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Tra agriturismi e cantine vinicole, scopri l’enoturismo in Campania.

Grazie ad una buona offerta di agriturismi, strutture alberghiere, ristoranti e cantine che aprono le proprie porte ai visitatori e agli amanti dell’arte enologica, l’Enoturismo in Campania è una splendida realtà dove la tradizionale buona cucina e l’eccellente tradizione vinicola sono dei perfetti padroni di casa.

Da Napoli a Caserta, da Salerno a Benevento passando per la provincia di Avellino, ognuna delle cinque province vanta infatti aree molto fertili, con una naturale vocazione all’agricoltura e alla produzione di eccellenze alimentari.

Provincia di Napoli

Partendo da Napoli, ci si imbatte nella strada dei vini dei Campi Flegrei, di quelli prodotti nell’Isola d’Ischia e quelli dei paesi vesuviani, in cui l’arte di vinificare ha radici profonde. Tra una degustazione e un’altra si possono visitare splendide località come Ercolano, Pompei, Pozzuoli, Torre del Greco o Castellamare di Stabia, e assaporare i piatti tipici del posto a base di pesce.

Provincia di Avellino

In provincia di Avellino invece troviamo l’eccellente produzione di tre delle quattro denominazioni Docg campane, Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi con tante cantine sparse nei comuni della provincia facenti parte dell’area produttiva.

Si può girare e conoscere i territori della verde Irpinia tra cui Mercogliano con Montevergine, Bagnoli Irpino, Mirabella Eclano e tanti borghi caratteristici dove poter apprezzare la buona cucina della tradizione tra formaggi, salumi e piatti a base di tartufi, funghi e della tradizione contadina.

Provincia di Benevento

C’è ancora la provincia di Benevento, terra molto fertile di produzione di Aglianico del Taburno (altra Docg campana), Solopaca, Falanghina e Sant’Agata dei Goti, tutti vini che possono fregiarsi della Doc.

Tra le escursioni in provincia di Benevento segnaliamo Pietrelcina, a soli 10 chilometri dal capoluogo, meta di turismo religioso, oppure Telese Terme, per chi decide di riservarsi un soggiorno rilassante.

Provincia di Caserta

Infine la provincia di Caserta, la cui strada dei vini si sviluppa tra Aversa, Sessa Aurunca e Santa Maria Capua Vetere (ricordiamo il Falerno del Massico Doc)

Provincia di Salerno

Salerno, con i vini della costiera amalfitana prodotti tra Vietri sul Mare, Minori, Amalfi, Positano (tra cui Costa d’Amalfi Doc e Ravello Doc) e quelli cilentani, i cui bianchi ben si sposano con la cucina marinara dell’area.

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I Vini DOCG della Regione Campania.

Quattro i vitigni a denominazione di origine controllate e garantita della regione Campania, tre situati in Irpinia ed un altro nel Sannio.

Si tratta del più recente Aglianico del Taburno DOCG e dei vini avellinesi Greco di Tufo DOCG, Fiano di Avellino DOCG e Taurasi DOCG, unico rosso della triade irpina che rappresenta l’esaltazione dell’invecchiamento in barrique dell’Aglianico.

I Migliori Vini della Campania

Il Greco di Tufo DOCG

Il Greco di Tufo è un vino bianco Docg la cui fama, da tempo, ha superato i confini nazionali.

Questo vino irpino viene prodotto con le uve del vitigno Greco, prodotto nell’ area del comune di Tufo, da cui il vino prende il nome.

Si tratta di un vino secco, da gustare freddo (intorno agli 8 gradi), si abbina perfettamente con antipasti e piatti a base di pesce ma anche con i rinomati dolci della cucina della Campania.

E’ prodotto in un’area molto limitata, estremamente vocata alla coltivazione della vite, che comprende otto comuni, tutti in provincia di Avellino.

Si ottiene dalla uve del vitigno Greco, “Aminea Gemina” di cui parlano i Georgici Latini, importata dalla Tessaglia dall’antico popolo dei Pelasgi, prima dell’era cristiana.

Catone, Varrone, Virgilio e Columella hanno scritto di questo vitigno e del suo prestigioso vino, che rappresenta una delle massime espressioni della tradizione vitivinicola italiana.

L’intima conoscenza da parte dei viticoltori delle esigenze del vitigno consente di raccogliere, rigorosamente in cassette, uve sane, perfettamente mature, che si esprimono, poi, sapientemente vinificata, in vini eleganti e ricchi di aromi.

Zona di produzione: intero territorio dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, in provincia di Avellino.

Il vino Greco di Tufo ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita con Decreto Ministeriale del 18/07/2003.

Abbinamenti consigliati con il Greco di Tufo: crostacei arrosto e salsati, piatti raffinati a base di pesce nobile alla griglia, zuppe di pesce in bianco, frutti di mare; se di due anni è perfetto con pappardelle ai funghi porcini; tradizionale è l’abbinamento con pasta e cavoli e con la spigola in bianco

Il Fiano di Avellino DOCG

A far compagnia al Greco di Tufo, tra i bianchi, in forte ascesa nelle preferenze internazionali è il Fiano di Avellino DOCG, prodotto dall’omonimo vitigno nel circondario di Avellino.

Sui terreni collinari dell’irpinia con buona esposizione della provincia di Avellino, con le uve del vitigno Fiano e con l’eventuale aggiunta di quelle di Greco, Coda di Volpe bianca e Trebbiano toscano, si produce questo vino dal colore giallo paglierino più o meno intenso; odore intenso, gradevole, caratteristico; sapore secco, armonico.

Anche questo è un vino antichissimo che, nel Medioevo, fu particolarmente apprezzato da Federico II di Svevia che volle avere nella sua vigna oltre 16.000 viti di Fiano.

Sapore secco, si accompagna perfettamente con il pesce e con i piatti dal gusto delicato e con i formaggi tipici della Campania, su tutti la mozzarella di bufala campana Dop.

E’ uno dei pochi vini bianchi italiani meritevoli di invecchiamento.

