Si compone di soli 8 episodi una miniserie biografica dalle tinte altamente drammatiche distribuita da Netflix a partire dal mese di settembre 2019 e molto apprezzata dal pubblico e dalla critica. “Unbelievable” il suo titolo, creata, diretta, prodotta e sceneggiata da una firma prestigiosa che è quella di Susannah Grant (sceneggiatrice di opere come “Pocahontas” della Disney, “Erin Brockovich”, “In he Shoes – Se fossi lei”).

Questa miniserie statunitense si basa sulla denuncia di T. Christian Miller e Ken Armstrong pubblicata da The Marshall Project e ProPublica circa una serie di stupri avvenuti tra gli stati di Colorando e Washington. A cui era seguito un libro dal titolo “A false report”. Nel 2020 questa produzione aveva ottenuto la candidatura a ben quattro Golden Globe, a dimostrazione della sua portata sulla critica. Ma anche il pubblico l’ha sempre sostenuta.

Su Google la percentuale di utenti a cui è piaciuta è dell’80%, su IMDb ha una valutazione di 8,3 su 10, mentre su Rotten Tomatoes ha un gradimento medio del 98%.

I primi tre episodi della serie li ha diretti Lisa Cholodenko, già nominata all’Oscar per “I ragazzi stanno bene” (2010)

Molto apprezzata l’interpretazione principale, quella di Kaitlyn Dever, una talentuosa attrice ventiduenne che ha all’attivo una quindicina di film e diverse serie televisive.

Accanto a lei, un volto noto, quello di Toni Collette (protagonista in (“About a boy”, “Frammenti di Lei“, “Wanderlust “, “Little Miss Sunshine”, vincitrice di due Golden Globes, due Emmy Awards e candidata all’Oscar per “The Sixth Sense”), e altre due attrici brave come Merritt Wever e Danielle Macdonald.

Il contesto nel quale si muove la scena è quello cupo e angosciante di una casa famiglia, dove la vita scorre priva di gioie e serenità. Il suo essere tratto da una storia vera subito mette lo spettatore in una veste altamente empatica nei confronti della protagonista.

L’origine della sceneggiatura è la caccia a uno stupratore seriale che nel 2009 aveva aggredito alcune donne nelle proprie camere da letto con una violenza fisica inaudita e poi costringendole a lavare ogni possibile traccia biologica che potesse identificarlo.

Questo l’inizio, per poi affrontare una conseguenza sempre e purtroppo molto attuale, quella di una società violenta che sembra prendersela con i più fragili e, come in questo caso, con le donne. Sono proprio le donne le uniche protagoniste in positivo di tutta la drammatica vicenda, le uniche che possono lottare per la salvezza delle altre donne. Sono loro, nelle vesti di detective, a provare a risolvere un caso altrimenti abbandonato a se stesso.

Ispirata a fatti realmente accaduti, la miniserie racconta la storia di Marie, un’adolescente dalla vita difficile, che vive in una casa famiglia sballottata tra genitori affidatari. Accusata di mentire sulla violenza sessuale subita da uno sconosciuto che si è introdotto nella sua camera durante la notte. Il caso viene infatti seguito da un detective che la spinge a confessare di non aver subito alcun abuso.

Ma nel frattempo fortunatamente due detective donne scoprono che ciascuna di loro sta seguendo un caso di abuso sessuale che presenta delle forti analogie con il caso dell’altra. Inizialmente diffidenti l’una dell’altra, caratterialmente opposte, le due donne inizieranno a collaborare per portare almeno un po’ di luce in un’ennesima vita svuotata di ogni bellezza.

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