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La Chiesa Santa Maria delle Grazie ed il Cenacolo di Leonardo a Milano

Secondo sito italiano in ordine temporale a essere stato incluso tra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO (nel 1980), la Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano è tra le più alte rappresentazioni del Rinascimento italiano settentrionale.

La Storia

Edificata nella seconda metà del XV secolo da Guiniforte Solari su espresso volere dell’Ordine Domenicano, fu in seguito portata a termine e ampliata dal grande architetto Donato Bramante, su committenza del duca Ludovico Sforza che voleva collocare al suo interno la tomba che avrebbe contenuto le proprie spoglie e quelle della moglie. Bramante si occupò anche della costruzione del grande refettorio.

La Chiesa dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci

Oltre a rappresentare un importante monumento architettonico italiano, ulteriore motivo di valore della Chiesa è rappresentato dal fatto che in essa è custodito uno dei capolavori del genio di Leonardo da Vinci, il “Cenacolo”, anch’esso protetto dalla designazione di “Patrimonio dell’Umanità” e custodito nell’ex refettorio.

Databile tra il 1497 e il 1498, è la più alta rappresentazione dell’Ultima Cena, dotato di una forte carica innovativa rispetto alle precedenti raffigurazioni della medesima scena.

Oltre la solita staticità, il dipinto di Leonardo infonde al contrario movimento a tutte le figure, compresa quella di Giuda, non più isolato dal resto degli apostoli fisicamente ma solo a livello emozionale, come dimostrato dall’incredulità che si legge sul suo viso e dal gesto involontario e improvviso del suo braccio appoggiato al tavolo.

Espressività nei volti e nelle mani, colori brillanti, eccezionale effetto prospettico che consente alle figure di risaltare sullo sfondo. Elementi che ne evidenziano la straordinaria unicità.

Il sito è costantemente oggetto di visite da parte di persone provenienti da tutto il mondo, punto di riferimento nell’ambito del percorso Vinciano che prende forma nel capoluogo lombardo e che consente di scoprire i capolavori artistici del periodo milanese di Leonardo.

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I Nuraghi di Barumini, in Sardegna il villaggio di Nuraxi dove sembra essersi fermato il tempo.

La Sardegna è terra di storia, di tradizioni radicate, di mistero legato alle popolazioni primitive che l’abitavano e che hanno lasciato testimonianza tangibile di sé e della loro cultura.

È il caso dei nuraghi, simbolo della Sardegna di ieri e di oggi, che ne rappresentano la massima espressione architettonica.

Durante il XX secolo una delle scoperte di nuraghi più clamorosa fu quella nel comune di Barumini, nella regione storica della Marmilla, dove sorge appunto il complesso nuragico più imponente della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 1997.

Su Noraxi rappresenta infatti l’esempio meglio conservato di nuraghe, testimonianza tangibile e significativa dell’insediamento umano in epoca preistorica nel bacino del Mediterraneo.

Si tratta di torri difensive a forma di tronco di cono realizzate sovrapponendo grossi macigni a secco e attrezzati all’interno con piccole stanze.

I maggiori interventi espansivi dei nuraghi di Barumini risalgono all’inizio dell’Età del Ferro (X e VIII secolo a.C.), periodo che coincide con le invasioni cartaginesi dell’isola.

Nella sua fase più evoluta, il nuraghe si trasforma in un villaggio fortificato, al cui interno trova spazio la residenza del capo tribù, colui che offre la propria protezione al borgo limitrofo.

Durante il VII secolo a.C. Su Nuraxi viene devastato dai Cartaginesi ma, nonostante ciò, il suo insediamento è conservato e le abitazioni ricostruite.

Il sito, come gli studi archeologici hanno dimostrato, è stato abitato fino al III secolo d.C. e oggi conserva il fascino di un luogo misterioso, che sembra essersi fermato nel tempo, prova tangibile e storicamente importante per ricostruire la cultura delle civiltà primitive presenti in Sardegna.