Si ottiene dal vitigno omonimo, conosciuto presso i latini con il nome di Vitis Apiana, che deriva da ape, in quanto le api sono particolarmente attratte dalla soave dolcezza di quest’uva.

Il Fiano di Avellino ha caratteristiche aromatiche definite e inconfondibili, con sentori di nocciole tostate.

La zona di produzione comprende 26 comuni, localizzati nel cuore della provincia di Avellino, tutti vocati alla coltivazione della vite.

Il vitigno appare perfettamente armonizzato con l’ambiente di coltivazione; le uve raggiungono una graduale e completa maturazione nell’epoca più propizia per il vitigno, conferendo al vino gusto e profumi intensi e delicati.

Non è ammessa nella coltivazione nessuna pratica di forzatura.

Zona di produzione: intero territorio dei comuni Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D’Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino, in provincia di Avellino.

Il vino Fiano di Avellino ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita con Decreto Ministeriale del 18/07/2003.

Abbinamenti Consigliati con il Fiano di Avellino: Antipasti raffinati a base caviale, ostriche e frutti di mare pregiati (fasolari, taratufi, vongole e cannolicchi), carpacci di pesci fresco, zuppe di pesce in bianco; perfetto come aperitivo; se invecchiato ottimi con formaggi caprini e a pasta semidura e stagionati.

Taurasi DOCG

A chiudere il terzetto di vini irpini Docg c’è il Taurasi, uno dei più apprezzati del Mezzogiorno d’Italia ottenuto dall’invecchiamento dell’aglianico, il principale vitigno da cui si ottiene.

In questo caso le origini sono ancora anteriori rispetto agli altri due vini: il toponimo aglianico deriverebbe, infatti, dal termine “ellenico”, a testimoniarne le origini greche.

Dal migliore vitigno dell’antichità la Vitis hellenica (l’odierno Aglianico) si ottiene il vino Taurasi, considerato a ragione il miglior prodotto, il Re, il Monarca di tale prestigiosa famiglia. Il nome deriva dalla cittadina omonima, l’antica Taurasia dalle vigne opime (Tito Livio).

Asciutto, pieno, equilibrato con persistente retrogusto, il Taurasi deve invecchiare tre anni, di cui uno in botte.

E’ prodotto in un area di grande tradizione vitivinicola, che comprende 17 comuni della provincia di Avellino, tutti in Irpinia.

Perfetto appare l’equilibrio tra il clima, il vitigno e il terreno, equilibrio che si è andato armonizzando e rafforzando nei secoli, fino a fondersi in un vino dalle caratteristiche superiori, che si caratterizza per la complessità aromatica, il gusto vellutato, pieno ed elegante, i profumi intensi e delicati.

Oggi, il Taurasi, vinificato con le più moderne tecnologie, ma nel rispetto della tradizione, è uno dei pochissimi vini italiani meritevoli di lunghissimo invecchiamento.

La vite è, in prevalenza, allevata a guyot o a cordone speronato in vigneti specializzati, a sesti fitti, con produzioni che raramente superano gli ottanta quintali ad ettaro.

E’ il primo vino del meridione cui è stata conferita la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, massimo riconoscimento che può essere attribuito ad un vino.

Aglianico del Taburno DOCG

Dalle aspre pendici del Monte Taburno, ammantate da vigneti ed oliveti, si ottiene un vino di grande pregio  l’Aglianico del Taburno, dal 2011 DOCG, prima Denominazione di Origine Controllata e Garantita per la terra sannita, un risultato di indubbio valore per l’intero comparto vitivinicolo di Benevento.

L’Aglianico del Taburno è frutto delle favorevoli condizioni ambientali e della intraprendenza e delle capacità professionali degli operatori della zona.

L’area di produzione comprende 13 comuni, tutti nel Sannio; nell’area opera, accanto ad un crescente numero di aziende vitivinicole private, una importante Cantina sociale, con oltre 400 soci, che, attraverso una sapiente selezione delle partite e un’accurata cernita delle uve, elabora vini di grande pregio e spiccata tipicità, avvalendosi, per l’affinamento dell’Aglianico, di botti di rovere di Slavonia e di barriques di rovere francese.

Tra vini Doc e Docg, viaggio lungo le strade del vino della Regione Campania.

La Campania è una delle regioni in cui, per vocazione naturale, il sistema turistico integrato che si basa sulle strade del vino offre una molteplicità di spunti al visitatore che decida di abbinare, alle classiche mete del turismo di massa, una o più tappe nei luoghi di produzione vinicola.

Che, è forse superfluo sottolinearlo, qui, la produzione di vino, è particolarmente abbondante e di primissima qualità.

Le Città e le Strade del vino in Campania.

I Vini della Provincia di Benevento

Tra le zone della Campania più fertili da questo punto di vista c’è la provincia di Benevento, attraversata dalla Strada dei Vini e dei Prodotti tipici Terre dei Sanniti.

Nel Sannio il vino è quasi una fede. Ed è così da millenni, da quando le prime popolazioni che abitarono questi luoghi (numerose sono le testimonianze, storiche, artistiche ed architettoniche) scoprirono le virtù dei vitigni autoctoni.

L’Aglianico del Taburno (dal 2011 DOCG), il Sannio, il Sant’ Agata dei Goti, Solopaca, la Falanghina ed il Taburno sono tutti vini che possono fregiarsi della Doc.

Il Solopaca è un vino DOC prodotto nella zona più intensivamente vitata della Campania, che comprende dodici comuni, tutti nel Sannio, che hanno stabilito con la vite un rapporto antico. Qui le tecniche di coltivazione e di vinifica-zione hanno raggiunto livelli di eccellenza. Nell’area operano due importanti Cantine sociali, dotate di modernissimi impianti di vinificazione, a cui oltre 500 esperti viticoltori conferiscono uve, prodotte in terra vocata e sapientemente selezionate.

I Vini della Provincia di Caserta

Meno noti al grande pubblico, ma non per questo meno gustosi, sono i vini tutelati dalla Strada dei Vini della “Terra di lavoro” che si sviluppa tra Caserta, Aversa, Sessa Aurunca e Santa Maria Capua Vetere.

