vini docg
Cucina e Gastronomia

I Vini DOCG della Regione Campania.

Dall'Aglianico del Taburno al Taurasi, dal Greco di Tufo al Fiano di Avellino, tra Irpinia e Sannio ecco i migliori vini DOCG della Regione Campania.

Quattro i vitigni a denominazione di origine controllate e garantita della regione Campania, tre situati in Irpinia ed un altro nel Sannio.

Si tratta del più recente Aglianico del Taburno DOCG e dei vini avellinesi Greco di Tufo DOCG, Fiano di Avellino DOCG e Taurasi DOCG, unico rosso della triade irpina che rappresenta l’esaltazione dell’invecchiamento in barrique dell’Aglianico.

I Migliori Vini della Campania

Il Greco di Tufo DOCG

Il Greco di Tufo è un vino bianco Docg la cui fama, da tempo, ha superato i confini nazionali.

Questo vino irpino viene prodotto con le uve del vitigno Greco, prodotto nell’ area del comune di Tufo, da cui il vino prende il nome.

Si tratta di un vino secco, da gustare freddo (intorno agli 8 gradi), si abbina perfettamente con antipasti e piatti a base di pesce ma anche con i rinomati dolci della cucina della Campania.

E’ prodotto in un’area molto limitata, estremamente vocata alla coltivazione della vite, che comprende otto comuni, tutti in provincia di Avellino.

Si ottiene dalla uve del vitigno Greco, “Aminea Gemina” di cui parlano i Georgici Latini, importata dalla Tessaglia dall’antico popolo dei Pelasgi, prima dell’era cristiana.

Catone, Varrone, Virgilio e Columella hanno scritto di questo vitigno e del suo prestigioso vino, che rappresenta una delle massime espressioni della tradizione vitivinicola italiana.

L’intima conoscenza da parte dei viticoltori delle esigenze del vitigno consente di raccogliere, rigorosamente in cassette, uve sane, perfettamente mature, che si esprimono, poi, sapientemente vinificata, in vini eleganti e ricchi di aromi.

Zona di produzione: intero territorio dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, in provincia di Avellino.

Il vino Greco di Tufo ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita con Decreto Ministeriale del 18/07/2003.

Abbinamenti consigliati con il Greco di Tufo: crostacei arrosto e salsati, piatti raffinati a base di pesce nobile alla griglia, zuppe di pesce in bianco, frutti di mare; se di due anni è perfetto con pappardelle ai funghi porcini; tradizionale è l’abbinamento con pasta e cavoli e con la spigola in bianco

Il Fiano di Avellino DOCG

A far compagnia al Greco di Tufo, tra i bianchi, in forte ascesa nelle preferenze internazionali è il Fiano di Avellino DOCG, prodotto dall’omonimo vitigno nel circondario di Avellino.

Sui terreni collinari dell’irpinia con buona esposizione della provincia di Avellino, con le uve del vitigno Fiano e con l’eventuale aggiunta di quelle di Greco, Coda di Volpe bianca e Trebbiano toscano, si produce questo vino dal colore giallo paglierino più o meno intenso; odore intenso, gradevole, caratteristico; sapore secco, armonico.

Anche questo è un vino antichissimo che, nel Medioevo, fu particolarmente apprezzato da Federico II di Svevia che volle avere nella sua vigna oltre 16.000 viti di Fiano.

Sapore secco, si accompagna perfettamente con il pesce e con i piatti dal gusto delicato e con i formaggi tipici della Campania, su tutti la mozzarella di bufala campana Dop.

E’ uno dei pochi vini bianchi italiani meritevoli di invecchiamento.

Si ottiene dal vitigno omonimo, conosciuto presso i latini con il nome di Vitis Apiana, che deriva da ape, in quanto le api sono particolarmente attratte dalla soave dolcezza di quest’uva.

Il Fiano di Avellino ha caratteristiche aromatiche definite e inconfondibili, con sentori di nocciole tostate.

