Teatro Mercadante di Napoli

Il Cartellone della Stagione 2019 del Teatro Mercadante di Napoli.

Il calendario degli spettacoli teatrali con il numero di telefono per acquistare i biglietti.

Quali sono gli spettacoli teatrali in cartellone al Teatro Stabile di Napoli ? A che ora inizia lo spettacolo ? Quanto costano i biglietti ? I ticket Sono in vendita online ?

Non è sempre facile riuscire ad ottenere informazioni precise dai teatri italiani. Non di rado le rappresentazioni vengono annullate e le date modificate

 Per questo motivo, Agendaonline.it invita i suoi lettori a contattare, sempre, il botteghino del Teatro Mercadante o l'ufficio informazioni per avere certezze sulla programmazione, le date e gli orari .

Programma stagione teatrale

La stagione del teatro Stabile di Napoli si svolge presso il teatro ( presso Teatro Mercadante ), Sala ( presso sala Ridotto) e Teatro ( presso Teatro San Ferdinando) a Napoli


Gennaio

  • 9 - 20 gennaio 2019
    OEDIPUS
    da Oidípūs týrannos di Sofocle
    ideazione, spazio, disegno luci e regia Robert Wilson
    con (in o.a.) Mariano Rigillo, Angela Winkler
    con Dickie Landry (sax), Michalis Theophanous, Meg Harper, Casilda Madrazo, Kayije Kagame, Alexis Fousekis
    Alessandro Anglani, Marcello di Giacomo, Laila Gozzi
    e con la partecipazione degli allievi diplomati alla Scuola del Teatro Stabile di Napoli
    Emanuele D’Errico, Francesca Fedeli, Annabella Marotta, Gaetano Migliaccio,
    Dario Rea, Francesco Roccasecca, Beatrice Vento
    un progetto di Change Performing Arts
    commissionato e coprodotto da Conversazioni | Teatro Olimpico Vicenza Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Oedipus di Sofocle è il nuovo spettacolo di Robert Wilson ideato e progettato nell’ambito di “Conversazioni”, il Ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico di Vicenza. La messinscena del testo di Sofocle Oedipus inaugurò il celebre Teatro Olimpico di Andrea Palladio nel 1585 per il quale
Vincenzo Scamozzi, dopo la morte del maestro, realizzò le scenografie che tuttora si possono ammirare e che rappresentano le sette vie di Tebe dove la tragedia è ambientata. Di quella rappresentazione inaugurale è stato tramandato il grande fasto dell’allestimento, arricchito dalle musiche di Giovanni Gabrieli.
A questo progetto Robert Wilson ha già dedicato tre laboratori nel corso degli ultimi due anni, il primo a Vicenza e gli altri due al Watermill Center di Long Island, il suo laboratorio creativo dove ogni estate si radunano intorno a lui giovani artisti e designers di tutto il mondo. Al centro del nuovo spettacolo, come spesso nei lavori del grande regista e performer americano, sarà il rapporto tra la materia, lo spazio e la luce, in una concezione della messa in scena che abbatte ogni confine tra teatro, danza, musica ed arte figurativa.
Oedipus di Robert Wilson si annuncia quindi come un grande evento teatrale.

  • 22-27 gennaio 2019
    IL GABBIANO
    di Anton Cechov
    versione italiana Danilo Macrì
    regia Marco Sciaccaluga
    con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Eva Cambiale, Andrea Nicolini, Elisabetta Pozzi, Stefano Santospago, Francesco Sferrazza Papa, Kabir Tavani, Elsa Bossi, Federico Vanni
    scene e costumi Catherine Rankl
    musiche Andrea Nicolini
    luci Marco D’Andrea
    produzione Teatro Nazionale di Genova

Il Gabbiano di Cechov, è uno dei testi teatrali più noti di sempre; i personaggi della giovane Nina, del tormentato Konstantin, di sua madre Irina Arkadina, celebre attrice e del suo amante, lo scrittore Trigorin, sono stati portati sui palcoscenici di tutto il mondo dai maggiori attori di teatro e messi in scena dai più celebri registi. Il titolo dell’opera viene da un accostamento simbolico: come
l’ignara felicità di un gabbiano, in volo sulle acque di un lago, viene stroncata dall’oziosa indifferenza di un cacciatore, così accade alla sorte di Nina. La
ragazza sulle rive del medesimo lago, s’innamora di Trigorin, il quale, senza alcuna malvagità, approfitta della sua femminile smania di aprire le ali, la porta via con sé a fare l’attrice, la rende madre di un bimbo che però muore e infine, la lascia
tornare a casa annientata. Ad attenderla c’è il giovane Konstantin, anch’egli scrittore in cerca di gloria, che la ama da molto tempo. La madre di lui però,
Arkadina, disprezza l’inconsistenza delle sue liriche fantasie mentre l’amata Nina non vuol saperne di lui. Primo dei quattro capolavori che Čechov scrisse per il palcoscenico, Il Gabbiano è un dramma delle illusioni perdute: nelle angosce, nei turbamenti, nelle sconfitte dei suoi protagonisti, c’è tutta la complessità dell’uomo moderno. La regia dello spettacolo prodotto dal Teatro di Genova, è di Marco Sciaccaluga, con protagonisti Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Eva Cambiale, Andrea Nicolini, Elisabetta Pozzi, Stefano Santospago, Francesco Sferrazza Papa, Kabir Tavani, Mariangeles Torres e Federico Vanni.