Il Falerno del Massico Doc è considerato l’erede naturale del mitico Falernum, il vino più in voga ai tempi dell’antica Roma.

I Vini della Provincia di Avellino

La Strada dei Vini e dei Sapori d’Irpinia è, senza dubbio, dal punto di vista qualitativo del prodotto, la più preziosa delle vie campane.

La provincia di Avellino è, infatti, l’unica del centro sud a vantare ben tre docg, con il Taurasi, il Greco di Tufo ed il Fiano di Avellino considerati dagli esperti del settore tra i migliori vini italiani in assoluto.

La particolare morfologia del terreno ha favorito lo sviluppo di eccellenti vitigni che, abbinati ad una lavorazione altamente professionale, finiscono per incidere per oltre un quinto sull’intera produzione regionale.

I Vini della Provincia di Napoli

Lasciando le aree interne della regione e spostandosi verso la provincia di Napoli ci si imbatte nella Strada dei Vini dei Campi Flegrei, isola d’Ischia, Vesuvio dove l’arte di vinificare ha radici che risalgono a più di duemila anni fa.

E’ noto che proprio dalle campagne vesuviane i romani attingevano il nettare degli dei che finiva sulle tavole per i bagordi della nobiltà.

Piedirosso e Sciascinoso sono vitigni autoctoni dai quali si ottengono vini che risentono del terreno lavico conferendo un gusto molto particolare a prodotti come il Lacrima Christi.

Buona è la vinificazione anche nell’area dei Campi Flegrei e dell’Isola di Ischia, due tra le migliori zone doc della Campania.

I Vini della Provincia di Salerno

La Strada del Vino Costiera di Amalfi e Isola di Capri è una delle più caratteristiche di tutta Italia. La lavorazione della vite in paesi famosi in tutto il mondo come Amalfi, Minori, Vietri sul Mare e Positano avviene a ridosso della costa, a due passi dal mare e dalle piantagioni di limone, prodotto tipico di tutta la costiera.

Le etichette prodotte sono racchiuse nel Costa d’Amalfi Doc, Ravello Doc e Capri Doc, soprattutto eccellenti bianchi che ben si sposano con la cucina marinara tipica di queste zone.

I Vini del Cilento

Scendendo nella parte più meridionale della regione si incontra un’altra area di buona produzione, quella attraversata dalla Strada dei Vini del Cilento.

La doc Castel San Lorenzo dà vita a diverse tipologie di vini il cui sapore è fortemente influenzato dall’argillosità dei terreni delle colline che sovrastano la costa cilentana.

I vini della Penisola Sorrentina

Infine, tappa obbligatoria per gli aspiranti enologi, è la Strada del vino della Penisola Sorrentina, quasi un prolungamento di quella che attraversa l’area vesuviana, ma con sostanziali differenze dal punto di vista del prodotto.

I vini doc della Penisola Sorrentina si caratterizzano per il risultato “frizzante” del mix di uve Falanghina e Biancolella che danno vita al Gragnano e al Lettere, due etichette sinonimo di garanzia di gusto.

La Cucina Avellinese tra Piatti e Prodotti Tipici, vini DOCG e oli DOP.

A qualche chilometro da Napoli, puntando la propria automobile sull’Autostrada Napoli-Bari, non si può non fare una puntatina in Irpinia per gustare la cucina avellinese ricca di piatti e prodotti tipici, vini DOCG e Oli DOP.

I Piatti tipici della Gastronomia della Provincia di Avellino.

L’Irpinia, terra cara alla Madonna del Santuario di Montevergine, propone una gastronomia basata su primi piatti di pasta fatta a mano di varie forme e misure.

I piatti tipici più comuni sono i celebri fusili avellinesi, i cavatelli, le tagliatelle,le lagane, i ravioli, le orecchiette.

Una menzione a parte la meritano le Cannazze di Calitri e la Maccaronara di Montemarano.

I Fusilli Avellinesi

Il Fusillo è un piatto tipico della cucina avellinese.

In Irpinia, quasi tutti i comuni hanno nella propria arte culinaria il fusillo, che si differenzia l’uno dall’altro per pochi dettagli, come la lunghezza oppure lo spessore.

La ricetta principale dei fusilli avellinesi vuole l’abbinamento con il ragù di carne, preparato in precedenza, e “fatto tirare” (restringere, ridurre, per chi non parla irpino) per almeno 4 ore.

I Fusilli avellinesi, però, ben si sposano anche con un condimento meno elaborato, in particolare da agosto a settembre, quando i pomodori possono essere cucinati con tutta la buccia in modo da restituire un condimento molto profumato, soprattutto se insaporito con abbondante basilico fresco.

Tra i primi piatti della gastronomia avellinese meritano una menzione

  • la lasagna imbottita con un ripieno di sugo di carne, uova sode, mozzarella, ricotta, salsiccia e formaggio grattugiato.
  • Le lagane e ceci

I Piatti avellinesi con i legumi

Nella cucina avellinese spiccano anche i piatti con i legumi, eccellenti per l’alto potere nutrizionale.

La varietà più pregiata è sicuramente quella dei “fasuli quarantini” di Volturara Irpina, fagioli bianchi di forma tondeggiante e pezzatura medio-piccola particolarmente saporiti e di ottima consistenza alla cottura. Si chiamano così perché impiegano 40 giorni a maturare. Se vi trovate in zona, il piatto da ordinare è “Viscuotti re pane sponzati co’ li fasuli”, il pane bagnato con i fagioli.

I Secondi Piatti

La Cucina Avellinese tra Piatti e Prodotti Tipici, vini DOCG e oli DOP.

Il patrimonio zootecnico in Alta Irpinia e non solo è molto consistente e contribuisce notevolmente all’economia della zona. Sono diffusi sia allevamenti dei bovini, da carne e da latte che quelli dei maiali e quella ovina e caprina.

