Un pulmino in viaggio nella notte, quattro passeggeri illuminati dal bagliore dei fari e da un sogno.Su Raiplay c’è un film che risplende come una forte testimonianza: quella di una compagnia di attori diversamente abili determinata a vivere, à tutti gli effetti.

Il titolo del film è “Amleto è mio fratello ed entra subito in scena con quell’energia frenetica che di solito è riservata alle pellicole d’azione. Qui, invece, l’azione è dentro. E’ nella forza che ciascuno degli attori protagonisti, nomi non noti al grande pubblico, riesce a trasmettere. Ed è sul palcoscenico che comincia il vero viaggio.

Diretto da Francesco Giuffrè, autore sensibile che ha spesso lavorato con persone con disabilità, il film racconta la storia di Andrea, Paolo, Carlo e Paolone  (interpretati da Paolo Vaselli, Andrea De Dominicis, Carlo Di Bartolomeo e Paolo Giliberti) quattro attori diversamente abili che, stanchi del ruolo marginale, accettano la chiamata di un provino teatrale a Napoli.

Si mettono in viaggio da Roma, attraversano l’Italia, incontrano imprevisti, soste in autogrill, pulmini rubati, medicine perdute, famiglie da affrontare. L’obiettivo: mettere in scena Amleto. Il vero antagonista: il mondo che non vede, non accetta, non ascolta.

La struttura del film è quella del road-movie sì, ma anche del teatro-terapia, del dramma sociale e del gioco scenico. È tutto insieme: la fuga verso uno spettacolo, la perseveranza quotidiana, l’incontro con chi non li considera protagonisti e il modo in cui reclamano di esserlo.

A supporto dei quattro protagonisti, ci sono i nomi noti di attori del calibro di Claudia Gerini, Vincenzo Salemme, Margherita Buy, Nino Frassica si integrano con delicatezza: non rubano spazio, generano contrasto e sostegno, amplificano il valore del cast protagonista.

Il film è stato presentato all’Ischia Global Film & Music Festival 2023 e poi distribuito nelle sale italiane a partire dal 31 agosto 2023.  Prodotto da Flat Parioli e TNM Produzioni, con il supporto del Ministero della Cultura, si tratta di un’opera prima che nasce da cinque anni di esperienza teatrale di Giuffrè.

Come ha ben sintetizzato l’Ansa nella presentazione del lungometraggio, “Amleto è mio fratello” è “un omaggio sentito al teatro e al suo valore terapeutico. Con un cast all’altezza”

La critica cinematografica ha accolto l’opera con commozione evidenziando il ruolo della compagnia non solo come metafora ma come forza che conduce ad un obiettivo. Le valutazioni del pubblico, attraverso i principali portali dedicati al mondo del cinema, evidenziano anch’esse la sensibilità con cui la regia guida il viaggio verso il traguardo.

Scegliere di guardarlo su Raiplay significa affontare una visione che non può essere superficiale: siamo infatti di fronte a un film che parla della differenza senza pietismo, della libertà senza retorica, del teatro come luogo di appartenenza. E’ un film che fa ridere, inciampare, sperare con quattro ragazzi che avrebbero potuto essere invisibili e invece mettono in scena Amleto attraverso le loro voci e il loro essere.

Il tra sogno e realtà non può che avere un palco come protagonista e come meta, la strada come prova. I protagonisti non solo recitano ma vivono il film fino a giungere su quel palcoscenico da star.

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