La zona di produzione comprende 26 comuni, localizzati nel cuore della provincia di Avellino, tutti vocati alla coltivazione della vite.

Il vitigno appare perfettamente armonizzato con l’ambiente di coltivazione; le uve raggiungono una graduale e completa maturazione nell’epoca più propizia per il vitigno, conferendo al vino gusto e profumi intensi e delicati.

Non è ammessa nella coltivazione nessuna pratica di forzatura.

Zona di produzione: intero territorio dei comuni Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D’Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino, in provincia di Avellino.

Il vino Fiano di Avellino ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita con Decreto Ministeriale del 18/07/2003.

Abbinamenti Consigliati con il Fiano di Avellino: Antipasti raffinati a base caviale, ostriche e frutti di mare pregiati (fasolari, taratufi, vongole e cannolicchi), carpacci di pesci fresco, zuppe di pesce in bianco; perfetto come aperitivo; se invecchiato ottimi con formaggi caprini e a pasta semidura e stagionati.

Taurasi DOCG

A chiudere il terzetto di vini irpini Docg c’è il Taurasi, uno dei più apprezzati del Mezzogiorno d’Italia ottenuto dall’invecchiamento dell’aglianico, il principale vitigno da cui si ottiene.

In questo caso le origini sono ancora anteriori rispetto agli altri due vini: il toponimo aglianico deriverebbe, infatti, dal termine “ellenico”, a testimoniarne le origini greche.

Dal migliore vitigno dell’antichità la Vitis hellenica (l’odierno Aglianico) si ottiene il vino Taurasi, considerato a ragione il miglior prodotto, il Re, il Monarca di tale prestigiosa famiglia. Il nome deriva dalla cittadina omonima, l’antica Taurasia dalle vigne opime (Tito Livio).

Asciutto, pieno, equilibrato con persistente retrogusto, il Taurasi deve invecchiare tre anni, di cui uno in botte.

E’ prodotto in un area di grande tradizione vitivinicola, che comprende 17 comuni della provincia di Avellino, tutti in Irpinia.

Perfetto appare l’equilibrio tra il clima, il vitigno e il terreno, equilibrio che si è andato armonizzando e rafforzando nei secoli, fino a fondersi in un vino dalle caratteristiche superiori, che si caratterizza per la complessità aromatica, il gusto vellutato, pieno ed elegante, i profumi intensi e delicati.

Oggi, il Taurasi, vinificato con le più moderne tecnologie, ma nel rispetto della tradizione, è uno dei pochissimi vini italiani meritevoli di lunghissimo invecchiamento.

La vite è, in prevalenza, allevata a guyot o a cordone speronato in vigneti specializzati, a sesti fitti, con produzioni che raramente superano gli ottanta quintali ad ettaro.

E’ il primo vino del meridione cui è stata conferita la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, massimo riconoscimento che può essere attribuito ad un vino.

Aglianico del Taburno DOCG

Dalle aspre pendici del Monte Taburno, ammantate da vigneti ed oliveti, si ottiene un vino di grande pregio  l’Aglianico del Taburno, dal 2011 DOCG, prima Denominazione di Origine Controllata e Garantita per la terra sannita, un risultato di indubbio valore per l’intero comparto vitivinicolo di Benevento.

L’Aglianico del Taburno è frutto delle favorevoli condizioni ambientali e della intraprendenza e delle capacità professionali degli operatori della zona.

L’area di produzione comprende 13 comuni, tutti nel Sannio; nell’area opera, accanto ad un crescente numero di aziende vitivinicole private, una importante Cantina sociale, con oltre 400 soci, che, attraverso una sapiente selezione delle partite e un’accurata cernita delle uve, elabora vini di grande pregio e spiccata tipicità, avvalendosi, per l’affinamento dell’Aglianico, di botti di rovere di Slavonia e di barriques di rovere francese.

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