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Le migliori osterie in Campania secondo la guida Slow Food.

Osterie d’Italia, la guida edita da Slow Food, è ormai un punto di riferimento per quanti amano mangiare bene, spendere il giusto ed andare alla ricerca di quei posti che fanno davvero la differenza.

Giunta alla sua trentunesima edizione, il vademecum che assegna le Chiocciole, il simbolo dell’associazione di Bra, alle osterie, alle trattorie ed ai ristoranti italiani che nei loro piatti trasferiscono la filosofia di Slow Food, ha recensito 1697 locali lungo tutto lo stivale, stilando una mappa, regione per regione dei migliori ristoranti italiani secondo il giudizio (ed i parametri) dei curatori storici, Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni.

Ma l’edizione 2021 della Guida si presenta al pubblico dei lettori con delle novità non solo tra le strutture citate ma soprattutto nella forma che si è deciso di adottare.

La pandemia ha finito per avere effetti anche sul settore editoriale: la chiusura a lungo di tante strutture, l’inevitabile riconversione che ha interessato alcuni, lo stop definitivo di altri ha indotto, per l’anno 2021, a non assegnare le storiche Chiocciole.

Nessun ristorante, però, è stato cancellato dalla guida, che riporta tutti quelli precedentemente citati ai quali, però, si sono aggiunte delle piacevoli novità.

E in questa nuova versione di Osterie d’Italia Slow Food, a fare la parte del leone è proprio la Campania, la regione che riporta il maggior numero di segnalazioni.

In Campania sono 23 i nuovi ristoranti segnalati nella guida – oltre a quelli già menzionati in passato – , che oltre al simbolo generale della Chiocciola, individua anche altri elementi per consentire una scelta responsabile e convinta ai consumatori: c’è l’annaffiatoio che indica la presenza di un orto di proprietà, la bottiglia a testimoniare una carta dei vini particolarmente ricca, la chiave per segnalare la possibilità di dormire nello stesso luogo, il formaggio per quei locali che presentano un menù con prodotti caseari di qualità.

Una menzione particolare viene, infine dedicata a quei ristoranti che offrono menù per celiaci e a quelli che utilizzano nel loro menù almeno tre Presidi Slow Food.

I ristoranti della Campania segnalati da Slow Food nel 2021

Ma quali sono in Campania le nuove Osterie segnalate da Slow Food nell’edizione 2021 della Guida?

Ecco di seguito tutti i locali delle province campane che sono stati meritevoli di una citazione secondo i curatori della guida Osterie D’Italia 2021:

• «Don Lisandro», Caserta

• «La Taverna degli Antichi Sapori», Controne (Sa)

• «VicoRua», Eboli (Sa) •«L’Occhiano», Felitto (Sa)

• «Barrasso», Grottaminarda (Av)

• «La Tana della Sirena», Montecorice (Sa)

• «Osteria Mediterranea», Napoli

• «Nonna Luisa», Piano di Sorrento (Na)

• «Katakrì», Piedimonte Matese (Ce)

• «I Cacciagalli», Teano (Ce)

• «Casa Kbirr», Torre del Greco (Na)

• «Olio e Basilico», Calvi Risorta (Ce)

• «La Bottega Creativa», Cardito (Na)

• «Le Parùle», Ercolano (Na)

• «Giovanni Grimaldi», Grottaminarda (Av)

• «’O Scialatiello», Marigliano (Na)

• «1947 Pizza Fritta», Napoli

• «Vincenzo Capuano», Napoli

• «Fronna d’Està», Pomigliano d´Arco (Na)

• «La Pietra Azzurra – Vallo di Diano», Sala Consilina (Sa)

• «Magma», Torre del Greco (Na)

• «Binario 1», Vairano Patenora (Ce)

• «Pizzeria Eden», Vallo della Lucania (Sa)

Nella edizione precedente della guida, quella che ancora contemplava la presenza delle Chiocciole come segno distintivo delle strutture, venivano segnalate invece 22 attività in tutta la Campania: ecco quali.

Osterie Slow Food ad Avellino.

In provincia di Avellino vengono segnalate La Pignata ad Ariano Irpino, il Valleverde Zi’ Pasqualina ad Atripalda, La Pergola a Gesualdo, Di Pietro a Melito Irpino, L’Osteria del Gallo e della Volpe a Ospedaletto d’Alpinolo e La Ripa a Rocca San Felice e la new entry, rappresentata da I Santi a Mercogliano.

Osterie Slow Food a Benevento.

A Benevento, il solo ristorante con la chiocciola è Nunzia.

Osterie Slow Food a Caserta.

Gli Scacchi di Caserta è l’unico ristorante in città segnalato nella guida mentre in provincia, a Bellona, il riconoscimento per la prima volta è andato all‘osteria A’ Luna Rossa.

Osterie Slow Food a Napoli.

A Napoli e provincia ecco Fenesta Verde e La Marchesella a Giugliano in Campania, Il Focolare a Ischia, Lo Stuzzichino a Massa Lubrense, Da Donato a Napoli, Abraxas a Pozzuoli, ‘E Curti a Sant’Anastasia e Il Cellaio di Don Gennaro a Vico Equense.

Osterie Slow Food a Salerno.

Nel salernitano, i ristoranti che rispondono ai criteri indicati da Slow Food sono: Famiglia Principe 1968 a Nocera Superiore, Perbacco a Pisciotta, ‘O Romano a Sarno, La Piazzetta a Valle dell’Angelo.

C’erano una volta le Sagre in provincia Avellino, ora è tempo di trattorie, agriturismi e ristoranti.

