Un Week End in Provenza: Arles e Aigues Mortes.

L'Anfiteatro di Arles

Un fine settimana in Provenza: Oggi tappa turistica ad Arles e Aigues Mortes.

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Il terzo giorno ci aspetta Arles, la città più spagnoleggiante della Francia.

Da Place de la Republique procediamo in direzione dell’anfiteatro romano, non senza prima una visita alla chiesa di St Trophin, che ci accoglie con i suoi arazzi e in cui sono custodite le reliquie di Sant’Antonio del deserto.

Il teatro, costruito negli anni 25-27 a.C., era originariamente dedicato ad Apollo. Arles era chiamata la “piccola Roma gallica”, e Costantino stabilì qui la propria residenza imperiale.

L’anfiteatro, costruito nel 80 d.C. ed utilizzato per ospitare i combattimenti dei gladiatori, è il simbolo della città ed è uno dei meglio conservati assieme a quello di Verona e di Nimes. Nell’Alto medioevo, esso ospitò un vero e proprio paese, con 212 case e due chiese.

 Oggi utilizzato per la corrida, dalle sue arcate si gode di una splendida vista sui tetti rossi della città vecchia e sul Rodano.

Il centro storico di Arles in Francia

Immancabile poi un salto in Camargue, la piana alluvionale nata fra le foci del Rodano e il confine con la costa.

Prima di ripartire alla volta dell’Italia, facciamo quindi tappa ad Aigues Mortes, cittadella cinta dai suoi bastioni, in ottimo stato di conservazione e oggi visitabili.

 Forse è proprio questo paese, a lasciarci della Provenza un ricordo indelebile: questo borgo frequentatissimo dai turisti ha un che di speciale.




 Se non fosse chiuso entro le sue mura, come il modellino perfetto di una piccola città richiusa dentro la sua scatola, forse non risulterebbe altrettanto magica.

I bastioni di Aigues Mortes

In Rue Jean Jaures, appena oltrepassata la sua porta principale, c’è una biscotteria che offre al visitatore assaggi delle più squisite specialità locali, come i biscotti al lampone.

All’ora di pranzo la sua piazza principale è affollata di turisti: nei numerosi ristoranti di Aigues Mortes è possibile gustare una paella squisita. Visto il grande smercio, specialmente domenicale, la rapidità con cui si è serviti è garantita.

Ci sarebbe da soffermarsi un pomeriggio intero visitando questo borgo medievale, godendo della vista panoramica dalle sue mura, per rintracciare tutti i segni che il tempo non ha portato via, sul passato di Aigues Mortes come porto franco dei crociati diretti in Palestina nel Duecento.

Ma conviene fare dietro-front verso l’Italia.




 Ci sarà modo e tempo per ritornare sulle tracce dei Cavalieri e dei gitani; oggi, a Saintes Maries de la Mer, si tiene la tradizionale Festa dei Gitani, un raduno di importanza mondiale che ricorre annualmente a fine maggio, e riunisce gruppi tradizionali da ogni parte d’Europa.

Siamo comunque sicuri che un secondo week end provenzale è presto in arrivo.

( 5 Fine)

Un Viaggio in Provenza di Dario Caltabiano

 

 










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