Leo Gullotta

Leo Gullotta

Le vacanze di Leo Gullotta: "Amo la provincia e impazzisco per la pasta alla siciliana."

di Boris Ambrosone

Siciliano di nascita, romano d’adozione. Leo Gullotta, attore di teatro tra i più amati d’Italia e volto noto del cabaret televisivo d’autore, confida ad Agendaonline.it le sue grandi passioni: l’amore per la natura e per il cibo.

Che rapporto ha con la vacanza, con il viaggio, e quando, tra tutti gli impegni che lo portano in giro in Italia ed all’estero, riesce a programmare le vacanze?

Sembrerà strano, ma ognuno può scegliere il proprio stile di vita, anche in un lavoro stressante e ricco di impegni come il mio. Io intendo la vacanza come relax totale. Vivo la vita secondo il mio stile.

Credo che in Italia anche la provincia, intesa come il luogo opposto alla grande città abbia importanti “note di vita” da conoscere.

Purtroppo, sempre più spesso acquisisce i viziacci della metropoli, ma viaggiare, capire, conoscere i tanti luoghi dove il mio lavoro mi porta è una esperienza costruttiva per conoscere anche la provincia.

Se poi vuoi fare la vacanza per farti fotografare, tutti noi sappiamo quali sono i locali da frequentare.

La vacanza ideale di Leo Gullotta?

Non ho un ideale di vacanza. Sono un amante della natura. La scorsa stagione sono stato ad Ischia per una vacanza di puro relax e serenità, per rimettermi in sesto. Dovrebbe essere questo l’obiettivo per cui si va in vacanza, rimettersi a posto.

Ricorda qualche luogo in maniera particolare?

Ho fatto di tutto. Grandi viaggi, ho visitato grandi terre.

In Italia amo il Trentino per lo spettacolo della natura, il mare del Sud, la Sardegna.

Le terme del Veneto immerse in boschi e pinete: sono bellezze ineguagliabili che si aprono dinanzi agli occhi e lasciano un’emozione.

Anche la foresta dell’Amazzonia, tanto per fare un esempio fuori dai confini.

C’è differenza tra il viaggiare, fare turismo all’estero ed in Italia?

All’estero i servizi sono straordinari e li trovi tutto l’anno. In Italia, pur potendo usufruire di quelli che chiamo “festival della natura” accusiamo ritardi.

Mi chiedo, anche se forse posso trovare la risposta da solo, perch?il nostro turismo è stagionale.

Da amante della natura, avrà sicuramente un debole per l’enogastronomia italiana?

Premetto che sono astemio, quindi per gli alcolici non posso rispondere, ma ho un debole per il cibo. Mi piace.

Mi piace conoscere anche attraverso i sapori e le tradizioni della tavola, la storia di un luogo. Non scelgo mai i locali con i neon o con le luminarie. Prediligo i luoghi autentici.

Mi piace “l’impatto del piatto”.

Quali pietanze ama di più?

I piatti della tradizione meridionale sono una festa in tavola.

Sono ricchi di colori, profumi, sono semplici ma possono essere elaborati allo stesso tempo e sono “antichi”.

Un brodetto, una pasta al forno, i friarielli, sono qualcosa in più di una portata.

Ed una ricetta di cui è goloso?

Ma certamente quelle della mia terra, la Sicilia. La pasta alla Norma, con le sarde, la pasta con le melanzane. La Sicilia vive a tavola anni, secoli di dominazioni diverse.

Ma anche fuori dalla mia terra mi piace chiedere come è nata una ricetta, che rapporto ha con il territorio, con la tradizione e se ed in che modo è stata rivisitata.

Per esempio, se le rivisitazioni gastronomiche sono equilibrate va bene, altrimenti il piatto diventa un’altra cosa.

Quindi a tavola lei ritrova anche la storia e la conoscenza?

Per me è questo il senso del mangiare. E’ come ritrovare qualcosa di te, rivederti meglio.

Capire meglio le radici di un piatto e come capire meglio se stessi.