Teatro Piccinni di Bari

Spettacoli Teatrali

Il Cartellone della Stagione 2019-2020 del Teatro Piccinni di Bari

Il calendario degli spettacoli teatrali con il numero di telefono per acquistare i biglietti.

Quali sono gli spettacoli teatrali in cartellone al teatro Piccinini di Bari? A che ora inizia lo spettacolo ? Quanto costano i biglietti ? I ticket Sono in vendita online ?

Non è sempre facile riuscire ad ottenere informazioni precise dai teatri italiani. Non di rado le rappresentazioni vengono annullate e le date modificate

Per questo motivo, Agendaonline.it invita i suoi lettori a contattare, sempre, il botteghino o l'ufficio informazioni del teatro Piccinini per avere certezze sulla programmazione, le date e gli orari.

Programma 2019 - 2020

Gli spettacoli, oltre che al Piccinni, si terranno al Granteatrino, per un evento speciale dedicato alle famiglie, all’Abeliano, al Kismet e al Petruzzelli per continuare a valorizzare le strutture che negli scorsi anni hanno accolto la prosa comunale.

In cartellone tre esclusive ragionali “Madre Courage”, “Skianto” e “Poyo Rojo” e, in prima nazionale, il debutto del Gabbiano “Chayka” di Licia Lanera. Fuori abbonamento altri appuntamenti importanti con Pif impegnato in un testo di Piccolo e “La nave dolce”, uno spettacolo che ricorda l’arrivo della Vlora nel porto di Bari nel ‘91.

Novembre 2019

  • CASA DI PULCINELLA/ EVENTO SPECIALE FAMIGLIE – fuori abbonamento
    30 novembre 2019
    Mimmo Cuticchio
    A SINGOLAR TENZONE
    cunto di e con Mimmo Cuticchio

Il ritmo sincopato del cunto, di origine misteriosa e antichissima, scandisce l'epopea per voce sola che Mimmo Cuticchio, il maggiore puparo e cuntastorie del nostro tempo, porta nelle piazze e nei teatri del mondo. Un colpo del piede sulla pedana, un gesto imperioso della spada ricevuta come eredità iniziatica dal maestro Peppino Celano, e la voce possente di Cuticchio chiama a raccolta intorno alle avventure cavalleresche di Orlando e dei Paladini di Francia, che per secoli i giullari cantarono lungo le strade d'Europa, tessendo un tappeto coloritissimo di immagini con le scarne formule della tradizione orale. Un fastoso teatro della memoria si spalanca nel breve recinto del cunto, in cui «ricordare» significa di nuovo, secondo l'etimologia cara al Medio Evo, «rimpatriare nel cuore».

  • NUOVO TEATRO ABELIANO – esclusiva regionale
    Dal 12 al 17 novembre 2019
    Società per Attori, Fondazione Teatro Metastasio di Prato
    Maria Paiato
    MADRE COURAGE E I SUOI FIGLI
    di Bertolt Brecht
    traduzione di Roberto Menin
    con Mauro Marino, Giovanni Ludeno, Andrea Paolotti, Roberto Pappalardo, Anna Rita Vitolo, Tito Vittori, Mario Autore, Ludovica D'Auria, Francesco Del Gaudio
    musica Paul Dessau
    scene Luigi Ferrigno
    costumi Teresa Acone
    light designer Michelangelo Vitullo
    sound designer Massimiliano Tettoni
    luci Michele Lavanga
    fonica Riccardo Cipriani
    drammaturgia musicale e regia PAOLO COLETTA

Brecht scrisse il testo quando era già in esilio nel 1938 alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Un’opera di contraddizioni e antinomie, a partire dalla principale: Madre Courage si sforza di proteggere i suoi figli dalla guerra, grazie alla quale lei stessa vive e guadagna, ma li perde inesorabilmente uno dopo l’altro. La donna e il suo carro sono immediatamente emblematici di questa distorsione esclusivamente umana, dove la paura della morte si sconfigge entrando in una economia di morte. Ogni volta che uno dei suoi figli viene a mancare, Madre Courage è sempre occupata nei suoi affari e nei suoi commerci. Nel testo c’è un valore quasi profetico: Brecht, nutrito anche dai ricordi della Grande Guerra, compone
un’opera definitiva sulle guerre di tutti i tempi, rimandandoci all'idea dell’apocalisse.
Recuperando ed elaborando i materiali riguardanti la composita partitura di Madre Courage e i suoi figli a partire dall’edizione del 1941, comprese le fonti che hanno ispirato i temi principali e le nove canzoni previste dal testo, Paolo Coletta dirige Maria Paiato in una nuova versione del capolavoro brechtiano dalle forti componenti musicali, dove parola, corpo e musica si fondono per ritrarre un’umanità che somiglia così tanto al nostro presente.

