Week End alle Terme nel Lazio.

Relax in un centro termale

Centri termali e Beauty Farm nel Lazio per trascorrere un fine settimana alle Terme all'insegna del relax e del benessere.

Il primo bagno pubblico di Roma fu sicuramente il Tevere, nelle cui acque fredde i Romani, erano soliti immergersi per le abluzioni quotidiane.

Ma con il tempo Roma divenne la culla del termalismo e il rito del bagno divenne, in tutta l'attuale regione Lazio, una delle cose più piacevoli della vita privata e sociale.

 Forse è anche per questo che nell'epoca imperiale le monumentali terme vennero arricchite di palestre, biblioteche, ristoranti, giardini, piscine, teatri, sale per riunioni, stadi e solarium.

Le più grandi terme di Roma erano le Terme di Diocleziano, le Terme di Caracalla, le Terme di Tito, di Agrippa, le Terme Neroniane e le Terme di Costantino.

Di quella magnificenza restano ancora oggi alcune testimonianze, come ad esempio le Terme Acque Albulae a Bagni di Tivoli. Qui l'imperatore Augusto ordinò all'architetto Vespasiano Agrippa la costruzione delle Terme Imperiali i cui resti furono ritrovati casualmente nel 1826.

Nelle epoche successive e fino al Settecento le terme non furono mai più frequentate. Solo nel XIX secolo, quando le analisi chimiche confermarono i poteri terapeutici delle acque, si costruì il primo stabilimento moderno intorno al quale è sorto l'attuale complesso.

Ma la fama di Tivoli, ancor più che alle terme, è legata alle ville monumentali, di epoca romana o rinascimentale e ai loro splendidi parchi con scenografiche fontane e giochi d'acqua.

L'origine della definizione Acque Albulae (cioè bianche) è da ricondursi all'aspetto candido di queste acque dovuto all'emulsione gassosa che si forma in superficie quando si liberano l'anidride carbonica e l'idrogeno solforato prima disciolti in acqua.

 Scaturiscono da due laghi, Regina e Colonnelle e giungono allo stabilimento termale ad una temperatura di 23°C con una portata di circa 3.000 litri al secondo. Acque dunque solfureo-carbonichee, esse si rivelano efficaci nella cura di alcune specifiche malattie della pelle, di malattie infiammatorie e allergiche dell'apparato respiratorio e delle vasculopatie agli arti inferiori.

 Nello stabilimento termale di Tivoli si pratica anche la balneoterapia orale per curare i disturbi gengivali e la piorrea.

 Terme di Pompeo a Ferentino

Usate dai Romani in epoca imperiale e cadute in disuso dopo il Rinascimento, le Terme di Pompeo a Ferentino costruite sotto gli auspici di Domitilla, moglie di Vespasiano e madre degli imperatori Tito e Domiziano sono state riscoperte e valorizzate nella metà dell'Ottocento.

L'attuale complesso termale, moderno e funzionale, è dotato anche di un centro di estetica e benessere che sfrutta ancora le stesse antiche sorgenti sulfuree-bicarbonato-calciche fredde (18°C). I trattamenti praticati sono: bagni, idromassaggi, inalazioni, irrigazioni, insufflazioni e ventilazioni polmonari con i quali si curano malattie respiratorie, otorinolaringoiatriche, artrosiche, vascolari e dermatologiche.

La località termale è inserita in un contesto ambientale di grande interesse naturalistico e storico: gli altipiani di Arcinazzo, il Lago Canterno, il Circeo, Anagni, Alatri, Montecassino sono solo alcune delle località che vale la pena di visitare.

La stessa Ferentino conserva importanti tracce del suo passato nell'Acropoli preromana, nella cinta muraria e nelle porte romane, nel Duomo romanico e in altri edifici medioevali.

 Incastonate tra le colline degli Aurunci, all'estremità sudorientale del Lazio, si trovano invece le rovine delle terme romane presso le attuali Terme di Suio. Sono le antiche Aquae Vescinae, frequentate in epoca imperiale dai Romani che, accanto alle terme, avevano addirittura costruito un albergo. Dimenticate per moltissimi secoli, sono state riattivate solo dopo la seconda guerra mondiale con la costruzione di nove stabilimenti e strutture alberghiere.

La località termale offre oggi numerosi spunti per escursioni naturalistiche e culturali: i siti archeologici, i borghi medioevali dei dintorni e le vicine spiagge sono la garanzia per un soggiorno piacevole all'insegna del benessere, dello svago e della cultura.

