Week End Val di Noto.

I sapori della Val di Noto sulla tavola barocca, patrimonio dell’umanità, cosa vedere e visitare durante un week end.

di Veronica Pellecchia

Lontano dal turismo di massa e fruibile anche al di fuori del periodo prettamente estivo c’è la Sicilia più autentica, quella che più si conforma all’immagine collettiva dell’isola italiana in cui, non a caso, sono stati girati alcuni dei più recenti film e fiction (su tutti Il commissario Montalbano): stiamo parlando della Sicilia sud-orientale, quella compresa tra le province di Ragusa e Siracusa, il Val di Noto.

Raggiungibile dall’aeroporto di Catania, mediante la superstrada Catania-Ragusa e presto, si spera, dal nuovo scalo aereo di Comiso (aeroporto militare in fase di riconversione, a 15 Km da Ragusa), ma anche via mare, grazie agli ampliamenti previsti del porto turistico di Siracusa, questo territorio offre una ricchezza inestimabile al turista dal punto di vista artistico, come da quello paesaggistico, enogastronomico, e addirittura archeologico.

Testimone di varie dominazioni ed influenze subite nel corso dei millenni, siculi, greci, arabi, normanni, spagnoli, e duramente provata dal terremoto del 1693, la Val di Noto è attualmente, a seguito della ricostruzione successiva al sisma, il più fulgido esempio del tardo Barocco settecentesco, nonché da poco dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità




Cosa vedere nella zona di Ragusa Ibla

Un panorama di Ragusa

Più tipico esempio del “Roccocò siciliano” è la zona antica di Ragusa, Ragusa Ibla, nel cui centro storico, otre a godere di inestimabili bellezze architettoniche, come le chiese di S. Giorgio, di S. Giuseppe, ma anche dei panoramici Giardini Iblei, si potranno assaporare alcuni prodotti tipici tra cui le “scacce” derivate delle “empanadillas” spagnole, le granite dai gusti più tipici al “Belle Epoque” bar situato nei pressi della cattedrale e, sempre negli immediati vicinanze (piazza duomo), di fantastici gelati al moscato, alla carruba o al brachetto  nell’innovativo bar-enoteca “Gelati divini”.

Nei dintorni visita d’obbligo è quella allo stupendo castello di Donnafugata, costruito intorno al 1000, sopravvissuto a varie restaurazioni ed epoche storiche, dal 1982 è di possesso del comune e vi si svolgono eventi, concerti e rappresentazioni tra cui il CheeseART, rinomata manifestazione volta alla promozione del formaggio Ragusano Dop.





Cosa visitare end nella zona di Modica

Modica

Fondamentale tappa risulta, poi, sempre in provincia di Ragusa, la cittadina di Modica, una vera e propria bomboniera del tardo Barocco.

Qui potrete trovare un alloggio per tutte le tasche dai 30 euro in su: dai piccoli b&b situati nelle viuzze del centro antico a strutture più sofisticata che conciliano il rispetto per le costruzioni storiche in cui si collocano all’offerta di servizi innovativi e tecnologici  tra essi il Talia, l’Orangerie o il Resort Cambiocavallo (nelle campagne limitrofe).

Un giro per il centro antico di Modica non potrà prescindere dalla visita allo stupendo duomo di S. Giorgio, alla casa natale di Quasimodo, alla piccola Chiesa Rupestre Medievale, alla chiesa di S. Pietro.

La città, incantevole di giorno, si presenta molto piacevole anche di notte quando, si potrà, infatti, decidere di approfittare di ristoranti e locande tipiche, come l’Osteria dei Sapori Perduti (di fronte il Teatro Garibaldi) o “a Putia ro vinu” dove poter degustare i tipici prodotti gastronomici della zona conditi dall’olio dop dei monti iblei e accompagnati dal vino Cerasuolo di Vittoria docg; ma anche recarsi nei molti locali e wine bar sofisticati e moderni, come l’Hemingway, punto d’incontro della gioventù locale.

La città può essere visitata in qualsiasi periodo dell’anno ma si segnala, per i golosi, la presenza, a marzo, della manifestazione , nata per promuovere il famoso ed unico al mondo cioccolato modicano, attualmente realizzato, secondo un’antica ricetta atzeca, da tante piccole aziende locali tra cui l”Antica Dolceria Rizza”.




Cosa Visitare nella zona di Pozzallo, Scicli e Ispica

Rimanendo nel territorio della provincia ragusana si potrà far tappa, per godere oltre che di aspetti culturali anche di quelli naturalistici (paesaggistici), al comune di Pozzallo, l’unico paese del ragusano che sorga in riva al mare, dove sarà possibile visitare oltre il bellissimo lungomare, la Torre  di Cabrera, prima palazzo in seguito torre d’avvistamento, la chiesa di Santa Maria di Portosalvo e la Piazza delle Rembranze, per poi scegliere di ristorarvi nella tranquillità della “Baia Maganuco” complesso situato nelle vicinanze.

Dopo aver goduto dei gradevolissimi piatti a base di pesce offerti dalla struttura sarete, quindi, pronti a recarvi nel paesino di Scicli, noto non solo per le costruzioni settecentesche, come la Chiesa Madre della Madonna delle Milizie, ma anche per la Chiesa di S. Bartolomeo del XV sec, per il Palazzo Beneventano e per la chiesa Santa Maria La Nova.

