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Da Mykonos a Santorini e Paros, tripudio di colori alle Isole Cicladi.

Le Isole Cicladi costituiscono l’arcipelago greco che più di qualunque altra località, è ambita per chi ama le vacanze al mare, la natura la vita notturna e la tradizione di una terra che può vantare una storia millenaria.

Il paesaggio delle Cicladi è molto variegato, nonostante la minima estensione dell’intero arcipelago, dove brillano per la loro fama isole come Ios, Mykonos, Santorini per l’animata vita notturna, Andros e Serifos per le spiagge e le calette riservate.

Sentieri naturali dove non di rado ci si imbatte in siti archeologici di indubbio valore storico, rocce e mare cristallino, si sposano nelle Cicladi ai piccoli paesini di case bianche riflettono i raggi del sole in un tripudio di colori che va dal blu intenso del cielo allo smeraldo del mare.

Tutte le Cicladi possono essere visitate in un’unica vacanza, grazie ai numerosi battelli e traghetti che quotidianamente effettuano servizio tra le principali mete turistiche.

Il nome delle Cicladi, che in greco vuol dire ciclo, deriva dal fatto che tutte le isole sono disposte a cerchio intorno a Dilos, uno dei siti archeologici più importanti della Grecia.

L’arcipelago è composto da circa duecentoventi isole, di cui le principali sono Amorgo, Anafi, Andro, Antiparo, Delo, Io, Ceo (o Zea), Kimolos, Citno (o Termia), Milo, Micono, Nasso, Paro, Policandro, Serfanto, Sifanto (o Sifno), Sicandro, Syra, Tino e Santorini.

Cosa vedere a Santorini

Santorini Isole Cicladi Grecia

Santorini, l’isola nera, è una delle mete più conosciute della Grecia. La sua particolare caratteristica è individuabile nei colori della natura: il nero dei residui lavici che formano pittoresche spiagge di ghiaia scura ed il rosso della vegetazione ricca di falesie, oltre ovviamente all’azzurro del mare.

Santorini in realtà è ciò che resta di una isola più grande sprofondata a seguito di un’eruzione vulcanica.

La leggenda vuole che possa essere considerata la mitica Atlantide, il mondo ormai scomparso, dove viveva una civiltà particolarmente progredita.

Tutto il mistero e il contrasto cromatico che vive sull’isola, contribuisce a farne una metà ricca di fascino.

Senza dimenticare che a Santorini si può ammirare uno dei più bei tramonti del mondo, con il sole che, osservato dalla città di Fira o dal monte Profitis, prima di scomparire, emette gli ultimi raggi di tonalità verde.

Basterebbe la bellezza naturale a giustificare la notorietà di Santorini, senza considerare i tesori artistici che essa custodisce come l’area archeologica dove sono stati rinvenuti esempi di civiltà Minoica ed alcuni templi della Grecia Classica.

Tra i luoghi da visitare si segnala Fira, il capoluogo dell’isola e la località più movimentata d’estate, la riservata ma bellissima Oia, altra cittadina dell’isola e il sito storico di Akrotiri.

Sono numerose le navi da crociera (MSC e Costa Crociera) che quotidianamente si fermano a Santorini per un’escursione.

Cosa vedere a Mykonos

mykonos isole cicladi

Mykonos, la più stravagante ed alternativa isola della Grecia, è considerata la perla del turismo estivo del mediterraneo orientale.

E’ situata a nord dell’arcipelago delle Cicladi e per anni ha avuto la fama di essere la metà privilegiata del turismo omosessuale, fama che negli ultimi anni è andata via via scemando.

Oggi è considerata la meta più ambita del turismo straniero. Molti hanno deciso di insediarsi stabilmente a Mykonos, caratterizzata dall’eleganza dei luoghi e da uno stile di vita molto elitario.

Numerose le chiese degne di una visita che hanno saputo difendere il loro spazio dalla avanzante urbanizzazione turistica. Restano però, le spiagge ed i luoghi di ritrovo, le località di sicuro appeal.

Tra le località sulla costa più conosciute si segnalano le spiagge di Paradise, Agrari. Tra i centri da frequentare la palma del primato spetta a Ornos.