Dalle numerose sorgenti della zona sgorgano acque sulfureobicarbonato-alcalino-terroso-calciche ipertermali (39-63°C). I pregi terapeutici di queste sorgenti termali sono quelli propri delle acque sulfuree, particolarmente idonee per le malattie dell'apparato locomotore, dell'apparato genitale femminile e della pelle utilizzate attraverso bagni, fanghi, inalazioni, irrigazioni e insufflazioni.

Le Terme dei Papi a Viterbo

Sempre nel Lazio, ma a Viterbo alle falde dei monti Cimini, si trovano le Terme dei Papi, così chiamate perché in epoca medievale divennero meta privilegiata di molti pontefici: Papa Gregorio IX curò qui il male della pietra, Papa Bonifacio IX alleviò i gravi dolori di schiena e Papa Niccolò V trasse così tanto giovamento dalle cure che qui fece costruire uno splendido palazzo.

Si tratta di un grandioso bacino termale la cui importanza storica è testimoniata dai resti di ben quattordici grandiosi stabilimenti termali di epoca romana, fastosi palazzi edificati dai papi e numerose citazioni di illustri personaggi come Dante Alighieri e Michelangelo. L'acqua delle Terme dei Papi, la cui temperatura è di 58°C, è da sempre la più famosa per le qualità terapeutiche nella cura e nella prevenzione delle affezioni dell'apparato respiratorio e osteoarticolare.

L'acqua della sorgente Bulicame è da sempre la più famosa per le sue qualità terapeutiche comunemente impiegate per il trattamento delle affezioni croniche dell'apparato respiratorio e di quello osteo-artro-muscolare.

 Il fango naturale usato nelle terapie termali deriva direttamente dal laghetto Bagnaccio, un cratere di origine vulcanica sul fondo del quale sgorgano numerose sorgenti di acqua termale che mineralizzano e maturano le argille presenti.

Le terme di Fiuggi

Conosciute in tutto il mondo sono le acque delle Terme di Fiuggi, cittadina di origine medievale, il cui nome originario era Anticoli di Campagna. Solo nel 1911 il nome è stato commutato con quello della località in cui sgorgano le acque termali (l'antica Flugi). Alla grande tradizione di accoglienza che rende piacevole il soggiorno a Fiuggi, si accompagna l'interessante territorio nel quale la località termale è inserita.

La circondano, infatti, borghi e antichi ce ntri urbani di estremo interesse architettonico e paesaggistico come Anagni, Alatri, Cassino, Palestrina, Subiaco. I primi documenti che testimoniano l'uso terapeutico delle sue antiche acque oligominerali radioattive risalgono al Medioevo, quando Papa Bonifacio VIII beneficiò del loro effetto. Le Terme di Fiuggi si estendono a valle, immerse nei boschi di querce e pini e sono composte da due fonti, la Polla di Bonifacio VIII e la Fonte Anticolana.

La particolare composizione dell'acqua (che non a caso è distribuita nel mondo anche in bottiglia) svolge un'azione fortemente purificatrice sull'organismo grazie a una macromolecola recentemente scoperta nella sua composizione e si rivela efficace in tutte le manifestazioni della diatesi urica e nella prevenzione della calcolosi urinaria. Il ciclo terapeutico dura, in media, 15 giorni. Una delle più antiche e illustri testimonianze dei benefici ottenuti bevendo l'acqua di Fiuggi è di Michelangelo Buonarotti, anche lui Iruitore delle miracolose proprietà di quest'acqua.

La fama delle acque di Fiuggi rimase circoscritta allo Stato Pontificio fino a tutto il XIX secolo.

Solo nei primi anni del Novecento fu avviata la costruzione dello stabilimento termale e di due grandi lussuosi alberghi direttamente collegati con gli impianti stessi. Dopo un periodo di crisi dovuto alla Seconda Guerra Mondiale e al successivo dopoguerra, agli inizi degli anni '60, in seguito al boom economico, si ebbe una forte ripresa di attività che indusse alla totale ristrutturazione del complesso termale completata nel 1970.

Le Terme di Cotilia, Cottorella e Antrodoco

Rieti, capoluogo della provincia detta "Sabina' perché abbraccia, quasi per intero, il territorio anticamente abitato dal popolo dei Sabini, è perfettamente ubicata nel centro geografico dell'Italia (Umbilicus Italiae) " territorio è prevalentemente montuoso, su tutto domina il massiccio del Terminillo, con alternanza di conche e contrade pianeggianti: la conca di Leonessa, la grande piana alluvionale di Rieti e la piana carsica di San Vittorino, ai margini settentrionali della quale si collocano i tre laghetti di Paterno, di Mezzo e di Cotilia.

