova su via Garibaldi (come Palazzo Pallavicini-Cambiaso, Palazzo Doria-Tursi, Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, Palazzo Cattaneo-Adorno) e via Balbi (tra cui ricordiamo su tutti il seicentesco Palazzo Reale, uno degli edifici storici di maggiore prestigio della città, oggi sede museale con annessi giardino e pinacoteca).

La maggior parte dei palazzi ha conservato intatta la propria struttura originaria, definendo in maniera marcata l’assetto urbano del centro storico. Essi sono in molti casi visitabili in quanto sedi di istituzioni pubbliche o di musei.

La cinquecentesca via Garibaldi, in particolare, è la manifestazione più evidente dell’eleganza e della raffinatezza dell’architettura rinascimentale ligure, ma tutta la città regala al turista scorci pittoreschi e bellezze di indiscusso fascino. Come i caratteristici “caruggi”, che in ligure indicano i vicoli stretti e gli angusti portici caratterizzanti l’aspetto generale di città e piccoli borghi marinari della regione.

Tra gli altri luoghi simbolo di Genova la gotica Cattedrale di San Lorenzo, il duecentesco Palazzo Ducale, distrutto e ricostruito nel 1700 oggi sede museale, l’antico borgo marinaro di Boccadasse, attrazione turistica di spicco per respirare un’atmosfera di tempi lontani tra “creuze” e casette colorate affacciate sul mare, e l’Acquario, destinazione molto amata soprattutto dai più piccoli, situato a Ponte Spinola nel cinquecentesco Porto Antico della città.

Data la sua posizione centrale, da Genova è possibile intraprendere un piacevole viaggio alla scoperta della costa ligure sia verso Ponente (Varazze, Savona, Alassio, Imperia, Sanremo, Bordighera) sia verso Levante (Rapallo, Portofino, Chiavari, Sestri Levante, La Spezia con i suggestivi borghi e i paesaggi delle Cinque Terre).