Il complesso archeologico è sempre una preziosa meta del turismo, luogo ideale per tutti coloro che amano esplorare e desiderano vivere in maniera totale le suggestioni dell’entroterra sardo, con la sua cultura radicata e unica.

Dalla Cattedrale alla Torre civica e Piazza Grande, cosa vedere a Modena.

Il complesso costituito dalla Cattedrale, dalla Torre Civica e dalla Piazza Grande di Modena costituisce una rilevante testimonianza della tradizione culturale del XII secolo, dove valori civici e religiosi si incrociano per dar vita a una tipica città cristiana medievale.

Nel 1997, per queste motivazioni, il sito è divenuto Patrimonio dell’Umanità ed è un bene protetto dall’UNESCO.

Situata nella pianura padana, a nord ovest di Bologna, Modena ha visto articolare la propria storia attorno a tre importanti istituzioni: il vescovado, l’abbazia benedettina di Nonantola e la dinastia dei Canossa.

La Cattedrale di Modena

E’ proprio nella celebre Piazza Grande cittadina, insieme ai suoi edifici romanici, che si assiste alla perfetta compenetrazione tra potere politico e religioso.

La prima a essere costruita è stata la Basilica che ospitava le spoglie di San Geminiano; nel 1070 sono stati costruiti la residenza del Vescovo e il Capitolo della Cattedrale. Nel 1194 edificati il Palazzo Comunale e una serie di abitazioni adibite ad attività artigianali e commerciali.

La piazza, seguendo questo sviluppo, si è mantenuta praticamente intatta fino ai nostri giorni ed è delimitata da un lato dalla fiancata della Cattedrale, dal Palazzo del Vescovo a essa legato, dal vecchio e nuovo Palazzo Comunale uniti in un corpo unico dalla Torre dell’Orologio e da una serie di portici.

La Piazza Grande di Modena

Piazza Grande rappresenta il cuore del centro storico di Modena, nel quale spicca per importanza storica e artistica la sua Cattedrale, un autentico scrigno prezioso dell’arte della scultura. Edificata dall’architetto Lanfranco nel luogo del sepolcro di San Geminiano, patrono della città, la Cattedrale è stata abbellita anche dalle opere di Wilielmo, tra il 1099 e il 1115 circa. Nella facciata principale sviluppò un imponente programma iconografico, basandosi sui canoni d’eredità romana e sulla cultura paleocristiana e medievale.

La Ghirlandina, la Torre di Modena

A fianco del duomo sorge la torre campanaria detta la Ghirlandina, alta 87 metri, che caratterizza in maniera inconfondibile il profilo della città. La sua costruzione è avvenuta in due diversi momenti. I sei ordini inferiori prima, attribuiti a Lanfranco e a Wilielmo, che ricordano il vigore e l’austerità delle strutture romane, il tamburo ottagonale e la cuspide realizzati invece tra il 1261 e il 1319 da Arrigo da Campione.

Oltre ai suoi siti patrimonio dell’umanità, Modena è una città vivace e ricca di attrazioni tra cui si ricordano il Museo Casa Enzo Ferrari, il fondatore dell’omonima azienda automobilistica, e il Museo della Figurina, frutto dall’appassionata opera collezionistica di Giuseppe Panini.

Eccellente la cucina, con specialità tutte emiliane che vanno dell’eccellente aceto balsamico di Modena ai prosciutti, dai tortellini a un buon bicchiere di lambrusco.

Siti Unesco in Lombardia: cosa vedere a Mantova e Sabbioneta.

Nella parte sud-orientale della Lombardia, al confine con le regioni Veneto ed Emilia Romagna, si estende la città di Mantova che, insieme a Sabbioneta, rappresenta un importante luogo di interesse turistico anche a ragione del riconoscimento di “Patrimoni dell’Umanità” assegnato nel 2008 dall’UNESCO.