Sulle tavole degli avellinesi, i secondi piatti sono basati soprattutto sulla carne: vitello podolico, maiale, pollo, agnello, coniglio preparati alla brace o con salsine di vario tipo.

In molte località,nelle zone della Baronia (uscita Grottaminarda sull’autostrada Napoli –Bari) si cucinano il piccione e le interiora di maiale (“tommacelle“).

I prodotti tipici avellinesi

I Formaggi

Una sagra con uno stand dedicato al caciocavallo impiccato

I formaggi prodotti in provincia di Avellino, soprattutto in zone come quelle del circondario di Montella e di Lioni, sono il caciocavallo, la scamorza, la caciotta, il pecorino, il caprino, i burrini, la ricotta salata.

Particolarmente apprezzato dalla popolazione locale il caciocavallo impiccato che generalmente si degusta su pane cafone avellinese (caratterizzato da scorza dura ma non molto friabile, con il colore che va dall’oro carico al marroncino, cotto rigorosamente a legna) durante feste e sagre paesane.

In provincia di Avellino, comunque, il prodotto di maggior pregio è il formaggio carmasciano, la cui produzione è limitatissima e circoscritta ad una piccolissima area territoriale, la zona del “Carmasciano”, nel territorio di 3 piccoli paesi dell’Alta Irpinia: Guardia Lombardi, Rocca San Felice e Frigento.

I Salumi

L’Alta Irpinia vanta anche una lunga tradizione nel settore dei salumi. E’ usanza comune nelle campagne, infatti, allevare uno o due capi suini per nucleo familiare, la cui produzione è totalmente destinata al consumo familiare.

Grazie all’allevamento dei maiali nel corso del tempo si è sviluppata anche una produzione di alto pregio, tra i quali spiccano

  • Guanciale del Formicoso prodotto nei Comuni di Andretta, Bisaccia e Calitri.
  • Capicollo di Zungoli
  • Prosciutto di Trevico
  • Prosciutto di Venticano
  • Salumi di Mugnano del Cardinale

Famosa in tutto il mondo è la “sopressata“, un salume dal profumo intenso, affumicato, molto pregiato, la cui preparazione si basa sulla lavorazione artigianale del maiale: due parti di carne magra, il prosciutto e il filetto, e una di grasso. 

La “sopressata Irpina” viene generalmente mangiata accompagnata da un buon vino Rosso come l’Aglianico o il celeberrimo Taurasi e da uova sode e pane casereccio.

Le Castagne

Di particolare rilievo la produzione di castagne e nocciole.

L’area di produzione della Indicazione Geografica Protetta “Castagna di Montella” è limitata ai territori dei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e ad una parte del comune di Montemarano (contrada Bolifano).

Le Nocciole

Prodotti tipici avellinesi

Per quanto riguarda le nocciole, in provincia di Avellino la “Corylus avellana” nota ai più come “Nocciola Avellana” in quanto prende il nome della zona nota fin dall’antichità per la coltivazione di noccioli.

Dispiace constatare che, nonostante la presenza in Irpinia di una grande vastità di terreni adibiti alla coltivazione delle nocciole, l’industria dolciaria Ferrero, presente in alta irpinia con uno stabilimento, non abbia ancora preso in considerazione il prodotto locale.

Le aziende locali utilizzano le nocciole per la lavorazione del torrone, il tradizionale ‘cupeto’ che viene prodotto soprattutto nelle zone di Ospedaletto e Dentecane.

I Tartufi

Il tartufo avellinese più noto è il tuber mesentericum” o tartufo nero ordinario o anche detto “Tartufo di Bagnoli Irpino” che la legge regionale sul Tartufo (LR n. 13/06) riconosce come “tartufo tipico campano”.

Con il Tartufo nero di Bagnoli Irpino si producono formaggi tipici aromatizzati, come un pregiatissimo burro utilizzato anche per la preparazione di crostini, per condire piatti a base di pasta, di carne o di pesce.

La Cipolla Ramata di Montoro

Al comune di Montoro è, invece, legato il nome della cipolla ramata, dove l’aggettivo “ramato” è dovuto al tipico color rame della tunica esterna del bulbo, particolarmente apprezzata per il suo sapore particolarmente dolce al gusto. Grazie all’elevata tenuta alla cottura è indicata nella preparazione di numerosi piatti, tra i quali spicca la Genovese.

I Vini DOCG

Un vigneto di Greco di Tufo DOCG

In provincia di Avelino, la produzione enologica si caratterizza dalla presenza di ben 3 DOCG.

Chi ama i vini bianchi può deliziarsi con Greco di Tufo e Fiano di Avellino mentre per i rossi, accanto all’Aglianico, spicca il Taurasi.

  • Il Greco di Tufo DOCG, pur mantenendo inalterati profumi freschi e briosi, per la sua compattezza viene definito “un rosso vestito da bianco”. Il vitigno fu portato in Irpinia dalla Grecia ed attecchi nei territori dei comuni di Altavilla Irpina, Chianche, Tufo dal quale prende il nome appunto Greco di Tufo,  Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni.
  • Il Taurasi DOCG, vino rosso pieno dal colore intenso e dal profumo deciso è considerato il miglior vino del Sud Italia. Le uve utilizzate sono quelle del vitigno aglianico. Dopo la vinificazione il prodotto deve subire un invecchiamento di almeno tre anni di cui uno in botte per diventare Taurasi.
  • Il Fiano di Avellino DOCG è un vino meno robusto del Greco di Tufo ma più equilibrato e fruttato.

Gli Oli

Olio Ravece de Il Mulino della Signora

L’ Irpinia è anche terra di olivo, come testimoniano le ampie distese di alberi secolari presenti in tutta la provincia, ed in particolar modo sulle colline dell’Ufita, cuore dell’olivicoltura irpina è l’area delle Colline dell’Ufita, cuore dell’olivicoltura irpina dove viene prodotto una varietà di grande pregio, la Ravece.

Si tratta di una varietà rustica, molto apprezzata per la sua costante produttività e per l’elevata qualità dell’olio che produce, sebbene la resa sia piuttosto bassa e non superi il 16%.

