Dai criminali londinesi di Lock & Stock e Snatch agli intrighi di The Gentlemen, Guy Ritchie ha costruito buona parte della propria carriera attorno a uomini che conoscono bene il valore del denaro e ancora meglio quello di un tradimento. Professionisti del crimine, truffatori eleganti, mercenari e intermediari senza troppi scrupoli. Personaggi che si muovono in un mondo dove le regole cambiano secondo la convenienza. Su Prime Video il regista britannico torna proprio in questo territorio, affidandosi a due volti di Hollywood e a una missione che promette un miliardo di dollari, ma rischia di trasformarsi in un massacro.
Jake Gyllenhaal e Henry Cavill sono i protagonisti di un action thriller che punta sull’intesa tra due specialisti delle operazioni clandestine. Il primo ritrova Ritchie dopo The Covenant, mentre il secondo prosegue una collaborazione già consolidata con Operazione U.N.C.L.E. e Il ministero della guerra sporca. Accanto a loro c’è Eiza González, attrice messicana che aveva già lavorato con il regista e che qui assume un ruolo decisivo nell’organizzazione della missione.
In the Grey, film del 2026 scritto e diretto da Guy Ritchie, è disponibile in streaming su Prime Video. Uscito nelle sale italiane il 14 maggio ha ricevuto un’accoglienza online interessante, con una media di consensi di 6,3/10 su IMDb e l’82% di recensioni positive del pubblico su Rotten Tomatoes.
L’incarico è di quelli che richiedono molto più di una buona strategia: recuperare un miliardo di dollari sottratto da Manny Salazar, interpretato da Carlos Bardem, un uomo potente e spietato che controlla un’isola e dispone di un vero esercito privato. Il denaro appartiene a interessi finanziari altrettanto poco trasparenti, decisi a rientrarne in possesso senza rivolgersi alla giustizia ordinaria.
La missione viene affidata a Rachel Wild, interpretata da Eiza González, un’avvocata e negoziatrice abituata a trattare con personaggi pericolosi. Per riuscire nell’impresa può contare su due uomini: Bronco, cui presta il volto Jake Gyllenhaal, e Sid, nei cui panni c’è Henry Cavill. Sono specialisti dell’estrazione, capaci di pianificare vie di fuga, utilizzare armi ed esplosivi e improvvisare quando tutto va storto.
La squadra deve raggiungere Salazar, convincerlo a restituire il denaro e soprattutto trovare il modo di lasciare l’isola. Perché il problema non è soltanto entrare nella proprietà di un uomo che controlla tutto. È uscirne vivi. Il piano, naturalmente, si complica. Tra doppi giochi, inganni e scontri armati, l’operazione assume dimensioni molto più pericolose del previsto. E i due specialisti devono mettere da parte ogni prudenza per affrontare una guerra contro uomini decisamente più numerosi di loro.
La critica italiana è stata tiepida con il film: in generale viene considerato un action troppo convenzionale, incapace di sfruttare davvero il talento del cast. Il confronto con i precedenti lavori di Guy Ritchie è inevitabile. Il regista conserva il gusto per i personaggi sicuri di sé, le battute pronunciate nel momento meno opportuno e i piani elaborati che finiscono per richiedere una buona dose di improvvisazione. Ma qui la componente criminale lascia rapidamente spazio all’azione pura.
La vicenda è costruita su un intreccio finanziario che sembra voler aggiungere complessità a una storia piuttosto semplice. Alcune spiegazioni rallentano la prima parte, mentre i protagonisti riescono a superare ostacoli enormi con una facilità che mette spesso alla prova la credibilità del racconto.
Quando cominciano gli scontri, invece, Ritchie ritrova il passo. Il montaggio accelera, le sequenze d’azione acquistano energia e il film sfrutta finalmente ciò che aveva preparato: un gruppo di professionisti intrappolati in territorio nemico, costretti a giocarsi tutto in una sola operazione.
Quello da vedere stasera su Prime Video è un action che si affida al carisma dei suoi interpreti e all’esperienza di Guy Ritchie. Non ha l’originalità dei suoi primi film criminali e la rapina non riserva grandi sorprese, ma la coppia Gyllenhaal-Cavill e una convincente Eiza González sostengono uno spettacolo che migliora quando abbandona le spiegazioni e lascia parlare le armi. Il miliardo da recuperare è il pretesto. A fare la differenza, alla fine, è vedere come i protagonisti riescono a cavarsela quando il piano perfetto smette di esserlo.
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