Metti insieme una serie di ex ricercatori universitari espulsi dal lavoro ed ecco Smetto quando Voglio su Netflix una divertente commedia da vedere in streaming

Il precariato d’eccellenza, quello cioè dei laureati con tanto talento e poche prospettive, e il lavoro da reinventare, correndo anche più di un rischio. Sono questi gli ingredienti di “Smetto quando voglio”, fortunata commedia di Sydney Sibilia, disponibile in streaming su Netflix.

Pietro Zinni (Edoardo Leo), ricercatore neurobiologo presso l’Università La Sapienza, ha appena sviluppato un rivoluzionario algoritmo per la modellizzazione teorica di molecole organiche. Un progetto importante e molto ambizioso che la commissione finanziatrice, decisamente distratta e poco preparata, decide, anche su indicazione del professore di riferimento, più interessato ad accaparrare risorse che a sviluppare la ricerca nel suo Ateneo, di non sostenere più, lasciando così Pietro senza assegno di ricerca.

Tagli continui alle risorse e ai posti di lavoro

Lo spunto è decisamente attuale e porta sotto i riflettori i limiti del nostro sistema universitario costretto a continui tagli e rinunce per la progressiva riduzione di risorse a disposizione.

E a rimetterci sono soprattutto i giovani talenti, come il protagonista del film disponibile su Netflix, che, trovatosi spalle al muro e con al fianco una compagna molto esigente e poco comprensiva, decide di utilizzare il suo talento per altre finalità, sicuramente meno nobili ma, molto probabilmente, più redditizie.

Per salvarsi dalla disoccupazione e restare a galla decide infatti di utilizzare le sue conoscenze scientifiche per creare una nuova droga, sfruttando una molecola non ancora catalogata come stupefacente dal Ministero della Salute.

Una banda di ex ricercatori costretti ad arrangiarsi

Per realizzare il suo progetto chiama a raccolta alcuni ex ricercatori universitari costretti ad arrangiarsi a causa dei tagli dei fondi e, di conseguenza, dei posti di lavoro.

È il caso di Mattia e Giorgio, due latinisti che fanno i benzinai e di Alberto, un chimico che lavora come lavapiatti in un ristorante cinese. Bartolomeo, invece, è un economista che per sopravvivere cerca di applicare al poker le sue abilità nel calcolo matematico.

Infine c’è Arturo, un archeologo classico che lavora ancora per l’università, ma sfruttato e malpagato.

La banda, insomma, c’è ed è pronta a mettersi in gioco. Il settore scelto è decisamente a rischio e il gruppo di giovani talenti si ritroverà presto in un mare di guai e per di più a stretto contatto con la malavita che gestisce la droga a Roma, più che interessata al nuovo business messo in piedi dall’improvvisata banda.

Il precariato ad oltranza, che costringe spesso il talento a inoltrarsi lungo strade pericolose per trovare soddisfazione e gratificazione economica, è il filo rosso di un film che, con il tono leggero e frizzante della commedia italiana, traccia uno spaccato realistico della situazione in cui sono costretti molti giovani preparati e competenti, costretti ai margini in un modo del lavoro non in grado di intercettare e valorizzarne le potenzialità.

Scopri altri film dedicati al mondo del lavoro