L’Olio Extravergine di Oliva Irpinia Colline dell’Ufita, deriva per non meno del 60% dalla varietà Ravece, mentre per la restante parte dalle varietà Ogliarola (molto diffusa nella provincia di Avellino), Marinese, Olivella di Carife e
Ruveia.

Dolci e Pizze

Tra i dolci rustici della proncia di Avellino si ricordano la pizza con la ricotta, le scarole e il granone.

I dolci tipici della cucina avellinese sono le crespelle, gli strufoli, ma anche i calzoncelli, a Sant’ Andrea di Conza, preparati con la farina di ceci (“Cauzunciell”).

Ancora, a Lacedonia, sono caratteristici dei dolci, cotti al forno, simili ai ravioli imbottiti preparati con pasta di castagna, cioccolata, e le sfogliatelle imbottite di ricotta dolce o di marmellata di amarene.

A Calitri si gustano “Piccilatiegghi“, preparati solo in occasione della Pasqua, e “Scallatiegghi“.

I Piccilatiegghi sono ciambelle guarnite con uovo sodo trattenuto da due linguette di pasta messe a croce mentre gli Scallatiegghi sono ciambelle aromatizzate con sale, pepe e semi di finocchio, lessate e poi cotte al forno

Dolci tipicamente natalizi sono le “scarpegghie“, pizzette lievitate fritte in olio abbondante e poi imbevute di miele o cosparse di zucchero.

La rivista Forbes promuove il Taurasi DOCG: ecco i 10 vini migliori.

Il Taurasi tra i migliori vini italiani. La rivista statunitense Forbes ha pochi dubbi.

Accanto al Barolo, al Barbaresco, all’Amarone della Valpolicella, al Brunello di Montalcino, un posto di rilievo spetta proprio alla Docg irpina, un vino che “non solo offre una qualità eccezionale, ma può invecchiare con grazia per decenni”, proprio come i più celebri competitor.

L’endorsment al rosso avellinese per eccellenza porta la firma di Tom Hyland, considerato l’ambasciatore dei vini italiani negli Stati Uniti d’America.

“Il Taurasi è chiaramente la migliore espressione dell’uva Aglianico in Campania, e qualsiasi discussione su questo vino deve iniziare con Mastroberardino scrive Hyland su Forbes -. Fondato nel 1878, fu il produttore che per decenni rappresentò il vino campano in tutto il mondo, e fu proprio il loro Taurasi ad attirare l’attenzione necessaria all’industria vinicola della regione.

Antonio Mastroberardino, che ha supervisionato una grande quantità di reimpianti e altri lavori nei vigneti locali a partire dalla fine degli anni ’40, ha prodotto vari tipi di Taurasi. Le sue riserve del 1968 sono diventate leggende, e oggi, circa cinquanta anni dopo, questo vino – e anche alcune vecchie annate – si mantiene ancora bene”.

La longevità è tra i punti di forza del Taurasi, un vino che, come racconta Piero Mastroberardino a Forbes, “ha bisogno di molta pazienza. I vini Taurasi di solito iniziano a mostrare il meglio in 10 o 15 anni. Il tempo ammorbidisce la struttura tannica e l’acidità del vino, rivelando una complessità di frutta e aromi floreali secchi mescolati a sapori speziati di fumo”.

Eppure, nonostante gli ampi consensi, secondo Tom Hyland il Taurasi non ha il giusto riconoscimento da parte del mercato.

Secondo Antonio Capaldo di Feudi di San Gregorio “la qualità media può ancora migliorare in modo significativo e i produttori devono cooperare per capire meglio ogni sotto-area produttiva, come nel Barolo”.

Infine, la rivista americana stila un elenco di quelli che considera i migliori dieci Taurasi

  1. Mastroberardino Radici Taurasi 2012
  2. Feudi di San Gregorio Piano di Montevergine Taurasi 2011
  3. Antonio Caggiano Taurasi “Vigna Macchia dei Goti” 2013
  4. Luigi Tecce Taurasi “Poliphemo” 2013
  5. Contrade de Taurasi 2011
  6. Donnachiara Taurasi Riserva 2012
  7. Pietracupa Taurasi 2011
  8. Terredora Taurasi “Fatica Contadina” 2011
  9. Tenuta Cavalier Pepe Taurasi “Opera Mia” 2012
  10. Vinosia Taurasi “Santandrea” 2013

Antica Hirpinia e Taurasi: DOCG da 25 anni.

Il connubio tra l’azienda vitivinicola Antica Hirpinia e il Taurasi è da sempre sinonimo di valori, storicità e attaccamento al territorio.

L’indissolubile binomio che lega la prestigiosa realtà imprenditoriale irpina a un vino simbolo del Sud Italia prende le mosse fin dalle origini dell’etichetta stessa, scrivendone in questo modo la storia che oggi come in passato affascina gli estimatori del buon vino.

Era l’11 marzo del 1993 quando il Taurasi diviene, per decreto ministeriale, uno dei pochissimi vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita e il primo nel Sud Italia.

E proprio Antica Hirpinia è la cantina che vanta la produzione della prima bottiglia che ha potuto fregiarsi di questa denominazione, così come testimonia la fascetta di Stato che contraddistingue tutti i vini DOC e DOCG.

Tale fascetta n° AAA 000 0001 posta sul collo della bottiglia, ancora gelosamente custodita in cantina, appartiene al Taurasi DOCG 1992.

L’evento celebrativo

E proprio domenica 11 marzo 2018, dopo esattamente 25 anni, la cantina intende rievocare il valore di quell’emozionante primato festeggiando la ricorrenza con un evento speciale che prevede un lunch buffet a cura di Vino&Caffè di Taurasi con degustazione del Taurasi e del Rosato Antica Hirpinia.

Ad arricchire la giornata, “Shake!”, uno spettacolo di improvvisazione teatrale a cura di Coffee Brecht

  • costo a partecipante, 20 euro; consigliabile la prenotazione tramite numero telefonico 0827.74730 – 347.8665541, o tramite e-mail a info@anticahirpinia.it.