Tra le novità 2020 della prima estate post (?) Covid, la più evidente ed assordante nel suo silenzio è l’assenza dai calendari dei comuni, dei comitati festa e delle pro loco degli eventi estivi per eccellenza: le sagre.

Divertimento, tempo libero, cultura e gastronomia: la sagra è la sublimazione dello stare insieme. Serate in cui troneggiano la cucina del territorio, la buona musica e gli spettacoli dal vivo.

Sagre Avellino, tutte le feste e gli eventi in Irpinia

Fino allo scorso anno, per gli amanti del divertimento c’era solo l’imbarazzo della scelta tra le tante occasioni, le sagre ed i festival che rendevano piacevole uscire di sera in Irpinia.

Ed era particolarmente vasto e ricco il panorama degli eventi, delle feste e delle sagre in programma ogni giorno in provincia di Avellino.

La necessità di garantire distanziamento sociale e di evitare assembramenti ha avuto come logica conseguenza, il rinvio a tempi migliori di quasi tutte le sagre e le serate enogastronomiche. Troppo rischioso andare avanti con l’organizzazione come se nulla fosse accaduto.

Le linee guida delle sagre 2020

Nonostante il governo nazionale e quello regionale abbiano fissato delle linee guida per poter organizzare in sicurezza sagre ed eventi estivi, i promotori hanno preferito soprassedere.

«Nonostante avessimo messo a disposizione un nostro pool di esperti pronto a sostenere le pro loco nella fase di pianificazione degli eventi alla luce delle nuove regole in vigore per evitare i contagi – racconta il presidente dell’Unpli, Giuseppe Silvestri – , nessuno ha chiesto la nostra consulenza».

Probabilmente perchè a fronte di un dispendio di energie e di risorse ci sono responsabilità notevoli che gli organizzatori dovrebbero assumersi.

Ed allora, stando così le cose, per l’estate 2020 bisognerà rinunciare del tutto a trascorrere serate in compagnia di amici, magari godendo della frescura dei centri storici dei paesi dell’Irpinia e dei buoni sapori della cucina locale?

L’alternativa alle sagre

Perché se è vero che nell’estate 2020 non ci saranno le Sagre più rinomate, è altrettanto vero che l’opportunità di gustare piatti tipici irpini nei luoghi di ideazione e preparazione esiste.

Basterà rivolgersi ai ristoranti, alle trattorie ed agli agriturismi della zona prescelta per scoprire le più antiche tradizioni gastronomiche.

Qualche esempio?

Dove mangiare la Maccaronara.

La maccaronara

Per chi ama la pasta, un appuntamento da non perdere è con la Maccaronara, preparazione tradizionale di Montemerano e Castelvetere sul Calore.

I 9 migliori ristoranti dove mangiare la Maccaronara in Irpinia.

Quasi tutti i ristoranti della zona propongono piatti da leccarsi i baffi.

Dove mangiare le Cannazze

Le cannazze di calitri

E che dire delle Cannazze di Calitri? Altro piatto a base di pasta fatta a mano condita con il ragù

I 5 ristoranti dove mangiare le Cannazze a Calitri e in provincia di Avellino.

Inutile dire che la versione originale la si può gustare solo nei ristoranti di Calitri.

Dove mangiare il Baccalà

Mulino della Signora: Baccalà Fritto con Mela Cotogna e Peperoncino di fiume

Tra i piatti che stuzzicano le papille gustative in Irpinia, un posto di rilievo lo occupa il Baccalà, il cosiddetto pesce di montagna.

Gli 11 migliori ristoranti avellinesi dove mangiare il Baccalà.

In diversi centri della provincia si trovano ristoranti che propongono baccalà cucinato secondo le locali tradizioni.

Naturalmente, l’alternativa alle sagre nell’estate 2020 vale anche per i vini, quel nettare degli dei di cui la provincia di Avellino è espressione superba.

Se non ci saranno gli eventi dedicati al Fiano, al Greco di Tufo, al Taurasi nei comuni dell’areale, questo non significa dovervi rinunciare.

E, così, da Avellino ad Atripalda, da Lapio a San Michele di Serino, da Taurasi fino a Summonte, non mancano le occasioni per abbinare alla cucina tradizionale con i vini bianchi e rossi d’Irpinia.

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Segnala il Tuo evento a Lino Sorrentini Comunicazione / Agendaonline.it

L’Hotel Caruso a Ravello tra le piscine più belle del mondo.

Le piscine a sfioro sono spesso un punto di forza nell’offerta di una struttura alberghiera. Soprattutto se di lusso.

Panorami mozzafiato da gustare nel tepore dell’acqua gustando magari un cocktail: ecco le più belle “Infinity Pool” del mondo, tra cui c’è anche una situata in costiera amalfitana in campania

La più bella piscina in Italia

Non solo bellezze naturali anche in fatto di piscine l’ Italia non delude, anzi.

La Piscina più bella della costiera amalfitana

C’è anche una nota e rinomata struttura campana tra gli alberghi più belli e affascinanti dotati di piscine a sfioro di tutto il mondo.

Si tratta del Belmond Hotel Caruso situato a Ravello, una “perla” affacciata su un mare cristallino, ubicato in un’antica dimora dell’XI secolo.

Questo storico palazzo, completamente restaurato, si affaccia in maniera vertiginosa sulla splendida Costiera Amalfitana.

Situato nel punto più alto della scogliera, a 350 metri sul livello del mare, al di sopra di oliveti e giardini di limoni, l’hotel si trova in una posizione magnifica e offre panorami mozzafiato.