Le due città lombarde sono state infatti inserite nella lista dei siti da proteggere quali testimonianze eccezionali di realizzazione urbana, artistica e architettonica rinascimentale, esempi emblematici rispettivamente di progettazione evolutiva e progettazione fondativa.

Esse hanno preservato fino ai nostri giorni le caratteristiche del loro tessuto urbano e custodiscono al loro interno diversi tesori artistici che hanno rappresentato nel tempo fondamentali oggetti per la ricostruzione storica e per una maggiore conoscenza della cultura europea.

Cosa visitare a Mantova

Iniziando dal capoluogo dell’omonima provincia, Mantova si sviluppa in un territorio molto florido, caratterizzato dalla presenza di fiumi e laghi.

Questi ultimi vengono spesso scelti dai visitatori per percorsi in navigazione, poiché in questo modo è possibile ammirare la città dall’acqua in un’oasi naturale che lascia stupefatti per la sua bellezza.

La città ha origini antiche, abitata prima dagli Etruschi, poi dai Celti e dai Romani. Dal 1000 dominata dai Canossa, due secoli dopo dai Bonacolsi, ma coloro che hanno lasciato l’impronta più tangibile sono stati senza dubbio i Gonzaga, attivi per circa quattro secoli. E’ questo il periodo più florido per la città, che vede alternarsi artisti e architetti del calibro di Leon Battista Alberti, Giulio Romano, Pisaniello e Andrea Mantegna.

Tra i maggiori luoghi religiosi di interesse turistico legati ai loro nomi la Cattedrale di San Pietro (Duomo di Mantova) ristrutturata dal Romano nel 1545 ispirandosi alle basiliche paleocristiane; la Basilica di Sant’Andrea, progettata dall’Alberti, ed edificata nel 1472, che conserva il monumento funebre di Andrea Mantegna; la Chiesa di San Sebastiano anch’essa progettata dall’Alberti.

Mentre la chiesa più antica della città è la Rotonda di San Lorenzo, risalente al XI secolo, situata nella bellissima Piazza delle Erbe che include anche la Torre dell’Orologio Astronomico e splendidi palazzi come Palazzo del Podestà, Casa del Mercante e Palazzo della Ragione.

Tra i più importanti edifici a carattere storico di Mantova troviamo il Palazzo Ducale, che include anche la cinquecentesca Basilica Palatina di Santa Barbara. Oggi polo museale, il Palazzo risale al XIII secolo ed è stato residenza ufficiale prima dei Bonacolsi e poi dei Gonzaga.

Altre dimore storiche rilevanti sono Palazzo Te, in cui vengono organizzate mostre d’arte e d’architettura, Palazzo di San Sebastiano, sede dell’omonimo museo, Palazzo Bonacolsi, duecentesco, situato di fronte al Palazzo Ducale, la Casa del pittore Mantegna e la Casa del Rigoletto, la celebre opera di Giuseppe Verdi.

Cosa vedere a Sabbioneta

Il Palazzo Ducale di Sabbioneta

Chi visita Mantova può approfittare per recarsi anche nella vicina Sabbioneta, procedendo in direzione sud-ovest verso Parma. La città deve la sua origine e la sua popolarità alla figura di Vespasiano Gonzaga Colonna a metà Cinquecento ed è manifestazione di come debba essere progettata una città ideale applicando le teorie rinascimentali.

Sono diversi i luoghi da visitare nella città.

Tra questi Palazzo Ducale, il Teatro Olimpico, la Galleria degli Antichi, Palazzo Giardino e ancora la Chiesa dell’Incoronata (1590), che custodisce il mausoleo dedicato a Vespasiano Gonzaga Colonna.

Un week end sull’ Etna, escursione mozzafiato alle porte di Catania.

Forse non tutti sanno che uno dei simboli per eccellenza della Sicilia, il maestoso Monte Etna, è un sito naturale Patrimonio dell’Umanità. Nel 2013, infatti, la commissione UNESCO ne ha decretato l’iscrizione nella prestigiosa World Heritage List definito come uno dei vulcani “più emblematici e attivi al mondo”.