La località di Hòra, invece, capoluogo di Mykonos è la più viva e animata. Qui giungono i traghetti per raggiungere l’isola ed il centro intorno al porto è costellato di bazar, botteghe artigiani e graziosi locali.

Da Mykonos si può programmare una visita alle vicine isole di Paros, Naxos e Tinos ed una interessante escursione alla piccola Delos

Cosa vedere a Paros

Paros è una delle isole Cicladi, la più importante dal punto di vista degli scambi marittimi.

Il centro principale di Paros è la città di Parikia, molto frequentata dai turisti e dai viaggiatori diretti alle altre isole Cicladi.

Fu colonia veneziana e conserva ancora l’antico centro costruito in perfetto stile lagunare, raggiungibile percorrendo strette stradine.

Altra località molto ambita dai turisti a Paros è Naoussa, sorta sulla vecchia pianta di un villaggio di pescatori ed oggi nota località balneare.

Tra le bellezze naturali di maggior fascino, le grotte di Paros, scavate nella roccia di marmo bianco, che in antichità fu usato per scolpire tra le più belle testimonianze dell’arte greca.

Poco lontano da Paros vale la pena fare visita all’isola di Antiparos, oggi più frequentata di Paros e preferita principalmente dalle famiglie.

Diario di viaggio Astypalea.

Certamente non annoverabile tra le mete del turismo di massa in Grecia, Astypalea (Astypalia) è lo scampolo più occidentale del Dodecaneso.

Con la sua “capitale”, l’ antica cittadella di Chora, dominata dal castello veneziano, il museo archeologico e le sue innumerevoli baie un tempo bazzicate da pirati senza scrupoli, questa piccola isola, di origine vulcanica e dalla curiosa forma a otto, è meta ideale per tutti gli amanti della scoperta.

Girando per le sue strade in gran parte sterrate e raccogliendo la testimonianza degli abitanti, noi, questa estate, siamo riusciti a svelare un affascinante mistero.

Come in tutte le isole del Dodecaneso, poi, anche qui si respira forte il sapore di un passato ancora vivo.

A Chora, come nelle sue frazioni affacciate sull’Egeo, troverete sempre qualche “anziano ragazzo” pronto a raccontarvi del tempo in cui la lingua ufficiale, in paese, era l’italiano.

Il porto di Agios Andreas

Arriviamo di notte, le piccole e rade luci del porto di Agios Andreas immerse nel profilo nero dell’isola. L’odore, vagamente dolciastro, rivela la natura vulcanica delle sue rocce. La strada, che costeggia il mare, risale, lenta e sinuosa, sotto la tenebra di un cielo senza luna.

Le prime luci che si incontrano, dopo quelle del molo di attracco, sono quelle della piccola centrale elettrica. Il profumo della rada vegetazione mediterranea invece, fa già intuire un paesaggio fatto di pochi elementi: un’isola “essenziale”. O forse, l’ennesimo scherzo di tutti i luoghi poco battuti dal turismo. E allora, la parola d’ordine sarà sempre la stessa: “cercare”.

Ma per adesso, l’unica cosa da trovare è un posto isolato dove poterci riposare. Spegnere i motori e riprendere in santa pace il sonno smozzicato di un viaggio in nave troppo breve per riuscire a dormire, troppo lungo per riuscire a non chiudere gli occhi.

Curva dopo curva, giungiamo in un piccolo paese di case bianche. La passeggiata a mare, distesa a margine di una lunga spiaggia di sabbia, è un susseguirsi di piccoli negozi e ristoranti fino al porto, mentre l’unica direzione possibile della strada, a questo punto, è inequivocabilmente l’alto.

Procediamo quindi in direzione del castello che, con la sua forte illuminazione, sembra ancora oggi, in qualche modo, voler sottolineare il suo antico e presente ruolo di guardiano e protettore dell’isola.

Abbiamo capito: quella che abbiamo appena attraversato è Chora, un tempo dominata dai veneziani, e oggi, in questo ultimo lembo di Dodecaneso ancora poco conosciuto alle rotte del turismo internazionale, meta principale dei vacanzieri (per lo più greci).

