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Luigi Chiusano Tecnocasa Avellino Centro: bilanci e prospettive 2015

Tassi d’interesse sempre più bassi, prezzi delle case al -30%, compravendite in aumento: è questo il miglior momento negli ultimi 20 anni per chi deve acquistare casa. Bilanci e prospettive sul mercato immobiliare con Luigi Chiusano di Tecnocasa Avellino Centro.

Dopo una fase di ribasso diffuso dei volumi di vendita, dovuta anche a una serie di fattori di carattere politico e sociale, si vedono oggi i primi segnali di ripresa del mercato immobiliare italiano in generale. Un 2015 iniziato con segno positivo, con aumento mutui concessi e compravendite, meno locazioni e più acquisti.

A fornire manforte e ottimismo anche i recenti provvedimenti della BCE nel senso di una maggiore spinta alla crescita economica. Un argomento dunque di grande attualità, che rappresenta un mercato importante a livello nazionale e, nello specifico, per la città di Avellino.

Approfondiamo questa tematica con Luigi Chiusano, titolare dal 1994 di Tecnocasa Avellino Centro in Corso Vittorio Emanuele. Iniziamo dal bilancio 2014. Com’è stato il trend del mercato immobiliare avellinese dello scorso anno?

<<In linea generale posso dire che il centro città ha sofferto poco la crisi, rimanendo sempre e comunque il riferimento di interesse per coloro che sono interessati a prendere casa. Ripensando all’ultimo periodo dell’anno appena trascorso, sicuramente quello di settembre, ottobre e novembre è stato un trimestre piuttosto lento, caratterizzato da un decremento di vendite. Ma da dicembre abbiamo assistito a una ripresa molto rincuorante>>.

Ci spieghi i fattori che hanno determinato quest’inversione di tendenza.

<<L’elemento imprescindibile è stato il binomio in termini di prezzo e tassi di interesse, entrambi in caduta libera rispetto al passato. Da parte delle banche inoltre c’è maggiore disponibilità a concedere mutui, in quanto hanno interesse a fare clientela, per cui la gente preferisce investire nella casa piuttosto che lasciare andare i propri soldi negli affitti>>.

Qual è la zona che regge meglio la crisi facendo registrare incrementi di vendita e di interesse da parte dei clienti? Parliamo sempre di centro città?

<<Senza dubbio Avellino centro ha il mercato più vivace rispetto all’hinterland. Mantiene bene la nuova costruzione, il post terremoto>>.

Di che tipo di clientela parliamo?

<<Si tratta di avellinesi interessati alla compravendita oppure che desiderano abbandonare la formula di affitto per investire nel mattone. Sicuramente molto attenti alle potenzialità della situazione attuale e che hanno compreso che è giunto il loro momento per comprare casa. Di recente abbiamo potuto rilevare, rispetto ai mesi scorsi, anche un crescente interesse da parte di persone provenienti dal napoletano, le cui prospettive sono quelle di migliorare il proprio stile di vita in una città ritenuta tra le più tranquille e sicure in Campania>>.

Chiudiamo parlando di prospettive per il 2015.

<<Ci sono alcuni cantieri molto importanti in città che dovrebbero costruire un numero cospicuo di appartamenti. Ciò senza dubbio creerà dinamismo e positività per il nostro mercato immobiliare, sperando che accresca ulteriormente il numero di compravendite. Per concludere, in base alla tendenza attuale il 2015 dovrebbe confermare il trend positivo, rivelandosi un anno di ripresa generale>>.

Per saperne di più, per consulenze e informazioni sugli appartamenti in vendita ad Avellino e provincia: Tecnocasa Avellino Centro è in Corso Vittorio Emanuele, 200 ad Avellino – telefono 0825 38042

Il Mercato immobiliare italiano nell’analisi del notaio Pesiri

Prezzi del mercato immobiliare in caduta libera e mutui a costi ragionevoli,perchè le transazioni non decollano ? Ne parliamo con il notaio Fabrizio Virginio Pesiri, titolare del noto studio avellinese, tra lievi segnali di miglioramento e criticità.

<<La popolazione italiana è per sua natura propensa all’investimento immobiliare rispetto a tante altre nazioni – esordisce Pesiri –. La casa per noi assume ancora una serie di significati sociali e affettivi meno diffusi che in altre realtà. Ma non mancano le problematiche>>.