  • 29 gennaio – 3 febbraio 2019
    CHI VIVE GIACE
    di Roberto Alajmo
    regia Armando Pugliese
    con Roberto Nobile, Lucia Sardo e altri attori da definire
    produzione Teatro Biondo Palermo

Un fortuito incidente automobilistico, una disgrazia nella quale una giovane donna perde la vita a causa della guida distratta di un ventenne. Non è colpa di nessuno, se non del caso, ma il marito della donna non se ne fa una ragione: non sa se perdonare o se vendicare, come le tante voci del quartiere popolare in cui vive gli suggeriscono. Dall’altra parte, il padre del ragazzo non sa come comportarsi, se assolvere in pieno il giovane col pretesto della fatalità o spingerlo a porgere le proprie scuse al vedovo.
A questo punto, in un contesto che sin dall’inizio ha i contorni allucinati di un certo realismo metafisico tipicamente siciliano, sono i fantasmi che bisogna interrogare. Ecco allora la moglie, mischina, e la defunta madre del ragazzo che dispensano consigli, ammoniscono, ragionano e determinano le sorti di questo dramma dei vivi e dei morti, nel quale un certo humour nero ha la funzione catartica di
governare l’ordine delle cose, invertendo il senso del vecchio adagio: “Chi muore giace, chi vive si dà pace”.

Febbraio

  • 6 - 17 febbraio 2019
    IL PENITENTE
    di David Mamet
    traduzione e regia Luca Barbareschi
    con Lunetta Savino, Luca Barbareschi, Massimo Reale
    e con Duccio Camerini scene Tommaso Ferraresi costumi Anna Coluccia luci Iuraj Saleri
    musiche Marco Zurzolo
    suono Hubert Westkemper
    produzione Teatro Eliseo, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Uno psichiatra affronta una crisi professionale e morale quando rifiuta di testimoniare in tribunale a favore di un paziente accusato di avere compiuto una strage. Il penitente, l’ultimo testo composto nel 2016 per il teatro dal drammaturgo statunitense David Mamet - Premio Pulitzer per Glengarry Glen Ross - descrive l’inquietante panorama di una società così alterata nei propri equilibri che l’integrità del singolo, anziché guidare le sue fulgide azioni costituendo motivo di orgoglio, diviene l’aberrazione che devasta la sua vita e quella di chi gli vive accanto.
Coinvolto da un sospetto di omofobia, ‘il penitente’ subisce una vera gogna mediatica e giudiziaria e viene sbattuto “in prima pagina” spostando sulla sua persona la momentanea riprovazione di un pubblico volubile, alla ricerca costante di un nuovo colpevole sul quale fare ricadere la giustizia sommaria della collettività. L’influenza della stampa, la strumentalizzazione della legge, l’inutilità della psichiatria, sono questi i temi di una pièce che si svolge tra l’ambiente di lavoro e il privato del protagonista. La demolizione sociale di un individuo influisce inevitabilmente sul suo rapporto matrimoniale. Un dramma descritto in otto scene, otto atti di confronto tra marito e moglie, con la pubblica accusa e con il proprio avvocato. Fino al colpo di scena finale.

  • 23 – 24 febbraio 2019
    ROMEO&JULIET, MERCIFUL LAND
    regia Luc Perceval
    produzione Bolshoi Drama Teatro – G. Tovstonogov di San Pietroburgo