Oltrepassati i mulini a vento della piazza, proseguiamo lungo una traiettoria che non sapremmo disegnare sulla cartina. Ma non sarà difficile recuperare la via del ritorno: le strade asfaltate, qui ad Astypalea, pare siano la minoranza.

Il resto, almeno dalle poche informazioni che siamo riusciti a reperire, è roba da pionieri del 4×4.

La strada, intanto, abbandona la linea costiera per addentrarsi in un vallone che sembra scavato apposta per contenere un bacino, o perlomeno qualcosa di simile. Poi l’asfalto finisce e, in un piccolo spiazzo abitato da un gruppetto di papere che starnazzano al nostro passaggio, parcheggiamo le macchine.

Scendiamo per goderci l’aria fresca della notte e la suggestione mediterranea della macchia, mentre dieci, o forse cento metri sotto di noi, il buio nasconde una gola, o forse un lago. Quindi, nello spazio esiguo ritagliato in mezzo a una moltitudine sparsa di bagagli, mute, pinne e canne da pesca, proviamo ad abbandonarci al sonno e a lasciarci divorare dalla stanchezza di un viaggio troppo lungo…

Dal finestrino appena aperto si insinua un refolo di aria fredda. Le luci dell’aurora, intanto, ci svelano il mistero del paesaggio non più avvolto dall’oscurità: man mano che il “meltemi” si alza, spazzando via le rade nuvole depositate sulla cima dei monti, aumentano le increspature di un lago artificiale, irruvidendone la superficie.

È questa, la parte più rigogliosa di Astypalea: un vallone ricoperto di vegetazione che degrada fino alla spiaggia di Livadi, nella parte occidentale dell’isola.

Mettiamo in moto, e la nostra prossima destinazione è un lembo di territorio affacciato sul mare, possibilmente isolato. Possibilmente ameno e pescoso… e magari dotato di “studios” a pochi metri dalla spiaggia.

Ma una volta in prossimità dei mulini a vento di Chora, il fascino della sua piazza principale, nella parte più bassa del crinale dominato dal castello, impone una sosta al bar per un frappè di caffè e una ipercalorica baklava, giusto per abituare lo stomaco ai sapori della cucina ellenica.

La spiaggia di Maltezana

Poi, sotto il sole deciso del primo mattino, riprendiamo la strada in direzione del porto di Agios Andreas, ed eccoci a Maltezana: poche case bianche che seguono il profilo della costa lungo tutto il suo tratto sabbioso, prima che le frastagliature e i rilievi arsi della parte orientale rendano di nuovo impossibile una moderna ricolonizzazione del territorio.

Troviamo alloggio nello “studios Barbara” e, contrattando un po’, affittiamo due mini-appartamenti con cucina e terrazzo al prezzo di 25 euro a notte ad appartamento (bassa stagione).

Le camere sono pulite e ridipinte di fresco. Il tema cromatico è lo stesso di tutta la Grecia balneare: bianco e blu per pareti e finestre, e una vista da cartolina sulle acque sempre limpide dell’Egeo.

Il resto della giornata lo trascorriamo al sole, testando la limpidezza e la pescosità delle acque subito di fronte al Barbara e agli altri studios affacciati al lungomare.

Questo è stato il nostro primo impatto con l’isola: niente comitati di accoglienza, né sagre di paese o promoter di villaggi turistici ad indicarci la direzione per un comodo quattro stelle con piscina e animazione per i bambini.

La Grecia che conosciamo è una terra essenziale, rustica, dominata dal mare e dalle attività ad esso collegate.

E mentre osservi le isole di Lignonisi e Khondronisi dalla spiaggia di Maltezana, hai la sensazione che poche cose siano cambiate da quando, in fondo solo pochi anni fa, il piccolo supermercato del paese ha iniziato a rifornirsi di creme solari e ombrelloni, oltre che di generi alimentari e scatolame proveniente dalla terraferma.

Maltezana offre diverse possibilità di pernottamento, mentre, a poco meno di un chilometro, è sorto un piccolo aeroporto che collega l’isola con il Continente.

Come arrivare ad Astipalea

Per chi arrivi, come noi, con un traghetto dal porto del Pireo (www.superfast.com per i traghetti da Ancona e www.bluestarferries.com per la tratta greca), una visita a questo piccolo miracolo della modernità è comunque ben spesa: la pista, in leggera pendenza, è stata letteralmente spianata in mezzo alle rocce, mentre il piccolo edificio bianco è più vicino a una costruzione tipica che ad una stazione aeroportuale.