Si tratta infatti del più rilevante vulcano in attività europeo da almeno 2700 anni, protagonista di una delle storie di vulcanismo documentato più longeve mai esistite. La rilevanza a livello scientifico è notevole, rappresentando una meta fondamentale per la ricerca.

L’Etna, formatosi nel corso delle ere con un processo di costruzione e distruzione cominciato circa 570mila anni fa, continua infatti a influenzare gli studi sulla geofisica e sulla vulcanologia, portando con sé valori culturali di universale importanza. Ma non solo.

L’Etna è anche dal punto di vista prettamente turistico un’attrazione che riserva incantevoli sorprese. Sorge sulla costa orientale della Sicilia nel territorio della provincia di Catania e poco distante dallo stretto di Messina.

La zona nominata dall’Unesco patrimonio mondiale fa parte del Parco dell’Etna creato nel 1987. Il parco e lo stesso vulcano sono  visitabili grazie a numerosi sentieri naturalistici, aperti a ricercatori e agli addetti ai lavori ma anche a curiosi e turisti provenienti da tutto il mondo.

L’Etna infatti rappresenta una destinazione interessante anche per i turisti che hanno un motivo in più per visitare la Sicilia e la meravigliosa provincia di Catania.

Il maestoso vulcano presenta numerose bocche collocate a diverse altitudini, prodotte dalle varie eruzioni nel corso del tempo, dove è possibile accedere ed effettuare le proprie escursioni.

Dall’alto dei suoi 3300 metri di altitudine si gode un panorama mozzafiato sulla Sicilia.

Una veduta dell’Etna con la Neve

Superando i 1000 metri, durante la stagione invernale è costantemente presente la neve che dura quasi fino all’arrivo dell’estate. Sono infatti presenti sul monte due stazioni sciistiche la cui particolarità risiede nel fatto di poter sciare con il mare sottostante.

Per gli amanti della natura e del relax, molto interessanti le aree collocate sulle pendici comprese nell’omonimo parco naturale.

Soprattutto per i più sportivi e per gli avventurosi, altri luoghi di notevole interesse sono la Grotta del Gelo, ampia cavità vulcanica in cui trova spazio un perenne ghiacciaio, le Grotte dell’Alcantara, scaturite dalla costante erosione delle acque fredde dell’omonimo fiume, oppure la Valle del Bove, una grande depressione le cui pareti (che raggiungono i 1000 metri) sono incise da profondi canyon.

L’Etna si attesta dunque quale una delle tappe naturalistiche fondamentali per chi decide di visitare la Sicilia durante tutte le fasi dell’anno. Nei suoi dintorni è inoltre possibile trovare altre destinazioni meravigliose.

A partire dalle città di Catania e di Taormina, fino ad altri non troppo distanti siti Patrimonio dell’Umanità: Piazza Armerina con la sua Villa romana del Casale, le città tardo-barocco della Val di Noto oppure Siracusa con la necropoli di Pantalica.

I Monumenti Paleocristiani di Ravenna, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Capitale mondiale del mosaico, tra i centri storici più rinomati della Romagna, Ravenna richiama visitatori da ogni parte del mondo, rapiti dalla storia che ne ha caratterizzato l’aspetto, punto di incontro perfetto tra la civiltà occidentale classica e quella orientale di Costantinopoli.

A ragione di ciò, unica nel suo stile, i suoi monumenti paleocristiani fin dal 1996 fanno parte della lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO, preziosa rappresentazione della fioritura artistica sviluppatasi a Costantinopoli dal IV secolo.

Capitale dell’Impero Romano, del Regno dei Goti e dell’Esarcato Bizantino, Ravenna conserva un corredo artistico e architettonico davvero importante, caratterizzato nella quasi totalità dalla ricorrente presenza di esclusivi mosaici.