  • TEATRO PETRUZZELLI – prima nazionale
    29 -30 novembre 2019
    Compagnia Licia Lanera
    Licia Lanera
    GUARDA COME NEVICA
    2. IL GABBIANO
    di Anton Čechov
    con Vittorio Continelli, Mino Decataldo, Alessandra Di Lernia, Jozef Gjura, Marco Grossi, Licia Lanera, Fabio Mascagni, Giulia Mazzarino
    luci Vincent Longuemare
    musiche originali Qzerty
    regia e spazio LICIA LANERA

La regista e attrice Licia Lanera dirige un cast di attori per mettere in scena un grande classico della letteratura mondiale. Se in Cuore di cane, il primo episodio della trilogia su testi e autori russi Guarda come nevica, lo stile surreale di Bulgakov denuncia una società in delirio, Čechov ne Il Gabbiano racconta il malessere sociale attraverso la disperazione di uomini “piccoli piccoli” trapiantati in campagna. I fallimenti continui - che si consumano nelle case e non lasciano traccia nella storia - la paura della vecchiaia, della solitudine, sono tragedie private che tutt'ora ci appartengano.
“Per la prima volta faccio un classico, una regia da adulta, mi appresto a diventare grande a tutti gli effetti. E lavoro con otto attori! Inevitabile la riflessione su di me come donna e come artista. E quale commedia migliore per riflettere sul ruolo stesso che il teatro ha nella mia vita, in quella degli uomini, nella storia? Quale migliore occasione per parlare della vita che schianta i nostri sogni giovanili e ci fa diventare diversi da quello che pensavamo che saremmo diventati, quale testo migliore per parlare di grandi attrici dalla vita disastrata, scrittori senza carattere, giovani drammaturghi disperati e giovani attrici disilluse? [Licia Lanera]

Dicembre 2019

  • TEATRO PICCINNI
    Dal 12 al 15 dicembre 2019
    Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
    Isa Danieli, Giuliana De Sio
    LE SIGNORINE
    di Gianni Clementi
    la voce del mago Sergio Rubini
    scene Carmelo Giammello
    Costumi Chiara Aversano
    Luci Luigi Biondi
    regia PIERPAOLO SEPE

Due sorelle zitelle, offese da una natura ingenerosa, trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche. È in una piccola storica merceria in un vicolo di Napoli, ormai circondata da empori cinesi e fast food mediorientali, che Addolorata e Rosaria passano gran parte della loro giornata, per poi tornare nel loro modesto, ma dignitoso appartamento poco lontano. Una vita scandita dalla monotona, ma rassicurante ripetizione degli avvenimenti.
Costrette a una faticosa convivenza, le due ‘signorine’, ormai ben oltre l’età da matrimonio, non possono neanche contare su una vita privata a distrarle da quella familiare. Rosaria domina e Addolorata, a malincuore, subisce. Ma proprio quando le due sorelle sembrano destinate a questo gioco delle parti, un inaspettato incidente capovolgerà le loro sorti, offrendo finalmente ad Addolorata l’occasione di mettere in atto una vendetta covata da troppi anni … Le Signorine è una commedia che sa sfruttare abilmente la comicità che si cela dietro al tragico quotidiano, soprattutto grazie a due formidabili attrici del nostro teatro, che trasformano i litigi e le miserie delle due sorelle, in occasioni continue di gag e di risate.