Come sfuggire alla prigionia di una vita odiosa, quando hai più di settant’anni? Désiré Cordier, ex bibliotecario, padre di due figli adulti, che non hanno più bisogno di lui, trova una via d’uscita non banale: essendo sano di mente ed avendo una memoria lucida, simula abilmente una demenza senile che costringe la famiglia a mandarlo in una casa di riposo lasciandolo finalmente “in pace”. Qui, nel regno delle ombre, tra persone strane che hanno perso il contatto con la realtà, Désiré Cordier trova la libertà – la libertà di vivere secondo la sua discrezione, nella sua realtà, che lui riempie con le parole di Shakespeare, il suo poeta preferito, facendo scorrere continuamente nella sua testa le scene di “Romeo e Giulietta”.
Questo testo viene riempito di nuovo senso, quando Désiré scopre che nella stessa casa vive i suoi ultimi giorni Rosa Rosendals, la sua Juliette, che lui aveva incontrato quando entrambi avevano diciassette anni e che, dopo un fugace incontro sul balcone, aveva cacciato dal suo futuro per timidezza. Ora lui è di nuovo con lei e può dirle, sulla soglia della morte, tutto ciò che non le aveva detto allora. In pieno accordo con Shakespeare, amore e morte si incontrano.
Una storia eterna, rivolta in primo luogo ai giovani. Una storia che ci dice che l’amore, a volte, è una strada lunga come una vita intera. Non bisogna temere la vita, non serve cercare in essa altri sensi oltre all’amore.
Una persona, ritrovata attraverso l’amore a qualsiasi età, dona la libertà. E né la vecchiaia, né le malattie, né gli errori del passato diventeranno un ostacolo per il trionfo della liberazione dell’anima.

  • 26 febbraio – 3 marzo 2019
    ENRICO IV
    di Luigi Pirandello
    adattamento e regia Carlo Cecchi
    con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò
    e con Federico Brugnone, Davide Giordano, Dario Iubatti, Matteo Lai,
    Chiara Mancuso, Remo Stella scene Sergio Tramonti costumi Nanà Cecchi
    luci Camilla Piccioni
    produzione Marche Teatro

Dopo i memorabili allestimenti di L’Uomo, la bestia e la virtù (portato in scena nel 1976 con innumerevoli riprese fino alla edizione televisiva del 1991) e Sei personaggi in cerca d’autore (quattro stagioni di tournée teatrale in Italia e all'estero dal 2001 al 2005), Carlo Cecchi torna a Pirandello con uno dei testi più noti del drammaturgo siciliano: Enrico IV. Enrico IV è una pietra miliare del teatro pirandelliano e della sua intera poetica. L'opera porta in scena i grandi temi della maschera, dell'identità, della follia e del rapporto tra finzione e realtà. Lo spettacolo narra la vicenda di un uomo, un nobile dei primi del Novecento, che da vent’anni vive chiuso in casa vestendo i panni dell’imperatore Enrico IV di Germania (vissuto nell’XI secolo), prima per vera pazzia, poi per simulazione ed infine per drammatica costrizione. L'amarezza vibrante di questa tragedia porta a un risultato di limpida bellezza, a una catarsi vera e propria; forse in "Enrico IV" più che in altre tragedie, il pirandellismo vince i suoi schemi e attinge a una tensione interiore davvero universale.

Marzo

  • 20 - 31 marzo 2019
    LA SCUOLA DELLE MOGLI
    di Molière
    traduzione Cesare Garboli
    regia Arturo Cirillo
    con Arturo Cirillo, Valentina Picello, Rosario Giglio, Marta Pizzigallo, Giacomo Vigentini
    scene Dario Gessati
    luci Camilla Piccioni
    produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Marche Teatro, Teatro dell'Elfo

La scuola delle mogli è una commedia sapiente e di sorprendente maturità: vi si respira un’amarezza ed una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Vi è la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto avviene in un piccolo mondo con pochi personaggi. Una commedia alla Plauto che nasconde uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull’amore. Dove si dice che la natura da maggiore felicità che non le regole sociali, che gli uomini si sono dati. Dove il cuore senza saperlo insegna molto di più di qualsiasi scuola. Dove Molière riesce a guardarsi senza pietismo, senza assolversi, ma anzi rappresentandosi come il più colpevole di tutti, il più spregevole (ma forse anche il più innamorato), riuscendo ancora una volta a farci ridere di noi stessi, delle nostre debolezze ed incompiutezze, della miseria di essere uomini.

Aprile

  • 3 - 14 aprile 2019
    SCENE DA UN MATRIMONIO
    di Ingmar Bergman
    regia Andrej Konchalovskij
    con Julia Vysotskaya, Federico Vanni scene e costumi Marta Crisolini Malatesta luci Gigi Saccomandi
    produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival - Napoli Teatro Festival Italia
    La produzione è stata autorizzata da Joseph Weinberger Limited, per conto della Ingmar Bergman Foundation. Per gentile concessione di Arcadia & Ricono Srl a socio unico, via dei Fienaroli, 40 – 00153 Roma

Dopo l’allestimento della shakespeariana Bisbetica domata (2013-2014), Andrej Konchalovskij firma la sua seconda regia italiana per lo Stabile di Napoli, affrontando uno dei lavori più noti di Ingmar Bergman, Scene da un matrimonio.
Il non detto di Marianne e Johan, una coppia apparentemente felice, finisce con l'esplodere con violenza in seguito alla decisione di lui di abbandonare moglie e figlie per una studentessa. Johan si rivela però come una persona estremamente fragile, vittima delle proprie pulsioni e di un perbenismo fino a quel momento autoimposto. Chi in definitiva riesce ad avere una tenuta più a lungo termine (nonostante l'ansia, le suppliche e gli incubi) finisce con l'essere Marianne nei confronti della quale l'ormai ex marito vorrebbe continuare a mantenere una forma assurda di possesso non concedendole il divorzio ed essendo geloso dei rapporti con altri uomini da lei a sua volta instaurati.

