Archivi tag: Siti UNESCO nel mondo

La Foresta del Parco nazionale di Bialowieza e il suo immenso patrimonio naturalistico

Ciò che rimane dell’immensa macchia verde che migliaia di anni fa copriva l’intera Europa centrale, nominata Riserva della biosfera nel 1976 e Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1979, tra le più vaste aree naturalistiche che conserva intatta la sua natura mai danneggiata dall’intervento dell’uomo: stiamo parlando della foresta di Bialowieza, al confine tra Bielorussia e Polonia.

Precisamente nella regione polacca di Bialystok e in quelle bielorusse di Brest e Grodno.

Cosa vedere nel parco di Bialowieza

L’area appartenente al territorio bielorusso include uno zoo, che ha garantito la salvezza dell’ultima popolazione di bisonte europeo, un museo, laboratori, piccoli alberghi e alcuni ristoranti.

Quella polacca comprende la grande radura composta da immensi alberi e ristoranti per fare escursioni nella natura o in sella a un cavallo. Parlando di animali, si sottolinea anche lo sforzo nel tutelare dall’estinzione il cavallo selvatico di Przewalski, ultimo rappresentante in libertà dei primitivi cavalli selvatici del ceppo euroasiatico.

Flora e fauna

L’intera area della foresta include una grande varietà di flora e di fauna, tra cui erbe, funghi, insetti di ogni specie, animali piccoli e grandi.

Sono presenti infatti oltre 200 specie di volatili e circa 60 di mammiferi. Di grande fascino le querce presenti nella distesa naturale, tra cui la quercia di Jagiello, tra le più note, e la grande Mamamuszi, la più grande con una circonferenza che supera i 6 metri.

L’area sulla quale si estende la Foresta di Bialowieza è molto vasta (1500 Km2 circa) ed è fortemente protetta da vincoli paesaggistici e tutelata per il suo enorme valore ecologico, è quindi normale essere sottoposti a restrizioni da parte delle guardie durante le visite.

Birdwatching nel parco di Bialowieza

Il periodo più adatto per ammirare da vicino questa foresta di rara bellezza è tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, accompagnati da giornate abbastanza lunghe e da un clima più mite nonostante la costante presenza di umidità, fattori che consentono una tranquilla attività di birdwatching oppure di dedicarsi alle osservazioni naturalistiche.

Il luogo più indicato per soggiornare è proprio il villaggio rurale di Bialowieza, che dispone di alcuni piccoli hotel e ostelli, raggiungibile in automobile oppure in autobus.

Butrinto, il sito archeologico più importante dell’Albania.

Dal 1992 proclamata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la città di Butrinto si trova in Albania a circa 180 km a sud di Tirana, quasi al confine con la Grecia.

Rappresenta una delle più importanti aree archeologiche del Paese, le cui rovine racchiudono al loro interno diversi secoli di storia: a partire dalla fondazione corinzia, passando per la dominazione romana, quella bizantina, l’occupazione veneziana e ancora quella ottomana.

L’importanza di Butrinto si manifesta in modo particolare nella coesistenza di tutte le rovine delle diverse civiltà che vi si sono avvicendate nel corso dei secoli, facendone per questo un sito protetto e di interesse mondiale.

La cittadina è circondata da una cinta muraria dominata da una torre romana e da un torrione veneziano.

Di grande interesse l’acropoli, il teatro e le terme con il battistero paleocristiano.

Il sito conserva infatti le rovine di numerose case private, da cui si raggiunge il teatro, ben conservato, molto vicino alle rovine del tempio dedicato a Esclulapio.

Per quanto riguarda le terme, esse sono state costruite nel IV secolo a.C. e sono vicine al battistero, edificato però qualche secolo dopo, di cui si evidenziano le pavimentazioni a mosaico di rara bellezza.

Poco lontano si può ammirare ciò che resta di un’antica basilica di origine romana, un altro sito termale e ancora una grande chiesa costruita tra il VI e il VII secolo.

Attraverso una delle porte di accesso alla cittadina, è possibile salire verso un maestoso castello veneziano, scrigno di tanti tesori di cui molti sono stati trasferiti in Italia, altri sono rimasti in Albania, come la “Dea di Butrinto” conservata nel Museo Archeologico di Tirana.