Con una lunga e prestigiosa storia alle sue spalle, Antica Hirpinia continua a far parlare il territorio e i suoi valori specifici attraverso una linea produttiva che fa della valorizzazione delle peculiarità di ogni singolo vitigno il suo fondamento indiscutibile.

I suoi vini, infatti, seguono la filosofia aziendale che unisce il rispetto del territorio di origine, da secoli vocato alla produzione di vini eccellenti, alla volontà di sperimentare e innovare per offrire un prodotto unico e caratteristico del nome che porta.

Un passato illustre che incontra dunque un presente fatto di grandi risultati e orientato a un futuro in costante ascesa, così come si può riscontrare attraverso partecipazioni di successo a eventi e fiere nazionali e interazionali.

Il Premio e la nuova linea curata da Riccardo Cotarella

La cantina taurasina è infatti reduce da “I migliori Vini Italiani – Luca Maroni”, tra le più accreditate manifestazione del settore enologico, svoltasi a Roma dal 15 al 18 febbraio, e sarà prossimamente impegnata con il “ProWein” di  Dusseldorf (Germania), dal 18 al 20 marzo 2018, occasione in cui presenterà la sua nuova linea, curata dal punto di vista produttivo dal noto enologo Riccardo Cotarella, tra le personalità di maggiore spicco del settore. Vetrine prestigiose che ogni anno consentono di raccontare il proprio vino a tutto il mondo, con visitatori specializzati e buyer importanti.

E che forniscono alla cantina la ulteriore possibilità di far parlare il territorio irpino in tutte le lingue tramite i prodotti dei suoi migliori frutti.

Alle porte di Taurasi, l’azienda vitivinicola Antica Hirpinia accoglie visitatori da tutto il mondo per scoprire i suoi pregiati vini, nella migliore tradizione della sua storia.

L’azienda vitivinicola Antina Hirpinia si trova in Contrada Lenze, lungo la strada che conduce a Taurasi (Av).

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Antica Hirpinia e Taurasi,la storia di un amore che dura da oltre 50 anni

Quello che unisce una delle più prestigiose aziende vitivinicole irpine al suo territorio di appartenenza è un amore lungo, profondo, immortale.

E’ cosa ben nota l’attaccamento della cantina Antica Hirpinia al comune di Taurasi, nascendo proprio come Enopolio di Taurasi Società Cooperativa nei primi anni Sessanta e producendo vini da sempre espressione del territorio e delle sue peculiarità.

Il famigerato Taurasi DOCG, primo fra tutti, inebriante eccellenza dell’enologia campana universalmente riconosciuto come tale, della quale Antica Hirpinia vanta la prima bottiglia che si è potuta fregiare della denominazione di origine controllata e garantita.

Era il 1993 e la fascetta numero AAA 000 0001 fu posta sul collo della bottiglia che, divenuta storica, tuttora è custodita nel caveau aziendale ed è oggetto di visite da parte di appassionati ed esperti di settore.

Le visite in cantina

E proprio le visite in cantina, con annesse degustazioni, sono uno dei punti di attrazione principali di Antica Hirpinia.

Un modo questo per apprezzare da vicino tutto l’affascinante lavoro che c’è dietro un vino di gran spessore e per respirare dal vivo tutto l’incanto che si cela dietro le attività di cantina.

Ma anche un’occasione importante per scoprire, o riscoprire, le bellezze del territorio irpino e dei suoi bei borghi.

Il Comune di Taurasi

Taurasi, nello specifico, lungo la cui strada la cantina è ubicata. Con il suo castello, le caratteristiche stradine, gli antichi mestieri, il comune dà il nome al vino rosso, principe del Sud Italia e tra i più pregiati al mondo.

L’origine del paese è riconducibile all’epoca altomedioevale durante la dominazione longobarda e le prime notizie sul borgo risalgono solo al X secolo.

Visitare l’azienda, infatti, rappresenta anche l’occasione perfetta per girare tra i vicoli del bel comune irpino, che affascina i tanti visitatori provenienti dalle più disparate provenienze.

Il complesso, di circa 6000 mq, consta in un’area deputata alla vinificazione e all’elevazione in legno dei vini, con sala degustazione attigua a una cucina ben attrezzata, che funge anche da punto di ristoro, e un punto vendita dove è possibile acquistare i vini dell’azienda.

Tra le bottiglie di punta del comparto produttivo c’è proprio il Taurasi, l’elegante e complesso rosso d’Irpinia che la cantina produce come Cru di Aglianico proveniente dai vigneti di Fontanarosa.

Un vino ottenuto attraverso una vendemmia manuale e selezione dei grappoli in vigna. Macerazione a freddo, pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata per almeno 14 giorni del mosto in fiore rappresentano i primi step della sua vinificazione.

A seguire, affinamento di 6 mesi a temperatura controllata in vasche di cemento, prima dell’affinamento in barrique e tonneau di rovere francese per almeno 18 mesi e affinamento in bottiglia per 12 mesi.

Ciò che ne risulta è un vino corposo e dai sentori molto netti e persistenti, che si sposa ottimamente con formaggi stagionati, carni arrosto oppure con una saporita anatra all’arancia.

Un vino che rappresenta da sempre uno dei maggiori motivi di orgoglio della produzione vinicola campana, irpino nel suo nome e nella sua più profonda essenza.

  • Per guardare da vicino la prima bottiglia di Taurasi DOCG e potersi immergere nell’atmosfera di una delle più importanti cantine del territorio irpino, l’azienda vitivinicola Antina Hirpinia si trova in Contrada Lenze, lungo la strada che conduce a Taurasi (Av). Per informazioni e contatti: 0827 74730. Sito web

1993 il Taurasi diventa DOCG, Antica Hirpinia entra nella Storia.

Era l’11 marzo 1993 quando il Taurasi divenne per decreto ministeriale uno tra i primissimi vini DOCG, primo in Irpinia e soprattutto primo in tutto il Sud Italia.