Il maggiore monumento cittadino può essere considerato la Chiesa di San Vitale, consacrata nel 547, capolavoro dell’arte paleocristiana e bizantina. Poco lontano sorge il Mausoleo di Galla Placidia i cui mosaici sono tra i più antichi di Ravenna, di soggetto cristiano, sui quali si riflette la luce che penetra attraverso pannelli di alabastro.

Impossibile non ammirare il duomo, fondato nel V secolo con il nome di Basilica Ursiana e modificato successivamente con elementi barocchi. Anche il Battistero Neoniano risale al V secolo, con la sua splendida cupola ornata da stucchi e sfavillanti mosaici che convergono nel medaglione che raffigura il battesimo di Gesù.

Simile nella struttura è il Battistero degli Ariani, edificato durante la dominazione di Teodorico e divenuto in seguito oratorio dedicato alla Vergine Maria.

Chi parte alla volta di Ravenna non può evitare di visitare la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, fatta costruire anch’essa dal re Teodorico all’inizio del VI secolo, che custodisce al suo interno il maggiore ciclo musivo finora conosciuto.

Un’altra importante testimonianza dell’architettura tipica di Ravenna è la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, consacrata nel 549, che rappresenta la continuità della cultura latina nonostante la dominazione di Costantinopoli.

Tra i monumenti ravennati facenti parte del Patrimonio dell’Umanità c’è ancora il Mausoleo di Teodorico (520 circa), unico esempio di tomba di un re barbarico ben conservata fino ai nostri giorni.

Week end in Piemonte: Viaggio tra Monferrato, Langhe e Roero.

In Italia c’è anche un paesaggio vitivinicolo al quale viene riconosciuto un tale eccezionale valore da essere inserito nella lista italiana dei Patrimoni dell’Umanità stilata dall’UNESCO.

Stiamo parlando di quello piemontese di Langhe-Roero e Monferrato (inserito nel 2014 nella World Heritage List) testimonianza eccezionale della lunga tradizione della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione e di un contesto sociale ed economico di successo basato sulla cultura del vino.

Che cosa vedere tra Langhe, Roero e Monferrato.

Il paesaggio selezionato include sei componenti: il Castello di Grinzane Cavour, la Langa del Barolo, le Colline del Barbaresco, Canelli e l’Asti spumante, Nizza Monferrato e la Barbera e Monferrato degli Infernòt.

Il sito si estende lungo un paesaggio collinare fatto di vigneti immensi, castelli medievali e piccoli villaggi tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo, per un’estensione di oltre 10.000 ettari.

Un itinerario immancabile, se stai pianificando un week end in Piemonte, che ti permetterà di andare alla scoperta di uno dei più suggestivi borghi italiani.

Questi luoghi rappresentano infatti una destinazione perfetta per tutti i cultori della cultura enologica ma anche per un turismo naturalistico alla scoperta di un territorio italiano d’eccellenza.

Castello di Grinzane Cavour

Il Castello di Grinzane Cavour è un’imponente fortificazione che si trova nell’omonimo comune in provincia di Cuneo. Dimora storica di Camillo Benso Conte di Cavour, in cui curò alcune sperimentazioni per il miglioramento delle tecniche di produzione dei rossi, la struttura ospita oggi la prima Enoteca Regionale del Piemonte e uno dei più importanti musei etnografici di tradizione vitivinicola regionale.

Langa del Barolo

La Langa del Barolo è un’area predisposta alla coltivazione del vitigno Nebbiolo, da cui si ottiene il prestigioso vino barolo. Qui è possibile unire al piacere di una cultura vitivinicola apprezzata a livello internazionale la bellezza di borghi medievali come Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba.

Colline del Barbaresco

Poi ci sono le Colline del Barbaresco, quell’area del cuneese in cui si produce l’omonimo vino DOCG prodotto da uve di Nebbiolo. La zona include i bei borghi di Barbaresco, con la sua torre a strapiombo sul fiume Tanaro, e di Neive, con un centro storico di impianto medievale davvero suggestivo ed elegante.