Butrinto, per la maestosità del suo sito archeologico e per la ricchezza storica in esso racchiusa, è prova tangibile della compenetrazione e della sovrapposizione delle differenti civiltà che, nel corso della storia, si sono succedute in Albania.

La cittadina è raggiungibile via strada dalla città di Saranda, che si trova proprio di fronte a Corfù cui è collegata tramite aliscafo o traghetto.

Per questo motivo Butrinto è attualmente un’attrazione turistica molto frequentata da coloro che passano le vacanze nella vicina isola greca.

Tra fotosafari ed escursioni fotografiche nei parchi nazionali e nelle riserve, la vacanza è proprio bestiale.

Uccelli, pesci, mammiferi, insetti, in volo, a nuoto o di corsa. Ad ogni latitudine, per tutte le tasche, per ogni gusto. La natura è la più grande attrazione turistica sul pianeta occasione spettacolare per fotosafari quando animali di ogni dimensione ed indole si danno periodico appuntamento nei posti più disparati del globo.

Sapere in anticipo dove e quando ci saranno le più straordinarie convention di esemplari del mondo animale, può essere un ottimo diario di viaggio.

Armati di Fotocamera, binocolo e di una buona dose di spirito di adattamento immergiti nella natura e prenota una vacanza assolutamente bestiale.

Dal meraviglioso mondo delle Farfalle a quello misterioso dei pipistrelli.

Per chi ama i colori e la magia delle farfalle consigliamo di prenotare sul far dell’autunno un soggiorno ad Angangueo, in Messico, come punto di partenza per la Riserva della farfalla monarca.

Per rimanere con il naso all’insù, questa volta, magari tappandoselo, consigliamo di recarsi in Malaysia, in Borneo, presso il parco nazionale di Gunung Mulu, patrimonio dell’UNESCO.

Qui, anche se siamo lontani dall’Ungheria, il volatile caro a Dracula, sul far della sera si da appuntamento per un lauto banchetto di insetti. I commensali sono circa tre milioni e disegnano vere e proprie scie nerastre lunghe diversi chilometri. Bungalow e ostelli ed un albergo a 5 stelle sono a disposizione dei visitatori, che dovranno anche sopportare l’odore nauseabondo di milioni di esseri che dopo aver pranzato, ovviamente smaltiscono.

Sempre nelle ore del crepuscolo nelle paludi di Westhay moor poco distante da Glanstobury, sono gli storni a dare spettacolo.

Nubi nere si muovono a velocità impressionante, lasciando senza fiato gli osservatori.

In Sud Africa, la convention annuale delle sardine.

Il regno della fauna marina è un altro spettacolo da non perdere. Qui le dimensioni contano poco.

In Sud Africa sono le sardine, tra maggio e luglio, ma senza cadenza precisa a radunarsi. Diversi milioni di pescetti zampillano e guizzano lungo la costa del Kwazulu-Natal, si consiglia di nuotarvi in mezzo per apprezzare lo spettacolo.

In Argentina, la patria delle orche e dei pinguini.

In Argentina, nei pressi della penisola di Valdes, sconsigliamo la pratica del nuoto, perché in questo caso il raduno vede protagonista l’orca.

Purtroppo, la scena è più macabra, perché questi grossi mammiferi, tra febbraio ed aprile, sfruttando come abili surfisti, le onde dell’oceano, brandiscono i cuccioli di leone marino per cibarsi e poi farsi ritrasportare in mare. Chi di loro non è pronta a rientrare rimane fatalmente arenata.
 
Lo spettacolo più ridicolo è divertente è quello dei pinguini. I piccoli “mamozietti” in smoking si ritrovano in Georgia del Sud Argentina. Ne vale la pena, non solo per lo spettacolo di questi mammiferi ciondolanti che cantano e si corteggiano.

Ushuaia, punto di partenza per la gita a caccia di pinguini è ormai una meta frequente per chi vuole avere idea della natura selvaggia ed estrema. Detiene un latro record, è la città (60 mila abitanti) più a Sud del mondo e nonostante la latitudine, ha clima mite con inverni intorno agli zero gradi ed estati freschissime.

Qui consigliamo anche una visita al museo della Fine del Mondo ed al faro di san Juan de Salvamento, narrato anche da Verne.