Per completare la vostra panoramica sul territorio ragusano non vi rimane che recarvi ad Ispica, piccolo comune a pochi km dal mare dall’affascinate centro storico dal doppio insediamento, settecentesco e medievale.

Qui, oltre ad ammirare la Basilica di Santa Maria Maggiore, la Chiesa della SS. Annunziata e la Chiesa Madre di San Bartolomeo, testimonianze barocche, potrete recarvi nel Parco Archeologico della Forza nella Cava Ispica, area archeologica in cui, oltre ai resti di un castello medievale, potrete ammirare insediamenti rupestri risalenti a ben 4000 anni fa che offrono un fantastico spettacolo archeologico e naturalistico.

Non manca, inoltre, nelle campagne del piccolo comune la possibilità di un mini tour enogastronomico nello stupendo relais “Torre Marabino” dove, oltre a soggiornare in una suggestiva torre saracena ristrutturata e dotata di tutti i confort più tecnologici (pur rispettando la sua antica architettura), potrete visitare l’annessa azienda agricola biologica, Natura Iblea, produttrice di frutta, ortaggi, olio, conserve, tutte rigorosamente biologiche, e del vino “Eloro doc Nero d’Avola”.




Cosa Vedere nella zona di Rosolini, Portopalo di Capo Passero, Pachino e Marzamemi

Spostandosi nella provincia di Siracusa, si potrà, poi, visitare il paesino di Rosolini piccolo borgo feudale nel quale è possibile ammirare i resti del “castello”, la basilica paleocristiana ipogea ad esso inglobata, la Chiesa Madre, ma soprattutto, a pochi km dal centro, l’Eremo di Croce Santa, nato nel 3°-4° sec. d. C., ma che in realtà si situa nell’area di una necropoli risalente all’era paleolitica.

Per ritemprarvi dalla lunga giornata di escursioni potrete, poi, cenare nel rustico ristorante il Faretto.

Ritemprati dall’abbondante cucina casereccia potrete continuare il tour nella provincia siracusana passando per Portopalo di Capo Passero il comune più a sud della Sicilia, famoso perché punto d’incontro tra due mari lo Jonio e il Mediterraneo; si tratta del secondo porto per importanza della Sicilia e dell’intera Italia, nonché luogo  di una delle più antiche e importanti tonnare dell’isola.

A seguito, immancabile, sarà un giro per Pachino e per il suo borgo marinaro Marzamemi, noto per la lavorazione del tonno rosso di Sicilia, realizzata, tra le altre, dalle aziende Adelfio e Campisi. Famosissimo in tutto il mondo principalmente per i suoi pomodorini a ciliegina, il piccolo centro di Pachino vanta anche monumenti di rilievo come la Chiesa Madre SS. Crocifisso, la Torre Scribini mentre a Marzamemi si potrà visitare la tonnara, la chiesa ed il palazzo della tonnara ed il Palazzo Tasca.




Cosa Visitare nella zona di Avola e Noto

Altrettanto famosa per motivi enogastronomici è, poi, la vicina cittadina di Avola.

Qui si potranno visitare la cattedrale e la chiesa della SS. Annunziata, il Dolem, monumento dell’età neolitica la Villa Romana del II sec. d. c., la Cava Grande, riserva naturale con meravigliosi laghetti, ma soprattutto si potranno degustare i suoi famosissimi prodotti tipici: la mandorla e tutti i prodotti da essi derivati dolci, granite, latte di mandorla presso la Pasticceria Finocchiaro in Piazza Umberto e l’arci noto vino “Nero d’Avola”, prodotto da centinaia di aziende nel triangolo Ispica-Pachino-Eloro, tra cui citiamo Arfò, RioFavara, Baroni di San Lorenzo.

La cattedrale di Noto

Dopo tanto turismo enogastronomico e naturalistico non si potrà che proseguire verso il vero capolavoro architettonico del Barocco Siciliano la cittadina di Noto, il cui centro storico, racchiuso tra l’imponente Porta Reale e il Teatro Comunale e comprendente la stupenda cattedrale, le chiese di S.Francesco, di S. Chiara, il Municipio, la basilica di SS. Salvatore, tutte concentrate sul corso  Vittorio Emanuele, può essere considerata la vera capitale del barocco settecentesco.

Qui potrete cenare in tanti e caratteristici ristoranti del centro storico, come il noto “Le Ularie”, ma anche in agriturismi, b&b e resort nelle campagne limitrofe che, come “La Corte del Sole e “Villa favorita”, rappresentano vere e proprie sofisticate ed affascinanti oasi di relax.




Cosa vedere nella zona di Siracusa

Dulcis in fundo non si potrà che concludere il tour della Sicilia Barocca nella città di Siracusa, prima delle città greche costruite in Sicilia e sottoposta nel corso dei secoli a varie dominazioni: greci, romani, arabi, bizantini, normanni, savoia.

Il suo centro storico, situato nell’isola di Ortigia è ricchissimo di monumenti, tra cui spiccano il Duomo, la Fonte Aretusa, Il Tempio di Apollo testimonianza delle varie epoche storiche attraversate dalla città.

Mentre sulla terraferma sorge il maestoso Parco Archeologico della Neapolis, che con il Teatro Greco, l’Anfiteatro romano, e molto altro, rappresenta il più spettacolare esempio della dominazione greca.

 










 



Idee per un fine settimana in Sicilia