Per chiarire al meglio la situazione generale, il notaio Pesiri analizza i dati relativi ai report dei primi due trimestri del 2014 dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

<<Si è assistito sicuramente a un incremento delle transazioni rispetto agli anni scorsi. Nel primo trimestre del 2014, rispetto al 2013, il numero delle transazioni è cresciuto del 3,8% (valore medio). Analizzando alcune realtà in particolare, Roma ha fatto riportare un +4,5%, Milano il +3,6%, Salerno il +3,7, mentre Avellino solo lo 0,4%. Ma il secondo trimestre rispetto al primo ha fatto evidenziare un calo, una flessione su scala nazionale>>.

A cosa potrebbe essere dovuto questo trend negativo?

<<Credo a una diffusa incertezza di tipo politico/fiscale. Quindi le transazioni così come sono salite nel primo trimestre hanno poi subìto la flessione nel secondo>>.

Prendendo in considerazione il mercato del residenziale, la diminuzione a inizio 2014 rispetto all’anno precedente è giunta a una media del -4,8%. Com’è la situazione in Campania?

<<I dati per le provincie sono i seguenti: Caserta -15,8% (con valori di circa 1.900 euro a metro quadro), Salerno -6,7% (2.800 euro a metro quadro), Napoli -1,2% (3.200 euro a metro quadro), Benevento in controtendenza si attesta sul +4,5% (1.600 euro a metro quadro), mentre Avellino ha fatto registrare il dato più negativo, con il suo -17,7% (con valori di 1.700-1.800 euro a metro quadro)>>.

Quali sono secondo la sua esperienza professionale e i suoi studi gli effetti negativi sull’offerta?

<<I profili che incidono negativamente sull’offerta sono la presenza, a causa del momento di crisi, di molto nuovo invenduto. C’è poi il default di chi ha comprato con il mutuo. Nonostante il tasso dell’Euribor ai minimi storici resta il fatto che chi ha acquistato con il mutuo si trovi oggi in difficoltà. C’è inoltre anche un mutamento, che possiamo definire “culturale”, in quanto l’immobile da bene di investimento è divenuto sempre più un bene di uso. Si riscontra inoltre una minore speranza di rivalutazione dell’immobile stesso e l’incertezza sull’imposizione fiscale, oltre alle fisiologiche spese condominiali e di gestione. Un altro aspetto da tenere in conto è la riduzione della rendita dell’affitto che oggi raggiunge un 2% netto, rispetto al passato che toccava livelli del 5-6%>>.

Cosa incide invece sulla domanda?

<<Oggi la rendita finanziaria è bassissima, in media l’1,8% netto, e la plusvalenza è tassata al 2%. Per questo non sei invogliato a tenere i soldi in banca. Sulla domanda che cresce influisce l’1% di imposta in decremento. Inoltre le banche sono propense a erogare mutui con spread a 1,8-2% sulla prima casa. Il mutuo dunque si ottiene e pure a prezzi ragionevoli. Ma se è vero ciò, è anche vero che la precarietà generale ha portato le persone al risparmio, quindi solo 4 persone su 10 comprano con mutuo (in media con età compresa tra i 35 e i 44 anni). Si preferisce ricorrere all’aiuto familiare e ai risparmi. Se bisogna investire sulla prima casa è un conto, ma non lo si fa sulla seconda>>.

Ci sono segnali di ripresa oppure la situazione è destinata allo stallo?

<<La vera ripresa secondo me non ci può essere oggi, ma la prospettiva c’è. Si potrà parlare davvero di ripresa quando ci saranno certezze lavorative. Se infatti una persona non è sicura delle proprie rendite non può procedere a un passo tanto importante come quello di acquistare una casa. L’acquisto della prima casa o di un locale commerciale per esigenze lavorative sono bisogni primari per i quali si è ancora pronti a rischiare. Ma sull’investimento in immobili ho ancora qualche dubbio – conclude Pesiri, che aggiunge –. Quando si deve decidere tra tenere i propri soldi in banca o investirli in un immobile si viaggia su un equilibrio delicatissimo. La gente ha paura del futuro, questo è il problema da contrastare con urgenza>>.

Fabrizio Pesiri: ad Avellino è ora di dire STOP al Cemento.

Il notaio Fabrizio Pesiri analizza il mercato immobiliare avellinese: troppe le criticità con cui fare i conti è giunta l’ora di rivalutare l’esistente.