La struttura è arredata con eleganti mobili d’epoca e vanta, per l’appunto, anche una piscina panoramica riscaldata a sfioro con vaporizzatori d’acqua Evian, servizio di Concierge dedicato, a disposizione con iPod con la propria musica preferita, bar e due eccellenti ristoranti (di cui uno sulla terrazza per godere del magnifico panorama che si apre davanti ai propri occhi).

La piscina rappresenta dunque un punto davvero suggestivo, un vero “must”, affacciandosi sulle montagne e sulle rovine storiche del castello.

Tra gli altri servizi della struttura, ogni giorno c’è la possibilità di escursioni in barca (gratuite) alla scoperta della Costiera Amalfitana, un attrezzatissimo centro fitness, una preziosa boutique interna per acquisti unici e ricercati.

Secondo “Secret Escapes”, un esclusivo club per soli membri che offre ai soci sconti e offerte su hotel e viaggi di lusso, le piscine a sfioro stanno diventando sempre più popolari fra alberghi e resort.

Le piscine più belle del Mondo

Oltre all’Infinity Pool del Belmond Hotel Caruso di Ravello, le altre piscine da sogno del globo, dall’Australia alla Thailandia, dal Kenya a Bali, sono:

La più bella piscina in Thailandia

Koh Lanta in Thailandia, attrezzata di area solarium e lettini, spa in perfetto stile Thai con trattamenti di benessere, area fitness con attrezzi, lounge bar a bordo piscina ed elegante ristorante fusion;

La più bella piscina a Singapore

Marina Bay Sands a Singapore, al 57esimo piano, disponibile solo per gli ospiti dell’hotel fino alle ore 23 per un bagno notturno scenografico;

La più bella piscina a Londra

Shangri-La allo Shard a Londra, che vanta una posizione di prestigio all’interno dello Shard, l’edificio più alto dell’Europa Occidentale;

La più bella piscina in Kenya

Sarara Camp in Kenya, incastonata nella roccia riempita solo di pura acqua piovana;

La più bella piscina in Svizzera

The Cambrian in Svizzera, affacciata su una sensazionale vista sulle montagne innevate;

La più bella piscina a Bali

The Hanging Gardens a Bali, con una piscina a due livelli su una base di cenere vulcanica solidificata che dà ai bagnanti la sensazione di nuotare in mezzo agli alberi;

La più bella piscina in Australia

Qualia in Australia, con una piscina privata per ogni villa in modo da potersi godere la Grande Barriera Corallina lontano da occhi indiscreti;

La più bella piscina alle Antille

Jade Mountain a Santa Lucia, con la piscina che si proietta sull’impressionante distesa di vegetazione e mare;

La più bella piscina in Spagna

Grand Hotel Central in Spagna, con una vista spettacolare su tutta Barcellona.

Un week end nei luoghi del commissario Montalbano.

Il Commissario Montalbano, la serie tv più amata dal pubblico italiano compie vent’anni. E festeggia con due nuovi episodi, “Una storia del ’43” e “L’altro capo del filo”, ennesimi capolavori tratti dalla penna di Andrea Camilleri.

In quattro lustri, Montalbano ha finito per innestarsi nel volto, nella voce e nella gestualità di Luca Zingaretti, protagonista indiscusso della serie insieme agli altri storici interpreti Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino Mazzotta (Giuseppe Fazio), Angelo Russo (Agatino Catarella) e Roberto Nobile (Nicolò Zito).

Ma soprattutto, la fiction di Raiuno ha avuto il merito di mettere in evidenza promuovere la Sicilia più vera, la Sicilia barocca, con i suoi splendidi edifici, i suggestivi vicoli, i piccoli ed incantevoli paesi che si affacciano su un mare limpido ed incontaminato.

Un fine settimana nei luoghi di Montalbano.

E da questi luoghi, così ricchi di fascino e di atmosfere uniche ed inconfondibili, che può partire un week end nei luoghi dove è stata girata la famosa fiction RAI del Commissario Montalbano , che ripercorre le intricate vicende del commissario più amato d´Italia.

A spasso per Vigata con Montalbano.

Punto di partenza per un week end nei luoghi del Commissario Montalbano è, ovviamente, Ibla, l’antico rione di Ragusa, che nella fiction televisiva diventa Vigata, la città immaginata da Camilleri come sede delle avventure di Montalbano.

Spingendosi verso l´interno, si arriva sulla splendida piazza del Duomo di San Giorgio che appare in quasi tutti gli episodi televisivi e sulla quale si affaccia il famoso bar frequentato da Montalbano e dai suoi collaboratori.

Uscendo da Ragusa e dirigendosi verso Scicli si incontra il castello ottocentesco di Donna Fugata, splendida residenza, nella fiction, dell´anziano boss mafioso Balduccio Sinagra.

A Scicli, tra i luoghi di Montalbano.

Arrivati a Scicli ci si imbatte nel bel Palazzo Comunale, risalente agli inizi del Novecento che, negli episodi televisivi, non è altro che il Commissariato di Vigata; al suo interno si può vedere la stanza del sindaco che, sempre nella fiction, diventa la stanza del questore.

Spostandosi di pochi metri si può ammirare, invece, Palazzo Iacono, sede della Questura di Montelusa.

Dov’è la casa del Commissario Montalbano?

Proseguendo lungo questo suggestivo itinerario si arriva a Punta Secca, alias Marinella, dove si trova la famosa casa del commissario Montalbano, con la sua meravigliosa terrazza affacciata sul mare, divenuto, nel frattempo un bed&breakfast.

L´itinerario può terminare con un salto a Sampieri, antico borgo marinaro, dove si può incontrare l’antica fornace del Pisciotto che, nella finzione scenica, si trasforma nella celebre Mannara, luogo in cui vengono compiuti alcuni dei delitti su cui indaga lo scontroso commissario siciliano.

