Strade fredde, periferie dure, silenzi ruvidi, vite ai margini. Su RaiPlay c’è una pellicola italiana che entra in una Sardegna lontana dalle immagini da cartolina e la usa come territorio morale prima ancora che geografico.

 “Tutti i cani muoiono soli” è un film drammatico del 2023 diretto da Paolo Pisanu, che racconta la storia di Rudy, malavitoso spietato, abituato a imporsi con estorsioni e violenza fisica, costretto a occuparsi della figlia Susanna, affetta da una grave malattia neurodegenerativa, dopo anni di totale distacco.

Rudy, interpretato da Orlando Angius, è un uomo sulla sessantina, piccolo gangster di periferia, con più passato che futuro. Si muove in un mondo dove la forza è linguaggio, abitudine, difesa. Ha costruito la propria identità sulla paura degli altri, sull’istinto di comando, su una vita criminale ormai stanca ma ancora capace di fare danni. Non sembra avere spazio per la tenerezza. Forse non l’ha mai avuto davvero.

La figlia Susanna, interpretata da Francesca Cavazzuti, rientra nella sua vita come una presenza concreta, ingombrante, dolorosa. È malata, sola, segnata da una condizione neurodegenerativa che la rende sempre più fragile. Tra padre e figlia non c’è un legame da recuperare con facilità. C’è distanza, rancore, freddezza. Ci sono anni di assenza, responsabilità evitate, affetto mai costruito o forse consumato troppo presto.

La trama della pellicola che è una chicca che puoi trovare sulla piattaforma Raiplay si muove dentro questo avvicinamento difficile. Rudy deve cercare una struttura adeguata per Susanna, occuparsi di lei, accompagnarla, sopportarne il disprezzo e la propria inadeguatezza. Per uno come lui, abituato a risolvere tutto con la minaccia o con la forza, prendersi cura diventa una prova quasi impossibile. Non sa come si fa. Non ha le parole giuste, non ha gesti morbidi, non ha una storia familiare a cui aggrapparsi.

Il film lavora proprio su questa contraddizione. Rudy è stato un uomo duro, forse anche crudele. Ma la malattia di Susanna lo spinge in un territorio dove la durezza non serve a nulla. Non può comprare tempo, non può spaventare il destino, non può comandare un corpo che si spegne. Può solo restare. E per lui restare è già una forma di sconfitta, ma anche l’inizio di una possibilità diversa.

Nel cast del film drammatico da vedere stasera su Raiplay figura anche Alessandro Gazale che interpreta Pietrone, figura legata al mondo criminale e umano che circonda Rudy. Il film, scritto da Paolo Pisanu con Gianni Tetti, nasce da una sceneggiatura vincitrice del Premio Solinas 2018.

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