La città di Avellino rappresenta in Campania una realtà particolare dal punto di vista immobiliare.

Insieme alla sua provincia, la verde Irpinia, è stata da sempre ritenuta un polo di interesse soprattutto per le persone provenienti dal napoletano, attratte dalla tranquillità dei suoi luoghi e dalla genuinità che ne contraddistingue la gente.

Molti investimenti si sono attuati proprio in Irpinia, una terra ritenuta appetibile e produttiva.

Negli ultimi tempi, però, si sta riscontrando una leggera flessione di questo trend, provocato da fattori differenti e concomitanti.

Analizziamo il quadro generale con il notaio Fabrizio Virginio Pesiri, titolare dell’omonimo studio notarile avellinese.

In base alla sua lunga e intensa attività professionale, come giudica la situazione legata agli investimenti immobiliari in città?

<<Ritengo che Avellino rappresenti una realtà particolare nell’ambito della regione – ci spiega Pesiri – Purtroppo non può vantare né il turismo né particolari attrattive (quali può essere la presenza di un’università) al contrario degli altri quattro capoluoghi di provincia. Secondo la mia esperienza, le zone appetibili da un punto di vista di investimenti nel settore immobiliare sono sempre meno e si racchiudono nella zona dei Cappuccini e in quella del Corso Vittorio Emanuele. Se ci si allontana da questi centri l’interesse viene calando>>.

Quali sono secondo lei le possibili cause?

<<A livello qualitativo la città risulta poco attraente, sia per la qualità della vita sia per l’estetica. La città è depauperata sia in termini estetici sia a livello di pulizia. Ciò comporta di conseguenza anche un decremento della domanda degli immobili>>.

Spostandoci nella provincia, la situazione cambia?

<<In Irpinia il crollo purtroppo è stato notevolissimo. Il valore catastale ha in alcuni casi raggiunto anche un valore superiore a quello di vendita. In passato, soprattutto per chi veniva dal napoletano, investire in Irpinia era divenuta una prassi. Ma poi l’assenza di prospettive di sviluppo ha fatto sì che gli investitori abbandonassero. Esempi emblematici sono realtà come Mercogliano e Monteforte, dove oggi si assiste a un blocco delle transazioni rispetto al passato. Registro cinque-sei atti di vendita al bimestre, un numero notevolmente ridotto rispetto agli anni passati>>.

In questo quadro influiscono, come abbiamo visto, fattori interni. Ma esistono anche cause esterne, legate quindi al delicato momento storico che stiamo vivendo.

<<Di sicuro l’attuale situazione è il risultato anche di diversi fattori, su tutti la crisi economica, l’incertezza legata al futuro, l’alto tasso di disoccupazione. Elementi che remano contro una scelta concreta di “investimento nel mattone”>>.

Si potrebbe parlare, arrivati a un certo punto, anche di saturazione del mercato?

<<Certamente. Ritengo che non si debba pensare esclusivamente al nuovo, ma soprattutto rivalutare il vecchio in termini di sicurezza e di qualità. Ci sarebbe bisogno di una spinta al recupero dell’esistente. Evitando quindi nuove costruzioni. Basta cementificare a mio avviso. >>

Se fosse un politico, lei cosa farebbe  ?

<< Io penserei all’esistente e non alle nuove volumetrie. Non è necessario creare del nuovo se assistiamo a un eccesso di offerta per cui le persone pur di vendere devono svendere. Nel caso specifico di Avellino, – conclude il notaio Pesiri – ritengo personalmente che la città avrebbe bisogno di più verde.

Ai costruttori invece quale messaggio intende indirizzare ?

<< Consiglierei agli imprenditori edili di indirizzare la propria attività soprattutto verso la ristrutturazione, ciò anche a favore dell’estetica. La bolla immobiliare non poteva durare per sempre. In sintesi, una buona prospettiva a mio avviso sarebbe quella di focalizzarsi sulla riqualificazione della città intera, soprattutto delle zone meno appetibili, e sul recupero delle vecchie unità immobiliari>>.

Notaio Pesiri: Rent to buy l’alternativa al mutuo per comprare casa

Con il decreto “Sblocca Italia”arrivano nuove formule di acquisto per comprare casa,ecco il contratto “rent to buy”,  il patto di futura vendita.