I nuovi luoghi di Montalbano.

Tra le novità delle due puntate in onda nel mese di febbraio 2019, ecco il Duomo di San Giorgio di Modica, il cimitero di Scicli ma, soprattutto, la trasferta friulana del commissario Montalbano, che seguendo una sua indagine si ritrova in trasferta a Bellosguardo, nome di fantasia che nella realtà sarà rappresentato da Cividale del Friuli e Venzone.

Le strade del vino in Abruzzo: viaggio tra cantine e vigneti.

Per conformazione geografica e tradizioni, l’Abruzzo è una di quelle regioni in cui i prodotti della terra, oltre ad avere origini antichissime, costituiscono una ricchezza sia per chi li produce che per chi li assaggia.

Seguire le strade del vino significa immergersi nella vita di campagna, scoprire antiche tecniche di lavorazione, conoscere graziosi borghi lontani dal caos delle grandi città.

Partendo da nord, dal confine con le Marche, il primo percorso che si incontra è quello della Strada del Vino Controguerra.

Secondo ciò che raccontano gli anziani, già ai tempi di Annibale questa area era famosa per i suoi vini che oggi costituiscono la base principale dell’enogastronomia locale.

Le città del vino in Abruzzo

Alba Adriatica, Colonnella, Nereta, Campli e Teramo sono unite da un filo “rosso” che è quello del Montepulciano d’Abruzzo e del Trebbiano d’Abruzzo i due giganti della produzione vinicola locale che caratterizzano anche il viaggio attraverso la Strada del Vino Colline del Ducato, che attraversa Giulianova, Roseto degli Abruzzi e Silvi Marina, lungo la fascia costiera teramana.

Lasciando la provincia di Teramo e continuando verso Pescara la Strada del Vino Colline Aprutine è caratterizzata da un territorio in cui, più che le viti, sono gli ulivi a primeggiare.

Olio e vino, di ottima qualità, scorrono a fiumi da queste parti, e costituiscono gli elementi principali su cui si basa la cucina tipica locale.

Le altre strade del vino abruzzesi.

Francavilla a Mare, Chieti e Ortona sono, invece, i centri principali della Strada del Vino Colline Teatine, anch’essa dominata dal Montepulciano e dal Trebbiano.

Andando verso l’interno ciò che salta subito all’occhio, o meglio al gusto, è come, pur cambiando gli ingredienti della cucina locale, gli stessi vini si sposano alla perfezione a piatti  completamente differenti da quelli della costa.

Con la Strada del Vino Tremonti e Valle Peligna comincia la scalata verso le vette abruzzesi del Gran Sasso e le principali località turistiche invernali, come Pescasseroli, Roccaraso e Pescocostanzo.

L’ultima tappa delle strade del vino abruzzesi è quella del Tratturo del Re.

Anche qui, manco a dirlo, Montepulciano e Trebbiano dominano la scena.

Da Lanciano a Val di Sangro, da Casalbordino a Vasto, mutano gli scenari, i profumi, i colori ma non il gusto dei preziosi vini abruzzesi.

Cosa sono criptovalute e blockchain e dove comprare Bitcoin.

Criptovalute, Valute Digitali, Blockchain, Bitcoin: ecco termini che, giorno dopo giorno, diventano sempre più presenti nell’informazione quotidiana.

Termini, ma soprattutto concetti, con i quali bisogna inevitabilmente prendere confidenza per non restare indietro.

Per provare a rispondere in maniera semplice alle domande più frequenti sulle criptovalute e la tecnologia ad esse collegata, ci siamo fatti aiutare dal dottor Massimo Moschella, Financial Analyst e Economic Strategist, collaboratore per il gruppo XM.COM, recentemente incluso nel WF100 (World Finance 100), elenco che comprende tutte le società che rappresentano l’eccellenza nel mondo della finanza.

Cosa sono le criptovalute?

“Cercherò di rispondere alla domanda nella maniera più semplice possibile. Non me ne vogliano, pertanto, i colleghi più esperti e i lettori più esigenti.

Le criptovalute (o criptomonete o cryptocurrencies) sono valute digitali o virtuali create per essere utilizzate come strumento di scambio senza utilizzare le banche. E’ questa l’idea rivoluzionaria partorita nel 2008 da Satoshi Nakamoto, uno pseudonimo ancora misterioso dietro cui si nascondono uno o più informatici (non si esclude nemmeno lo zampino della CIA o dell’NSA) che hanno creato il bitcoin, la prima delle criptomonete, basandosi sulla tecnologia blockchain”.

Vogliamo chiarire ancora di più?

“Le cryptocurrencies sono dunque sistemi con unità di pagamento concepiti esclusivamente in forma digitale. Detti sistemi adoperano la crittografia per verificare e rendere sicure le transazioni, nonché controllare la creazione di nuove unità di criptovaluta. La crittografia non dà solo il nome, ma è anche la disciplina decisiva ai fini della sicurezza delle criptovalute. Dietro a questo concetto si nasconde infatti la scienza che si occupa della cifratura e della protezione generale di dati e informazioni. Entrambe sono indispensabili per un sistema di pagamento senza contanti e senza controllore”.

Chi certifica allora la correttezza delle operazioni effettuate in criptomonete?