Chi vuole diversificare il viaggio, nei pressi di Ushuaia può anche divertirsi a sciare, a due passi dal Polo Sud.

Ritornando a parlare di animali, cambiando genere, si passa alle riunioni di mammiferi a quattro zampe da terraferma.

Fotosafari In Africa: tra coccodrilli, zebre, elefanti ecco il regno del leone.

In Africa l’appuntamento per una grande fotosafari è fissato tra maggio e luglio presso il parco nazionale del Serengeti, in Tanzania. Un milione di gnu bianchi attraversa il fiume Grumeti, tentando di farla franca dalle fauci dei coccodrilli.

Insieme agli gnu si possono scorgere zebre e altri mammiferi.

Nello Sri Lanka, il palcoscenico è tutto per i pachidermi che si tuffano in trecento nel bacino del Minneriya. Visite guidate in jeep vengono organizzate tra agosto e settembre.

Affidatevi invece alla fortuna, per assistere al banchetto acquatico degli orsi bruni d’Alaska. Tra giugno ed agosto potreste essere i vincitori dei dieci permessi vista messi in palio dalla Wildlife.

Solo dieci fortunati all’anno possono accedere allo spettacolo.

I Nuraghi di Barumini, in Sardegna il villaggio di Nuraxi dove sembra essersi fermato il tempo.

La Sardegna è terra di storia, di tradizioni radicate, di mistero legato alle popolazioni primitive che l’abitavano e che hanno lasciato testimonianza tangibile di sé e della loro cultura.

È il caso dei nuraghi, simbolo della Sardegna di ieri e di oggi, che ne rappresentano la massima espressione architettonica.

Durante il XX secolo una delle scoperte di nuraghi più clamorosa fu quella nel comune di Barumini, nella regione storica della Marmilla, dove sorge appunto il complesso nuragico più imponente della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 1997.

Su Noraxi rappresenta infatti l’esempio meglio conservato di nuraghe, testimonianza tangibile e significativa dell’insediamento umano in epoca preistorica nel bacino del Mediterraneo.

Si tratta di torri difensive a forma di tronco di cono realizzate sovrapponendo grossi macigni a secco e attrezzati all’interno con piccole stanze.

I maggiori interventi espansivi dei nuraghi di Barumini risalgono all’inizio dell’Età del Ferro (X e VIII secolo a.C.), periodo che coincide con le invasioni cartaginesi dell’isola.

Nella sua fase più evoluta, il nuraghe si trasforma in un villaggio fortificato, al cui interno trova spazio la residenza del capo tribù, colui che offre la propria protezione al borgo limitrofo.

Durante il VII secolo a.C. Su Nuraxi viene devastato dai Cartaginesi ma, nonostante ciò, il suo insediamento è conservato e le abitazioni ricostruite.

Il sito, come gli studi archeologici hanno dimostrato, è stato abitato fino al III secolo d.C. e oggi conserva il fascino di un luogo misterioso, che sembra essersi fermato nel tempo, prova tangibile e storicamente importante per ricostruire la cultura delle civiltà primitive presenti in Sardegna.

Il complesso archeologico è sempre una preziosa meta del turismo, luogo ideale per tutti coloro che amano esplorare e desiderano vivere in maniera totale le suggestioni dell’entroterra sardo, con la sua cultura radicata e unica.

In Bulgaria l’arte e la cultura slava racchiuse nel Monastero di Rila

Dichiarato nel 1983 Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, il Monastero di Rila rappresenta per la Bulgaria molto più che un semplice monumento, avendo rappresentato nel corso dei secoli l’identità del suo popolo di fronte a ogni tentativo di dominazione, e avendo diffuso e valorizzato la cultura slava in ogni circostanza.

Si tratta di un complesso d’arte in cui architettura e pittura si integrano in un insieme armonico, e che si colloca nella parte occidentale del Paese, a circa 100 chilometri a sud di Sofia.

Il Monastero di Rila è senza ombra di dubbio il più noto della nazione, immerso in un paesaggio montuoso attraversato dai fiumi Rila e Drusljavica.

La Storia del Monastero di Rila

La sua storia narra che fu fondato nel X secolo da San Giovanni di Rila, e che nel XIII secolo la costruzione originaria venne distrutta da un incendio, per cui il monastero venne ricostruito a qualche chilometro di distanza, lasciando nella zona primitiva solo la caverna dell’eremita.

