Scopri Chi è senza peccato – The Dry, film thriller psicologico su Prime Video, una storia che indaga le ombre del passato e dell’anima.

Quante verità può seppellire il silenzio? Te lo sei mai chiesto? A volte, basta tornare nel luogo da cui sei scappato per scoprire che nulla, davvero nulla, è stato dimenticato. E che anche ciò che sembrava sepolto dalla polvere degli anni e dall’aridità della terra… è lì, pronto a riemergere.

Su Prime Video c’è un thriller che si intitola Chi è senza peccato – The Dry, è diretto da Robert Connolly ed è basato sull’omonimo romanzo di Jane Harper. Ti dico subito che non è il classico thriller da popcorn e colpi di scena a effetto. È qualcosa di più sottile, profondo, e per certi versi anche disturbante. Un film che lavora sui non detti, sulle atmosfere, sulle ferite mai guarite.

Il protagonista è Eric Bana, che qui abbandona i panni muscolari di “Hulk” o l’adrenalina di “Munich”, per offrirci una performance introspettiva, malinconica e misurata. Interpreta Aaron Falk, un agente federale che torna nella sua città natale, Kiewarra, un luogo dimenticato da Dio e devastato da una siccità che non è solo climatica, ma anche morale.

È lì per partecipare al funerale del suo amico d’infanzia Luke, sospettato di aver compiuto un gesto estremo: uccidere moglie e figlio prima di togliersi la vita. Ma qualcosa non torna. I genitori di Luke non ci stanno. E Aaron, inizialmente riluttante, comincia a scavare. Ma più che nella cronaca, è nel proprio passato che dovrà mettere le mani. Vent’anni prima, un’altra tragedia: la morte misteriosa di una loro amica, Ellie, che torna a tormentarlo con una forza inaspettata.

La narrazione si muove abilmente tra due piani temporali, alternando presente e flashback con naturalezza, senza mai perdere coerenza o ritmo. Il merito è anche di una regia che sa dove puntare lo sguardo: Connolly costruisce una tensione asciutta ma palpabile, e sfrutta alla perfezione l’ambiente secco, polveroso e opprimente del bush australiano, che diventa quasi un personaggio del film.

La fotografia è spietata. Il sole è bianco, il cielo è vuoto, la terra è dura. È un paesaggio che parla di colpa e redenzione, perfetto per raccontare una comunità chiusa, piena di sospetti, dove tutti sembrano sapere ma nessuno vuole parlare. E dove il passato, per quanto cerchi di ignorarlo, non smette mai di bruciare.

Questo film approdato da poco nel catalogo di Prime Video, ha riscosso grande successo soprattutto in Australia, dove è stato uno dei titoli più visti del 2020 (oltre 20 milioni di dollari incassati). Ma ha convinto anche la critica americana e internazionale. Su Rotten Tomatoes ha ottenuto un impressionante 90% di recensioni positive, mentre su IMDb si assesta su un solido 6,9/10. Gli utenti di Google? Lo hanno promosso con un favorevole 79%.

La stampa ha elogiato particolarmente la capacità del film di creare una tensione psicologica più che fisica. Luke Buckmaster di The Guardian lo ha definito “un adattamento avvincente, duro e psicologicamente intenso”, mentre Paola Piacenza su IoDonna sottolinea come “la soluzione dei misteri conti meno del ritratto del luogo e dei suoi inquietanti abitanti”.

Alla fine, Chi è senza peccato – The Dry è un thriller che non urla, ma sussurra. E proprio per questo ti entra sotto pelle. È un invito a riflettere su quanto sia difficile lasciarsi davvero alle spalle un passato irrisolto.

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