  • TEATRO KISMET – esclusiva regionale
    29-30 dicembre 2019
    Un Poyo Rojo/T4
    UN POYO ROJO
    performers Alfonso Barón, Luciano Rosso
    coreografia LUCIANO ROSSO, NICOLÁS POGGI
    regia HERMES GAIDO

Nello spogliatoio di una palestra, due uomini si scrutano, si squadrano, si provocano, si affrontano tentando di sedursi in una stupefacente danza acrobatica. Un interessante incrocio tra danza, sport e sessualità. Un lavoro che, basandosi sul linguaggio del corpo, esplora il mondo contemporaneo attraverso il movimento e le sue interpretazioni. Una provocazione, un invito a ridere di noi stessi, e al allo stesso tempo, a riconoscere la nostra totalità. Un Poyo Rojo, mescola acrobazie e comicità ed esplorando tutto il ventaglio delle possibilità fisiche e spirituali dell’essere umano. Lo spettacolo ha registrato il tutto esaurito sia in Argentina che in Europa.

Gennaio 2020

  • TEATRO PICCINNI / DAB Kids – fuori abbonamento
    domenica 5 gennaio 2020 ore 18.00
    Equilibrio Dinamico
    ANASTASIA
    e la maledizione dei Romanov
    cast danzatori compagnia Equilibrio Dinamico
    disegno luci Roberto Colabufo
    costumi Franco Colamorea
    consulenza musicale Vito Causarano
    organizzazione Vincenzo Losito
    concept e coreografie ROBERTA FERRARA
    con il supporto di Comune di Bari e Teatro Pubblico

Dopo il riallestimento del celebre racconto Lo Schiaccianoci e il re dei topi, la Compagnia Equilibrio Dinamico si confronta con un altro classico, passato alla storia per il cartoon targato Fox che tra realtà storico - letteraria e leggenda ha cercato di donare un happy ending ad un delle vicende più misteriose e tutt’oggi ricordate della storia russa: Anastasia, l'ultima dei Romanov.
Siamo nel 1916, trecentesimo anno dalla salita al potere della famiglia Romanov. In occasione di questo grande traguardo, lo zar organizza un ballo al Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo. Nella stessa sera l’imperatrice madre fa un dono alla sua piccola nipote, Anastasia: le regala un carillon con su inciso “insieme a Parigi”. Purtroppo l’evento viene interrotto bruscamente dallo stregone Rasputin, un vecchio monaco che anni addietro aveva venduto la propria anima al demonio in cambio di miseri poteri magici. I Romanov rifiutano il monaco e questo lancia una maledizione sulla famiglia, secondo la quale tutti i membri sarebbero morti entro quindici giorni. Questo evento segna l’inizio della Rivoluzione Russa e nel caos Anastasia e sua nonna riescono ad essere salvate da un giovane ragazzo, Dimitri, che aiuta le due donne a scappare. Nella foga, però, Anastasia cade e sbatte la testa su una pietra, perdendo la memoria.
La storia si sposta poi nel 1927, quando l’imperatrice, andata in esilio, offre una cospicua ricompensa a chi le riporterà sua nipote. Anastasia nel frattempo è cresciuta come un’orfana dal nome Anya e – una volta uscita dal convento dove ha alloggiato per dieci anni – cerca un modo per arrivare a Parigi. Qui incontra due mascalzoni – Dimitri e Vladimir – che affronteranno con lei il fatidico viaggio verso la capitale francese.

  • TEATRO PICCINNI / DAB 20_DanzaABari 2020
    8 gennaio 2020
    Balletto di Roma
    IO, DON CHISCIOTTE
    musiche di Ludwig Minkus e AA.VV.
    con i danzatori del BALLETTO DI ROMA
    coreografia e regia di FABRIZIO MONTEVERDE

Il Balletto di Roma, la storica compagnia fondata da Franca Bartolomei e Walter Zappolini, si affaccia al 2020 – anno del 60° anniversario dalla fondazione – con il debutto di una nuova produzione firmata dal coreografo più applaudito d’Italia: Fabrizio Monteverde. Questa volta, il talentuoso autore si riaffaccia sulla scena, con la rilettura di un’altra pagina della letteratura mondiale, Don Chisciotte della Mancia, il capolavoro di Miguel de Cervantes. In questa versione coreografica il protagonista non smette di incarnare la doppiezza, la “con-fusione” degli opposti. Al centro della scena, senza un significato presunto univoco, ci sono i rottami di una macchina abbandonata, cavallo da corsa dei nostri giorni, simbolo di un mondo in trasformazione continua. Sempre in bilico tra intenzioni logiche, razionali, ben espresse e azioni assurde, temerarie, Don Chisciotte, con il suo sguardo strabico sulla realtà, conquista la gloria attraverso avventure sconnesse e poco calcolate, imponendo la propria illusione sulla realtà con eroico sprezzo del ridicolo: elemento disturbante e artefice del caos, in fondo ci dimostra che ogni cosa, ogni persona è sempre altro da quello che dice di essere.

