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Venafro
Venafro in Molise
Viaggi e Turismo Week end in Italia

Un week end a Venafro in Molise.

Chi trascorre un weekend a Venafro può ammirare la natura passeggiando tra i sentieri della vicina Oasi WWF oppure del Parco Regionale dell’Olivo di Venafro

Situato in provincia di Isernia, Venafro rappresenta il quarto comune per popolazione del Molise (dopo Campobasso, Isernia e Termoli) ed è un importante punto di transito della Campania e dal Lazio.

E’ una cittadina piacevole da visitare per brevi soggiorni alla scoperta del territorio molisano.

Caratteristico del centro storico è il tracciato delle strade romane che ha influenzato il successivo sviluppo in epoca medievale. Di origini sannite, Venafro conserva però importanti resti dell’urbanizzazione attuata dai Romani.

Ciò è visibile nei resti dell’Anfiteatro, del quale è riconoscibile la pianta ellittica nonostante le successive sovrapposizioni architettoniche, nel Teatro Romano ubicato sul colle dell’ultimo decumano o nell’acquedotto romano che prelevava le acque dal fiume Volturno.

Ancora visitabili anche i resti delle Mura Sannitiche, sistema difensivo innalzato durante il IV secolo a.C.. Coloro che visitano Venafro possono notare la grande presenza di architetture religiose di varie epoche.

Tra le tante ricordiamo la Concattedrale di Santa Maria Assunta, il luogo di culto più noto della città, la Chiesa dell’Annunziata, emblematico esempio di barocco molisano, e la Chiesa del Cristo, costruita nel Cinquecento e ampliata durante il secolo successivo.

Cosa vedere e visitare a Venafro

Chi trascorre un weekend a Venafro può ammirare la natura passeggiando tra i sentieri della vicina Oasi WWF Le Mortine, al confine con la Campania, oppure del Parco Regionale Agricolo Storico dell’Olivo di Venafro (Parco Oraziano), il primo parco tematico sull’olivo del Mediterraneo.

Da non perdere un assaggio di mozzarella e ricotta di bufala.

Venafro è infatti l’unico comune molisano a poter vantare il marchio “Mozzarella di Bufala Campana DOP” e “Ricotta di Bufala Campana DOP” (ciò possibile perché fino all’Unità d’Italia la città faceva parte della provincia di Caserta).

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