Il nuovo monastero fu ultimato solo nel XIV secolo, ma è stato vittima di ulteriori altri incendi che ne logorarono l’aspetto. Tornò ai massimi splendori durante i secoli XVIII e XIX, rappresentando un vivace centro dei movimenti artistici e culturali bulgari.

Le caratteristiche architettoniche

La sua struttura, così come la si può ammirare oggi, lo rende più simile a una fortezza che a un monastero vero e proprio, in quanto l’aspetto è caratterizzato da alte mura di cinta e numerose feritoie.

Dal punto di vista prettamente artistico, la cattedrale è un tipico esempio di decorativismo dell’arte orientale. Intorno a essa si estendono gli edifici monastici, che includono trecento celle, sulle cui pareti è riportato il tipico disegno bianco e rosso che ne caratterizza la facciata e gli archi.

Il tesoro culturale

Molto ricco il tesoro culturale racchiuso in questo complesso: centinaia di icone, lettere di Ivan il Terribile e dei Romanov, libri e oggetti dell’antichità, maestosi e coloratissimi affreschi. Tutto ciò rende il sito punto di interesse del turismo mondiale.

Leggi anche

Vacanze in Campania: Paestum, Velia e Certosa di Padula

I diversi siti archeologici e gli insediamenti che vanno dalla costa all’entroterra sono testimonianza tangibile non solo della rilevanza culturale dell’area ma anche dell’evoluzione umana dall’epoca preistorica fino al Medioevo.

Già dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO nel 1997, il Parco Naturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è stato insignito nel 1998 anche del riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità, insieme alle aree archeologiche di Paestum e di Velia e alla Certosa di Padula.

Il grande Parco, che si estende complessivamente su una superficie di circa 200.000 ettari, racchiude numerosi tesori naturalistici, artistici e storici che rendono l’intera area uno dei luoghi più ricchi di siti turistici di tutto il meridione.

Terra di scambio culturale tra la Magna Grecia e l’Etruria, il Cilento custodisce le vestigia di due importantissime città dell’antichità, Paestum e Velia.

Dalle bellezze paesaggistiche marine di Castellabate, Centola e Marina di Camerota fino alle rovine delle aree archeologiche di Paestum-Capaccio e Elea-Velia ad Ascea e al fascino medievale della Certosa di Padula, tesori preziosi da scoprire.

Chi progetta le proprie Vacanze in Campania nel Cilento, ama arte,cultura e natura. Paestum, Velia e Certosa di Padula meritano una visita turistica.

I templi di Paestum

Approfondendo il discorso sull’aspetto più storico di quest’area campana, ricordiamo l’antica Poseidonia (Paestum), fondata dai Greci intorno al 650 a.C. lì dove sorgeva un precedente insediamento denominato Phistu.

I templi di Paestum

Le mura, il foro romano e i tre templi ellenistici rappresentano gli elementi di maggiore spicco dei suoi scavi archeologici. Questi ultimi sono la dimostrazione di come lo stile dorico abbia trovato in Campania una delle sue maggiori espressioni artistiche.

I templi che si possono ammirare sono quello di Hera, noto come “Basilica”, il più antico, che risale al VI secolo a.C., quello di Nettuno (450 a.C.), il maggiore e meglio conservato, e quello di Cerere (510 a.C.), restaurato dai romani e poi adibito a chiesa bizantina.

Chi visita Paestum troverà interessante approfondirne la storia e gli aspetti archeologici nel Museo Archeologico Nazionale, che raccoglie testimonianze pittoriche, tra cui la cosiddetta “tomba del tuffatore”, esclusivo esempio di pittura greca di età classica e della Magna Grecia, i cicli metopali che decoravano il Tempio di Hera, e ancora vasi, armi, lastre tombali affrescate e numerosi altri reperti.

Gli Scavi di Velia

Gli Scavi di Velia

Altra “polis” della Magna Grecia è Elea-Velia, fondata dai coloni greci nel 540 a.C., divenuta rapidamente uno dei centri più influenti del mondo antico.