L’attuale scenario sociale ed economico evidenzia un diffuso disorientamento degli italiani a effettuare investimenti in immobili. Ciò dovuto alla mancanza di sufficiente liquidità, alla fatica di ottenere un mutuo ed anche alle continue modifiche normative in tema di fisco e tributi.

All’alternativa dell’affitto, presa in considerazione sempre meno se non in casi di assoluta necessità, incomincia a prendere piede una nuova frontiera di compravendita che incontra il favore dell’acquirente ma anche del venditore che non di rado è il costruttore alle prese con l’invenduto.

Si tratta di una sorta di “affitto con riscatto”, il “rent to buy”,una formula alternativa al mutuo per comprare casa regolamentata dal decreto “Sblocca Italia”.

“Un “ibrido” che integra elementi del contratto di affitto ed elementi del contratto di acquisto. Il canone di affitto ingloba una quota del prezzo, a titolo di anticipazione. Il mancato pagamento dei canoni, oltre un certo numero, causa la risoluzione del contratto. La norma lascia questa decisione alle parti, solamente indicando un tetto minimo di 1/20 di canoni non pagati per giustificare la risoluzione del contratto. La norma estende a questo tipo di contratto l’applicazione di istituti già disciplinati dal codice civile (trascrizione, cancellazione della trascrizione ed effetti del contratto preliminare; obblighi di inventario e di garanzia e ripartizione spese previste per il rapporto di usufrutto). “(Fonte Il Sole 24 ore)

Questa formula consente di godere da subito dell’immobile preso in affitto, con l’opzione di poterne poi acquisire la proprietà e imputare i canoni versati al pagamento di una parte del prezzo.

Ne approfondiamo aspetti e caratteristiche con il notaio avellinese Fabrizio Virginio Pesiri.

Notaio, qual è il quadro economico delle famiglie o delle giovani coppie che intendono acquistare casa ?

<<Attraverso la mia attività mi rendo quotidianamente conto di quanto l’approccio all’immobile risulti complicato – ci chiarisce Pesiri –. Viviamo in un clima di costante incertezza politica, economica e del mercato del lavoro a causa del quale guardare con occhi positivi al futuro risulta difficile. Soprattutto per le giovani coppie. >>

Su quali leve si dovrebbe agire ?

<<E’ necessario agire al più presto per sostenere il mercato del lavoro affinché anche i giovani intenzionati a metter su famiglia possano permettersi di sopportare gli oneri legati allo status di proprietario. Se a ciò si aggiungono i pensieri di carattere burocratico e tecnico legati a un’abitazione quali gli impianti, l’agibilità, gli attestati di prestazione energetica, ne tiriamo fuori un sistema notevolmente appesantito>>.

Parliamo di questa formula chiamata “rent to buy”. Di cosa si tratta?

<<Con questa espressione inglese si fa riferimento a un contratto di locazione per il quale decido di affittare un immobile promettendo di comprare. E’ una metodologia presente in diversi mercati anglosassoni già da molti anni e ora inizia a diffondersi anche in Italia. Si registrano infatti molti casi di persone interessate all’acquisto ma che non riescono a ottenere il mutuo al 100% oppure devono aspettare di vendere prima di poter acquistare. >>

Quali sono i vantaggi ?

<<Con il “rent to buy” il vantaggio principale è quello di usufruire da subito dell’abitazione desiderata, dapprima in modalità di locazione, e successivamente in piena proprietà, versando un acconto e poi procedendo al versamento di un normale affitto mensile. Di questo importo, una parte va a fondo perduto quale canone di locazione, la restante parte viene accantonata per l’acquisto dell’immobile stesso>>.

Cosa succede se si decide di non acquistare l’immobile?

<<Si tratta di un sistema molto flessibile. Se infatti decido di non comprare, semplicemente avrò pagato per il godimento. Come un normale affitto. Inoltre una normativa molto recente consente di tutelare il consumatore dall’impresa contro la crisi d’impresa e da eventuali fallimenti della stessa. È importante dunque informarsi bene e approfondire tutti gli aspetti con un professionista del settore>>.

Questo sistema crea una serie di vantaggi all’acquirente. Cosa si può dire invece del venditore?

<<In questa prima fase, questa formula sta interessando soprattutto le imprese di costruzione alle prese con una serie di immobili invenduti. Il costruttore si vede garantita una certa cifra al mese e, comunque, gode di una concreta prospettiva di vendita>>.

