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Gordon Ramsay sempre in giro per ristoranti
Cucina e Gastronomia

Vacanze a Londra: si cena da Gordon Ramsay e Jamie Oliver.

Star chef della tv: Gordon Ramsay tuona in Hell’s Kitchen, e Jamie Oliver incanta con il suo Jamie’s Great Italian Escape. Il grande pubblico li ama e li segue nei loro percorsi culinari e nelle eccentriche avventure ai fornelli. Per coloro che hanno in programma una vacanza a Londra, può essere interessante concedersi un pasto in uno dei ristoranti dei due super chef britannici.

Gordon Ramsay, scozzese, premiato durante la sua carriera di ristoratore con ben 13 stelle Michelin, possiede 14 ristoranti in città. All’aeroporto di Heathrow troviamo “Plane Food”, posizionato al Terminal 5. Date le esigenze di mangiare in velocità, offre due differenti tipologie di menù: da 25 o 35 minuti, oltre al take away, e pietanze per i bambini accompagnate da un gadget di pennarelli e fogli da colorare da portare via con sé. A Chelsea, troviamo l’oramai ben noto (essendo stato il primo ristorante aperto) “Restaurant Gordon Ramsay”, 3 stelle Michelin, con capo chef donna. Per un menù a prezzo fisso, si può provare il “Boxwood Cafè”: 25 sterline per tre portate.

Italiana la formazione culinaria dell’altro top chef inglese, Jamie Oliver, avvenuta presso il “Neal Street Restaurant” di Antonio Carluccio. Il suo programma “Jamie’s Great Italian Escape” ha suscitato parecchie simpatie partendo dalla sua formula: girare l’Italia con un furgone proponendo i piatti della tradizione in una nuova veste e cucinando insieme alle persone del posto.

Sono ben 29 (di cui uno a Dubai e uno a Sidney) i ristoranti della catena “Jamie’s Italian”, fatti ad hoc per i nostalgici della cucina italiana, che non rinunciano alla gastronomia di casa anche all’estero. Fra quelli più frequentati, quello situato a Covent Garden.

Gordon Ramsay racconta la nuova stagione di Hell’s Kitchen. In attesa della nuova serie che partirà a settembre sempre su Sky, il terribile chef Gordon Ramsay si racconta ai microfoni di Sky Uno. In un’intervista ammette la sua severità con gli allievi, quasi come se la cucina fosse un centro di addestramento militare: “L’inizio è davvero tosto, poi va un po’ meglio. Io li seguo individualmente e loro possono capire quali prospettive di crescita hanno”.

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