Tra le motivazioni che rendono la città patrimonio dell’umanità troviamo la Scuola Eleatica, fondata da Senofane di Colofone e che ebbe tra i suoi allievi Parmenide e Zenone. Qui è ancora possibile osservare i resti delle imponenti mura in pietra, tra cui la rilevante Porta Rosa (350 a.C.), il più antico esempio di architettura greca con arco a tutto sesto. Nell’acropoli inoltre si trovano ancora costruzioni civili ellenistiche e le fondamenta di un tempio.

La Certosa di San Lorenzo a Padula

Certosa di Padula

Un viaggio nel Cilento storico non può terminare senza averne evidenziato le tracce medievali, rinvenibili in particolare nella maestosa Certosa di San Lorenzo a Padula. La sua costruzione, iniziata nel 1306, si è protratta nei secoli fino alla fine del Settecento, rendendo la struttura complessa e articolata a livello stilistico.

Oggi la Certosa ospita al suo interno il Museo Archeologico Provinciale della Lucania Occidentale, scrigno di preziose collezioni di reperti provenienti dagli scavi di Padula e di Sala Consilina.

Una Vacanza a Malta, scopri cosa visitare.

Frutto di una straordinaria contaminazione culturale e linguistica, Malta rappresenta una destinazione di viaggio ideale in diversi periodi dell’anno, con il suo clima mite anche durante la stagione fredda.

Spesso scelta dagli studenti come meta per studiarvi la lingua inglese, Malta va oltre i soliti cliché e si presenta al turismo in tutto il suo splendore fatto di natura, storia, gastronomia.

Questo bell’arcipelago del Mediterraneo, a soli 80 chilometri dalla Sicilia, ha subìto nel corso del tempo, proprio per la sua collocazione geografica, numerosi avvicendamenti di popolazioni.

Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, e ancora Arabi, Normanni, Aragonesi, per chiudere con il Francesi prima e gli Inglesi dopo, che ne hanno lasciato tra l’altro la lingua ufficiale insieme al maltese.

L’economia del Paese di basa per la maggior parte sul turismo internazionale, presente durante tutto l’arco dell’anno sia per attività di svago, soprattutto in estate, sia per quelle a carattere culturale.

I Siti UNESCO di Malta

Sono qui infatti presenti ben tre siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la città La Valletta, i Templi Megalitici e l’Ipogeo di Hal Saflieni, siti di indubbio fascino da visitare durante un viaggio a Malta.

La città di La Valletta, capitale del Paese, nominata Capitale Europea della Cultura del 2018, fa parte della lista dei patrimoni dal 1980 per la bellezza e l’importanza storica dei suoi edifici.

Chi si trova nella città sicuramente non potrà evitare una visita alla cinquecentesca Concattedrale di San Giovanni, voluta dei cavalieri maltesi, al Palazzo del Grande Maestro, con la bellissima Sala degli Arazzi, al Forte di Sant’Elmo e al Museo delle Belle Arti.

Gozo Malta

Sulle isole di Malta e di Gozo, ancora, si trovano i Templi megalitici, riconosciuti Patrimonio dell’Umanità nel 1992.

Si tratta di sette strutture ben conservate e ricche di suggestione, risalenti al 2800 a.C. circa, il maggiore sito archeologico dell’arcipelago.

Altra famosa attrazione turistica maltese è l’Ipogeo di Hal Saflieni, dal 1980 bene protetto dall’UNESCO, unico tempio preistorico sotterraneo al mondo, per visitare il quale occorre preventiva prenotazione dato il ridotto numero di ingressi effettuati quotidianamente.

Siti Unesco in Italia: Pompei, Ercolano e Torre Annunziata

Nella provincia di Napoli sorge una delle più complete testimonianze di società risalenti all’epoca romana, un’area colpita nel 62 d.C. da un disastroso terremoto e nel 79 d.C. da una tremenda eruzione del Vesuvio che sotterrò, sotto uno spesso strato di cenere vulcanica e di fango, le città di Pompei e di Ercolano oltre a numerose ville romane che sorgevano nei dintorni.

Ciò che è stato rinvenuto in seguito agli scavi archeologici ha riportato alla luce le impressionanti vestigia di quelle città, divenute nel 1997, per il loro prezioso valore storico e artistico, Patrimonio dell’Umanità protetto dall’UNESCO.