Sono trascorsi poco più di 24 anni dal giorno in cui un vino irpino sia riuscito a ricevere, grazie alla sua qualità e all’indiscusso valore, la prestigiosa DOCG.

Precedentemente all’attuale disciplinare, infatti, era stato approvato DOC con DPR 26.03.1970 e approvato DOCG con DM 11.03.1993 G.U. 72 – 27.03.1993.

La storia della prima bottiglia di Taurasi

Il re dei rossi dell’Italia Meridionale lega indissolubilmente la sua storia a una cantina irpina che può vantare il primato di aver visto assegnarsi la prima fascetta DOCG.

Si tratta di Antica Hirpinia, azienda alle porte di Taurasi nata agli inizi degli anni Sessanta come Enopolio di Taurasi Società Cooperativa a.r.l.

E’ proprio di Antica Hirpinia, infatti, la bottiglia di Taurasi (nella foto copertina) su sui è apposta la fascetta n° AAA 000 0001, ancora gelosamente custodita in cantina e appartenente al Taurasi DOCG del 1992.

La bottiglia n.002 è stata regalata a Papa Giovanni Paolo II

La bottiglia con fascetta n° AAA 000 0002 fu regalata all’allora Papa Giovanni Paolo II, chiedendo a sua Santità una benedizione alla cantina,  mentre la n° AAA 000 0003 al Presidente della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro.

Il Primato

Questo considerevole primato ancora oggi rappresenta un motivo di vanto per la cantina taurasina e sono tanti i curiosi, gli appassionati di vino e gli addetti ai lavori che costantemente visitano il caveau per ammirare questa bottiglia “speciale”.

Oggi come allora, Antica Hirpinia trasferisce nei suoi vini tutto il valore e la tradizione enologica che hanno ispirato le prime produzioni permettendogli di ricevere i riconoscimenti più importanti.

Tra questi, i 93 punti assegnati al Taurasi 2010 da parte della Guida ai migliori vini Italiani di Luca Maroni ed. 2018, come pure i 92 centesimi conferiti dalla rivista americana Wine Enthusiast alla vendemmia 2001 dello stesso vino.

E lo fa anche grazie al supporto tecnico dell’enologo di fama mondiale Riccardo Cotarella, puntando alla valorizzazione della storicità della cantina ma anche a sperimentazioni, con nuovi vini, dall’immagine rinnovata, per raggiungere i mercati stranieri e ristorazione di alta fascia.

Tra i vini di punta del suo comparto produttivo c’è proprio il Taurasi, l’elegante e complesso rosso d’Irpinia che la cantina di Taurasi produce come Cru di Aglianico proveniente dai vigneti di Fontanarosa.

Un vino ottenuto attraverso una vendemmia manuale e selezione dei grappoli in vigna. Macerazione a freddo, pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata per almeno 14 giorni del mosto in fiore rappresentano i primi step della sua vinificazione.

A seguire, affinamento di 6 mesi a temperatura controllata in vasche di cemento, prima dell’affinamento in barrique e tonneau di rovere francese per almeno 18 mesi e affinamento in bottiglia per 12 mesi.

Ciò che ne risulta è un vino corposo e dai sentori molto netti e persistenti, che si sposa ottimamente con formaggi stagionati, carni arrosto oppure con una saporita anatra all’arancia.

Un vino che rappresenta da sempre uno dei maggiori motivi di orgoglio della produzione vinicola campana, irpino nel suo nome e nella sua più profonda essenza.

Per toccare con mano la prima bottiglia di Taurasi DOCG e potersi immergere nell’atmosfera di una delle più importanti cantine del territorio irpino, l’azienda vitivinicola Antina Hirpinia si trova in Contrada Lenze, lungo la strada che conduce a Taurasi (Av).

  • Per informazioni e contatti: 0827 74730. Sito web – Pagina facebook

I vini di Antica Hirpinia: storia e innovazione, esperienza e passione.

Immersa nel più tipico paesaggio irpino, in una natura ancora incontaminata e da sempre rigogliosa, l’azienda vitivinicola Antica Hirpinia rappresenta una delle eccellenze della provincia di Avellino nella produzione di vini di elevata qualità.

Esperienza, passione, storia e innovazione sono i capisaldi di una realtà di successo che vanta, tra le altre cose, anche il primato di aver prodotto la prima bottiglia di Taurasi con la prestigiosa denominazione di origine controllata e garantita (DOCG).

Tale fascetta numero AAA 000 0001, assegnata nel 1993 e posta sul collo di questa storica bottiglia, è ancora gelosamente custodita nella cantina, attrazione per winelovers e curiosi da tutto il mondo.

La storia di Antica Hirpinia

Ricostruire la storia dell’azienda Antica Hirpinia significa fare un passo indietro fino ai primi anni Sessanta quando, fondata dalla Regione Campania come “Enopolio di Taurasi Società Cooperativa a.r.l”, produce i suoi vini in uno dei luoghi maggiormente vocati alla vinificazione.

Da fine anni Ottanta cambia il nome in Antica Hirpinia e con il tempo, da ex cooperativa, diviene s.r.l. a inizio 2016 con l’ingresso di nuovi soci.

La produzione

Attualmente la nota cantina irpina ha attestato la sua produzione su circa 400.000 bottiglie annue, in un processo di continua crescita e di sviluppo costante sotto tutti i punti di vista. A livello produttivo, infatti, può vantare l’autorevole consulenza dell’enologo Riccardo Cotarella, uno dei punti di riferimento nel settore a livello mondiale.

Una figura di elevato spessore umano e professionale che ha investito tempo e impegno nel territorio irpino, credendo in tutte le sue infinite potenzialità espressive.

Non a caso Wine Enthusiast ha già premiato sia il Fiano di Avellino DOCG sia il Greco di Tufo DOCG Antica Hirpinia con la brillante votazione di 86 centesimi.