  • TEATRO KISMET – esclusiva regionale
    11 - 12 gennaio 2020
    Teatro Franco Parenti / Teatro Stabile dell’Umbria
    Filippo Timi
    SKIANTO
    luci Gigi Saccomandi
    costumi Fabio Zambernardi
    uno spettacolo di e con FILIPPO TIMI

Una favola amara, un testo spiazzante che mescola rabbia e dolore ad una esilarante ironia-pop. Sul palco un anticonvenzionale, istrionico e intimo Filippo Timi. «Una sarabanda di lampi immaginifici e sferzate emotive invade la scena mescolando nell’ impasto dolce di una favola pop l’irrefrenabile ricerca di un’identità fuori dalla “handicappitudine”.» «Skianto è la bocca murata. È il racconto di un ragazzo disabile che ha il cancello sbarrato. Io spalanco quella bocca in un urlo di Munch. Gli esseri umani sono disabili alla vita. E siamo tutti un po’ storti se ci confrontiamo alla grandezza della Natura. Esiste una disabilità non conclamata che è l’isolamento, l’incapacità di fare uscire le voci.» [Filippo Timi]

  • TEATRO PICCINNI
    Dal 16 al 19 gennaio 2020
    GITIESSE Artisti Riuniti
    Geppy Gleijeses, Lorenzo Gleijeses
    AMADEUS
    di Peter Shaffer
    traduzione Masolino D’Amico
    con Giulio Farnese, Gianluca Ferrato, Giuseppe Bisogno, Roberta Lucca, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone, Brunella De Feudis
    regia ANDREI KONCHALOVSKY

Amadeus è la storia di una feroce gelosia. Il dramma, ambientato alla fine del 700, racconta il presunto tentativo, senza fondamento storico, del compositore italiano Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell’odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart. Per l’ultima rielaborazione della leggenda romantica già raccolta da Puskin e messa in musica da Nikolaj Rimskij-Korsalkov, secondo la quale Wolfgang Amadeus Mozart, artista puro, genio innato, era stato vittima del geloso Antonio Salieri, Peter Shaffer ha fatto del musicista italiano non tanto un rivale del giovane salisburghese, almeno per quanto riguarda il successo, quanto piuttosto un moralista che possiede lo sterile talento del critico. Salieri ha infatti promesso a Dio una vita intemerata in cambio dell’eccellenza musicale, ma il suo mondo crolla davanti alla scoperta dei doni che sono stati concessi a una creatura in apparenza turpe e lasciva, doni della cui portata egli è il solo a rendersi conto. Il suo gesto vuole essere pertanto una sorta di grandiosa vendetta privata contro Dio che si è preso beffe di lui, ma neanche compiendola riuscirà a passare alla Storia.

  • TEATRO PICCINNI / DAB 20_DanzaABari 2020
    23 gennaio 2020
    Dance Haus Più
    BALLADE
    preghiera profana
    musiche originali composte ed eseguite dal vivo al pianoforte Cesare Picco
    parole e voce Claudio Delì Santarelli
    con Davide Boi, Chetan Chauhan, Fabrizio Calanna, Fabio Calvisi, Cristian Cucco, Mario Giallanza, Marco Labellarte, Alessandro Lely, Giovanni Leone, Giuseppe Morello, Simone Paris, Matteo Vignali
    assistente di compagnia Arianna Guaglione
    luci Matteo Bittante
    suono Daniele Valentini
    musiche originali eseguite dal vivo di CESARE PICCO
    coreografia e regia di SUSANNA BELTRAMI

