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Giancarlo Barbieri
Giancarlo Barbieri

Tra le vigne irpine, Sertura vendemmia con rituali antichi.

Il mese di ottobre è dedicato alla vendemmia: Giancarlo Barbieri, patron di Sertura, la effettua ancora manualmente, per ottenere Fiano, Greco e Taurasi in purezza.

Un rito che rimanda la memoria indietro nel tempo. Gesti che si ripetono, giorno dopo giorno.

Appuntamento alle 7 del mattino in vigna. Basta un cenno d’intesa a Giancarlo Barbieri ed il suo staff per dare il via ad una nuova giornata di raccolta dell’uva.

Avanti per ore, senza perdere il sorriso.





Lo sforzo, che pure è tanto, sembra perdere vigore di fronte a quella cassetta che si riempie di grappoli.

Si definisce un “custode delle tradizioni” il vigneron avellinese che qualche anno fa ha dato vita al progetto Sertura.

Già, perchè dietro l’etichetta con la torre dell’orologio di Avellino, c’è un percorso a ritroso, un recupero della purezza. Che si ritrova nel bicchiere, ma anche in ogni fase della lavorazione.



A cominciare dalla vendemmia, appunto.

Lo scorso 9 ottobre, Barbieri ha dato il via alla raccolta delle uve che porteranno alla realizzazione dei DOCG Fiano di Avellino e Greco di Tufo Sertura, rispettivamente nei suoi vigneti di Montefalcione e Prata Principato Ultra.

Giornate intense di lavoro manuale, si diceva.

“Perchè la tradizione si rispetta in tutte le fasi della produzione – sottolinea Giancarlo Barbieri -. Ed allora, armati di forbici attraversiamo i filari per raccogliere i grappoli, depositarli nelle cassette e portarli in cantina, dove avviene una pressatura soffice a fermentazione controllata”.

Domanda d’obbligo, all’inizio di una vendemmia. Che annata sarà il 2018?

“Un’annata abbondante, generosa, ma anomala se vogliamo – ammette Giancarlo Barbieri -. Le piogge dei mesi di luglio ed agosto sono state un fatto eccezionale. Questo il motivo per cui abbiamo scelto di iniziare la raccolta un po’ più tardi”.



Il lavoro in vigna scorre via veloce. Rituali che si susseguono, uno spirito quasi corporativo che anima gli addetti alla raccolta.

Si trova il tempo per un sorriso, si consuma un pasto veloce. L’uva non può attendere. E la sera tutti in cantina a completare il lavoro svolto nelle ore di luce.

Terminata la raccolta delle uve per i grandi bianchi, l’ultima fase della vendemmia in casa Sertura si svolge a Torre le Nocelle.

Qui, nell’areale del Taurasi, dal 22 ottobre ci si dedica alle uve aglianico, quelle che andranno a dar vita all’Aglianico Doc e al Taurasi DOCG.

Cambiano gli scenari naturali, i colori, le forme. Non i gesti. E lo spirito. D’altronde, per ottenere vini che sappiano interpretare il territorio occorre scandire tempi e procedure.

“Lavoriamo per ottenere, come sempre, vini territoriali e di annata – conclude con malcelato orgoglio Giancarlo Barbieri – che sappiano raccontare la loro provenienza e la loro gestazione, che abbiano il carattere irpino. I vini omologati non fanno per Sertura!”.

  • Per informazioni: Vini Sertura telefono 0825.1910307 – 388.8992450. Sito web Sertura.it
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