“Direttamente il mercato, cioè tutti i singoli fruitori. Cercherò di spiegarmi meglio. Nakamoto (chiunque esso sia) aveva un chiodo fisso, tagliare fuori dalle transazioni finanziarie le banche (ma anche i governi). La maggior parte delle criptovalute si basa dunque su una struttura decentralizzata: non solo la generazione di nuove unità ma anche le singole operazioni vengono eseguite in modalità collettiva, in cui più partecipanti le controllano e le controfirmano sul rispettivo sistema. La comunicazione ha normalmente luogo mediante una rete peer-to-peer (in forma abbreviata P2P, cioè da pari a pari) in cui tutti i computer hanno gli stessi diritti: ogni dispositivo collegato è sia client che server. Ecco abolita così la figura dell’ente regolatore (la banca o lo Stato) che sovrintende alle operazioni di pagamento, con abbattimento quasi totale dei costi di transazione”.

Come fanno gli utenti a verificare cosa accade?

Se ogni singolo utente può partecipare attivamente al network, questo è possibile grazie alla blockchain, un registro pubblico, digitale e immodificabile, di tutte le transazioni avvenute nella rete. Di conseguenza, gli utenti possono verificare in qualsiasi momento il bilancio di ogni singolo account. Sostanzialmente, qualsiasi rete di criptovalute si basa sul totale consenso – verificato e verificabile in eterno – dei partecipanti riguardo alla legittimità dei bilanci e degli scambi.

In sostanza, è proprio l’uso della crittografia e della rete blockchain a rendere ridondante la presenza di un agente regolatore di terze parti”.

Che cos’è la Blockchain?

Come anticipato brevemente, è un database distribuito che sfrutta la tecnologia peer-to-peer e chiunque può scaricarlo dal web, https://bitcoin.org/bin/block-chain/ diventando così un nodo della rete. In altre parole è il libro contabile in cui sono registrate tutte le transazioni fatte in bitcoin dal 2009 ad oggi, transazioni rese possibili dall’approvazione del 50%+1 dei nodi. Un sistema di verifica aperto che non ha bisogno del benestare delle banche per effettuare una transazione.

I dati relativi agli scambi sono salvati all’interno di blocchi crittografici, collegati in maniera gerarchica l’uno all’altro. Si viene così a creare un’infinita catena di blocchi di dati (di qui il nome blockchain) che consente verificare tutte le transazioni effettuate“.

Quali sono le principali caratteristiche della tecnologia blockchain?

  • immutabilità del registro;
  • tracciabilità delle transazioni;
  • alto livello di sicurezza basato su tecniche crittografiche.

Cosa sono i Bitcoin e quanto valgono?

“I bitcoin, come detto, sono la prima e certamente più famosa moneta virtuale. ll loro valore è determinato, al pari di ogni altro tipo di asset finanziario, dall’incontro tra domanda e offerta. Nel momento in cui parliamo 1 bitcoin è quotato circa 7000 euro. Tuttavia il bitcoin non è l’unica moneta virtuale.

Sono nati infatti concorrenti di tutto rispetto che hanno ripreso il concetto della blockchain e lo hanno applicato in maniera differente. Mi riferisco alle cosiddette “altcoin“, monete alternative, distribuite e utilizzate in nicchie e ambiti particolari. Binance Coin, Ripple, Eos, Litecoin, Tether, Monero, Dash. Dietro ci sono algoritmi e protocolli differenti, alcuni che potenziano la sicurezza, altri pensati per ottimizzarne l’estrazione digitale, altri per occuparsi della loro registrabilità.

Come si acquistano i Bitcoin?

“Per poter acquistare bitcoin (ma lo stesso vale per ogni altra criptovaluta) principalmente due alternative:

  • è possibile aprire un portafoglio/conto virtuale (denominato wallet) presso Coinbase, ad esempio, e procedere all’acquisto delle monete virtuali. Quasi tutti i servizi di questo tipo offrono un’app per smartphone che rende molto più semplice e diretta la gestione del proprio account. Con il proprio wallet, dopo un processo di verifica dell’identità, si possono acquistare, vendere e conservare bitcoin e altre criptovalute.
  • Un altro metodo, più veloce e di più semplice gestione, è quello di acquistare i bitcoin sotto forma di Cfd (Contract for Difference, ovvero Contratto per Differenza, una forma sintetica di sottostante) registrandosi velocemente su una piattaforma di trading come XM.COM, il broker che rappresento, presente in 196 paesi del mondo (miglior broker d’Europa per il 2018). Qui le monete virtuali si possono negoziare 24 ore su 24, al pari di ogni altro strumento finanziario, secondo gli stessi principi di trading che regolano azioni, indici, valute e materie prime”.
  • Chi fosse interessato a impratichirsi senza rischiare nulla, può aprire un conto demo cliccando sul seguente link .

Una Fuga Romantica a Matera.

Meraviglioso esempio di città troglodita, nata dalla montagna e a essa indissolubilmente legata, Matera e i suoi Sassi sono stati proclamati Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO nel 1993, rappresentando il primo sito dell’Italia Meridionale a esserne iscritto.

Decidere di trascorrere un romantico week end a Matera è una buona idea per ripercorrere la lunghissima storia di questa città.

Un po’ di storia

Nonostante una testimoniata presenza umana già nel periodo del Paleolitico, nel Neolitico presero forma i primi tre insediamenti: Murgia Timone, Murgecchia e la collina che poi avrebbe ospitato Matera, tutti caratterizzati dalla presenza delle abitazioni cavernicole.

La topografia e la struttura geologica del luogo fecero in modo da farne meta ideale per un rapido stanziamento umano, con spazi adattabili all’allevamento e alla coltivazione. Sul piccolo contrafforte che separa le due gravine si stabilirono le prime comunità preistoriche, lì dove successivamente venne innalzata la città.