Per quanto riguarda la città di Pompei, i primi lavori di scavo hanno preso l’avvio nel 1748, facendo emergere il foro principale e importanti edifici pubblici come il Tempio di Apollo, il Tempio di Giove, le terme, la Basilica, i teatri. Molto interessante constatare il buon mantenimento delle strade, fiancheggiate da edifici adibiti a funzioni sociali o da abitazioni private, a partire dalle ville più sfarzose fino a quelle più semplici.

Il più straordinario esempio di abitazione pompeiana è la Villa dei Misteri, che prende il nome dai suoi affreschi che raffigurano i riti iniziatici del culto di Dioniso. Il sito archeologico di Pompei è ancora oggi tra i primi in Italia per numero di visitatori, attratti dalla maestosità dei suoi spazi e dal fascino immortale che nemmeno catastrofi naturali sono riuscite a scalfire.

Al 1738 risalgono invece gli scavi del sito romano di Ercolano, promossi dai Borbone, che hanno riportato maggiori difficoltà dato il duro banco tufaceo che lo copriva, la cui altezza raggiungeva anche i dieci metri. Inoltre una buona parte della città antica oggi è coperta dalla nuova Ercolano. Motivi per i quali solo sette ‘insulae’ sono visibili, ma ben conservate sotto lo strato di lava vulcanica.

Molto belle la Casa del Bicentenario e la Casa dei Cervi, mentre destano una piacevole curiosità le buone condizioni di conservazione di sculture, oggetti di uso quotidiano e mosaici, molti dei quali conservati pressoché intatti nonostante tutto.

Oltre ai noti siti archeologici di Pompei ed Ercolano, l’UNESCO ha voluto includere nella lista dei Patrimoni dell’Umanità anche gli scavi di Oplontis, zona suburbana pompeiana anch’essa seppellita dall’eruzione e oggi nel centro della città di Torre Annunziata.

Di grande fascino la Villa attribuita alla famiglia di Poppea, che vanta notevoli esempi di pitture parietali al suo interno.

Leggi anche: Come entrare Gratis agli scavi di Pompei

Genova, le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli, Patrimonio dell’Umanità.

Nel cuore della Liguria, su una fascia costiera di indiscusso fascino, la città di Genova offre ai visitatori innumerevoli spunti per trascorrere un soggiorno tra natura lussureggiante, bellezze artistiche e cultura marinara ancora fortemente radicata.

Il capoluogo ligure, con i suoi fantastici dintorni, è infatti un affermato polo turistico, anche grazie al suo porto tra i più importanti d’Italia simboleggiato dalla Torre della Lanterna, il faro portuale simbolo della città.

Da questo scalo quotidianamente di assiste al continuo via vai di navi da crociera e imbarcazioni di vario genere tra cui quelle per il trasporto merci, a rappresentare oggi come in passato uno degli elementi di maggiore ricchezza economica per l’intera area.

Ma Genova è anche notoriamente apprezzata per la ricchezza del suo centro storico che non a caso, nell’area delle cosiddette Strade Nuove e dei Palazzi dei Rolli, è stato dichiarato nel 2006 Patrimonio mondiale dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

I Palazzi dei Rolli

Il tratto interessato dalla denominazione è racchiuso tra via Garibaldi, via Balbi e via Cairoli e include numerosi palazzi signorili denominati “dei Rolli” (dalla parola “rotoli”, ovvero le liste degli alloggiamenti pubblici di Genova che nel corso del Cinquecento indicavano tutte le dimore nobiliari più esclusive tra cui si sorteggiava per fornire ospitalità ai personaggi di spicco in visita nella città).

Si tratta di veri e propri scrigni preziosi che racchiudono un valore storico e artistico senza tempo. Dei 114 palazzi appartenenti ai “rolli” genovesi, 42 sono stati inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità.

La maggior parte di essi si trova su via Garibaldi (come Palazzo Pallavicini-Cambiaso, Palazzo Doria-Tursi, Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, Palazzo Cattaneo-Adorno) e via Balbi (tra cui ricordiamo su tutti il seicentesco Palazzo Reale, uno degli edifici storici di maggiore prestigio della città, oggi sede museale con annessi giardino e pinacoteca).

La maggior parte dei palazzi ha conservato intatta la propria struttura originaria, definendo in maniera marcata l’assetto urbano del centro storico. Essi sono in molti casi visitabili in quanto sedi di istituzioni pubbliche o di musei.

