Su RaiPlay c’è una serie che prende spunto da una mania molto contemporanea, quella per il true crime, e la porta nel punto esatto in cui smette di essere intrattenimento da divano e si trasforma in un coinvolgimento non certo esaltante. L’idea intorno alla quale ruota la serie viene da una coppia in crisi: un mutuo che pesa, una vita borghese un po’ scolorita, poi arriva un possibile serial killer. E invece di chiamare la polizia, Ava e Nathan pensano a un podcast.

Based On A True Story

“Based On A True Story” è il titolo di una dark comedy statunitense disponibile su RaiPlay, costruita attorno a una domanda tanto assurda quanto perfetta per il nostro tempo: cosa succederebbe se due persone normali decidessero di monetizzare da un omicida? La serie ha per protagonisti Kaley Cuoco e Chris Messina, interpreti di Ava e Nathan Bartlett, una coppia di Los Angeles che prova a rimettere in piedi una vita piena di crepe. Al loro fianco c’è Tom Bateman, volto di Matt Pierce, l’idraulico affascinante e inquietante che entra nella loro casa e finisce per cambiare tutto.

Ava è incinta, lavora nel settore immobiliare e ha una passione quasi compulsiva per le storie di delitti. Podcast, documentari, ricostruzioni, casi irrisolti: conosce quel linguaggio, ne segue le regole, ne percepisce il fascino morboso. Nathan, invece, è un ex promessa del tennis. La carriera si è fermata troppo presto, il presente è meno brillante del passato e l’equilibrio economico della coppia comincia a scricchiolare. Vivono in un contesto agiato, almeno in apparenza, ma sono lontani dall’immagine perfetta che vorrebbero proiettare.

La trama prende una direzione più scivolosa quando Nathan stringe amicizia con Matt, un idraulico chiamato per alcuni lavori in casa. Matt sembra simpatico, disponibile, persino normale. Troppo normale, forse. Una serie di indizi porta Ava e Nathan a sospettare che possa essere il famigerato “assassino del Westside”, un serial killer che terrorizza la città.

A quel punto la scelta più ovvia sarebbe correre dalle autorità. Loro, invece, vedono un’occasione. Sbagliata, pericolosa, ma potenzialmente redditizia. Da qui nasce l’idea del podcast. Ava e Nathan pensano di cavalcare l’ossessione collettiva per il true crime offrendo qualcosa che nessuno ha: la voce del presunto killer. Una confessione controllata, confezionata, vendibile. Il problema è che Matt non è un ospite qualunque. È uno che capisce subito il gioco, lo piega a proprio vantaggio e trasforma i due coniugi da ideatori del progetto a pedine di una partita sempre più sporca.

Quella porposta da Raiplay è una serie crime diversa dal solito, più cinica che investigativa, più interessata alla nostra fame di storie nere che al classico gioco degli indizi. C’è il killer, certo. Ci sono i sospetti, le menzogne, il pericolo. Ma il bersaglio più interessante resta il pubblico che ascolta, commenta, condivide in attesa dell’episodio successivo.

La fiction“Based On A True Story” è stata creata da Craig Rosenberg, già legato come executive a “The Boys”, e diretta, tra gli altri, da Jennifer Arnold, Alex Buono, Francesca Gregorini e Anu Valia. La prima stagione, in otto episodi, è arrivata in Italia su RaiPlay nel 2024, l’anno dopo la seconda. Nel cast figurano anche Liana Liberato, Priscilla Quintana e Natalia Dyer, quest’ultima volto noto per il pubblico di Stranger Things.

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