Per informazioni sulle possibilità di pernottamento a Maltezana e non solo, visitate il sito www.astypalaia.com.

  • Diario di Viaggio di Dario Caltabiano (28 agosto 2006)

Rodi, una vacanza all’insegna del mare cristallino.

Se si è alla ricerca di una vacanza all’insegna del mare cristallino, del cielo blu, di attrazioni naturali e archeologiche da togliere il fiato e di un’atmosfera rilassante, la Grecia e le sue incantevoli isole è senza dubbio la meta più indicata. Fra le tante destinazioni possibili, Rodi vanta un fascino particolare, oltre al fatto che, essendo una delle isole più grande dell’Egeo, può offrire numerosi stimoli e occasioni per escursioni di vario tipo.

Rodi si trova nell’arcipelago del Dodecanneso, composto da più di 160 isole di cui solo 26 però abitate. La ricchezza di quest’isola si rivela innanzitutto dal punto di vista della varietà paesaggistica, con la costa occidentale rocciosa e frastagliata e quella orientale provvista di magnifiche spiagge. Se deciderete di trascorrere un po’ di tempo a Rodi ecco cosa vedere, fra le diverse opzioni possibili.

Tappa imperdibile è sicuramente la città di Rodi, divisa fra città antica e città moderna, densa di storia e arte, caratterizzata dalle sue imponenti cinta murarie. Da non tralasciare il sito archeologico dell’Acropoli, con il suggestivo tempio di Zeus e Atena e altri luoghi di culto, visitabili anche con l’accompagnamento di una guida che potrà aiutarvi ad inquadrare storicamente ed artisticamente questi importanti edifici.

Per un’escursione nella natura invece, oltre alle tante spiagge e baie da sogno, merita una gita il bosco delle Sette Sorgenti, dove piccoli sentieri e ponticelli di legno si fanno strada fra platani e pini, nella tranquillità di un paesaggio bellissimo e rigenerante.

Per visitare un tipico villaggio greco, con asini e casette bianche, ma provvisto anche di ristoranti di alto livello, potete recarvi a Lindos, e non resterete sicuramente delusi.

Gli stimoli e le possibilità di svago sono molteplici e adatti ad accontentare tutte le esigenze. L’accogliente ospitalità greca vi farà sentire subito a proprio agio e potrete godere anche della gustosa cucina che caratterizza quest’isola. Avrete la possibilità di scegliere fra i piatti più celebri, ormai diffusi anche in Italia, come i souvlaki, spiedini di carne di pollo, vitello o maiale, o il gyros, carne servita a pezzetti, da gustare nel piatto o dentro una pita, una specie di piadina spessa e dalla consistenza morbida. Immancabile per accompagnare la carne è la saporita salsa tzatziki, realizzata con yogurt e aglio. Fra le altre specialità possiamo citare l’ottima moussaka, per un pasto sostanzioso a base di melanzane, pomodoro, carne e besciamella, e il pastitsio, simile all’italiana pasta al forno, che comprende al suo interno un’abbondante dose di formaggio. Ovviamente potrete trovare tanto ottimo pesce fresco da assaporare alla griglia, da accostare magari a ricche insalate preparate con prodotti tipici del posto o a meno tipiche ma sempre apprezzate patatine fritte.

L’isola di Rodi si può girare in tutta tranquillità sia noleggiando un’auto che usufruendo dei comodi autobus locali, per meglio immergersi nella vita greca. È inoltre possibile effettuare escursioni in barca, per raggiungere spiaggette nascoste direttamente dal mare e godersi pienamente le bellezza della costa.

A poca distanza dall’Italia ed efficacemente collegata grazie a diversi voli aerei giornalieri, Rodi rappresenta una destinazione semplice e piena di attrattive, l’ideale per godersi un po’ di meritato relax ma anche per gite culturali, passeggiate nella natura e tanto divertimento. Meno semplice sarà dover lasciare questo paradiso a fine vacanza, ma ci si potrà consolare programmando subito un nuovo viaggio!