Con il passare del tempo iniziarono a confluire sempre nuovi individui e si assistette a un proliferare di nuove abitazioni che, per mancanza di spazio, andavano a sovrapporsi a quelle precedenti in una struttura che diveniva sempre più complessa e architettonicamente affascinante.

Week end romantico a Matera cosa vedere durante una fuga d’amore.

Presero forma così il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso che, insieme al rione “Civita”, costituiscono gli elementi principali del complesso nucleo urbano che ancora oggi affascina i numerosi turisti che si recano a visitarlo.

A partire dal XVII secolo, la città iniziò a espandersi sempre più verso l’alto, riempiendo ogni spazio sovrastante e nacquero edifici quali il Seminario, la Chiesa del Purgatorio e la Chiesa di San Francesco d’Assisi, due magnifici esempi di strutture religiose in stile barocco.

La bellezza di questa città risiede soprattutto nella perfezione di un ecosistema urbano capace di perpetuare uno stile di vita di origine preistorica fin nella modernità, lasciandone inalterate le caratteristiche peculiari.

Pieno di fascino senza tempo è il parco delle chiese rupestri, scavate nel tufo, un patrimonio che si compone di decide e decine di strutture religiose che risalgono per la maggior parte all’Alto Medioevo.

Tra queste la Cripta del Peccato Originale, che contiene un ciclo di affreschi tra i più importanti del X secolo, la Madonna della Croce, risalente al XI secolo, e il Parco dei Monaci, un complesso del XI secolo interessante anche dal punto di vista paesaggistico.

Altre informazioni turistiche

Siti Unesco in Italia: il Centro Storico di Napoli

Quasi 2.500 anni di storia e un patrimonio artistico di raro valore. Napoli conserva ancora oggi la testimonianza tangibile del suo passato glorioso e della mescolanza culturale che hanno consentito il proliferare di stili diversi.

Il tessuto urbano di Napoli custodisce gli elementi delle diverse epoche conferendo al sito un valore storico che ha esercitato una profonda influenza su gran parte del continente europeo.

Facile comprendere il perché della straordinaria complessità del suo tessuto urbano e della diversità dei quartieri e dei monumenti.

Delle sue origini greche rimangono poche tracce, ovvero alcune sezioni delle mura originarie, mentre del periodo romano testimonianza sono i cimiteri, le catacombe e il grande Teatro.

All’interno della Cattedrale troviamo il primo edificio religioso del periodo cristiano, la Cappella di Santa Restituita, mentre le chiese di San Gennaro e quella di San Giorgio possiedono elementi architettonici risalenti al IV e al V secolo d.C. Di epoca normanna il Castel dell’Ovo, tra i monumenti più rappresentativi della città partenopea, che si staglia nel mare creando un magnifico colpo d’occhio con il Vesuvio a cornice.

Di stile gotico longobardo sono invece la Chiesa di San Lorenzo Maggiore, Santa Chiara, Santa Maria Donnaregina e il Palazzo del Principe di Taranto.

A seguire, il filone architettonico legato alla dominazione aragonese, che include monumenti quali la Chiesa di Santa Caterina, il complesso di Monteoliveto e Sant’Anna dei Lombardi, il Palazzo Reale, il collegio gesuita di Capodimonte e il convento di Sant’Agostino.

Molto suggestivo e pittoresco rimane il quartiere vecchio, fatto di strette strade che occupano oggi l’originario centro greco-romano.

Qui si trova anche Castel Capuano, antica residenza reale, e Porta Capuana (1484).

Oltre al nucleo antico, meritano una passeggiata la costa cittadina, dove la bellezza della natura e del golfo incontrano la mano dell’uomo tra vicoli angusti e sfarzose costruzioni signorili, e la parte rinascimentale del centro città, dove troviamo anche il Teatro San Carlo, la Galleria Umberto I, il Maschio Angioino e la grandiosa e affascinante Piazza del Plebiscito.

Il Centro Storico di Roma, sito Unesco, è patrimonio dell’umanità

Nell’antichità era la “Caput Mundi”, ancora oggi, il centro storico di Roma,sito Unesco, rappresenta una metà imprescindibile per il turismo mondiale

Tra i siti proclamati dall’UNESCOPatrimonio dell’Umanità” non poteva mancare Roma, il cui centro storico, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo Fuori le Mura sono stati inseriti nel 1980, e poi estesi nel 1990, nella lista delle meraviglie del Pianeta da preservare.

Nell’antichità era la “Caput Mundi” e ancora oggi, come allora, rappresenta una metà imprescindibile per il turismo mondiale, testimone delle origini dell’intera cultura occidentale, ricca di bellezze artistiche e storiche, luogo che ammalia qualunque visitatore, che ispira registi, cantanti, artisti.

Roma incanta, e il suo centro storico ne è concreta rappresentazione.

Esso è racchiuso tra le Mura Aureliane, a sinistra del Tevere, e le Mura Gianicolensi, a destra, e conta centinaia di punti di interesse artistico e archeologico. Fu solo nel III secolo dell’era cristiana che l’imperatore Aureliano fece costruire la cinta muraria intorno alla “Urbs”, a dimostrazione che il cuore dell’Impero non era più al sicuro dalle minacce esterne.

La città infatti ne era sprovvista fin dai tempi della monarchia. All’intero di esse oggi continua a vivere un tesoro fatto di storia e di arte di inestimabile valore.

Cosa Visitare nel centro Storico di Roma

 La città del suo nucleo storico si suddivide in ventidue rioni, tutti contenuti nelle mura a eccezione di Borgo e Prati. Impossibile annoverare tutte le bellezze presenti in città.