Un vagabondaggio solitario nella periferia cittadina, una ballata, un incedere ebbro che si fa corsa disperata, urlo che squarcia la notte piovosa. Una riscrittura originale in chiave “street-romantic” a partire da La notte poco prima della foresta di B. M. Koltès. Un incontro tra coreografia, corporeità, parola e suono per intonare il canto dell’uomo Koltès che si sta avvicinando inesorabile alla fine della propria vita. Il canto di tutti coloro che sono stati relegati ai margini, in quello spazio “poco prima di” che è luogo fisico e esistenziale. [Susanna Beltrami]

  • TEATRO PICCINNI- fuori abbonamento
    26 gennaio 2020
    ITC2000
    Francesco Piccolo, Pif
    MOMENTI DI TRASCURABILE( IN) FELICITÀ
    e la partecipazione speciale di PIF
    di e con FRANCESCO PICCOLO

Momenti di trascurabile (In)felicità torna nel 2020 dopo una bella e appassionante tournée che lo ha portato nei teatri italiani nella prima metà del 2018 e del 2019.
Francesco Piccolo sarà accompagnato da un ospite speciale per compiere un tratto di strada insieme tra momenti di trascurabile felicità e infelicità: Pierfrancesco Diliberto in arte Pif già protagonista dell’omonimo film diretto da Daniele Luchetti e scritto a quattro mani da Luchetti e Piccolo.
Lo spettacolo racconta e descrive quei momenti felici ed infelici dell’esistenza quotidiana sui quali non abbiamo il tempo o la pazienza di soffermarci. Francesco Piccolo, con la partecipazione di Pif, lo ha fatto dando vita ad un “catalogo” di eventi trascurabili ma piantati nella vita di ognuno, che fanno sempre dire a chi sta in platea: “è vero, è successo anche a me”. Momenti di trascurabile (in)felicità rappresenta un’occasione per far “parlare” due libri di grande successo Momenti di trascurabile felicità (2010) e Momenti di trascurabile infelicità (2015) attraverso la viva voce del loro autore Francesco Piccolo scrittore, sceneggiatore e autore televisivo tra i più poliedrici del panorama italiano.

  • TEATRO PICCINNI
    Dal 30 gennaio al 2 febbraio 2020
    Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo// Fondazione Teatro Della Toscana
    Francesco Pannofino, Paola Minaccioni, Arturo Muselli, Giorgio Marchesi
    MINE VAGANTI
    Cast in definizione
    Un spettacolo di FERZAN OZPETEK

Ferzan Ozpetek firma la sua prima regia teatrale mettendo in scena l’adattamento di uno dei suoi capolavori cinematografici. Il giovane Tommaso torna nella grande casa di famiglia a Lecce con l’intenzione di comunicare al variegato clan dei parenti chi veramente è; un omosessuale con ambizioni letterarie e non un bravo studente di economia fuori sede come tutti credono. Ma la sua rivelazione viene bruciata sul tempo da una rivelazione ancora più inattesa e scioccante del fratello Antonio. Tommaso è costretto a fermarsi a Lecce, rivedere i suoi piani e lottare per la verità, contro un mondo famigliare pieno di contraddizioni e segreti.

Febbraio 2020

  • TEATRO PICCINNI
    Dal 6 al 9 febbraio 2020
    ITC2000
    Geppi Cucciari
    PERFETTA
    Assistente alla Regia Giulia Dietrich
    Musiche originali Paolo Fresu
    Costumi Antonio Marras
    Disegno luci Luca Barbatitesti
    Testi e regia MATTIA TORRE

Perfetta è un monologo teatrale che racconta un mese di vita di una donna attraverso le quattro fasi del ciclo femminile. Una donna che conduce una vita regolare, scandita da abitudini che si ripetono ogni giorno, e che come tutti noi lotta nel mondo. Ma è una donna, e il suo corpo è una macchina faticosa e perfetta che la costringe a dei cicli, di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli. “Perfetta” è la radiografia sociale ed emotiva, fisica, di 28 comici e disperati giorni della sua vita.