  • 24 aprile – 5 maggio 2019
    LA BROCCA ROTTA
    di Heinrich von Kleist
    regia Giuseppe Dipasquale
    con Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini
    produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

La commedia è stata definita “perfetta” ed in effetti i meccanismi comici legati ai giochi di parole sessuali e all’intreccio che sempre più si stringe attorno al collo del colpevole che in realtà dovrebbe essere il giustiziere sono meravigliosi. Ma Kleist è stato un genio profondo e drammatico. Sotto la trama comica si intravedono grandi temi: dalla indecifrabilità del reale, al paragone con Edipo Re, a quello biblico (non a caso il giudice si chiama Adamo , la ragazza Eva e il segretario che capisce la realtà Luce).
Kleist ha scritto una sola grande commedia, autentico capolavoro , che sembra riecheggiare il motto di Hoffmansthal “dove nascondere la profondità ? Dietro la superficie”.

Maggio

  • 7 - 12 maggio 2019
    LA GUERRA
    di Carlo Goldoni
    regia Franco Però
    con Filippo Borghi, Federica De Benedittis, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana,
    Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos
    e con Giulio Cancelli, Adriano Giraldi, Gilberto Innocenti, Stefano Pettenella
    e la partecipazione di Mauro Malinverno
    scene e costumi Andrea Viotti
    luci Alessandro Macorigh
    produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

La guerra di Carlo Goldoni, è la nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Diretti da Franco Però, ne sono interpreti gli attori della
Compagnia Stabile del Friuli Venezia Giulia e parecchi attori “ospiti” che danno voce alle ironie dell’autore sul tema del conflitto, ma anche a tante osservazioni dalle forti assonanze con l’attualità. La guerra come gioco d’interessi, come cinica occasione di speculazione. «Desideravo ritrovare uno sguardo in prospettiva su un argomento – la guerra – che trova trattazioni altissime nel teatro antico, ma sul quale non va sottovalutato nemmeno il punto di vista di chi ha raccontato, osservato, patito il conflitto fino a pochi secoli fa. Uno sguardo che risulta contemporaneamente universale e affine alla nostra sensibilità» commenta Franco Però. «Goldoni è un autore straordinario per la sua capacità di leggere il mondo e la società, di analizzarne gli aspetti in uno spettro molto vasto» prosegue il regista. «Di questa commedia mi ha sempre colpito l’acutezza nel ritrarre il
mondo di “piccoli interessi” che una guerra muove: denunciando le piccole tresche del commissario, Goldoni riesce a chiarire perfettamente una delle
ragioni fondamentali per cui le guerre, sempre e comunque, “funzionano”. Lo sfruttamento della situazione bellica di alcuni dei personaggi goldoniani riflette come in uno specchio i terribili macrointeressi per cui i conflitti non vengono spenti mai del tutto…

TEATRO SAN FERDINANDO

Gennaio

  • 17 - 27 gennaio 2019
    E PECCHÉ? E PECCHÉ? E PECCHÉ?
    Pulcinella in Purgatorio drammaturgia Linda Dalisi regia Andrea De Rosa cast in via di definizione
    produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Biondo Palermo