L’area del Canelli e dell’Asti spumante

Nella provincia di Asti troviamo l’area denominata Canelli e l’Asti spumante, coltivata in modo particolare a Moscato Bianco, dal quale vitigno di ottiene il premiatissimo vino spumante aromatico Asti.

La città di Canelli è conosciuta soprattutto per le sue cantine sotterranee (“cattedrali sotterranee”) predisposte all’invecchiamento dei suoi vini.

Poco distante si trova il comune di Calosso, immerso in un paesaggio collinare fatto di vigneti, interessante per chi ama esplorare il territorio e i suoi piccoli borghi.

Di particolare fascino i “crotin” che lo caratterizzano, ovvero le antiche cantine scavate nel tufo che accolgono i visitatori nella tradizionale “Fiera del Rapulè” dell’autunno astigiano.

L’area di Nizza Monferrato e della DOCG Barbera

Altra area è quella di Nizza Monferrato e della DOCG Barbera. Qui, oltre a magnifici paesaggi, è possibile ammirare il Museo Bersano, testimonianza della cultura del vino, e la medievale città di Nizza Monferrato, ritenuta il cuore pulsante della Barbera.

Monferrato degli Infernòt

Infine si giunge al Monferrato degli Infernòt, scavati una specifica formazione geologica presente nel Basso Monferrato. Questi caratteristici luoghi conservano tesori di storia vitivinicola, utilizzati per la conservazione domestica delle bottiglie ma anche per quella delle maggiori aziende agricole della zona.

Un’area che, nella sua totalità, rappresenta un’idea di viaggio che unisce alla perfezione storia, arte, cultura popolare ed eccellente enogastronomia.

Vacanze in Campania: Paestum, Velia e Certosa di Padula

I diversi siti archeologici e gli insediamenti che vanno dalla costa all’entroterra sono testimonianza tangibile non solo della rilevanza culturale dell’area ma anche dell’evoluzione umana dall’epoca preistorica fino al Medioevo.

Già dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO nel 1997, il Parco Naturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è stato insignito nel 1998 anche del riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità, insieme alle aree archeologiche di Paestum e di Velia e alla Certosa di Padula.

Il grande Parco, che si estende complessivamente su una superficie di circa 200.000 ettari, racchiude numerosi tesori naturalistici, artistici e storici che rendono l’intera area uno dei luoghi più ricchi di siti turistici di tutto il meridione.

Terra di scambio culturale tra la Magna Grecia e l’Etruria, il Cilento custodisce le vestigia di due importantissime città dell’antichità, Paestum e Velia.

Dalle bellezze paesaggistiche marine di Castellabate, Centola e Marina di Camerota fino alle rovine delle aree archeologiche di Paestum-Capaccio e Elea-Velia ad Ascea e al fascino medievale della Certosa di Padula, tesori preziosi da scoprire.

Chi progetta le proprie Vacanze in Campania nel Cilento, ama arte,cultura e natura. Paestum, Velia e Certosa di Padula meritano una visita turistica.

I templi di Paestum

Approfondendo il discorso sull’aspetto più storico di quest’area campana, ricordiamo l’antica Poseidonia (Paestum), fondata dai Greci intorno al 650 a.C. lì dove sorgeva un precedente insediamento denominato Phistu.

I templi di Paestum

Le mura, il foro romano e i tre templi ellenistici rappresentano gli elementi di maggiore spicco dei suoi scavi archeologici. Questi ultimi sono la dimostrazione di come lo stile dorico abbia trovato in Campania una delle sue maggiori espressioni artistiche.

I templi che si possono ammirare sono quello di Hera, noto come “Basilica”, il più antico, che risale al VI secolo a.C., quello di Nettuno (450 a.C.), il maggiore e meglio conservato, e quello di Cerere (510 a.C.), restaurato dai romani e poi adibito a chiesa bizantina.