  • TEATRO PICCINNI - fuori abbonamento
    15 febbraio 2020
    Tib Teatro
    Massimiliano Di Corato
    LA NAVE DOLCE
    Scene Bruno Soriato
    Aiuto regia Vassilij Gianmaria Mangheras
    Disegno luci e suono Paolo Pellicciari
    drammaturgia e regia DANIELA NICOSIA

8 agosto 1991, nel porto di Bari, attracca la nave Vlora carica di ventimila albanesi. 20.000 persone che arrivano, in un sol colpo, sono un paese intero. E un paese intero non lo si può rispedire a casa come fosse un pacco mal recapitato. Da un lato le autorità governative che vogliono quei ventimila, rinchiusi, tutti insieme, nello stadio cittadino trasformato da luogo di incontro in anfiteatro di una assurda lotta per la sopravvivenza, mentre gli elicotteri controllano dall’alto. Dall’altro la comunità di Bari, che accoglie anche a suon di paste al forno e focacce raccolte tra le famiglie! Questa storia ritrova oggi piena attualità. È una storia che parla di mare e di una nave presa d’assalto. È una storia di fuga e sogni. È una storia di desideri e pulsioni di libertà. È una storia che vive ancora sulla pelle di chi l’ha vissuta. È una storia di integrazione e incontro. È una storia intessuta di storie. È una storia che non è finita. Una storia che vuole ancora essere raccontata.

  • TEATRO PICCINNI
    Da 20 al 23 febbraio 2020
    Cardellino srl
    Silvio Orlando
    SI NOTA ALL'IMBRUNIRE
    (Solitudine da paese spopolato)
    di Lucia Calamaro
    con (in o.a.): Vincenzo Nemolato, Roberto Nobile, Alice Redini, Maria Laura Rondanini
    scene Roberto Crea
    costumi Ornella e Marina Campanale
    luci Umile Vainieri
    regia LUCIA CALAMARO

I figli Alice, Riccardo e Maria sono arrivati la sera prima. Il fratello maggiore Roberto anche. Un fine settimana nella casa di campagna di Silvio, all’inizio del villaggio spopolato dove vive da solo da tre anni. Silvio ha acquisito, nella solitudine, un buon numero di manie, la più grave di tutte: non vuole più camminare. Non si vuole alzare. Vuole stare e vivere seduto il più possibile. E da solo. Si tratta, per i figli che finora non se ne erano preoccupati troppo, di decidere che fare, come occuparsene, come smuoverlo da questa posizione che è una metafora del suo stato mentale : che è quella di un uomo che vive accanto all’esistenza e non più dentro la realtà. Emergono qua e là empatie, distanze e rese dei conti. I familiari di Silvio sono venuti a trovarlo per la messa dei dieci anni dalla morte della moglie… C ‘è da commemorare, da dire, da concertare discorsi. Certo è che, preda del suo isolamento, nella testa di Silvio si installa una certa confusione tra desideri e realtà, senza nessuno che lo smentisca nel quotidiano, la vita può essere esattamente come uno decide che sia. Fino a un certo punto.

  • TEATRO PICCINNI / DAB 20_DanzaABari 2020
    in collaborazione con Camerata Musicale Barese
    29 febbraio 2020
    Fondazione Nazionale della Danza / AterBalletto
    DREAMERS
    cloud|materia - coreografia PHILIPPE KRATZ
    Traces - coreografia RIHOKO SATO
    Secus - coreografia OHAD NAHARIN

Dreamers è un trittico che rappresenta perfettamente questa fase di lavoro della Fondazione Nazionale della Danza, impegnata nell’esplorazione di universi coreografici e culturali quasi all’opposto tra loro sul piano espressivo, ma accomunati da una profonda sensibilità umana. In Dreamers spiccano le illustri firme di Ohad Naharin, il coreografo di Batsheva, e di Rihoko Sato, musa e interprete preferita di Saburo Teshigawara; accanto a loro Philippe Kratz, coreografo e danzatore di Aterballetto. Un’occasione unica per ammirare la compagnia attraverso sfumature in contrasto: dall’approccio fisico e razionale di Philippe Kratz, allo stile sofisticato e leggero della giapponese Rihoko Sato, fino al vigoroso rituale di Ohad Naharin. Ed è il frutto di una coproduzione internazionale, che ci associa a Festival Oriente Occidente di Rovereto, Les Halles de Schaerbeek di Bruxelles e Malraux scène nationale di Chambéry in Francia.