Questo sistema di compravendita sarebbe indicato anche in una realtà come quella avellinese?

<<Certamente. C’è ancora voglia di proprietà, di nido, di prima casa evitando i canoni di locazione – conclude Pesiri –. La maggior parte delle transazioni sono per l’acquisto della prima casa, soprattutto da parte di giovani con la prospettiva del matrimonio e di persone di mezza età, e questo sistema sembra comprenderne i bisogni e le necessità reali>>.

Questo invece il parere di Luigi Chiusano, titolare dell’agenzia immobiliare Tecnocasa Avellino Centro:

Cosa ne pensano le agenzie immobiliari del Rent to Buy ?

<<Ritengo che il sistema del rent to buy possa essere definito senza dubbio “vincente”, visti i vantaggi che riesce a offrire all’acquirente. Il problema sorge però quando viene calato nella vita reale. Stiamo provando a offrirlo, ma soprattutto tra i privati c’è ancora la necessità da parte dei più a vendere l’abitazione per realizzare il guadagno immediato. Diverso invece il discorso per i costruttori alle prese con l’invcenduto, dove questa formula è ancora poco conosciuta. Con la crisi attuale non risulta dunque di semplice attuazione>>.

Ci sono comunque prospettive per questa formula innovativa di compravendita?

<<Sicuramente sì, ma forse sarà maggiormente accettata quando si farà ancora più fatica a vendere e quindi farà comodo alle persone ma soprattutto alle imprese edili garantirsi un guadagno “parziale” ma costante e sicuro. Ad Avellino, attualmente, la situazione relativa alle vendite è relativamente difficile. Regge bene e senza problemi il centro città, in periferia e nei comuni limitrofi c’è invece ancora troppo invenduto>>.

Comprare Casa ad Avellino: è ora di investire nel mattone

Per Luigi Chiusano di Tecnocasa Avellino Centro, con prezzi degli immobili in discesa e mutui abbordabili  è ora di acquistare casa ad Avellino.

Periodo d’oro per acquistare casa.A parlare sono i numeri.

La quota Euribor è ai minimi storici, l’offerta di abitazioni è talmente alta e i prezzi in ribasso da rendere l’acquisto di un immobile una delle migliori forme di investimento di questo momento economico.

A poco più di un mese dall’analisi relativa alla lenta ripresa del mercato immobiliare, ritorniamo ad approfondire l’argomento. E lo facciamo con il nostro esperto di settore, Luigi Chiusano, titolare fin dal 1994 di Tecnocasa Avellino Centro in Corso Vittorio Emanuele.

Ci eravamo lasciati parlando di un invogliante trend in crescita degli “investimenti nel mattone” ad Avellino come in Italia in generale. Ora ne approfondiamo alcuni aspetti legati in modo particolare ai valori dell’Euribor che oscilla su quota zero. Ci riferiamo all’indicatore del costo del denaro a breve termine utilizzato come tasso base per calcolare interessi variabili, come quello dei mutui.

<<L’Euribor è sceso ai minimi storici – conferma Chiusano – e non si esclude che possa raggiungere valori negativi. Questo dato sicuramente può rallegrare tutti coloro che hanno già un mutuo a tasso variabile, indicizzato in Euribor appunto>>. E rappresenta uno stimolo per chi è intenzionato ad aprire un mutuo.

Ma la situazione positiva non si ferma a questo dato. Cerchiamo di raffigurare un quadro generale per chi è intenzionato a comprare casa o a investire la propria liquidità in questa maniera.

<<Oltre ai finanziamenti con mutui a tassi agevolati, sicuramente sono da tenere in conto due aspetti. Il primo è una crescita a dismisura dell’offerta. Il secondo sono i prezzi vantaggiosi. Siamo di fronte a una situazione del tutto favorevole, che consente di poter scegliere tra innumerevoli opzioni di acquisto con la possibilità di trovare più facilmente la propria casa dei sogni e di risparmiare sul costo. Chi decide di vendere lo fa normalmente abbassando la richiesta (parliamo di un ribasso generale del 30-35%)>>.

Ci sono ancora persone ostinate a vendere a prezzi molto elevati?

<<Certo, senza allinearsi ai  prezzi dettati dal mercato. Ma il risultato è solo uno: mantenere la propria casa invenduta. Il potere oggi è nelle mani di chi acquista non di chi vende>>.

