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Vini Sertura, carattere e terroir sulla tavola di Natale.

Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Aglianico e Taurasi, grandi espressioni del territorio irpino, vini eccezionali sulla tavola di Natale.

Sui vini italiani è massimo l’interesse mondiale: Italia che batte la Francia e dichiarazioni di prestigiose firme della cultura enologia che ne esaltano il valore.

Ne parliamo con Giancarlo Barbieri dell’azienda vinicola Sertura.

Dopo una vendemmia sicuramente molto positiva si attendono per il prossimo anno bianchi e rossi intensi e di carattere.

Questo è senza dubbio un momento d’oro per la produzione e la cultura enologia italiana, e in Irpinia la situazione non è da meno.

Grandi espressioni del territorio, i suoi Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Aglianico e Taurasi continuano a conquistare importanti traguardi e ambiti riconoscimenti.

Non a caso recentemente Jancis Robinson, una delle personalità più influenti del settore nel mondo, con ben quarant’anni di carriera di Wine Writer e firma enoica del “Financial Times”, ha dichiarato di dover credere di più nell’Italia del vino, in quanto le risorse sono tante e il vino italiano piace al mondo.

I vini Sertura in degustazione al Giorgetti Studio
I vini Sertura in degustazione al Giorgetti Studio
Giancarlo Barbieri
Giancarlo Barbieri

Aggiungendo come la nazione nella sua interezza sia cresciuta tanto in qualità.

Affermazioni che, dette da una persona credibile qual è la Robinson, scuotono senza dubbio gli animi e influenzano l’opinione pubblica.

<<Penso che l’Italia del vino dia un’immagine senza dubbio affascinante all’estero, grazie alla sua naturale vocazione all’ospitalità e all’accoglienzacommenta Giancarlo Barbieri, vignaiolo dell’azienda irpina Sertura. – I nostri prodotti sono altamente differenti gli uni dagli altri perché espressione di un territorio molto eterogeneo e ricco di peculiarità intrinseche. Per questo motivo sono graditi ai palati più eterogenei>>.

Parliamo dell’Irpinia, si attendono vini notevoli e molto consistenti da questa vendemmia.

<<E’ stata un’ottima annata. Le uve hanno fatto il pieno di sole. I prossimi vini saranno sicuramente performanti e molto profumati. Grandi rossi e grandi bianchi rappresenteranno l’Irpinia e il suo caratteristico “terroir” nel modo migliore>>.

In vista del Natale e del Capodanno, possiamo azzardare qualche accostamento vino-cibo?

<<In base alla tradizione, la cena del 24 dicembre è a base di pesce, con un Fiano di Avellino su un saporito spaghetto alle vongole e un Greco di Tufo su una bella frittura mista. Sulla lasagna del 25 proporrei anche un fresco Taurasi, mentre sul cotechino un Aglianico. Per il cenone di Capodanno c’è chi sceglie di farlo a base di pesce, chi di carne in base ai gusti. Senza dubbio, però, i vini dell’Irpinia accompagnano bene qualsiasi tipo di pietanza, perché diversi e adatti a tutte le alternative. E, anche a Natale, rappresentano sempre un gradito dono>>.

Nella produzione di Sertura ci sono i tre vini DOCG irpini Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi dei vigneti rispettivamente di Montefalcione, Santa Paolina e Torre le Nocelle, ottenuti da un approccio tecnico che prevede l’accurata selezione di uve autoctone, vinificazione in purezza e uso sapiente dei legni per conferire carattere ed esaltare i sapori di un prodotto che ha fatto dell’Irpinia una delle aree protagoniste nel panorama enologico mondiale.


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