La cinquecentesca via Garibaldi, in particolare, è la manifestazione più evidente dell’eleganza e della raffinatezza dell’architettura rinascimentale ligure, ma tutta la città regala al turista scorci pittoreschi e bellezze di indiscusso fascino. Come i caratteristici “caruggi”, che in ligure indicano i vicoli stretti e gli angusti portici caratterizzanti l’aspetto generale di città e piccoli borghi marinari della regione.

Tra gli altri luoghi simbolo di Genova la gotica Cattedrale di San Lorenzo, il duecentesco Palazzo Ducale, distrutto e ricostruito nel 1700 oggi sede museale, l’antico borgo marinaro di Boccadasse, attrazione turistica di spicco per respirare un’atmosfera di tempi lontani tra “creuze” e casette colorate affacciate sul mare, e l’Acquario, destinazione molto amata soprattutto dai più piccoli, situato a Ponte Spinola nel cinquecentesco Porto Antico della città.

Data la sua posizione centrale, da Genova è possibile intraprendere un piacevole viaggio alla scoperta della costa ligure sia verso Ponente (Varazze, Savona, Alassio, Imperia, Sanremo, Bordighera) sia verso Levante (Rapallo, Portofino, Chiavari, Sestri Levante, La Spezia con i suggestivi borghi e i paesaggi delle Cinque Terre).

La Laguna di Venezia, sito Unesco dal 1987.

Unica al mondo per la sua caratteristica conformazione, romantica, ricca di un fascino senza eguali, di storia, di arte, è Venezia che con la sua romantica Laguna è parte dal 1987 dei Patrimoni dell’Umanità protetti dall’UNESCO.

Facile comprenderne i motivi.

Basta visitarla per rendersi immediatamente conto di quanto fascino questa città emani, dovuto tanto alla mano creativa dell’uomo quanto alla magia creata dalla natura.

I luoghi di maggiore interesse dalla città sono ubicati principalmente nel centro storico e nelle isole lagunari.

Su tutti Piazza San Marco, nel cui centro trova spazio la Basilica di San Marco, ornata di oro e rivestita di mosaici che narrano la storia della città.

La sua attuale conformazione ha nette rievocazioni orientali e mussulmane, ispirandosi alla Chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli e conservando sulla porta principale i quattro cavalli in bronzo del palazzo imperiale della città turca.

La “Porta della Carta” unisce la Basilica al Palazzo Ducale, imponente sede del governo veneziano edificato nel XV secolo, oggi importante museo.

Venezia

Da non perdere una visita alla sala del Maggior Consiglio, alle carceri, ai Piombi e al ben noto, ma non romantico quanto si possa pensare, Ponte dei sospiri, seicentesco, in marmo d’Istria. Nella piazza si erge maestoso anche il Campanile di San Marco, edificato nel 1173 come faro per i naviganti, restaurato nel XV secolo, e infine ricostruito nel 1902 in seguito al crollo.

Ma la bellezza di Venezia non si riduce alla sola piazza centrale.

Ci sono ancora l’Arsenale, le sinagoghe del Ghetto, importanti strutture religiose come la Basilica di Santa Maria della Salute, la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, la Chiesa del Redentore, la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, la Chiesa di San Zaccaria, tutte magnifiche manifestazione degli stili architettonici che si sono susseguiti nella città.

I Palazzi Signorili di Venezia

Caratteristica di Venezia la presenza di numerosi palazzi signorili, eleganti, preziosi, che arricchiscono la laguna sulla quale si affacciano.

Tra gli altri, i gotici Palazzo Fortuny e Palazzo Loredan, il rinascimentale Palazzo Mocenigo, oppure nell’antica denominazione di “Ca’”, la Ca’ Foscari, sede dell’università, o la Ca’ Vendramin Calergi, dove si trova il casinò.

I Ponti di Venezia

Venezia

Immancabili i ponti che collegano le sponde divise dai canali, come il più antico, Ponte di Rialto, il Ponte degli Scalzi, il Ponte dell’Accademia e il Ponte della Costituzione, tutti affacciati sul canale principale che taglia la città.

Molto affascinante anche l’isola del Lido, celebrata ogni anno dal Festival del Cinema di Venezia, e rinomata località balneare.

Leggi anche:

Foto Copertina di Michelle Maria da Pixabay