Oltre ai due bianchi eleganti e minerali, il comparto produttivo include l’Irpinia Falanghina DOC, l’Irpinia Coda di Volpe DOC, l’Irpinia Rosato DOC, l’Irpinia Aglianico DOC, il Taurasi DOCG e il Roserpina spumante, sempre da vitigno 100% aglianico.

Si tratta in tutti i casi di vini CRU, quindi monovitigno e per questo ancora più preziosi a livello di naso e di palato.

I Vigneti

I vigneti di proprietà, circa 40 ettari, sono dislocati negli areali DOCG irpini e vengono trattati con un approccio sostenibile, mirato alla minimizzazione di ogni tipo di impatto ambientale.

Essi sono impiantati sulle soleggiate colline dell’Irpinia, a un’altitudine tra i 300 e 600 metri sul livello del mare, e sono caratterizzati da strutture di tipo argilloso-calcareo, poveri di sostanze organiche e ricchi invece di elementi potassici e fosfati.

I vini che ne risultano seguono la filosofia aziendale che unisce il rispetto del territorio di origine, da secoli vocato alla produzione di vini eccellenti, alla volontà di sperimentare e innovare per offrire un prodotto unico e caratteristico del nome che porta.

Le visite in cantina

Quotidianamente la cantina, situata proprio alle porte di Taurasi, accoglie al suo interno tecnici del settore, esperti, amanti o semplici curiosi della cultura enologica, per visite guidate e degustazioni alla scoperta delle meraviglie di un settore affascinante e denso di sfaccettature.

Il complesso, di circa 6000 mq, consta in un’area deputata alla vinificazione e all’elevazione in legno dei vini, con sala degustazione attigua a una cucina ben attrezzata, che funge anche da punto di ristoro, e un punto vendita dove è possibile acquistare i vini dell’azienda.

Un ulteriore aspetto degno di nota, infine, è l’impegno di Antica Hirpinia nel lavorare in un regime sostenibile, dalle attività della vigna alla scelta di un packaging composto di carta riciclabile e vetro leggero.

Nell’ottica, dunque, della “natura che rispetta la natura”.

  • Prossimo Evento: Sabato 30 settembre e Domenica 1 ottobre 2017  –
  • Cantine aperte in Vendemmia con Aperitivo e visita guidata in  cantina, pranzo in sala degustazione, visita pomeridiana al borgo di Taurasi e allo splendido Castello Marchionale.  Possibilità di pernottamento – Altre info sull’evento facebook

L’azienda vitivinicola Antina Hirpinia si trova in Contrada Lenze, lungo la strada che conduce a Taurasi (Av). Per informazioni e contatti: 0827 74730. Sito web www.anticahirpinia.it

Piacere Taurasi, viaggio alla scoperta del vino rosso d’Irpinia.

Alla scoperta di Taurasi uno dei borghi irpini più affascinanti della provincia di Avellino.

“Piacere Taurasi” è un evento pensato per promuovere il territorio e le sue ricchezze, partendo proprio da quel vino che ha varcato da tempo i confini nazionali portando il nome del paese in giro per il mondo.

Ad organizzare il terzo appuntamento con “Piacere Taurasi” è l’associazione “I Taurasi di Taurasi”, animata dalle cantine e dalle aziende vinicole che operano proprio nel comune che dà il nome al rosso più famoso d’Irpinia.

A Taurasi, un percorso sensoriale che è molto più di una semplice degustazione.

La giornata di degustazioni guidate è in programma domenica 28 maggio 2017, dalle ore 10 e per l’intera giornata con ingresso libero, ed avrà come location d’eccezione il Castello di Taurasi, lo splendido maniero che domina il centro storico di del paese che si affaccia sulla valle del Calore.

Ricco il programma della giornata. Si comincia alle 10,30, dopo l’apertura dei banchi d’assaggio, con la rassegna internazionale di arte “Che dici Totò 3”, il De Curtis dialoga con gli artisti, a cura di Enzo Angiuoni.

Alle ore 11,00, sarà il momento di “Taurasi è”, corso di educazione alla degustazione, che sarà replicato anche nel pomeriggio, alle ore16.00.

A partire dalle ore 12,00 invece, sarà possibile degustare, accanto all’ottimo vino, anche le prelibatezze della gastronomia locale, con “Taglieri d’Irpinia”, mentre alle 18,30 gli autori Alessandro Di Napoli e Paolo Saggese, insieme al giornalista Annibale Discepolo ed al regista Pino Tordiglione, presenteranno il loro libro “Vino Eros e Poesia”.

Per l’intera giornata, infine, sarà possibile dipingere con “I colori del Taurasi”, nel corso dei laboratori di pittura con il vino, con la partecipazione degli artisti Antonio Picardi, Franco Lista, Elena Saponaro, Luciana Mascia, Carlo Cotone, Antonio Di Rosa, Antonio Manganiello, Nicola Guarino, Antonio Iannece, Anna Magistro, Beatris Cardenas, Tommaso Ilardi ed Enzo Angiuoni.

“Piacere Taurasi”, come già accaduto per l’edizione andata in scena con successo lo scorso anno, è un invito a scoprire un territorio ricco di storia, di sapori ed emozioni che vedrà protagoniste assolute le cantine che operano a Taurasi e che accoglieranno il pubblico nelle stanze del palazzo marchionale per un viaggio nel gusto e nella storia.

Oltre ai pregiati vini locali ci sarà la possibilità di scoprire un’infinità di sapori che rendono unica la terra del vino per eccellenza.

L’intero percorso, poi, sarà arricchito dalle esposizioni pittoriche degli artisti irpini Giuseppe Pelosi e Giovanni Maglio e dalle ceramiche artistiche di Carlo Russo.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, vedrà sul campo le cantine taurasine Antico Borgo, Luciano Barrasso, Cardinale, Carpi, Caspariello, Guerriero, Mier Vini e Vigna Villae.

L’Associazione “I Taurasi di Taurasi” ha già annunciato che quello in programma domenica sarà solo il primo di una lunga serie di appuntamenti che, per tutta l’estate, invoglieranno i visitatori a raggiungere il borgo medioevale per trascorrere giornate intense di Piacere Taurasi.

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