Andrea De Rosa torna a dirigere uno spettacolo, dopo il grande successo di pubblico e critica, nello scorso anno con Le Baccanti. A gennaio su una scrittura originale della nota drammaturga Linda Dalisi andrà in scena al Teatro San Ferdinando MMMM… E PECCHE’ Pulcinella in Purgatorio. Abbiamo immaginato un luogo di passaggio, abitato da una moltitudine di esseri uguali e diversissimi, tanti Pulcinelli, tante Pulcinellesse, come in uno dei tanti quadri di Tiepolo, un purgatorio segnato da un “al di qua”, in cui si sta con l’orecchio teso a carpire i suoni di un
“al-di-là”, una sotterranea stazione in perenne attesa di un segnale di salvezza che non arriverà mai. Di fronte a questo eterno e insensato silenzio, Pulcinella continua ostinatamente a chiedere “E pecché?”, “E pecché?”, “E pecché?”, con un misto di rabbia, di superbia, di strafottenza, di incredulità e di sfida. Il silenzio è la voce del potere alla quale Pulcinella oppone da sempre la sua stridula vocina da pulcino. Pulcinella è “sofistico”, a Napoli significa che spacca il capello in quattro, ma dopo aver spaccato le cose a metà per analizzarle non ha poi l’attitudine a
ricomporre, a ricostruire. E’ filosofo sostanzialmente scettico, che per arrivare ad una ricomposizione avrebbe bisogno di un atto di fede, di una intuizione, di un atteggiamento di abbandono di cui non è capace. La sua straordinaria capacità di mettere in ridicolo il dogmatismo (memorabile “San Gennà, futtetenne” di Troisi) lo rendono un campione del popolo napoletano che in lui ritrova quella forza dionisiaca eruttiva e distruttiva, la cui massima espressione consiste nel mettere in dubbio qualsiasi cosa e il cui primo bersaglio è il dogma, il potere, in tutte le sue forme. Ma, come tutte le forze vulcaniche, quella lava è destinata presto a seppellire tutto. Lo spirito critico si ritorce contro se stessi, distrugge tutto e per questo forse, a Napoli, qualunque rivoluzione sembra destinata prima o poi a diventare un souvenir. E pecchè? E pecchè? E pecchè? Ma Pulcinella non può fermarsi mai, muove guerra persino alla morte, e quello è uno scontro filosofico di fronte al quale non può più essere “sofistico” ma deve vincere… a suon di mazzate, annotano il regista e la drammaturga nelle note dello spettacolo.

Febbraio

  • 7 - 17 febbraio 2019
    ASSUNTA SPINA
    di Salvatore Di Giacomo
    regia Pino Carbone
    con Chiara Baffi, Alessandra Borgia, Anna Carla Broegg, Valentina Curatoli, Renato De Simone, Claudio Di Palma, Alfonso Postiglione, Lucia Rocco, Rita Russo produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

In Assunta Spina si intrecciano molte tematiche universali, che poiché sono senza tempo possono appartenere a qualsiasi tempo. E ancora ci appartengono.
Una di queste è la complessità, la scomodità, l'inadeguatezza della giustizia. Non a caso il testo si apre in un tribunale, dove una serie di personaggi si affannano smarriti come in un labirinto burocratico, prima che l'autore ci conduca alla quinta sezione del tribunale, dove si sta svolgendo il processo che è già il cuore della vicenda. Sullo sfondo di tutta l'opera, la grande contraddizione di una società che si autopercepisce e si autorappresenta come matriarcale, ma si comporta nei fatti Tra i personaggi non mancano una serie di figure che incarnano questa contraddizione, ma la condanna della società è però tutta per Assunta, la malafemmena. L'intenzione principale è quella di affrontare il testo come si affronterebbe oggi una tragedia classica e trattare la lingua napoletana come si tratterebbe una lingua tragica. L'opera stessa, già contiene le passioni assolute che sono al centro di ogni tragedia. Il tradimento, la sopraffazione, l'onore, l'abbandono, la vendetta, il sangue, la passione, fino al sacrificio finale della stessa Assunta, che si immola di sua volontà come capro espiatorio. Personaggi ingabbiati in una sorta di grande disegno, prigionieri di un deus ex machina che li muove e li determina. La sensazione concreta, rassegnata e visibile di agire in un copione già scritto.

  • 28 febbraio - 10 marzo 2019
    IL PAESE DI CUCCAGNA
    dal romanzo omonimo di Matilde Serao adattamento e regia Paolo Coletta cast in via di definizione
    produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Uscito prima a puntate su Il Mattino e quindi in volume nel 1891, Il paese di cuccagna è un grande affresco del capoluogo campano, immortalato alla fine dell’'800, con cui Matilde Searo continua e completa il percorso iniziato con Il ventre di Napoli e proseguito con Terno secco. Al centro dell’opera c’è Napoli, la sua gente e il gioco del Lotto. Il gioco come valvola di sfogo quotidiana e possibilità di riscatto, ma anche causa della rovina materiale e morale dell’individuo, deriva dei sogni di facile arricchimento. Il paese di cuccagna è,
nell’immaginario collettivo, l’Eden, la terra del benessere che tutti vorrebbero in un sol colpo raggiungere. La miseria non ferma la fantasia dei napoletani, anzi ne acuisce la proverbiale arte di arrangiarsi. Paolo Coletta lavora sull’adattamento per la scena e sta sviluppando un testo che avrà il suo compimento in una forma di teatro con forti componenti musicali e con il contributo di parti cantate o a
‘tempo’. La messinscena, a partire dalla scrittura, rinuncerà a inseguire la linearità del racconto, cercando di isolare le storie individuali dei personaggi principali, circoscrivendole all'unica realtà rappresentabile scenicamente che è quella di un presente simbolico. Vedremo quindi vivere i protagonisti del romanzo, cercando di prediligere le relazioni e i comportamenti che condurranno ciascuno di loro alla rovina, piuttosto che l'oleografia del catalogo dei caratteri legati alla nostra città.