Sicuramente da non perdere in occasione di una visita a Roma c’è Campo Marzio, che include Piazza di Spagna e Piazza del Popolo, il Pantheon e Piazza Venezia, Piazza Navona, il Foro Romano e il Campidoglio, il caratteristico rione di Trastevere “trans Tiberim” (al di là del Tevere), Castel Sant’Angelo e Via della Conciliazione, la Porta Maggiore, e ancora come dimenticare il Colosseo e l’Arco di Costantino.

Le chiese del Centro Storico di Roma

Tra le proprietà extraterritoriali della Santa Sede sul territorio italiano, anch’esse incluse nella denominazione dell’UNESCO, troviamo invece alcuni dei maggiori luoghi di culto del territorio.

quali chiese visitare

A partire dalla Basilica di San Giovanni in Laterano, e ancora la Basilica di Santa Maria Maggiore, il Palazzo del Laterano, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Villa Gabrielli al Gianicolo, le Ville Pontificie di Castel Gandolfo, fuori le mura romane.

E, in particolare, la Basilica di San Paolo Fuori le Mura, la seconda basilica papale di Roma dopo San Pietro in Vaticano, splendida rappresentazione dell’architettura paleocristiana.

Tutti i concerti dell’estate in provincia di Salerno. – Aggiornato

In piazza come in un teatro, al palasport come in un club: le occasioni per ascoltare buona musica non mancano in provincia di Salerno.

Sono tanti i concerti, anche gratis in programma in diverse piazze salernitane, ma occhio anche alla programmazione nei teatri e palazzetti.

Sei alla ricerca di cosa fare a Salerno ? Ami la musica live? La stagione dei concerti è in pieno ritmo e non mancano le occasioni in provincia di Salerno per godere di qualche ora di buona musica.

Le date dei Concerti nel 2019.

Tanti gli appuntamenti musicali organizzati in provincia di Salerno che accompagneranno gli amanti dei live per tutto il 2019.

Tra i tanti spicca il programma 2019 dei concerti del Ravello Festival, una rassegna internazionale che quest’anno coinvolgerà le più prestigiose orchestre nazionali.

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Non trovi il tuo Evento ? Segnala il tuo concerto a Lino Sorrentini Comunicazione / Agendaonline.it.

Altre informazioni:

Concerti Agosto 2019

Ecco le date dei concerti che si terranno ad Agosto in provincia di Salerno:

  • Sabato 31 Agosto 2019 – Ravello Festival (Sa) – Orchestra Italia Belvedere di Villa Rufolo, ore 19.30 Orchestra Filarmonica della Scala Direttore Lorenzo Viotti Musiche di Rossini, Puccini, Dvorak Posto unico € 50
  • Sabato 31 EUGENIO BENNATO – Novi Velia (Salerno)