Poi ci sono i casi delle permute per cui <<si vende male da una parte ma si acquista bene dall’altra. Per questo motivo si ritorna al pareggio facendo comunque buoni affari>>.

In una piccola realtà come Avellino, tanto quanto in una qualsiasi altra in Italia, il momento storico ed economico spinge verso l’ “investimento nel mattone” <<non lo diciamo noi, ma sono gli ultimi cinquant’anni di storia a parlare chiaro – chiarisce Chiusano. – La storia infatti ci racconta che tutti coloro che hanno acquistato hanno visto rivalutare il proprio capitale. E questo è un momento veramente d’oro per agire in questa direzione>>.

Secondo le sue considerazioni e i suoi studi, quali possono essere le previsioni relative al mercato immobiliare per il medio periodo?

<<I prezzi degli immobili dovrebbero rimanere stabili almeno per i prossimi due anni – conclude Chiusano –. Dopo potrebbe verificarsi una crescita, ma sicuramente lieve>>.

Per saperne di più, per consulenze e informazioni sugli appartamenti in affitto o in vendita: Tecnocasa Avellino Centro, in Corso Vittorio Emanuele, 200 ad Avellino telefono 0825.38042.

Prezzi ai Minimi, è il momento di Comprare Casa ad Avellino.

Qual è il momento migliore per pensare all’acquisto di una casa ad Avellino ? Nonostante la crisi e la recessione economica, a causa delle quali pensare a un passo così importante possa sembrare una scelta avventata, è proprio questo il periodo per pianificare l’acquisto di un immobile nella zona di Avellino Centro.

Prezzi del mattone ai minimi, tassi di interesse sui mutui in calo, maggiore propensione alla svalutazione da parte dei proprietari pur di attuare la vendita.

Ne parliamo con un esperto di settore, Luigi Chiusano, titolare dal 1994 di Tecnocasa Avellino Centro in Corso Vittorio Emanuele.

<<Questo rappresenta il momento migliore per acquistare immobili – ci spiega Chiusano – infatti possiamo parlare di segnale di ripresa nel settore immobiliare a livello generale. Avellino, in particolare, ha sempre sofferto parecchio perché è una delle realtà più piccole della Campania, ma negli ultimi mesi stiamo riscontrando un crescente interesse da parte delle persone nell’effettuare investimenti nel settore immobiliare>>.

Ci spieghi il perché.

<<Sicuramente in questa fase storica chi ha liquidità preferisce investire i propri risparmi piuttosto che tenerli fermi soprattutto a fronte di un notevole ribasso dei prezzi degli immobili. Parliamo di una diminuzione dei prezzi del 25-30%, quindi veramente importante. Anche da parte delle banche è cresciuto l’interesse a concedere mutui. Le tassazioni si sono abbassate. Insomma, il quadro degli investimenti in questo settore è sicuramente positivo ed invogliante con un trend in crescita>>.

Qual è la tipologia di abitazione maggiormente richiesta?

<<Senza dubbio gli appartamenti dai 90 ai 120 mq con box ubicati in centro città. Questa è la tendenza di massima. Le pezzature più grandi, invece, spaventano non solo per l’acquisto ma soprattutto per la gestione stessa>>.

E sui prezzi cosa può dirci?

<<Ad Avellino centro si parte dai 1.000 euro a mq. Negli ultimi sei-sette anni i prezzi sono scesi ai minimi termini>>.

Qual è l’andamento, invece, delle richieste di affitto?

<<Gli affitti si stanno trasformando molto spesso in vendite. La gente sta capendo sempre di più che, piuttosto che pagare il fitto mensile, è più conveniente acquistare pensando al futuro, certo con non pochi sacrifici, chiedendo prestiti o facendo mutui. Ma resta il fatto che poi l’immobile resta di proprietà, cosa che oggi è molto importante. Se veniamo interpellati in questo senso, infatti, consigliamo sempre di fare un sacrificio in più e di comprare. Le problematiche relative alle vendite – conclude Chiusano – sono più complicate a causa delle normative. Per questo motivo è importante affidarsi a persone valide ed esperte, per scongiurare investimenti sbagliati e trarne il massimo guadagno per il futuro>>.

Per saperne di più, per consulenze e informazioni sugli appartamenti in affitto o in vendita: Tecnocasa Avellino Centro, in Corso Vittorio Emanuele, 200 ad Avellino telefono 0825.38042.