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Ore 17,45. Apro la porta di ingresso ai camerini e al palco del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino. Sono lì per accontentare la mia nipotina che desiderava una foto con gli Arteteca.
Foto di Alessandra Valentino
Spettacoli

Un solito Made in Sud…ma sottotono

Ore 17,45. Apro la porta di ingresso ai camerini e al palco del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino. Sono lì per accontentare la mia nipotina che desiderava una foto con gli Arteteca.

Il tempo di entrare, e vengo letteralmente sommerso e travolto dall’entusiasmo, dagli abbracci e dai ricordi che l’intera squadra di Made in Sud riportavano alla mente.

Tutti, nessuno escluso, avevano iniziato il loro percorso artistico con me e grazie a me.

Ma grazie anche al primo Format spettacolare dedicato al Cabaret : ” Sotto un cielo di Stelle…ridenti. Gran Gala’ di Cabaret ” che per 20 anni ha scoperto e lanciato nel mondo dello spettacolo una intera generazione di comici, cabarettisti, performer, attori, showmen.

Beh, la riconoscenza, l’affetto, la stima professionale e umana e il merito riconosciuto fanno sempre piacere, anche per la sincerità e la spontaneità. Il tempo è galantuomo, ti fa ritrovare amici veri, compagni di avventure e di serate, locali in tutta Italia e tournèe.

E tutti insieme ci troviamo a dire: “bei tempi, lavoravamo e ci divertivamo e ci pagavano pure“.

E quel pizzico di malinconia e di rimpianto che affiora anche tra coloro che ora sono sulla cresta dell’onda e cavalcano il successo mediatico, aumenta ancor più l’importanza di quello che è stato fatto.

Monica Lima ed Enzo Iuppariello, ovvero Gli Arteteca.
Monica Lima ed Enzo Iuppariello, ovvero Gli Arteteca.

Ma veniamo allo spettacolo dell’altra sera che, a prescindere dal valore intrinseco dei singoli artisti e dai gusti personali del pubblico, stenta ad ingranare pregiudicando il ritmo e il riscontro. Eppure i protagonisti sono gli stessi, quelli della televisione, quelli applauditi, quelli che fanno ridere e che hanno imposto un nuovo modello di spettacolo comico.

L’impianto è quello dello show televisivo, ballerine, luci invadenti ed esaltanti, musica che scuote, un forte impatto…e poi ci sono loro i “comici” e i bravi presentatori-conduttori, le entrate a schiaffo, i disturbatori e i riempitivi.

Tutto quanto fa spettacolo.

Spettacolo. Ma inflazionato, straconosciuto, metabolizzato, al punto che parecchie battute venivano anticipate, le gag erano le solite, i ruoli, i personaggi, nessuna novità, e senza ritmo, senza entusiasmo.

Come se si dovesse svolgere un compitino e via. Se solo un pizzico di quell’entusiasmo e di quella gioia toccata con mano nei camerini si fosse ritrovata sul palco, sarebbe stato un grande successo.

Ormai non basta più apparire per essere e divenire in questa “realtà televisiva”.Bisogna essere altri “se stessi” e mettere in scena parte della propria vita.

Poco importa se vita vera, immaginaria, realtà o sogno.

E considerando l’affetto sincero e l’amicizia che mi lega a tutti, vorrei da “padre” dare loro un consiglio che non ho mai dimenticato o trascurato : lavorare sempre con amore e non perdere mai la gioia e l’entusiasmo…

Il pubblico lo avverte.

(Foto di Alessandra Valentino scattate durante lo spettacolo andato in scena al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino)

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Umberto Valentino

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