Marzo

  • 28 marzo - 7 aprile 2019
    FESTA AL CELESTE E NUBILE SANTUARIO
    testo e regia Enzo Moscato
    con Cristina Donadio, Vincenza Modica, Anita Mosca
    produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Casa del Contemporaneo

Un’ indagine su tre assurde solitudini, sui rapporti asfittici fra tre sorelle che vivono una condizione ‘isterica’, della quale assumono su di sé le forme tipiche: mutismo, cecità e falsa gravidanza. Questa situazione, da piccola tragedia quotidiana porta con sé degli aspetti grotteschi ma anche un’antropologia, legata alla condizione della donna e alla cultura magico-religiosa del popolo meridionale. Richiamando poi il testo anche la forma del giallo, la scena si avventura anche nei territori del gotico e del noir, senza dimenticare la ricca lezione linguistica di Moscato.

Aprile

  • 26 aprile- 5 maggio 2019
    MEDEA DI PORTAMEDINA
    di Francesco Mastriani
    regia Laura Angiulli
    con Alessandra D’Elia, Massimiliano Gallo, Monica Demuru, Caterina Pontrandolfo e con Paolo Aguzzi, Michele Danubio, Luciano Dell’Aglio, Elena Fattorusso, Stefano Jotti, Gennaro Maresca
    scene Rosario Squillace luci Cesare Accetta musiche Daniele Sepe
    coro Paolo Aguzzi, Michele Danubio, Luciano Dell’Aglio, Elena Fattorusso, Stefano Jotti, Gennaro Maresca
    produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Galleria Toledo Produzioni

Una storia di vigorosa drammaticità che, se pure innestata in una realtà dichiaratamente popolare di quella Napoli di metà Ottocento tanto presente alla tradizione produttiva di Francesco Mastriani, pure sembra contenere al suo interno tutti gli elementi della grande tragedia, consoni a giustificare già nella titolazione il riferimento alla più complessa figura della Medea di tradizione classica. Da questa suggestione, per un richiamo di sconfinamento in qualche modo naturale, nasce il progetto di messinscena che Il Teatro Stabile di Napoli e condividerà con Galleria Toledo, su testo e regia di Laura Angiulli. La trama di Mastriani rimesta negli
elementi di un “popolare napoletano” trattato con sapiente mestiere: Coletta Esposito – è questo il nome della sventurata eroina - conduce infanzia e
adolescenza fra le mura dell’Annunziata, e lì alleva nell’animo quella straziante fame d’amore il cui soddisfacimento, con passione tirannica affida a Cipriano Barca, l’amante dalla cui relazione nasce una bambina. Cipriano non rivela
un’immediata disposizione verso la donna, ma la manipolazione di lei è di tale violenza da non consentire scampo, tanto che lui aderisce alla promessa di sposarla, se pure quell’attrazione che per breve tempo aveva tenuto insieme il rapporto va così affievolendosi da aprirgli la strada a nuovi incontri. Coletta è
straziata, furente, accecata dall’odio, spietata; cova la più feroce delle vendette, e nel giorno delle di lui nozze con la nuova innamorata - di più elevata posizione sociale - toglie la vita alla piccola figlia, e nella chiesa proprio sull’altare porta il cadaverino della bimba alla vista del padre, che infine uccide colpendolo al cuore.

Maggio

  • 11 e 12 maggio 2019
    ARREVUOTO
    quattrordicesimo movimento direzione artistica Maurizio Braucci da un’idea di Roberta Carlotto
    coordinamento pedagogico chi rom e…chi no

Arrevuoto, il progetto teatrale ideato da Roberta Carlotto e curato da Maurizio Braucci, giunge al suo quattordicesimo movimento. Singolare e innovativa occasione di incontro degli adolescenti e dei giovani con il mondo del teatro, i suoi linguaggi, le sue possibilità di comunicazione, il suo potere formativo, il progetto, prodotto fin dalla sua prima edizione dal Teatro Stabile di Napoli, assume di anno in anno un valore sociale e culturale sempre più forte, agendo in quartieri problematici e complessi come quello di Scampia, dove lavora da tempo una rete di gruppi, di associazioni e operatori del sociale e del mondo della scuola, che con ostinazione e determinazione hanno conseguito e continuano a conseguire risultati di grandissima importanza sociale e culturale.