Chi visita Paestum troverà interessante approfondirne la storia e gli aspetti archeologici nel Museo Archeologico Nazionale, che raccoglie testimonianze pittoriche, tra cui la cosiddetta “tomba del tuffatore”, esclusivo esempio di pittura greca di età classica e della Magna Grecia, i cicli metopali che decoravano il Tempio di Hera, e ancora vasi, armi, lastre tombali affrescate e numerosi altri reperti.

Gli Scavi di Velia

Gli Scavi di Velia

Altra “polis” della Magna Grecia è Elea-Velia, fondata dai coloni greci nel 540 a.C., divenuta rapidamente uno dei centri più influenti del mondo antico.

Tra le motivazioni che rendono la città patrimonio dell’umanità troviamo la Scuola Eleatica, fondata da Senofane di Colofone e che ebbe tra i suoi allievi Parmenide e Zenone. Qui è ancora possibile osservare i resti delle imponenti mura in pietra, tra cui la rilevante Porta Rosa (350 a.C.), il più antico esempio di architettura greca con arco a tutto sesto. Nell’acropoli inoltre si trovano ancora costruzioni civili ellenistiche e le fondamenta di un tempio.

La Certosa di San Lorenzo a Padula

Certosa di Padula

Un viaggio nel Cilento storico non può terminare senza averne evidenziato le tracce medievali, rinvenibili in particolare nella maestosa Certosa di San Lorenzo a Padula. La sua costruzione, iniziata nel 1306, si è protratta nei secoli fino alla fine del Settecento, rendendo la struttura complessa e articolata a livello stilistico.

Oggi la Certosa ospita al suo interno il Museo Archeologico Provinciale della Lucania Occidentale, scrigno di preziose collezioni di reperti provenienti dagli scavi di Padula e di Sala Consilina.

Vacanze in Italia: il Centro Storico di Siena.

Per chi ama i viaggi cultuali, Siena è una meta perfetta per una vacanza in Italia. Fondata dagli Etruschi e poi colonia romana, Siena è universalmente apprezzata per i suoi monumenti storici e per la bellezza di un paesaggio ridente e fertile.

Immersa tra le colline del Chianti e le valli dei fiumi che la circondano, la città conserva magnificamente un arredo urbano in stile medievale.

Un eccezionale esempio di città che ha saputo conservare nei secoli le proprie caratteristiche originarie.

Piazza del campo a Siena

Per la sua bellezza, il centro storico è parte dal 1995 dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Il cuore di Siena è Piazza del Campo, di forma semicircolare, nella quale confluiscono le tre antiche strade che attraversavano la città e verso la quale degradano le colline sulle quali si estende l’abitato.

Sulla parte inferiore della piazza si affaccia il Palazzo Pubblico o Comunale con la Torre del Mangia, superbo esempio di architettura gotica civile, per secoli sede del massimo potere cittadino.

Ai piedi della torre troviamo la Cappella di Piazza, ovvero il tabernacolo marmoreo che sporge rispetto alla superficie complessiva, edificata nel 1352 per ringraziare la Madonna di aver risparmiato la città dalla peste nera. Ulteriore elemento artistico della piazza è Fonte Gaia, fontana monumentale inaugurata nel 1346.

Chi deciderà di effettuare una vacanza culturale in Italia in una città come Siena, avrà la possibilità di osservare ed apprezzare un ricco patrimonio artistico che rispecchia alla perfezione lo splendore che la caratterizzò durante l’epoca medievale e quella rinascimentale.

I Monumenti religiosi

Tra i monumenti religiosi più importanti della città c’è il Duomo, magnifico esempio di romanico-gotico italiano, con la sua facciata in marmo bianco ricca di decorazioni scultoree; il Battistero di San Giovanni, iniziato nel 1317, le cui volte sono magnificamente affrescate con un ciclo religioso tra i migliori del Quattrocento toscano; la Chiesa della Santissima Annunziata in stile rinascimentale-barocco, di fronte alla cattedrale, parte del complesso dell’antico Spedale di Santa Maria della Scala; la Basilica di San Francesco, in stile gotico.