Concerti mese di Settembre

  • Domenica 1 DODI BATTAGLIA – Sant’Arsenio (Salerno) piazza Domenico Pica
  • Domenica 1 TULLIO DE PISCOPO– San Marzano sul sarno (Salerno) parco Urbano
  • Lunedì 2 BANDABARDO’ – San Marzano sul sarno (Salerno) parco Urbano
  • Lunedì 2 BIANCA ATZEI – Perrazze fraz. di Palomonte (Salerno) Viale San Nicola
  • Lunedì 2 AUDIO 2 – San Gregorio Magno (Salerno) piazza Amendola
  • Lunedì 2 PEPPINO DI CAPRI – Amalfi (Salerno) piazza Duomo
  • Martedì 3 ENZO AVITABILE- San Marzano sul sarno (Salerno) parco Urbano
  • Martedì 3 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Auditorium Oscar Niemeyer, ore 19.00 Conservatorio di Musica ‘S. Pietro a Majella’ di Napoli Vesuvius Wind Orchestra Direttore Bruno Sepe Giampiero Di Lecce, Marco Cocule, Antonio Punzone, Francesco Maddaluna, Giuseppe Di Maio, clarinetti Isabella Giannatasio, Marcello Masi, flauti Luigi Damiano, oboe Guido Mandoglio, fagotto Maurizio Conte, Luigi Falanga, Fabio Montefoschi, Nicola Copertino, sassofoni Alessandra Arillo, Nico Rodrigues, corni Giulio Trifiletti, Salvatore Liotti, Rosario Maddaloni, trombe Vincenzo Vuolo, Davide Musella, Michele Sorrentino, tromboni Laura Francesca Mastrominico, Nicola Napolitano, Luigi Di Ruba, Felice Iannicelli, percussioni Musiche di Rota, Williams, Zimmer, Stone, Djawardi Ingresso libero
  • Mercoledì 4 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo, ore 12.00 Orchestra di plettri del Conservatorio di Musica ‘S. Pietro a Majella’ di Napoli Gianni Marcellini, Tommaso Barra, Oscar Di Lorenzo, Marianeve Aricò, Federico Maddaluno, Emanuele Auricchio, Marco Dell’Aversana, Giovanni Leonetti, Mattia Raimo, mandolini Vincenzo Mozzillo, Ivano Pagliuso, Salvatore Scafarto, chitarre Biglietto di ingresso alla villa
  • Giovedì 5 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – Nel Giardino di Wagner Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo, ore 23.00 Quintetto di Fiati del Teatro di San Carlo di Napoli Pianista Giuseppe Albanese Musiche di Ibert, Hindemith, Ligeti, Mozart Posto unico € 25
  • 6 settembre 2019 PIERO PELU a SCARIO (Salerno)
  • 7 Settembre 2019 ENZO GRAGNANIELLO in concerto a BOSCO frazione di San Giovanni a Piro (Sa)
  • Sabato 7 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – Nel Giardino di Wagner Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo, ore 23.00 Quartetto d’archi del Teatro di San Carlo di Napoli Pianista Giuseppe Albanese Musiche di Puccini, Verdi, Ferrari Posto unico € 25
  • Sabato 7 ENZO GRAGNANIELLO– Bosco (Salerno)
  • Sabato 7 VALENTINA STELLA– Ravello (Salerno) piazza Fontana Moresca
  • Domenica 8 I CAMALEONTI – Timpone (Salerno)
  • Lunedì 9 TONY COLOMBO – S.Alfredo Sarno (Salerno)
  • Lunedì 9 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo, ore 19.00 Conservatorio di Musica ‘Santa Cecilia’ di Roma Ensemble di fiati Musiche di Strauss Biglietto di ingresso alla villa
  • Martedì 10 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Location da definire Conservatorio di Musica ‘Benedetto Marcello’ di Venezia Ingresso libero
  • Mercoledì 11 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Location da definire Conservatorio di Musica ‘Benedetto Marcello’ di Venezia Ingresso libero
  • Martedì 10 FIORDALISO – Casalbuono (Salerno)
  • Giovedì 12 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – Le note di Sigilgaita Duomo di Ravello, ore 19.00 Andrea Macinanti Musiche di Bach, Bossi, Respighi Ingresso libero
  • Giovedì 12 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Auditorium Oscar Niemeyer, ore 20.30 Conservatorio di Musica ‘Nicola Sala’ di Benevento “Charlie Mingus” Orchestra Jazz Ingresso libero
  • 13 settembre 2019 concerto di MAX GAZZE a SAN GIOVANNI A PIRO (Salerno)
  • Sabato 14 VINICIO CAPOSSELA – San Giovanni a Piro (Salerno)
  • Sabato 14 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – Nel Giardino di Wagner Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo, ore 19.00 Gruppo Ocarinistico Budriese Musiche di Mozart, Rossini, Verdi, Piazzolla Posto unico € 25
  • Mercoledì 18 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Auditorium Oscar Niemeyer, ore 19.00 Conservatorio di Musica ‘Niccolò Piccinni’ di Bari Ensemble di Percussioni Ingresso libero
  • Giovedì 19 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Auditorium Oscar Niemeyer, ore 19.00 Conservatorio di Musica ‘Niccolò Piccinni’ di Bari Omaggio a Nino Rota Ingresso libero
  • Giovedì 19 BRUNO VENTURINI – Quadriportico del Duomo di Salerno
  • Venerdì 20 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – Le note di Sigilgaita Duomo di Ravello, ore 19.00 Michel Bouvard Musiche di Marchand, Bach, Mozart, Bouvard Ingresso libero
  • Sabato 21 RENZO ARBORE – Nuova Stazione Marittima di Salerno
  • Domenica 22 IRENE GRANDI – Marina di Casal Velino (Salerno) porto Turistico
  • Giovedì 26 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Chiesa di Santa Maria a Gradillo, ore 19.00 Conservatorio di Musica ‘Agostino Steffani’ di Castelfranco Veneto Quartetto d’archi Ingresso libero
  • Venerdì 27 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Auditorium Oscar Niemeyer, ore 19.00 Conservatorio di Musica ‘Agostino Steffani’ di Castelfranco Veneto Jazz Ensemble Ingresso libero
  • Domenica 29 Settembre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Auditorium Oscar Niemeyer, ore 19.00 Conservatorio di Musica ‘Giuseppe Martucci’ di Salerno Io Sheherazade Concerto per pianoforti Ingresso libero
  • Domenica 29 TONY COLOMBO – Nocera (Salerno)

Concerti Ottobre 2019

Nel mese di Ottobre spiccano i Concerti del Ravello festival che questo mese chiude la programmazione

  • Sabato 5 Ottobre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Auditorium Oscar Niemeyer, ore 19.00 Conservatorio di Musica ‘Giuseppe Martucci’ di Salerno Direttore Nicola Samale Concerto per pianoforte e orchestra n.3 in Re minore, op.30 Concerto per pianoforte e orchestra n.4 in Sol minore, op.40 Sergej Vasil’evič Rachmaninov Ingresso libero
  • Venerdì 11 Ottobre 2019 – Ravello Festival (Sa) – Le note di Sigilgaita Duomo di Ravello, ore 19.00 Luca Scandali Musiche di Bach, Franck, Listz Ingresso libero
  • Sabato 12 Ottobre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La meglio gioventù Auditorium Oscar Niemeyer, ore 19.00 Conservatorio di Musica ‘Giuseppe Martucci’ di Salerno Direttore Nicola Samale Concerto per pianoforte e orchestra n.1 in Fa diesis minore, op.1 Concerto per pianoforte e orchestra n.2 in Do minore, op.18 Sergej Vasil’evič Rachmaninov Ingresso libero
  • Domenica 20 Ottobre 2019 – Ravello Festival (Sa) – La potenza del diletto Duomo di Ravello, ore 19.00 Festa dei Cori esibizione di Coro ARCC e Coro Giovanile Campano Musiche di Bob Chilcott (Five days that changed the word) e autori vari, repertorio polifonia sacra e profana Ingresso libero

Concerti Novembre 2019

  • Nulla da segnalare

Concerti Dicembre 2019

Concerti Gennaio 2020

  • 18 Gennaio 2020 Renato Zero in concerto al Palasele di Eboli
  • 18 Gennaio 2020 Renato Zero in concerto al Palasele di Eboli

(Leggi tutte le date del tour di Renato Zero in Italia)