Altri Spettacoli

  • Teatro Politeama Teatro Mercadante
    9 – 17 marzo 2019
    #stabiledanza
  • Teatro San Ferdinando Ridotto
    9 – 10 marzo 2019 | Teatro Politeama CARMEN(S)
    coreografia, scenografia e video José Montalvo
    musica live Ji-eun Park, Kee-ryang Park, Saeid Shanbehzadeh
    musica Georges Bizet costumi Sheida Bozorgmehr luci Vincent Paoli
    suono Pipo Gomes
    con Karim Ahansal dit Pépito, Rachid Aziki dit ZK Flash, Éléonore Dugué, Serge Dupont Tsakap, Samuel Florimond dit Magnum, Elisabeth Gahl, Rocío Garcia, Florent Gosserez dit Acrow, Rosa Herrador, Chika Nakayama, Ji-eun Park, Kee- ryang Park, Lidia Reyes, Beatriz Santiago, Saeid Shanbehzadeh, Denis Sithadé Ros dit Sitha
    produzione MAC - Maison des arts de Créteil- Paris

Dopo Y Olé! del 2015 il coreografo José Montalvo offre al pubblico dello Stabile di Napoli una nuova immersione nel suo mondo dei sogni in cui la danza dialoga con i ricordi personali. Ha scelto la figura di Carmen declinata nel plurale femminile. "Adoro Carmen perché mi permette di pensare ai problemi che mi affliggono: l'immigrazione, il razzismo, l'infanzia", ammette José Montalvo. In un mondo inquietante vede Carmen come una compagno di lotta nell'immagine delle grandi figure femminili del ventesimo secolo. Georges Bizet, il compositore dell'opera, che non ha mai messo piede in Spagna, farà dell'incrocio artistico un inno alla bellezza. "Carmen è un'esplosione esuberante di vita e ritmi. Una musica percorsa da un genio infantile, di grande profondità gioiosa. E una vera sfida per versione coreografica.

  • 11 marzo 2019 | Teatro Mercadante PASSO OSCURO
    Alfonso Benadduce e la Nona Sinfonia di Anton Bruckner
    con Alfonso Benadduce, Francesco Domenico D’Auria
    tecnico luci e suono Mauro Milanese
    cura Dora De Maio
    spazio scenico, costumi, ideazioni luci e suono Alfonso Benadduce
    produzione ABT

Il passo oscuro è di qualcuno che arriva senza sapere dove. Quando Cassandra, la grande non creduta, scende dal carro, lascia sul campo tutto il suo vedere e
resta azzerata nella sua potenza. E’ lì che noi entriamo a occhi chiusi, arresi al non sapere, così come la Nona di Bruckner non sa niente di sé. Passo oscuro muove dalle formidabili Conferenze sul non sapere di Georges Bataille. Al termine di un processo al limite del teatro e della danza, giunge a un primo e in seguito a un secondo movimento. In scena campeggia il femminile: maschi coperti di ignoto che affrontano la forza della musica fino al vuoto di scena. Forme invisibili che, sulle note della Nona Sinfonia di Anton Bruckner, offrono al teatro il pieno allontanamento della figura umana. Un terzo movimento vede la luce nel 2017 e viene presentato, su invito dell’Istituto Italiano di Cultura a Seoul, alla Fiera Mondiale del Libro in Corea del Sud con una conferenza e con la proiezione di filmati. L’opera giunge al Teatro Mercadante nella sua forma integrale.

  • 12– 14 marzo 2019 | Teatro San Ferdinando PETRUSKA
    di Virgilio Sieni
    coreografia e spazio Virgilio Sieni
    musica Igor Stravinskij
    interpreti cast in via di definizione drammaturgia Vito Di Bernardi costumi Elena Bianchini
    luci Mattia Bagnoli
    produzione Compagnia di Virgilio Sieni

Virgilio Sieni, coreografo e danzatore, fonda nel 1983 la Compagnia Parco Butterfly e nel 1992 la Compagnia Virgilio Sieni, imponendosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea europea. Pétrouchka è una marionetta e non è una marionetta, convive nei due mondi, nelle due visioni e esperienze, trascendendo l’esistenza stessa dell’uomo per identificarsi con il gesto liberatorio.
Non un semplice scatenamento, ma ascensione per cadere nuovamente
nell’esperienza dell’umano. La vita come palestra verso la natura intrecciata da una geografia di sentimenti che ci indica quanto essa, la vita, vada vissuta per quello che è: un travasare inarrestabile da un’esperienza all’altra, e allo stesso tempo esperienza trascendentale, dove il corpo è messo in opera nella sua essenza archeologica, capace di creare un’infinità di gesti e posture figurali secondo un sistema di combinazioni articolari.
Petrouchka è qui in cammino tra lazzi e innamoramento, tra gioco e tragedia, si dimentica della sua incorporeità e da angelo delle fiere e del divertimento apre uno squarcio nella vita. Ci permette di penetrare in quel tratto dell’immaginario dove l’essere marionetta ci guida nel vissuto: marionetta che disattiva con le sue movenze e le danze, l’inesorabile decadimento. Dunque, danzare fino alla fine del mondo, fin dal primo momento che già assapora di tragedia nonostante il clima festoso. Qui la coreografia vuole rimanere fedele al mito di Pétrouchka, così come amiamo alla follia le infinite fuoruscite di Pulcinella che donano leggerezza alla gravità delle azioni. Lo spettacolo si sviluppa intorno alla relazione tra marionetta e tragedia, gioco e archeologia: un ciclo di azioni sentimentali sulla natura del gesto e l’abilità di stare al mondo.