Marzo 2020

  • TEATRO PICCINNI
    Dal 5 all’8 marzo 2020
    Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova,
    Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Verona
    Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci
    SALOMÈ
    di Oscar Wilde
    traduzione Gianni Garrera
    con Alessandro Balletta, Silvia Biancalana, Paolo Cresta, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Carlo Sciaccaluga, Francesco Scolaro, Paolo Serra, Enzo Turrin
    scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
    disegno luci Gigi Saccomandi musiche Ran Bagno
    coreografie e aiuto regia Alessandra Panzavolta
    installazioni video Alessandro Papa
    adattamento e regia LUCA DE FUSCO

Poche volte si verifica un caso di un titolo tanto noto quanto poco rappresentato. Salomè è un grande archetipo, un simbolo eterno di amore e morte ma la sua versione lirica è comunemente rappresentata mentre il capolavoro di Wilde sembra destinato più alla lettura che alla rappresentazione. In effetti i registri che Wilde usa oscillano tra il drammatico, l’ironico, l’erotico, il grottesco in una miscela che è effettivamente molto ambigua e di difficile rappresentazione. Perché allora affrontare una sfida così difficile? Innanzitutto, appunto, per il gusto delle sfide. È poi nota la mia passione per le contaminazioni tra teatro, danza, musica, cinema. Salomè, con la sua luna piena incombente e allucinata, con la sua danza dei sette veli, sembra quindi un testo ideale per questo teatro “spurio” che prediligo da molto tempo. [Luca De Fusco]

  • TEATRO PICCINNI
    Dal 12 al 15 marzo 2020
    Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale, Théâtre de Liège, Le Manège Maubeuge - Scène Nationale
    Compagnia Pippo Delbono
    LA GIOIA
    con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante,
    Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Zakria Safi, Grazia Spinella e con la voce di Bobò
    composizione floreale Thierry Boutemy
    musiche di Pippo Delbono, Antoine Bataille, Nicola Toscano e autori vari
    luci Orlando Bolognesi
    uno spettacolo di PIPPO DELBONO

Questa creazione di Pippo Delbono diventa un cammino verso la “gioia” che prosegue con il suo straordinario gruppo di attori/performer, ancor più dopo il vuoto lasciato dalla scomparsa di Bobò, fedele compagno di scena a partire dal loro incontro avvenuto nel 1995 nel manicomio di Aversa. Fare uno spettacolo sulla gioia vuol dire cercare quella circostanza unica, vuol dire attraversare i sentimenti più estremi, angoscia, felicità, dolore, entusiasmo, per provare a scovare, infine, in un istante, l’esplodere di questa gioia. Gli attori di Delbono salgono così sul palcoscenico uno dopo l’altro e prendono, ognuno con il suo diverso sentire, il pubblico per mano e ne fanno un compagno di viaggio, parte di una comune ricerca inesauribile. Storie personali, maschere, danze, clownerie, memorie sono tutte sfuggenti immagini di persone alla ricerca della gioia. Così, se ogni replica è la tappa di un viaggio, ogni frammento che compone lo spettacolo è un singolo passo. Il viaggio non si arresta mai, così come la girandola caleidoscopica di sentimenti e immagini. Ogni replica regala una sorpresa, a chi decide di mettersi in cammino e seguire il ritmo della compagnia e di questa ricerca infinita della gioia.

  • TEATRO PICCINNI / DAB 20_DanzaABari 2020
    21 marzo 2020
    22 marzo 2020– seconda recita fuori abbonamento
    ResExtensa
    I SOGNI DI LEONARDO
    l’uomo che intuì il volo
    musiche a cura di ResExtensa
    light design Stefano Limone
    ideazione e coreografie ELISA BARUCCHIERI

La parola può narrare il genio di Leonardo, il corpo e la luce ne possono evocare la meraviglia. Una meraviglia che sfugge a qualsiasi descrizione verbale. La creatività leonardiana ispira uno spettacolo di forma e luce, movimento e parola, danza tra aria e terra, giochi di luce e proiezioni, per un momento di meraviglia in onore al grande visionario. Nel tentativo di descrivere l'immensa opera di Leonardo, un viaggio attraverso i suoi segni e le sue parole.

