Tra i borghi delle aree interne della Campania che negli ultimi anni stanno attirando sempre più attenzione, Zungoli è probabilmente quello che meglio rappresenta una certa idea di viaggio: autentico, lento, senza costruzioni artificiali.
Il dato da cui partire è significativo e basta da solo a incuriosire: nel 2026 Zungoli si è classificato al terzo posto tra i borghi più belli d’Italia da visitare, nel concorso Borgo dei Borghi indetto dalla Rai ed alla sua tredicesima edizione. Un risultato che racconta molto più di una semplice graduatoria, perché fotografa la crescita di un luogo che ha scelto di valorizzarsi senza snaturarsi.
Come arrivare
Raggiungere Zungoli in auto è il modo migliore per cogliere davvero il senso del viaggio, perché il percorso stesso diventa parte dell’esperienza. Da Napoli basta imboccare l’autostrada A16 Napoli–Canosa in direzione Bari e uscire a Grottaminarda: da qui si prosegue lungo la SS90 verso Ariano Irpino, seguendo poi le indicazioni per Zungoli.
In poco meno di due ore il traffico caotico sarà solo un ricordo. Se invece si arriva dalla Puglia, il tragitto è altrettanto semplice e suggestivo. Sempre lungo la A16, ma in direzione Napoli, l’uscita consigliata è ancora Grottaminarda oppure Candela, a seconda del punto di partenza. Anche in questo caso, gli ultimi chilometri scorrono su strade provinciali che attraversano la Valle dell’Ufita, regalando scorci aperti e una sensazione di spazio sempre più ampia. È proprio questo tratto finale a preparare all’arrivo.
Il Borgo

Zungoli appare all’improvviso, arroccato su un colle che domina la Valle dell’Ufita. Il primo impatto è quello di un borgo compatto, costruito in pietra chiara, dove tutto sembra seguire un ordine naturale. Non ci sono interventi invasivi, non ci sono elementi fuori contesto: il centro storico è rimasto fedele alla sua origine medievale, con vicoli stretti, scalinate e passaggi che si aprono su scorci inattesi.
Il punto di riferimento è il Castello dei Susanna, (Ndr. è privato e non visitabile internamente) che sovrasta il paese e ne racconta la storia. Intorno, il borgo si sviluppa come un organismo vivo: le case si sostengono a vicenda, gli archi collegano gli spazi, e ogni angolo restituisce una sensazione di equilibrio. Qui non si segue un percorso preciso: si cammina, si osserva, ci si lascia guidare.
Tra le cose da vedere, il Convento di San Francesco rappresenta una tappa significativa, così come la Chiesa di Santa Maria Assunta, che custodisce elementi legati alla tradizione religiosa locale.
Ma uno degli aspetti più sorprendenti è rappresentato dalle grotte scavate nel tufo, un sistema di ambienti sotterranei che racconta un passato fatto di adattamento e ingegno. È uno di quei dettagli che non ti aspetti e che danno profondità alla visita.

C’è poi una dimensione più intima, fatta di piccoli simboli: vicoli stretti, balconi fioriti, scorci che sembrano costruiti per caso ma che invece restituiscono armonia. È questo che rende Zungoli diverso da tanti altri borghi: non ha bisogno di stupire, perché funziona così com’è.
La valle dell’Ufita
Intorno, il paesaggio completa l’esperienza. La Valle dell’Ufita si apre con dolcezza, mentre il Regio Tratturo Pescasseroli–Candela attraversa questo territorio portando con sé una storia antica, legata alla transumanza. In primavera, questi percorsi diventano ideali per camminate leggere, tra natura e memoria. È un territorio che invita a rallentare, a prendersi tempo, a vivere il viaggio in modo diverso.
Dove mangiare
E poi c’è la tavola, che qui non è mai un dettaglio secondario. La cucina di Zungoli è profondamente legata alla terra: pasta fatta a mano, legumi, carni locali, formaggi intensi come il caciocavallo podolico, spesso stagionato proprio nelle grotte del borgo. I sapori sono netti, riconoscibili, senza sovrastrutture.
Per una sosta, l’Agriturismo La Torre (Via S. Cesareo, 55, Tel: 338 323 3731) è una scelta naturale: immerso nel paesaggio, propone piatti che seguono la stagionalità e raccontano il territorio senza filtri. Poco distante, l’Agriturismo Il Tratturo (C.da San Cesareo, 2 Tel: 0825 845083) richiama già nel nome la storia di queste terre e offre una cucina semplice ma profondamente identitaria. E poi c’è la trattoria Rosa dal 1985 (Via Provinciale, 33 Tel: 338 505 5080), un posto che conserva l’impronta della tradizione, dove ogni piatto ha il sapore di casa.
Visitare Zungoli nel 2026 non significa solo andare in un borgo premiato, ma scoprire un luogo che ha trovato un equilibrio raro. Non ha ceduto alla tentazione di trasformarsi, non ha inseguito modelli esterni. Ha semplicemente valorizzato ciò che aveva. Ed è proprio questo che oggi lo rende così interessante. Perché in un tempo in cui molti luoghi si somigliano, Zungoli riesce ancora a essere riconoscibile.
Se cerchi altri borghi da visitare, leggi anche:
