Una donna sola davanti all’Assemblea nazionale francese difende una legge destinata a cambiare la vita di milioni di persone. Tra la tensione che cresce ed attacchi feroci, la determinazione di una figura che ha scritto la storia europea contemporanea. Su Raiplay è ora disponibile uno dei biopic europei più intensi degli ultimi anni, un film che racconta la straordinaria vita di una donna diventata simbolo della libertà e dei diritti civili.

Simone Veil, la donna del secolo è una produzione francese del 2022 diretta da Olivier Dahan, che aveva già messo in scena la figura di Edith Piaf nel film La vie en rose. In questa occasione il regista affronta la storia di Simone Veil, sopravvissuta alla Shoah e una delle personalità politiche più influenti della Francia contemporanea.

Presentato in anteprima nel 2022 e distribuito nelle sale francesi nello stesso anno, il film ora disponibile su Raiplay si propone di raccontare non solo la carriera politica di Veil, ma anche il percorso umano che l’ha portata a diventare una figura centrale nella storia europea.

Il lungometraggio racconta la vita di Simone Veil,  interpretata nell’età adulta  da  Elsa Zylberstein, attraverso diverse epoche, partendo dall’infanzia e dalla deportazione nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Ancora adolescente, Simone e la sua famiglia vengono arrestati e deportati ad Auschwitz-Birkenau, esperienza traumatica che segnerà per sempre la sua visione del mondo.

Dopo la guerra, Simone torna in Francia e intraprende studi giuridici, determinata a costruire una vita nuova. Il film segue la sua crescita professionale e politica fino a uno dei momenti più importanti della sua carriera: la battaglia per la legalizzazione dell’aborto in Francia negli anni Settanta.

La legge che porta il suo nome – la legge Veil del 1975 – diventa uno dei simboli della lotta per i diritti delle donne in Europa. Il film racconta la durezza di quel dibattito politico, segnato da attacchi personali e da una forte opposizione ideologica.

Elsa Zylberstein offre una performance intensa e misurata, riuscendo a restituire sia la determinazione politica sia la fragilità emotiva della protagonista. Al suo fianco recitano Rebecca Marder, che veste i panni di Simone Veil da giovane, raccontando gli anni drammatici della deportazione. Ed ancora: Élodie Bouchez, nel ruolo della sorella Denise e Olivier Gourmet, che è Antoine Veil, marito e sostegno fondamentale nella vita della protagonista.

Dal punto di vista del pubblico, l’opera ha ottenuto un buon successo nelle sale francesi e ha contribuito a far conoscere la figura di Simone Veil anche alle nuove generazioni. Su IMDb il film drammatico mantiene una valutazione intorno a 6,7/10, che sale addirittura all’89% tra le recensioni positive di Google.

Uno degli aspetti più interessanti del film è la scelta di intrecciare continuamente la dimensione privata e quella storica. La vita personale di Simone Veil – il rapporto con la famiglia, il trauma della deportazione, la costruzione di una nuova identità – si intreccia con i grandi eventi politici del dopoguerra europeo.

Il film ricorda anche il ruolo di Veil come prima presidente eletta del Parlamento europeo nel 1979, simbolo della costruzione dell’Europa unita. Il racconto non idealizza la protagonista, ma mostra le difficoltà e le contraddizioni di una donna costretta spesso a combattere in ambienti politici dominati dagli uomini.

Guardare questo film su Raiplay significa scoprire una storia reale che attraversa alcune delle pagine più drammatiche e importanti della storia europea: la Shoah, la ricostruzione del dopoguerra, la lotta per i diritti civili. Per chi ama il cinema storico la visione di Simone Vail, la donna del secolo ricorda come la determinazione di una sola persona possa cambiare la storia di un intero paese.

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