Il Palio di Siena

Tanti e ben conservati i palazzi signorili presenti a Siena, che ne conferiscono un aspetto complessivo aristocratico, ordinato ed elegante. La città è inoltre conosciuta in tutto il mondo per il suo Palio, una tradizione che si affermò durante il XVI secolo e che tutt’oggi rappresenta attrazione per turisti e curiosi che accorrono in Piazza del Campo.

Un week end a Tivoli: Villa Adriana e Villa d’Este.

Alle pendici dei Monti Tiburtini, immersa nella campagna romana, troviamo la panoramica città di Tivoli, meta ideale per una passeggiata fuori porta a Pasqua,a poca distanza da Roma.

Di antichissima fondazione, la città laziale (antica Tibur latina) vanta un patrimonio storico e architettonico di notevole interesse e rara bellezza, tanto da vantare due siti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità decretati dall’UNESCO per il valore a essi collegato.

Si tratta di Villa Adriana (dichiarata nel 1999) e di Villa d’Este (nel 2001), luoghi da non perdere quando si visita la città.

Villa Adriana a Tivoli

La prima è stata voluta dall’imperatore Adriano, edificata nella prima metà del II secolo a pochi chilometri dalla vecchia città di Tibur. Sotto la denominazione di “Villa Adriana” si nasconde in realtà un complesso molto grande di edifici che copre un’area totale di circa 120 ettari.

Tra i palazzi che la compongono si possono ammirare il complesso del Pecile, vasta piazza con colonne di forma quadrangolare ricostruzione della Stoà Pecile dell’Agorà di Atene; il Cànopo, struttura che rievoca un braccio del Nilo che congiungeva le città di Cànopo e Alessandria d’Egitto; il Teatro marittimo, tra le prime costruzioni del complesso, forse a rappresentare una parte privata dell’imperatore; le Terme, divise in due diversi stabilimenti di differenti dimensioni (per cui piccole e grandi terme).

La Villa resta un patrimonio storico molto importante, immagine esemplare della capacità degli antichi Romani nell’edificare strutture articolate e comprensive di comfort e soluzioni per ogni necessità.

Villa d’Este a Tivoli

Di altra epoca, ma ugualmente affascinante e meritevole di visita, è Villa d’Este, emblematica espressione del Rinascimento italiano. Voluta dal cardinale Ippolito II d’Este, figlio di Lucrezia Borgia e di Alfonso I, la struttura è stata edificata su un antico sito sede di una villa romana.

E’ soprattutto conosciuta per le meraviglie artistiche che racchiude, in modo particolare per i giochi d’acqua delle sue numerose fontane. Molto suggestivo, soprattutto di notte, il viale delle Cento fontane, scelto come scenografia per numerose pellicole.

La villa presenta interni molto ricchi e decorati da un nutrito gruppo di artisti e un giardino incantevole frutto del genio creativo di Pirro Ligorio, che si sviluppa tra pendii e terrazze.

Il primo terrazzamento che si incontra scendendo dalla scalinata del doppio Loggiato è il Vialone, delimitato dalla Gran Loggia, un luogo molto panoramico dal quale poter ammirare la florida campagna tiburtina in tutta tranquillità.

Oltre a questi due maggiori siti storico-artistici, chi si reca a Tivoli può far visita a numerosi altri luoghi di notevole interesse.

Il parco Villa Gregoriana, ad esempio, dominato da due templi risalenti al III-II secolo a.C., ricco di scorci panoramici, grotte ed elementi che ne attribuiscono un alto valore ambientale oltre che storico.

Il territorio appartenente alla città e i suoi dintorni sono inoltre ricchi di numerose ville romane, templi antichi e chiese di grande importanza, rendendo l’intera area un naturale prolungamento dell’eterno fascino della confinante Roma.

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