  • 14 – 17 marzo 2019 | Ridotto del Teatro Mercadante IL LUOGO DEL PARADOSSO
    Stazio_hostS01E01
    coreografie Gabriella Stazio
    produzione Compagnia Movimento Danza, Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

La rassegna di danza #stabiledanza del Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale continua al Ridotto del Mercadante con lo spettacolo messo in scena da una storica compagnia di danza napoletana Movimento Danza. Gabriella Stazio porta in scena lo spettacolo Il Luogo del Paradosso Stazio_hostS01E01. Il corpo è il luogo di un paradosso, secondo Jacques Le Goff, ovvero il luogo dove si incontrano peccato e martirio. Un luogo oltre la logica o un problema senza soluzione,
oppure contro le regole o meglio oltre l’apparenza.
Il Ridotto del Mercadante coreograficamente affidato a Gabriella Stazio, diviene il luogo dove il corpo esprime le sue dicotomie tra esperienza quotidiana e straordinaria, ragione e contraddizione ed ognuna delle quattro serate è l'episodio di un discorso unico.

  • 15 – 17 marzo 2019 |Teatro Mercadante NON SOLO MEDEA
    coreografia Emio Greco e Pieter C. Scholten
    con la partecipazione di Manuela Mandracchia
    percussionnista Flora Duverger
    produzione Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale, Ballet National de Marseille (FR)
    in collaborazione con Vaison Danses

Non solo Medea si iscrive in una dimensione atemporale e universale. Un tempo sospeso dalla voce di un’attrice per rivelare la modernità delle tragedie greche. Manuela Mandracchia incarna di volta in volta diversi personaggi del teatro greco, monologhi estratti da opere quali Antigone (Sofocle), Edipo Re (Sofocle), Medea (Euripide), Ifigenia in Aulide (Euripide) e Antigone (Jean Anouilh) che riecheggiano per la loro contemporaneità. Composta di sette parti – l’esposizione, il rifiuto, la presa di coscienza, il rimpianto, l’accettazione, la rivolta e l’esito – Non solo Medea interroga con forza la nozione di determinismo in una società in crisi e si fa portatrice, in uno slancio catartico, di un desiderio di cambiamento. Il corpo di diciotto danzatori risponde alle parole del teatro antico sul suono delle percussioni dal vivo. Il dialogo intenso che si crea sulla scena tra i danzatori,
l’attrice e il percussionista aumenta la tensione drammatica nella quale amore e lotta sono riunite in questa creazione. Il passato e il presente si sfiorano e si urtano su uno sfondo musicale energico e potente, attingendo tanto al repertorio dei Pink Floyd, quanto ad alcuni estratti delle Sinfonie di Beethoven e Mahler.

  • 17 marzo 2019 | Teatro San Ferdinando ACT OF MERCY
    concetto e coreografia Antonello Tudisco
    produzione Interno5 Danza, InMotion Festival, Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale
    con il sostegno di Sondre / Compañia de Danza Martin Inthamoussù / Theatre Plesni

Lo spunto di riflessione è il dipinto Le Sette opere della Misericordia di Caravaggio, in esso il linguaggio usato fa sì che la lettura del concetto di Misericordia si basi su un livello reale ed umano, attraverso gesti e personaggi che non ne rappresentano una immagine esteriore ed ideale, ma la rendono viva e profondamente concreta. Le azioni raccontano di corpi che si aiutano e agiscono per un benessere collettivo. La ricerca quindi analizzerà la possibilità di costruire gesti e/o azioni che possono generare atti di misericordia. I corpi dei danzatori come segni di un linguaggio in cui la mutualità del gesto dà vita alla visione di un gruppo che agisce in maniera coesa e non isolata in piccole realtà autonome e distinte.



Lo sapevi che ... ?

Ristoranti e Trattorie nella zona del Teatro Mercadante

Come raggiungere il teatro e acquistare i biglietti per gli spettacoli.

  • Zona Vomero: Funicolare Centrale (Piazzetta Fuga - Via Toledo).
  • Zona Centro: Autolinee urbane C55 (Corso Umberto - Via Depretis) ed R2 (Stazione Centrale - Via Toledo)
  • Zona Chiaia: R3 (Riviera di Chiaia - Piazza Municipio) Linee Tranviarie: 1 (Poggioreale - Via Marina)

Per informazioni telefono 081.5513396

 










 

Sito Internet Ufficiale