In questo contesto si trovano tre località termali: le Terme di Cotilia, Cottorella e Antrodoco, che offrono tranquillità e interessanti escursioni nei dintorni per visitare reperti archeologici e monumenti d'arte. Le Terme di Cotilia si trovano in una frazione-gioiello della provincia rietina: Castel Sant'Angelo, incastonato nella Valle del Velino, tra le più suggestive dell'Appennino per le sue caratteristiche naturali, ma soprattutto per l'enorme presenza di sorgenti e acque sia di superficie, sia sotterranee.

Lungo la via del sale l'odierna Salaria sorgeva l'antica città preromana di Cotilia, presso il lago sacro di Paterno, ammirato da Seneca e cantato dal Tasso.

Le copiose sorgenti di acque acidule, solforose e ferrate attirarono i Romani, che vi stabilirono un vero e proprio centro turistico-termale, come testimoniano i resti delle ville degli imperatori Tito e Vespasiano e gli scritti di Varrone, Seneca, Vitruvio, Plinio, Catone, Tito Livio e Virgilio.

Con le invasioni barbariche la località decadde fino ai nostri gioni. Solo da pochi anni (dal 1981) infatti, è stato riattivato lo sfruttamento razionale delle fonti con ingenti opere di trasformazione che hanno condotto alla costruzione dell'attuale stabilimento termale. Le acque termali sgorgano da due fonti (Vecchi e Nuovi Bagni), le quali non differiscono dal punto di vista chimico e formano, per la loro grande portata, due laghetti

. La classificazione è di acque minerali naturali solfidrichecarboniche, bicarbonato-solfato-alcaline-terrose, fredde e sono indicate per le malattie degli apparati respiratorio, circolatorio, gastroenterico, le allergie e le mtossicazìoru.

Situate alle pendici del Monte Belvedere, le Terme di Cottorella furono apprezzate dall'imperatore Vespasiano, da papa Gregorio IX e dal Bramante, che con la loro ~ presenza contribuirono ad accreditarne le qualità terapeutiche. I frati del vicino convento di Sant'Antonio al Monte da tempo immemorabile rifornivano di barili di Acqua Cottorella l'ospedale romano di Fatebenefratelli, per la cura di malattie urologiche.

 Le moderne tecniche di analisi hanno poi confermato l'effettiva validità terapeutica delle Fonti Cottorella e nel 1926 i/ Ministero dell'Interno autorizzò l'imbottigliamento "dell'Acqua Cottorella digestiva, antiurica di rara purezza". Queste acque appartengono al gruppo delle oligominerali bicarbonato-alcalino-terrose, particolarmente adatte nelle diete iposodiche per la loro elevata capacità diuretica e il basso contenuto di sodio, oltre ad essere impiegate nella cura di patologie urologiche, epatiche e gastroenteriche.

 Nel 1621 un medico aquilano scriveva un "Breve et utile discorso di Salvatore Massonio delle facoltà et dell'uso dell'acque dell'antico bagno di Antredoco". L'acqua sulfurea sgorgava dalle pendici del Monte Cotischio (l'attuale Monte Giano), e inoltre erano visibili altre sorgenti nei territori limitrofi. In questa zona i bagnanti utilizzavano per le proprie cure pozze naturali. Le qualità terapeutiche delle acque sulfuree di Antrodoco furono poi note anche in tutto il Regno di Napoli e nel 1865, si ritenne opportuno realizzare uno stabilimento termale con una struttura organizzativa più moderna.

Fu costruito allora l'attuale edificio storico, munito di vasche da bagno, locali per le cure e un ampio parco dove poter sostare sotto l'ombra degli alberi.

Nel 1928, il Podestà propose una sottoscrizione pubblica che permise di raccogliere 250.000 lire: con questo denaro si restaurò l'edificio storico e furono ammodernati gli impianti. Nel 194310 stabilimento divenne un comando delle truppe tedesche. Ai primi anni '50 risalgono un'efficace opera di restauro sulle strutture danneggiate dalla guerra e la costruzione di una piscina scoperta e di una pista da ballo.

Durante gli anni '70 Antrodoco ha vissuto i suoi anni d'oro per chiudere un decennio più tardi a causa di una errata gestione. Soltanto nel giugno di quest'anno è stato presentato, un progetto per il restauro delle strutture per una loro rimessa in funzione.

 

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