  • TEATRO PICCINNI
    Dal 26 al 29 marzo 2020
    Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia / CTB Centro Teatrale Bresciano / Teatro De Gli Incamminati
    Franco Branciaroli
    I MISERABILI
    di Victor Hugo
    con (in o.a.) Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio,Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo
    scene di Domenico Franchi / costumi di Andrea Viotti
    luci di Cesare Agoni / musiche di Antonio Di Pofi
    adattamento teatrale LUCA DONINELLI
    regia FRANCO PERÒ

Pareti mobili sapientemente illuminate ed essenziali elementi scenici sfumano l’una nell’altra le mille ambientazioni di uno dei più grandi romanzi della storia della letteratura, che si “sfoglia” letteralmente sulla scena, davanti agli occhi del pubblico incantato dalla imponente “sinfonia umana” che è I Miserabili di Victor Hugo. Una sinfonia dove ogni nota è fondamentale, ogni personaggio è un mondo e dove – come sottolinea il regista Franco Però – «possiamo leggere la storia della redenzione di un galeotto, il rapporto con il sacro, la Storia, l’amore, la ribellione, l’ingiustizia sociale… “I Miserabili” – aggiunge concordando con il recente parere di un critico francese – è forse il romanzo più famoso che esista in occidente, ma pochissimi lo hanno letto per intero, tanto è imponente. È veramente un fiume in piena: devi gettarti dentro e lasciarti trasportare». Franco Però sceglie dunque un affresco sociale e storico – popolato da figure di grande forza e profondità – indotto, fra le tante ragioni, anche dalla presa di coscienza di un presente in cui è inesorabile il divaricarsi della forbice fra chi è inserito nella società e chi ne rimane invece ai margini.

Aprile 2020

  • TEATRO KISMET
    4-5 aprile 2020
    Teatro Segreto
    FERDINANDO
    di Annibale Ruccello
    con Gea Martire, Chiara Baffi, Fulvio Cauteruccio, Francesco Roccasecca
    costumi Carlo Poggioli
    consulenza musicale Marco Betta
    aiuto regia Rossella Pugliese
    organizzazione Sabrina Codato
    progetto luci Nadia Baldi
    regia NADIA BALDI

Nadia Baldi firma la regia di Ferdinando, il testo forse più famoso di Annibale Ruccello, andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986. L’opera ha vinto due premi IDI: uno nel 1985 come testo teatrale, il secondo nel 1986 come miglior messinscena. Donna Clotilde, baronessa borbonica, si è rifugiata in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. È con lei una cugina povera, Gesualda, che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino, un prete coinvolto in intrallazzi politici. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.

  • TEATRO PICCINNI
    dal 16 al 19 aprile 2020
    Goldenart/ Teatro Stabile del Veneto - Teatro Stabile di Bolzano
    Alessandro Haber, Alvia Reale
    MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE
    di Arthur Miller
    Traduzione e adattamento di Masolino D’Amico
    Con Alberto Onofrietti, Josafat vagni
    E con la partecipazione Duccio Camerini, Carlo Ragone, Fabio Mascagni, Beniamino Zannoni, Paolo Gattini, Caterina Paolinelli, Margherita Mannino, Anna Gargano
    Scene Andrea Belli Costumi Silvia Aymonino
    Disegno luci Alessandro Verazzi
    Musiche Daniele D’Angelo
    regia LEO MUSCATO

Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller è, senza alcun dubbio, la Grande Commedia Americana, quella che gli americani sentono come più autenticamente “loro”. Perché Il Commesso colpisce così profondamente? Perché è la storia di un sogno; la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui. Nella fiaba della farfalla e della formica, le simpatie vanno alla farfalla, benché questa venga sconfitta. E Willy Loman, sconfitto alla fine come la farfalla, non ha pazienza. È nato in un paese giovane e impaziente, forse figlio di immigrati; non ha radici, vuole salire nella scala sociale. Sogna a occhi aperti il successo facile, veloce. È un commesso viaggiatore che si guadagna da vivere con la parlantina, e ha allevato i figli al culto dell’apparenza e della superficialità. Ma ha finito per farne dei falliti. Il Commesso mischia verità e allucinazione, si svolge contemporaneamente sulla scena, sotto gli occhi del pubblico, e nella testa del protagonista, nella quale noi spettatori, a differenza dagli altri personaggi, siamo chiamati a entrare. Ne risulta una macchina di teatro che è rimasta appassionante e attuale oggi come ai giorni del suo debutto. [Masolino D’Amico]

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