Parigi, una mattina qualunque. François vede la donna che ama salutare un altro uomo davanti al portone di casa. Non sa cosa si siano detti, non conosce davvero il peso di quell’incontro, ma gli basta poco per iniziare a immaginare il peggio. Un sospetto è l’incipit ed il filo conduttore della commedia francese “La moglie dell’aviatore“, un film di Éric Rohmer che è un piccolo racconto di gelosia e interpretazioni sbagliate, disponibile su RaiPlay ancora per due giorni, .
Il protagonista è François, un giovane impiegato delle poste interpretato da Philippe Marlaud, innamorato di Anne, impersonata da Marie Rivière, una donna più grande di lui che lavora come commessa. Il giovane fatica ad accettare i lunghi silenzi e le assenze della ragazza. La situazione precipita quando una mattina la vede salutare un uomo davanti al portone di casa. È Christian, un pilota d’aereo ed ex amante di Anne.
Quella scena, durata pochi istanti, è sufficiente ad alimentare dubbi e domande. François decide di seguire l’uomo per le strade di Parigi, convinto che quel pedinamento possa offrirgli le risposte che cerca. Ben presto, però, la realtà si rivela molto più sfuggente delle sue ipotesi. Durante quella giornata incontra Lucie, una vivace adolescente interpretata da Anne-Laure Meury, che sceglie di aiutarlo trasformando l’inseguimento in una sorta di gioco investigativo.
Il racconto procede quasi interamente attraverso dialoghi, passeggiate e incontri casuali. Rohmer rinuncia ai colpi di scena e costruisce la tensione sulle interpretazioni dei personaggi, mostrando quanto sia facile attribuire significati a gesti che, forse, non ne hanno affatto. Lo spettatore osserva gli stessi avvenimenti di François, ma viene continuamente invitato a chiedersi se ciò che il protagonista immagina corrisponda davvero alla realtà.
Accanto ai tre protagonisti compaiono anche Mathieu Carrière, nel ruolo dell’aviatore Christian, e Philippe Caroit. Tutti contribuiscono a dare vita a una storia in cui le parole hanno spesso lo stesso peso delle azioni e in cui ogni conversazione modifica il punto di vista dello spettatore.
Uscito nel 1981, La moglie dell’aviatore rappresenta uno dei film più significativi della filmografia di Éric Rohmer, autore che ha fatto dell’osservazione dei sentimenti quotidiani il tratto distintivo del proprio cinema. Con questo titolo inaugura il ciclo delle Commedie e proverbi, ispirato a un proverbio francese secondo cui «non si può pensare a niente», frase che attraversa idealmente tutta la vicenda.
Tra i film disponibili su RaiPlay, La moglie dell’aviatore è una proposta diversa dalle consuete storie romantiche perchè accompagna lo spettatore dentro i pensieri dei protagonisti, ricordando quanto sia sottile il confine tra ciò che accade davvero e ciò che, invece, nasce dalle nostre convinzioni.
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