Scopri la recensione del film L’ombra del giorno su Netflix, una storia intensa che parla di amore e di guerra, con Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli.
Dopo il successo di pubblico in prima visione su Rai3, ecco che da qualche settimana è approdato anche su Netflix un film ambientato agli albori della seconda Guerra Mondiale, che fa riflettere e che affascina con la sua tragica intensità.
Chi lo avesse perso e volesse vederlo, o chi avrà piacere di rivederlo, troverà in streaming sulla piattaforma “L’ombra del giorno” (2022), un interessante film drammatico, d’amore e a tema storico con protagonisti Riccardo Scamarcio (“Mine vaganti”, “Io che amo solo te”, “Nessuno si salva da solo”) e Benedetta Porcaroli (“18 regali”, “Enea”).
Diretto da Giuseppe Piccioni (“Fuori dal mondo”, “Luce dei miei occhi”) e prodotto da Lebowski con Rai Cinema, questo film da vedere su Netflix gioca molto sugli opposti. Così come evidenza già il suo titolo, una sorta di ossimoro che vuole manifestare la dicotomia di questa storia nella quale emergono tutte le fratture, i contrasti e le contraddizioni dell’animo umano.
Una pellicola sulla memoria, ambientata in un periodo storico di per sé molto controverso e afflitto dal conflitto mondiale che ha portato dolore e ostilità tra gli esseri umani.
Molto intenso ed evocativo il trailer ufficiale presente sulla pagina Youtube di 01Distribution, con quasi 300 mila visualizzazioni e dove è possibile osservare la presenza (in un ruolo molto importante dal punto di vista ideologico) di Antonio Salines, il grande attore scomparso subito dopo le riprese e a cui il film è dedicato.
Volendo analizzare il gradimento sul web, è possibile constatare una percentuale del 71% degli utenti di Google che lo hanno gradito e un punteggio di 6,6 su 10 su IMDb. Le recensioni comunque, in linea generale, risultano piuttosto positive, soprattutto legate all’intensità narrativa ed espressiva di una pellicola che scorre leggera e piacevole, nonostante la brutalità della guerra che è soprattutto uno spunto di riflessione più che un motivo per mostrare immagini evocative della violenza del periodo.
Al centro di tutto c’è un tema principale, il motore che muove le azioni del protagonista: l’amore. È nel segno dell’amore che lui si spinge a fare certe scelte, ad agire in un certo modo, anche andando contro le sue idee iniziali e mettendosi in serio pericolo.
Ed è anche grazie al sentimento, quello profondo, sincero e genuino, che lo spettatore riesce a empatizzare ben presto con un uomo di per sé molto rude e freddo. Fino a renderlo un eroe, inaspettatamente. E a provare una vera ammirazione per lui.
La trama del film è ambientata nel 1938, nella città di Ascoli Piceno. Una cittadina di provincia, piccola e chiacchierona, dove tutto sembra tranquillo ma in realtà il pericolo è dietro l’angolo.
Sono gli anni dell’Italia fascista e delle leggi razziali. Tirano venti di guerra. Il conflitto è imminente.
Qui troviamo Luciano, un ristoratore claudicante, reduce dalla Prima Guerra Mondiale e simpatizzante del fascismo.
E’ solito osservare la città con un certo distacco da dietro le vetrine del suo ristorante (lo storico Caffè Meletti). Un giorno l’arrivo di una giovane ragazza, Anna, cambierà la sua vita.
Sarà assunta da lui come cameriera, ma nasconde un segreto. Da qui in poi nulla sarà più come prima e ogni certezza verrà messa in discussione.
Come pure quella legata alla propria incolumità e protezione. Soprattutto quando l’inquietante camerata (“amica”) irromperà con sempre maggiore frequenza nel suo locale…
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